The Project Gutenberg EBook of Storia della Guerra della Independenza
degli Stati Uniti di America, vol. 1, by Carlo Botta

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Title: Storia della Guerra della Independenza degli Stati Uniti di America, vol. 1

Author: Carlo Botta

Release Date: May 30, 2013 [EBook #42846]

Language: Italian

Character set encoding: ISO-8859-1

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                          STORIA DELLA GUERRA
                          DELLA INDEPENDENZA
                                DEGLI
                        STATI UNITI DI AMERICA


                              SCRITTA DA
                             CARLO  BOTTA


                             VOLUME PRIMO



                                MILANO
                         PER ANTONIO FONTANA
                            M.DCCC.XXVII




AVVERTIMENTO DELL'AUTORE


L'autore della presente Opera crede opportuna cosa l'avvertire, ch'egli
ha usata in ella tre sorte di voci e locuzioni. Le prime sono quelle,
che si trovano notate nel Vocabolario della Crusca; e queste intende di
avere usate nei significati stessi, dei quali si leggono gli esempj in
esso Vocabolario, e non altrimenti. Le seconde sono quelle, le quali,
quantunque omesse dai compilatori del medesimo, sono per altro usate
dagli autori di quei tempi, e da quegli stessi, dai quali sono gli
esempj ricavati; per cagion d'esempio la voce _timoneggiare_ usata dal
Machiavelli in significato di governare gli affari dello Stato;
_finanza_ in vece di dire le rendite di uno Stato, voce usata dal
Guicciardini; _le lari_ per dire la sommit dei colli, donde si spartono
le acque, voce usata dal Varchi, e simili. Le terze finalmente sono
quelle, che non si leggono n nel Vocabolario, n negli autori, i quali
gli servirono di testo; ma che sono dall'uso volgare d'oggid
autorizzate, come per esempio, _proclama_, _ministeriale_, e simili.
Egli  per mestiero l'osservare, che questa facolt ha usato l'autore
assai parcamente, essendo egli alienissimo dalla moderna corruzione
della toscana favella, la quale, come se fosse vecchia o difforme
diventata, molti pur troppo, trasandati i proprj suoi, vestono di panni
forestieri. E se alcuno gli dar biasimo dello aver adoperato qualche
voce, o locuzione barbare, il che potr forse essere addivenuto malgrado
l'estrema diligenza di lui a volerle schivare, ci ricever egli in buon
grado; ma non parimente, se qualcuno gli desse carico di essersi servito
di vocaboli, o di frasi toscane lontane dall'uso volgare d'oggid;
imperciocch ei porta opinione, che siccome, quando si vuole scrivere
accuratamente ed elegantemente la latina lingua, e' bisogna, senza
ristarsi alle cronache dei monaci del decimoterzo secolo, salire sino
all'et d'Augusto; e medesimamente, quando si ha in animo di scrivere
nel modo stesso la francese, non agli autori, che scrissero a' tempi
della rivoluzione, ma sibbene agli anteriori, e massimamente a quei del
secolo di Luigi decimoquarto bisogna ricorso avere, cos la lingua pura
e schietta d'Italia fa d'uopo cercare negli scrittori del secolo di
Dante e di Boccaccio, ed in quei principalmente del secolo di Leone
decimo e di Clemente settimo; i quali ultimi scrittori quella lingua
medesima e molto crebbero, e maravigliosamente ripulirono. Sono le
lingue come le piante, alle quali  dato un sol tempo per portar il
fiore. Prima esso  rinchiuso dentro una rozza buccia; dopo  appassito
e scolorato. E se taluno affermasse in contrario, che nell'opinione
dell'autore si presuppone, che le lingue non possano coll'andar del
tempo far progressi e migliorarsi, si risponder, che quando una lingua
veste una sembianza forestiera, questo cambiamento dee meglio
corruzione, che progresso o miglioramento riputarsi. Se poi l'italiana
favella si trovi add nostri in questo caso, gli amatori della medesima
lo giudicherann'essi. L'autore crede, sia oggimai tempo di ritirarla
verso i suoi principj. Se sar da quei, che la presente storia
leggeranno, giudicato, ch'egli abbia cooperato a quest'opera gentile,
ci recher ben esso a somma sua ventura.

Si debbe ancora avvertire, che le orazioni da lui poste in bocca agli
oratori sono state veramente dai medesimi fatte in quelle stesse
occasioni, di cui si tratta nell'Opera. Solo l'autore quello, che fu
detto da parecchi, che nella medesima sentenza favellarono, ha fatto
dire ad un solo; ed alcuna volta, sebben di rado, usando la facolt gi
concessa ad altri Storici, aggiunse del suo alcune poche cose, le quali
gli oratori medesimi avrebbero verisimilmente dette. Ci accadde
specialmente nelle due orazioni, l'una posta in bocca di Riccardo Enrico
Lee, l'altra di Giovanni Dickinson, dei quali il primo or in favore
della dichiarazione dell'independenza degli Stati Uniti, il secondo
mantenne la contraria sentenza.

Finalmente non debb'essere, a chi legger, nascosto, che siccome in varj
luoghi, e specialmente nelle orazioni, si trovano non di rado
predizioni, che col tempo riusciron vere, cos queste furono
effettualmente dette da quei personaggi stessi, che sono nell'Opera
indicati. Ed in questa cosa ebbe l'autore tanto scrupolo, che, acciocch
esse predizioni non paressero come quelle de' poeti, le quali vengono
dopo il fatto, volle a parola a parola dai testi, che sono per lo pi
scritti in lingua inglese, nella italiana favella trasportarle.

Resta, che gl'Italiani con altrettante amorevolezze e cortesia ricevano
queste Storie, con quanti amore e desiderio di giovare alla lingua loro
furono dall'autore composte.




NOTA DELLE OPERE

_Che l'Autore della presente Storia ebbe in sua facolt per la
composizione della medesima._


LIBRI INGLESI

Journals of the house of Lords; Journals of the house of Commons,
in-fol. stampati d'ordine delle due Camere. Tutti i volumi dal 1764 sino
al 1783.

Authentic accounts of the proceedings of Congress held at New-York, in
1766. Almon, 1767.

Journals of the proceedings of the Congress, 8. Dilly, 1775.

Journals of Congress held at Philadelphia, 8. Almon, 1776.

The Parliamentary Register, etc. Tutti i volumi dal 1766 sino al 1783.

The Annual Register, etc. Tutti i volumi dal 1764 sino al 1783.

Historical anecdotes relative to the american rebellion, un vol. in 8.
1779.

The Remembrancer, or impartial repository of public events. The second
edition. London, For. J. Almon, 17 vol. in-8. inclusi i Prior documents.

Letters on the american troubles, translated from french of M. Pinto.
1776.

An impartial history of the war in America between Great Britain, and
her colonies from its commencement to the end of the year 1779. 8. For
Faulders, 1780.

The history of the civil war in America, comprehending the campaigns of
1775, 1776, and 1777; by an officer of the army, 8., for Sewel, 1781.

A genuine detail of the several engagements, positions, and movements of
the royal, and american armies during the years 1775, and 1776 with an
accurate account of the blockade of Boston, etc. by William Carter, etc.
4. for Kearlsley, 1785.

An impartial, and authentic narrative of the battle fought on the 17
june, etc. on Bunker's-hill; by John Clarke, 1775.

A history of the campaigns of 1780, and 1781 in the southern provinces
of North America; by Lieutenant-colonel Tarleton, etc. Dublin, I vol.
in-8., 1787.

Strictures on Lieutenant-colonel Tarleton-s history of the campaigns of
1780, and 1781, etc; by Roderick Mackenzie 8., 1787.

The history of the american revolution; by David Ramsay, M. D. 2 vol.
in-8. Philadelphia, 1789.

History of the war with America, France, Spain, and Holland commencing
in 1775, and ending in 1783; by John Andrews, 4 vol. in-8. London, for
J. Fielding, 1783.

The history of rise, progress, and establishement of the independance of
the united States of America, etc. By William Gordon, D. D. London,
printed for the author, and sol by Charles Dilly, 1788. 4 vol. in-8.

An historical, geographical, commercial, and philosophical view of the
american united States, and of the European settlements in America, and
the West-Indies, by W. Winterbotham, 4 vol. in 8. London, 1795.

The life of George Washington, etc; by John Marshall, Chief-justice of
the united States, etc. 5 vol. in 8. London, for Richard Philips, 1804,
1805, 1807.

The life of Washington; by David Ramsay, un vol. in 8. New-York, 1807.
Printed by Hopkins, and Seymour.

Letters addressed to the army of the united States in the year 1783 with
a brief exposition etc.; by Buel. Kingston, state of New-York, 1803.


LIBRI FRANCESI

Rvolution d'Amrique; par M. l'abb Raynal, Londres, 1781.

Lettre adresse  l'abb Raynal sur les affaires de l'Amrique
septentrionale, traduite de l'anglais de M. Thomas Payne, 1783.

Essais historiques et politiques sur les Anglo-Amricains; par M.
Hilliard d'Auberteuil, 4 vol. in 8. Bruxelles, 1781.

Histoire de l'administration de lord North, et de la guerre de
l'Amrique septentrionale jusqu' la paix en 1783; 2 vol. in-8. Londres
et Paris, 1784.

Histoire impartiale des vnemens militaires et politiques de la
dernire guerre dans les quatre parties du monde, 3 vol. Amsterdam et
Paris, chez la veuve Duchesne, 1785.

Constitutions des treize tats-Unis d'Amrique, 1 vol. in 8.
Philadlphie et Paris, 1783.

Affaires de l'Angleterre et de l'Amrique, 17 vol. in 8. Anvers.

Voyages de M. le Marquis de Chastelux dans l'Amrique septentrionale,
pendant les annes 1780, 1781 et 1782, 2 vol. in-8. Paris, chez Prault,
1786.

Histoire des troubles de l'Amrique anglaise, etc.; par Franois Souls,
4 vol. in-8, Paris, chez Buisson, 1787.

Histoire de la dernire guerre entre la Grande-Bretagne et les
tats-Unis d'Amrique, la France, l'Espagne et la Hollande, depuis son
commencement en 1755 jusqu' sa fin en 1783. 1 vol. in-4. Paris, chez
Brocas, 1787.

Histoire de la revolution d'Amrique par rapport  la Caroline
mridionale; par David Ramsay, membre du Congrs amricain; traduit de
l'anglais, 2 vol. in-8, Londres et Paris, chez Froull, 1787.

Recherches historiques et politiques sur les tats-Unis de l'Amrique
septentrionale, etc.; par un citoyen de Virginie, 4 vol. in-8. Colle et
Paris, chez Froull, 1788.

Discussions importantes dbattues au Parlement britannique, etc. 4 vol.
in-8. Paris, chez Maradan et Perlet, 1790.

Mmoires historiques et pices authentiques sur M. de La Fayette, etc. 1
vol. in-8. Paris, l'an second de la libert franaise.


_A tutte queste opere bisogna aggiungere gran numero di libricciuoli,
che a' tempi della rivoluzione d'America si stampavano e si pubblicavano
alla giornata, tanto in Inghilterra, quanto in America ed in Francia._

_Finalmente l'Autore ebbe s buona ventura, che alcuni fra gli attori
stessi degli avvenimenti, ch'egli ha descritti, si sono degnati di
fargli copia di parecchi manuscritti di grande importanza, alla cortesia
de' quali ci rende in questo luogo, siccome dee, con grato animo
pubblica e solenne testimonianza._




STORIA DELLA GUERRA AMERICANA.




LIBRO PRIMO


L'America, e specialmente alcune parti di essa state scoperte
dall'ingegno, e dall'ardire degl'Italiani, ricevettero in varj tempi,
come in luogo d'asilo, gli uomini, i quali le turbazioni politiche, o
religiose cacciavano dalle proprie contrade d'Europa; posponendo eglino
la dolcezza della patria e dell'aere natio alla sicurezza, che quelle
lontane e deserte regioni alle menti loro appresentavano. Quivi
esercitandosi con ammirabil arte e costanza, secondo il costume di
coloro, cui il fervore delle opinioni sollecita e spinge, domando le
fiere, allontanando, o spegnendo gl'insetti malefici o importuni, le
nazioni barbare, e feroci, che abitavano quelle nuove terre, contenendo
e frenando; seccando le paludi, dirizzando i fiumi, diradando le selve,
solcando una verginal terra, e nel suo seno nuovi ed insoliti semi
consegnando, prepararono a s medesimi un clima meno aspro, e meno alla
natura umana inimico, pi sicure e pi comode sedi, cibi pi salutiferi
con parte di quegli agi ed opportunit, che al vivere civile sono
pertinenti. Questa moltitudine di fuorusciti, partitisi principalmente
dall'Inghilterra a tempo degli ultimi Stuardi, approdarono a quella
parte dell'America settentrionale, la quale si distende dal grado
quadragesimo quinto sino al trigesimo secondo di latitudine
settentrionale, e fondaronvi le colonie del Nuovo-Hampshire, di
Massacciusset, di Connecticut e dell'isola di Rodi, le quali col nome
generale di Nuova-Inghilterra si appellarono; e a' tempi d'appresso
quelle di Virginia, della Nuova-Jork, di Pensilvania, delle contee della
Delavara, della Cesarea, della Marilandia, delle due Caroline, cio
settentrionale e meridionale, e della Giorgia. N  da credere, che
poich eglino partivano dal paese, ove erano nati, per andare in istrani
luoghi cercando miglior condizione alla vita loro, quello abbandonassero
come in termine d'inimici, rompendo ogni vincolo, che al medesimo gli
strignesse; che anzi, per lo contrario, oltre i costumi, gli abiti, gli
usi e le maniere della comune patria, portarono seco i privilegj
dall'autorit reale conceduti, pei quali le leggi loro erano costituite
a modo di quelle dell'Inghilterra, pi o meno conformi ad un governo
libero e largo, ovvero ad un pi stretto secondo la natura, o l'autorit
del principe che le dava; ed anche secondo la maggiore, o minore
autorit che il popolo, per mezzo del Parlamento che lo rappresentava,
si trovava a possedere; essendoch in quei tempi di discordie civili e
religiose, per le quali il sangue inglese  stato versato a copia,
queste cose spesso variarono maravigliosamente; conciossiach, e
ciascuna provincia, o colonia avesse un'assemblea di gente eletta dal
popolo, la quale usava in certi limiti l'autorit del Parlamento; ed un
governatore, il quale in certi limiti ancora esercitava la potest del
Re, ed agli occhi dei coloni il rappresentava. S'aggiungeva a questo il
giudizio, che e' chiamano per Giur, non solamente nelle materie
criminali, ma ancora nelle civili; cosa di grandissima importanza, ed
affatto conforme agli ordini giudiziali dell'Inghilterra. Ma in fatto di
religione e' godevano eziandio di maggiore larghezza, che nella prima
patria stessa, non ritenendo essi la gerarchia, o sia l'ordine delle
cose e dignit ecclesiastiche stabilite in Inghilterra; avendo anzi
contro la medesima acerbamente combattuto, ed essendo questa contesa la
prima e principal cagione stata, che gli aveva a s lunga e perigliosa
peregrinazione inclinati.

Per tanto non  da far maraviglia, se questa generazione d'uomini non
solo avessero le menti loro volte a quelle credenze, le quali
costituiscono la base ed i principj del governo inglese, ma che non
contenti a queste avessero gli animi disposti a volere una maniera di
governo pi largo, ed una maggior libert, e fossero di vantaggio presi
da quel fervore, che nasce naturalmente nel cuore degli uomini dagli
ostacoli, che si oppongono alle opinioni loro politiche, o religiose, e
molto pi dall'avversa fortuna, ch'eglino per quelle abbiano incontrato.
E come quest'ardenza e questa esaltazione di animi esacerbati sarebbesi
ella attutita nelle vaste solitudini d'America, dove erano ignote le
distrazioni e gli svagamenti d'Europa; dove l'insistere nelle opere di
mano continuo render doveva i corpi induriti, ed all'avvenante gli animi
ostinati? S'eglino stati erano in Inghilterra avversi alla prerogativa
reale, come in ci sarebbonsi le opinioni loro cangiate nell'America,
dove niuno, o pochi vestigj si vedevano della presenza e dello splendore
reale? Dove essendo la medesima occupazione comune a tutti, quella di
coltivar la terra, doveva di necessit ingenerarsi in tutti una opinione
ed un amore di una eguaglianza comune? Eglino incontrarono l'esiglio a'
tempi, in cui pi ferocemente bolliva nella patria loro la guerra tra il
Re ed il popolo, contendendo questo di avere il diritto di resistere
alla volont del principe, quando egli usurpa le sue libert, ed anche,
se l'utilit comune il ricerca, da una testa sopra un'altra la corona
reale trasportare. Credeanlo i coloni; e come si sarebbono ricreduti,
trovandosi, senza la protezione dell'autorit reale presente, quantunque
quasi ancora in istato d'infanzia, o di appena nata societ, in quella
nuova contrada vita lieta e felice menare? Osservate le leggi,
amministrata la giustizia, rispettati i magistrati, rari, od incogniti i
delitti, guarentite le persone, la roba, l'onore? Credevano che spetti
un diritto inalienabile a qualsivoglia suddito inglese, o sia libero
uomo, o franco tenitore, come dicon essi, di non dare la roba sua, se
non per proprio consenso; la Camera de' Comuni sola avere il diritto,
come rappresentante il popolo inglese, di concedere alla Corona la
pecunia di esso; essere le tasse liberi doni del popolo a que' che lo
governano; dovere i principi usare l'autorit loro e la pecunia del
comune ad uso solo e benefizio di questo. Ora tale diritto averlo i
coloni portato seco loro; conciossiach non possano perdersi per
lontananza, o cambiamento di cielo le prerogative inglesi; ed essere i
coloni esciti dal regno con consenso e con privilegj dell'autorit
sovrana; quest'istesso diritto di non dare la propria pecunia, se non di
propria volont, stato essere in solenne modo riconosciuto dal governo
nei diplomi a parecchie colonie concessi; a questo fine essere state
instituite in ciascuna colonia le assemblee, o corti; per questo aver le
medesime la facolt d'investigare e sopravvedere l'uso della pubblica
pecunia. E come avrebbono i coloni ad un tale diritto rinunziato,
eglino, che ritraevano sostentamento alle vite loro dalle terre
americane non compre, n date da altri, ma proprie di loro medesimi,
avendole essi i primi occupate, coltivate, e riempite di fecondi ed
utili semi? Ogni cosa per lo contrario nell'America inglese riguardava
ad una larghezza inusitata di vivere sociale; ogni cosa pareva
inclinare, e dar favore alla civile libert; ogni cosa volgersi alla
nazionale independenza. Erano gli Americani, i pi, non solo
protestanti, ma protestanti contro l'istessa protestanza, e parte di
coloro, i quali in Inghilterra chiamano dissenzienti; perciocch, oltre
al non riconoscere, come protestanti, niuna autorit in materia di
religione, alle cui decisioni si debba senz'altro esame prestar fede, e
perci essere essi medesimi col solo lume della ragione naturale giudici
sufficienti delle credenze religiose, opponendosi alla gerarchia, e
condannando non che altro, i nomi delle dignit ecclesiastiche, eransi
spogliati del tutto di quella deferenza ed osservanza, che l'uomo ha di
natura verso le opinioni di coloro, i quali sono in grado costituiti, e
tanto per gli onori, che sono loro usati, quanto per la ricchezza e
magnificenza loro ragguardevoli. Essendo pertanto gl'intelletti degli
Americani intieramente liberi per questo conto, esercitavano
quest'istessa libert di pensare anche in altri oggetti alla religione
non pertinenti, e specialmente nelle materie di governo; alla quale
investigazione s'erano, a' tempi del soggiorno loro nella prima patria,
grandemente avvezzati. Abbondavano nelle colonie, pi che in ogni altra
contrada, i legisti, i quali, siccome sono soliti di cavare il sottile
dal sottile, sono ordinariamente in un paese governato da un principe
assoluto, i pi efficaci avvocati della potenza sua; ed in un paese
libero i pi utili difenditori della libert. Quindi era nato l'uso fra
gli Americani quasi universale di quelle acute disquisizioni, che sono
proprie dei teologanti e dei legisti, le quali ingenerano spesso
negl'intelletti umani l'ostinazione e l'ambizione nella propria
sentenza; e per molto, che e' dicessero in fatto della libert politica
e religiosa, non era mai che paresse loro di averne detto abbastanza. E
siccome lo studio delle belle lettere e delle nobili discipline aveva
gi fatto notabili progressi in America, cos condivan'eglino queste
disquisizioni con un bel dire; la qual cosa, siccome dall'un canto
allettava e lusingava i sostenitori di queste opinioni, dall'altro le
rendeva pi efficaci, e pi addentro le imprimeva nella mente degli
uditori. Le massime repubblicane divenivano una dottrina comune; e la
memoria dei puritani, e di quelli che, nelle vicende sanguinose
dell'Inghilterra, avevano le parti del popolo seguitate, e perci
incontrata la morte, era portata a cielo. Questi erano i padri, questi i
martiri loro. Di questi, delle virt ed imprese, dell'infelice, come che
agli occhi proprj de' coloni tanto onorevole fine loro, udivano i
figliuoli americani i genitori parlare di continuo. Se il ritratto del
Re prima della rivoluzione si osservava per l'ordinario in ogni cosa,
non  che non si vedessero ancora vicino ad esso quelli di coloro, i
quali a' tempi di Carlo primo la propria vita diedero per difendere ci
ch'e' chiamavano le libert anglicane. E non si pu dire con quanta
allegrezza ricevuto abbiano le novelle delle vittorie dei repubblicani
in Inghilterra; n con quanto dolore quelle del ristoramento della
monarchia nella persona di Carlo secondo. In tal modo e le inclinazioni
loro e le massime erano egualmente contrarie allo stato ed alla chiesa
anglicani; e come che modesti ed aggiustati di natura fossero, tutta via
mettean fuori spesso di que' motti, i quali manifestavano un odio
gravissimo contro gli ordini politici e religiosi della comune madre.
Chi voleva il favore popolesco accattare, dovea in questi modi essere
indulgente a s stesso; e per lo contrario gli Anglicani, i quali per
erano pochissimi, o chi gli avvocava, ne erano disgraziati. Ma ogni
cosa, nella Nuova-Inghilterra principalmente, concorreva a mantener vive
le radici di queste propensioni ed opinioni. Pochi libri avevano i
coloni; ma questi in mano di tutti, e per lo pi trattavano di cose di
governo secondo il temporale; ovvero la storia tramandavano delle
persecuzioni dai puritani loro antenati sopportate. Quelli perseguitati
nella antica patria, per le credenze loro in fatto della chiesa, o dello
Stato avere con animosa deliberazione amato meglio abbandonarla,
attraversando un mare vastissimo, fuggendo nelle pi rimote ed
inospitali regioni, a fine di poterle liberamente e pubblicamente
professare; per s generoso disegno avere in non cale posti tutti i
piaceri e le delizie di quella gentil terra, dove erano nati ed educati;
e quali travagli, quali fatiche quali pericoli non aver eglino
incontrati su pe' quei nuovi e selvaggi lidi? Ogni cosa essere loro
contraria stata; i corpi non avvezzi ai freddi invernali ed ai calori
estivi, gli uni e gli altri smisurati, del cielo americano; scarsi i
terreni abitabili; il suolo ritroso; l'aria pestilente; una morte
immatura avere i pi de' primi stabilitori rapito; e quelli, che alle
influenze ed alle miserie sopravvissero, avere avuto a combattere, per
assicurare le nascenti sedi, coi nativi, feroce gente ed infiammata di
sdegno, siccome quelli che vedevano per la prima volta un popolo
straniero, non mai pi n veduto n udito per lo innanzi, insignorirsi
di quelle terre, delle quali erano stati per s lungo tempo i soli
occupatori e signori; avere i coloni colla pazienza e coll'ardire
superato a poco a poco tutti questi impedimenti; la qual cosa, se
dall'un de' lati procur ad essi pi quiete ed una miglior condizione di
vita, dall'altro diede maggior baldanza ed opinione di s medesimi con
una elevazione d'animo non ordinaria. Oltre a ci, siccome i casi
prosperi, od avversi, che una generazione d'uomini abbiano insieme
incontrato, e la ricordanza loro legano in singolar modo gli animi di
quelli e pi gli stringono, ed all'un l'altro affezionano; cos gli
Americani avevano tra di s non solo que' vincoli, i quali l'uno
coll'altro congiungono gli uomini della medesima nazione per l'identit
della lingua, delle leggi, del cielo, dei costumi, ma di pi quelli, che
derivano da un destino medesimo in quelle rivoluzioni, alle quali un
popolo sia stato soggetto; onde offerivano al mondo come quasi
un'immagine di quelle congregazioni d'uomini viventi non solamente colle
leggi comuni della generale societ, in cui e' sono, ma ancora con
alcune regole e statuti particolari e proprj, ai quali si sono
volontariamente sottoposti. Il che suol dare, oltre ad un'opinione
comune, anche uno zelo ed entusiasmo comune.

Non si deve passare sotto silenzio, che anche la condizione della
societ nelle colonie americane dell'Inghilterra doveva rendere gli
abitanti avversi ad ogni specie di superiorit; ed alla libert
inclinati. L non v'era che una sola classe d'uomini. La mediocrit
della condizione loro non invitava i magnati d'Europa a recarsi su
quelle spiagge; le ricchezze e gli onori ereditari non vi si
conoscevano. Onde nissun vestigio vi rimase della servit feudale. La
qual cosa ha dovuto una generale opinione partorire, essere tutti gli
uomini per natura eguali; e difficilmente avrebbero questi abitanti
persuaso a s medesimi, dovere alla munificenza de' principi le terre
loro ed i diritti civili. Pochi avevano udito ricordare la _magna
carta_, e quelli, i quali conoscevano la storia di quell'importante
periodo delle rivoluzioni inglesi, nel quale quel patto fu fermato, lo
riputavano piuttosto un riconoscimento solenne dai Re d'Inghilterra
fatto de' diritti del popolo, che una concessione. Siccome riconoscevano
dal cielo quella protezione, la quale gli condusse in mezzo a tanti
pericoli a quelle terre, dove aveano finalmente un riposo trovato, che
nell'antica patria avevano cercato invano, e similmente a quella
riferivano le messi dei loro ubertosi campi, unica e vera sorgente delle
ricchezze loro; cos non dalle concessioni dei Re della Gran-Brettagna,
ma dalla bont, e clemenza infinita del Re del mondo ripetevano ogni
diritto; le quali opinioni nelle menti di un popolo, come questo era,
religioso e raccolto, dovevano profonde radici, e tenacissime avere.

Per la vastit delle province occupate, e la copia delle vacanti terre
ogni colono era, o poteva essere facilmente ad un tratto signore,
castaldo, e lavoratore. Vivendo, e dilettandosi nella vita contadina,
sotto i proprj occhj, dalle sue proprie terre, e spesso per le sue mani,
ei vedeva nascere, crescere, prosperare, e maturarsi tutte le cose al
vivere dell'uomo necessarie, e perci trovavasi fuori di ogni soggezione
e dependenza; e la libert individuale  possente stimolo alla libert
civile. Ognuno poteva cacciare, uccellare, pescare a sua posta senza
timore di poter fare ingiuria ad altrui; perciocch le bandite erano in
America ignote. I barchi, ed i serbatoj loro erano foreste senza fine,
vasti e frequenti laghi, grandissimi fiumi, ed acque correnti d'ogni
maniera con un mare infinito e libero, abbondante sopra ogni altro
d'ogni sorta di pescagione. Vivendo sparsi ne' campi uno qua, e l'altro
l, crebbe l'amore tra i membri della medesima famiglia; onde scem in
questi la voglia di sbrancarsi, e d'andar di scarriera; la qual cosa 
spesso causa di doversi l'uomo mettere agli stipendj altrui, e contrarre
abitudini servili.

La pi gran parte dei coloni inglesi essendo tenitori, castaldi, e
lavoratori di terre, e viventi di continuo nelle masserie, i mercatanti,
i meccanici ed i manufattori sommati insieme appena che arrivassero ad
un quinto della totalit degli abitanti; ed essendoch i coltivatori
delle terre solamente dal cielo dipendono, e dalla propria industria,
questi altri per lo contrario debbono pi, o meno avvezzarsi ed
accostarsi ai modi servili per potersi ai capricci degli avventori
accomodare; dimodoch la gran proporzione dei primi sopra i secondi
dovette necessariamente produrre in quelle colonie una foggia d'uomini
independenti, i quali non essendo soliti a rimanersi, se non se
all'incontro di quegli ostacoli, che la natura stessa delle cose
tramette, dovevano risentirsi vivamente, e diventare renitenti ad ogni
freno dall'autorit umana imposto.

Gli abitanti poi delle colonie erano anche esenti, e quasi fuori dal
pericolo di pigliar i bocconi ministeriali, essendo la sede del governo
cos lontana, ed avendo non che provato, udito di que' zimbelli. Cos
non v'era l andazzo di corrompere e di esser corrotto; i maestrati
erano pochi, e s poco lucrativi da non poter dare le imbeccate.

Quell'amore verso il Sovrano, e l'antica patria loro, il quale avevano i
fuorusciti potuto conservare nella nuova, and di mano in mano scemando
negli animi dei coloni in quella ragione, in cui una generazione
succedendo ad un'altra dal primiero stipite loro s'allontanavano; e
quando ebbe principio la rivoluzione, della quale ci apparecchiamo a
scrivere la storia, gli abitanti delle colonie inglesi erano per la pi
parte la terza, la quarta, ed anche la quinta generazione da que' primi
coloni, che avevano l'Inghilterra lasciato, e si erano nelle nuove
regioni dell'America fermati. Ad una tale distanza i sangui pi non si
affrontano, o trovano poca corrispondenza; e la ricordanza degli
antenati meglio viveva nella memoria, che nei cuori dei discendenti.

Il commercio, il quale suole congiungere ed amicare gli uni agli altri
gli abitanti di rimotissime contrade, non era ne' primi periodi delle
colonie inglesi s frequente, che potesse l'unione e l'amore vicendevole
tra gli abitanti dell'una, e dell'altra Inghilterra mantenere. I pi dei
coloni non avevano altro udito ricordare dell'Inghilterra, se non se,
questa essere un regno lontano, dal quale furono empiamente e
crudelmente ributtati gli antenati loro, e via cacciati, perch
andassero a cercar ventura nei deserti e nelle foreste dell'orrida
America, solo abitata da uomini selvaggi e feri, o da velenosi ed
orribili serpenti.

La lontananza del governo ne scema la forza, o sia perch gli uomini,
non essendo presente lo splendore e la magnificenza del trono,
obbediscono alla sola forza di quello, ed a ci non sono invitati dal
rispetto e dall'illusione; o sia perch gli agenti suoi in lontane
contrade posti, nell'esecuzioni delle leggi mettono ordinariamente pi
del loro arbitrio, e perci e' danno ai popoli governati maggiore
speranza di poter per diverse vie scappar dalla tela. Che si dovr
dunque credere della forza del governo inglese in America, se si
considera, che tra l'una e l'altra contrada giace un mare tremila miglia
largo, e che dovevano i mesi intieri trascorrere tra un ordine dato, e
la esecuzione sua? Aggiungesi, che, fuori dei casi di guerra, gli
eserciti stanziali, che pure ad ogni modo costringono i popoli
all'obbedienza, erano pochi in Inghilterra, e pochissimi in America;
essendo anzi cosa alla legge contraria il mantenervegli: da ci ne deve
risultare di necessit, che siccome gli stromenti di costringere da
parte del governo erano deboli, cos doveva nascere e crescere ognora
pi negli animi americani, colla speranza, anche il desiderio di levarsi
dal collo il giogo della superiorit inglese.

Tutte queste considerazioni spettano pi specialmente alla condizione
delle province orientali dell'America inglese. Ma nelle occidentali,
essendo le terre molto pi fertili, e perci godendo i coloni di una
maggior larghezza di facolt, dovevano anche poter essere di vantaggio
liberi in sulla propria volont, e meno per le necessit naturali a
quella d'altrui obbligati. N si potrebbe pensare, ci avere ammollito,
o snervato gli animi loro; che anzi, vivendo eglino continuamente in sui
campi, lontani dal lusso e dagli allettamenti delle citt, ed essendo in
ogni desiderio loro assegnati e modesti, si deve credere, la maggior
abbondanza delle cose al vivere umano necessarie conferisse ai corpi
loro pi vigore, e gli animi rendesse ad ogni soggezione pi impazienti.

In queste ancora la schiavit dei Neri, la quale vi era in uso,
quantunque sembri a prima vista strana cosa a dirsi, allettava gli
uomini bianchi all'amore della libert. Avendo questi continuamente
sotto gli occhj l'esempio vivo della miserabile condizione dell'uomo
ridotto in ischiavit, dovevano sapere meglio, e pi apprezzare la
libert, la quale e' gioivano; questa libert riputavano, non che un
diritto, essere una franchigia ed un privilegio; e siccome quando si
tratta dell'interesse proprio e delle passioni loro, gli uomini
giudicano alla grossa e cogli occhi della mente abbacinati,
impazientemente sopportavano i coloni la superiorit del governo
inglese, e le pretensioni sue, siccome quelle, che tendessero a condurli
in uno stato prossimo, o simile a quello, al quale gli schiavi loro
erano ridotti, detestando eglino in s stessi ci, che esercitavano
sugli altri.

Gli abitanti delle colonie, specialmente delle orientali, fruivano non
solo l'ombra, ma di pi la sostanza medesima del governo inglese, ed in
questo conto poco mancava, non fossero affatto independenti. Eglino
eleggevano i proprj maestrati; eglino gli pagavano, ogni cosa spettante
all'amministrazione interiore loro s'apparteneva; e la sola prova della
dependenza verso l'antica patria in ci era, che non potessero far
leggi, o statuti contrarj alla lettera, od alla intenzione delle leggi
inglesi; che il Re avesse la facolt del divieto sopra le deliberazioni
delle assemblee loro, e che si sottomettessero a quelle regole e
restrizioni di commercio, che fossero dal Parlamento giudicate
necessarie, ed al bene universale di tutto l'impero conducenti. Del
rimanente queste cose erano pi vane parole, che altro; perciocch il Re
di rado diede divieto; e da un altro canto e' cansavano destramente
quelle regole e restrizioni per il mezzo del traffico di contrabbando.
Le assemblee provinciali poi erano molto libere, e forse pi del
Parlamento stesso dell'Inghilterra, non essendovi l i ministri pronti
ad imbeccherare ad ogni d, ed il calore e zelo democratico non avendovi
freno, se non debole o niuno; conciossiach i governatori, i quali
v'intervenivano da parte del Re, non avessero credito da tanto, traendo
gli loro stipendj, non dalla corona, ma s dalla provincia stessa, ed in
alcune fossero anche eletti dai suffragi degli abitatori.

L'eccessivo zelo religioso, il quale era ne' coloni, e massimamente
negli abitatori della Nuova-Inghilterra, manteneva tra i medesimi i
buoni costumi, e la parsimonia, la temperanza e la castit erano virt
frequenti in mezzo a quel popolo. L non si vedevano le mogli pompose, i
mariti randagi, i figliuoli discoli. I ministri di una religione
severissima eranvi ed osservati e venerati; perciocch davano essi
stessi l'esempio di quelle virt, che agli altri predicavano. L si
passava il tempo tra i lavori camperecci, le brigate domestiche, e le
preghiere, e grazie indiritte e rendute a quel Dio, il quale, aprendo
loro le viscere di una fertile terra, e con gli accidenti di un propizio
cielo fecondandola, accumulava sopra di essi tanti beni e tanti tesori.

Se a ci si aggiunge, che gli abitanti della Nuova-Inghilterra
s'incontrarono, dopo superati i primi ostacoli, in una regione
generativa e sana, non sar da maravigliare, la popolazione delle
colonie americane essere, nel termine di un secolo, cresciuta in
maniera, che pochi e miserabili uomini, i quali l'avversa fortuna aveva
spinto a que' lidi estrani, siano diventati in s breve tempo una grande
e potente nazione.

Oltre a questo si deve fare considerazione, che i padri americani
andavano esenti del tutto da quella inquietudine, la quale ad ogni d,
ad ogni ora, e quasi ad ogni momento punge e travaglia l'animo dei padri
europei intorno al sostentamento e collocamento futuro della prole loro.
Laonde l'appetito naturale di generare non trovava, sotto quel cielo,
nella strettezza delle facolt famigliari opposizione alcuna; che anzi
la nascita di un figliuolo era non solo un evento prospero al paternale
amore; ma s lo era ancora per l'interesse ed il pr di tutta la
famiglia; perciocch in quella immensit di terre tuttavia incolte non
era da dubitare, che il nuovo fanciullo all'et conveniente pervenuto,
riducendone a propria coltivazione anche un altro tratto colle mani sue,
non procurasse a s ed ai parenti un nuovo sostentamento; e perci pi
erano i figliuoli, e pi eziandio erano gli strumenti del bene ed
agiatamente vivere di tutta la Casa. Per la qual cosa egli  chiaro, che
in quei paesi il cielo, la natura, le istituzioni civili e religiose, e
l'interesse medesimo delle famiglie, tutti concorrevano in questo; che
avessero a nascervi in copia, da robusti padri, robusti e generosi
figliuoli.

E siccome la industria, lo intraprendere, ed il sommo desiderio di
convertire ogni cosa in pr sono proprj di coloro, i quali si trovano
dagli altri uomini segregati, e solo da s stessi possono ogni
sostentamento aspettare, discendendo anche i coloni da una nazione nota
a tutti per suo ardire e per la sua industria nelle cose di commercio,
si deve facilmente credere, che all'accrescimento della popolazione si
proporzionasse quello del commercio stesso. La qual cosa si pu
chiaramente argomentare da ci, che nell'anno 1704 la totalit
dell'uscita commerciale dall'Inghilterra, compresevi le merci tratte per
alla volta delle sue colonie, era stata di sei milioni cinquecento e
novemila lire di sterlini; ma da quell'anno sino al 1772 queste crebbero
s fattamente in popolazione e prosperit, che in quest'ultimo anno
trassero da s sole dall'Inghilterra pel valore di sei milioni
ventiduemila cento e trenta due lire di sterlini; che  quanto dire, che
nel 1772 le colonie ricavarono da per s sole dalla comune patria quasi
altrettante mercatanzie, quante esse stesse unitamente a tutte le altre
parti del mondo sessant'otto anni indietro avevano ricavato.

Tale era lo stato delle colonie inglesi d'America, tali le opinioni e le
affezioni di coloro, che le abitavano, essendo gi oltre la met
trascorso il decimo ottavo secolo. Potenti di numero e di forze,
abbondanti di ricchezze, e d'ogni cosa al vivere umano necessaria,
proceduti gi molt'oltre nella carriera delle arti utili e delle nobili
discipline, andando gi mercatando per ogni dove con tutte le nazioni
del mondo, non era possibile, non fossero diventati di s medesimi
consapevoli; e che, crescendo appoco appoco il nazionale orgoglio, il
giogo della superiorit inglese impazientemente non sopportassero. Ma
queste opportunit ed inclinazioni a cose nuove non procedevano a
manifesto incendio, e sarebbersi senza nuova esca contenute tuttavia ne'
termini, in cui gi per s lungo tempo erano bastate; la quale esca il
governo brittanico, durante un secolo, governando con prudenza le cose
delle colonie, aveva evitato di somministrare; che anzi quasi con cura
paterna allevandole e proteggendole, quando elleno erano ancora deboli,
e quasi in istato d'infanzia costituite, e poscia con savie leggi
regolando il commercio loro colla comune madre e coll'estere nazioni, le
aveva gradatamente alla presente prosperit condotte, e fattele
fiorentissime; imperciocch ne' tempi prossimi alla fondazione delle
colonie, l'Inghilterra cogli uomini suoi e colle sue navi, non
altrimenti che una buona madre i proprj figliuoli, le difendeva contro
gl'impeti delle vicine e barbare popolazioni, e dalle avanie e soprusi
delle altre nazioni; concedeva immunit e privilegj a coloro, i quali
volessero dall'Europa ridursi in quelle nuove terre; somministrava ai
coloni a buonissimo prezzo i drappi, i panni, i feltri, le tele ed ogni
maniera d'istromenti necessarj tanto per la propria difesa contro i
nemici, quanto per le arti utili in tempo di pace, e specialmente ogni
cosa atta e conveniente all'acconcime delle terre, ed ai lavori della
agricoltura. Medesimamente i mercatanti inglesi gli accomodavano dei
loro grossi capitali, senza dei quali non avrebbero potuto intraprendere
opere di gran momento, come quelle di costrur navi di gran portata,
seccare vaste paludi, ordinare letti a' fiumi, diboscare le selve, e
numerose piantazioni fare, e simili altre imprese di somma
considerazione.

In contraccambio di tanti benefizj, e piuttosto come una conseguenza
necessaria dell'atto di navigazione, che come una restrizione fiscale e
particolare di commercio, l'Inghilterra altro non ricercava
dall'America, se non se che questa l'accomodasse di quelle cose che a
lei mancavano, e da lei ricevesse quelle che in casa soprabbondavano, e
delle quali avessero le colonie difetto. Perci l'America era obbligata
a portare in Inghilterra tutte le derrate, grasce e proventi di
qualsivoglia sorta, che le sue terre producono soprabbondevolmente, e
delle quali questa aveva bisogno; ed anche tutte le materie gregge, le
quali possono alle manifatture servire. Oltre a questo era fatto divieto
agli Americani di far procaccio di lavori da ogni altra parte
qualsivoglia del mondo fuori dell'Inghilterra, e di non far compra
parimente dei proventi delle terre appartenenti ad alcune nazioni
europee, colle quali era essa in gelosia e rivalit, se prima questi
proventi non erano nei porti inglesi stati introdotti. Questo  stato lo
scopo costante, e tale la materia di moltissimi atti del Parlamento
perfino dal 1660 sino al 1764, dimodoch un vero monopolio commerciale
venne ad ordinarsi a carico delle colonie inglesi, ed in favore della
Inghilterra. Della qual cosa per i coloni non se ne tenevano n offesi,
n gravati; sia perch ne ricevevano in ristoro tanta protezione dal
governo e tante comodit dai particolari, sia perch, e molto pi, egli
pareva e riputavasi, che la gravezza, che ne sperimentavano, tenesse
luogo delle tasse ed imposizioni, alle quali gli abitanti della
Gran-Brettagna andavano soggetti per virt delle leggi emanate dal
Parlamento. In tutto questo tempo le tasse parlamentari non formarono
parte del sistema del governo colonario. In fatti in tutte le leggi, le
quali alle colonie riguardavano, tutte le parole speciali, che ne'
preamboli delle leggi di finanza significano l'imporre gravezze,
balzelli, o tasse, a fine di creare una entrata pubblica ad uso del
governo, erano studiosamente evitate; e solo si usavano quelle di doni,
di concessioni, o di aiuti prestati alla Corona. Ed avvegnadioch il
Parlamento avesse pi volte imposte gabelle su di varj oggetti di
commercio nelle colonie, queste erano riputate meglio regole e
restrizioni di commercio, che sorgenti di pubblica entrata. Cos sino
all'anno 1764 il negozio delle tasse da imporsi per autorit del
Parlamento a fine di creare una rendita al comune si pass sotto
silenzio; e l'Inghilterra stette contenta ad esercitare la sua
superiorit solamente regolando i generali interessi delle colonie, e
facendogli tutti concorrere e rinvergare nella utilit di tutto il
regno. Alla quale condizione si sottomettevano gli Americani, se non
senza qualche mal cenno, almeno con una filiale obbedienza. Dal che si
dimostr, che quantunque non fossero sottoposti alle tasse parlamentari,
davano ci non ostante buona corrispondenza di s medesimi, ed utilmente
servivano alla prosperit di tutto il dominio inglese.

Non  per, che non siano corsi di quando in quando mali umori tra l'uno
e l'altro popolo per le tente fatte dall'un canto a fine di mantenere,
ed anche amplificare la superiorit, e dall'altro per progredire verso
l'independenza. Un anno dopo la pace di Aquisgrana fu fatta nelle
vicinanze del fiume Ojo una concessione di seicentomila acri (un'acre
chiamano una sorta di misura agraria usata nell'America settentrionale,
delle quali cinque sommate insieme equivalgono a un dipresso a due
ectari) delle migliori terre ad alcuni gentiluomini, che esercitavano la
mercatura, i quali collegatisi si chiamarono la compagnia dell'Ojo.
Della qual cosa avendo avuto sentore il governatore della provincia del
Canad, la quale si teneva allora pei Francesi, venne in apprensione,
non avessero gl'Inglesi il pensiero di disturbare il commercio loro con
gli Indiani chiamati Tuigtuis, ed interrompere la comunicazione loro tra
le due province della Luigiana e del Canad. Mand dunque ai governatori
della Nuova-Jork e della Pensilvania significando, i mercatanti inglesi
aver posto piede sul territorio francese trafficando con gl'Indiani, i
quali coi sudditi della Corona di Francia dovevano solo trafficare; e
minacciando, gli farebbe pigliare, ovunque trovati gli avesse. Ma questi
nonostante continuarono i traffichi loro; onde nel principio dell'anno
1751 alcune bande di Francesi e d'Indiani posero le mani addosso ai
mercatanti inglesi. Gl'Indiani, amici all'Inghilterra, alteratisi
grandemente all'ingiuria stata fatta ai confederati si assembrarono, e
fatta nelle selve una diligente scoperta pigliarono a furia i mercatanti
francesi, e gli trasportarono in Pensilvania. E non contenti a questo, i
Virginiani mandarono al sig. San-Pietro comandante, pel Re di Francia,
di un forte piantato sul fiume Ojo, il maggiore Washington,
quell'istesso, il quale imper poscia agli eserciti americani,
commettendogli, gli domandasse ragione di questi atti d'ostilit, e
ricercasselo, ritirasse i suoi. Rispose San-Pietro, non potere alle
dimande inglesi acconsentire; appartenere la contrada al Re di Francia
suo signore; non avere gl'Inglesi nissuna ragione di trafficare su per
quei fiumi; e che perci eseguendo gli ordini datigli avrebbe fatto
pigliare, e condurre prigioni nel Canad tutti quegl'Inglesi, che si
attentassero di trafficare per l'Ojo, e sue dependenze.

Questo procedere dei Francesi alter grandemente i ministri della
Gran-Brettagna, i quali non potevano tollerare, che fossero fatti
soprusi agli amici e confederati loro. Perci si risentirono tosto, e
scrissero risolutamente in America, dovessesi resistere alle usurpazioni
francesi colla forza dell'armi. Le istruzioni pervennero molto per tempo
in Virginia. Nacquero quindi le ostilit, e si sparse sangue da ambe le
parti.

Il maestrato, il quale nell'Inghilterra tien cura dei negozj
appartenenti al commercio ed alle piantazioni, accorgendosi che le
colonie divise tra di loro, non potevano se non tardi e male opporsi ai
tentativi di una gente audace ed arrisicata, secondata anche da buon
numero d'Indiani, raccomand a ciascuna di esse, facessero un convento
generale di deputati, a fine si contraesse una generale lega fra di
tutte, e fra queste e gl'Indiani sotto il nome e la protezione di Sua
Maest britannica. Appuntossi, che il convento dei governatori e dei
principali di ciascuna delle colonie si facesse in Albania, Terra posta
sul fiume del Nort. Questi dopo di avere con doni convenienti assicurati
gli animi degl'Indiani delle sei trib, procedettero alla disamina dei
mezzi pi opportuni per poter difendere s e le robe loro dagli assalti
degl'inimici. Sopra di che furono di parere, essere del tutto necessaria
una lega generale fra tutte le colonie. Le condizioni della lega furono
accettate add 4 di luglio 1754, la somma delle quali importava quanto
siegue: Si supplicasse, a fine d'impetrare dal Parlamento un atto, in
virt del quale venisse a ordinarsi un governo generale in America; che
sotto questo governo ciascuna colonia conservasse gli ordini suoi
interni, da quei particolari in fuori, nei quali dal medesimo atto fosse
qualche cambiamento introdotto; che il governo generale fosse
amministrato da un presidente generale da eleggersi e stipendiarsi dalla
Corona, e da un Gran Consiglio da eleggersi dai rappresentanti del
popolo delle colonie; il presidente generale avesse il divieto sopra gli
atti del Gran Consiglio, e fosse suo uffizio di mettergli ad effetto; il
medesimo, col parere del Gran Consiglio, avesse autorit di concludere
ed eseguire tutti que' trattati cogli Indiani, nei quali tutte le
colonie avessero un interesse comune, come ancora di concludere la pace,
o di dichiarare la guerra alle nazioni indiane; ancora fosse autorizzato
a far provvisioni per regolare ogni traffico con quelle; potesse
dagl'Indiani comprare, e ci per la Corona, terre situate fuori del
territorio delle particolari colonie; avesse facolt di fondare nuove
colonie sulle terre acquistate; e potesse far leggi per regolare e
governare queste nuove colonie; potesse far leve e stipendiare soldati,
construrre fortezze, allestir naviglj per la custodia delle coste, e per
la protezione del commercio; ancora, ed a questi fini avesse facolt di
far provvisioni per imporre tali generali dazj, balzelli, o tasse, che
pi credesse convenienti; eleggesse un tesoriere generale, ed anche un
particolare in ciascheduna colonia, ove ne fosse d'uopo; il presidente
generale avesse la facolt di eleggere gli uffiziali di terra e di mare,
ed il Gran Consiglio avesse la facolt di nominare gli uffiziali civili;
nel rimanente le leggi che facessero, non solo non potessero essere
contrarie, ma di pi dovessero essere consentanee alle leggi inglesi, e
da trasmettersi al Re per l'approvazione. Questi furono i modelli del
governo a venire proposti dalle colonie, i quali furono inviati in
Inghilterra per l'approvazione; della qual cosa gli Americani avevano
grande speranza; perciocch le cose gi si volgevano a manifesta guerra
colla Francia; ed affermavano bastar loro la vista, se la lega era
approvata, di difendersi da s stessi dalle armi francesi, senz'altro
ajuto dalla parte dell'Inghilterra.

Nissuno non vede, quanto un s fatto ordine pubblico avrebbe attenuato
l'autorit del governo inglese, ed avvicinati i coloni ad una totale
independenza; imperciocch per quello venivano a conseguire, e ad avere
in mezzo di loro medesimi un governo, il quale in fatto avrebbe
esercitata tutta l'autorit e tutti i diritti, che spettano alla
sovranit, quantunque in nome paresse dipendere tuttavia dal governo
patrio. Ma questo disegno non sapeva del buono al governo inglese, il
quale s'era stranamente ingelosito, che la lega di cui si trattava, non
somministrasse la opportunit, ed un fondamento notabile ad accordo di
macchinazioni in America, che tendessero a' danni della sovranit sua.
Perci mal grado del pericolo imminente di una guerra esterna contro di
un nemico poderoso d'uomini e d'armi, gli articoli della confederazione
non furono approvati.

Ma i ministri d'Inghilterra non trasandarono questa occasione per
ampliare, se avessero potuto, l'autorit del governo in America, e
massimamente quella d'imporre le tasse; cosa pi di tutte desiderata al
di qua, e detestata al di l dell'Oceano. E perci in luogo del modello
americano ne immaginarono un altro, e lo mandarono ai governatori delle
colonie, acci alle assemblee colonarie lo proponessero; che i
governatori di tutte le colonie, accompagnati da uno, o due membri dei
Consiglj, convenissero insieme per accordare tra di loro quelle cose,
che alla difesa comune fossero necessarie; per construr fortezze; per
far leve di soldati con facolt di trarre sopra il tesoro britannico per
quelle somme che fosser di bisogno; e si rimborsasse il tesoro per mezzo
di una tassa da porsi sulle colonie per via di un atto del Parlamento.
A qual fine mirasse questo trovato ministeriale non  difficile a
vedersi, se si considera, che per lo pi i governatori ed i membri del
Consiglio erano eletti dal Re; onde il tentativo non ebbe successo in
America, ed i motivi furono acconciamente dedotti in una lettera del
dottor Beniamino Franklin, scritta al governatore Shirley, il quale gli
aveva il modello dei ministri inviato. In quella s'incominciarono a
scorgere i semi della discordia, che poco poi nacque[1].

La Corte generale di Massacciusset scrisse al suo agente in Londra di
opporsi ad ogni cosa, la quale avesse la mira a por balzelli nelle
colonie per un uso pubblico qualsivoglia, o per sovvenimento del
governo. Per lo contrario, i governatori, e particolarmente il Shirley,
mandavano continuamente dicendo, ci essere e giusto a pretendersi, e
possibile a farsi, ed utile ad eseguirsi.

Queste sospizioni e questa gelosia, che ingombravano le menti americane,
originate dal timore di una tassa parlamentare, incontravano nelle
medesime buona corrispondenza per certe ruggini antiche, che vi
rimanevano cagionate da alcune provvisioni del Parlamento, le quali,
abbench non avessero tendenza a por tasse, o balzelli, ristringevano
per molto il commercio interno delle colonie, o impedivano le
manifatture, od in qualsivoglia modo andavano a ferire l'amore proprio
degli Americani, come se eglino non fossero uomini da tanto, quanto
gl'Inglesi; ovvero come se questi, tarpando l'ali agl'ingegni americani,
volessero in uno stato inferiore e di minore stima mantenergli. Tale si
era la provvisione, la quale portava divieto di tagliare gli alberi da
pece e da ragia, i quali non fossero in chiudenda compresi; e
quell'altra, che proibiva il trasportare fuori delle colonie, ed anche
dall'una nell'altra introdurre i cappelli fatti in quelle, e le lane ivi
lavorate, e vietava ai cappellai di non avere ad un tempo pi di due
novizj, o sia apprendenti. Ancora quell'altra vinta per facilitare la
riscossione dei debiti nelle colonie, la quale ordinava, le case, le
terre, i Neri, ed altri effetti reali dover sodare il pagamento dei
debiti. Quella finalmente, la quale fu vinta nell'anno 1733 per istanze
fatte dagli abitanti delle colonie, dove si coltiva lo zucchero, per la
quale si vietava, che dalle colonie olandesi e francesi non si
trasportassero, se non se mediante un grave dazio, dentro le colonie
inglesi settentrionali il rum, lo zucchero, e le mielate. A queste si
debb'aggiugnere un'altra provvisione del Parlamento vinta nell'anno
1750, per la quale si ordin, che facendo tempo dal d 24 giugno del
medesimo anno, non potessero nelle colonie americane eseguirsi certi
lavori di ferro; e non fosse lecito il fabbricarvi l'acciajo; e quella,
per la quale si regolarono e restrinsero i biglietti di credito verso i
governi della Nuova-Inghilterra, e si dichiar, non potere essi avere
forza di moneta nel pagamento dei debiti, affinch i creditori inglesi
non fossero dannificati per essere obbligati a ricevere, in luogo di
moneta, una carta, la quale scapitava. Questa provvisione, comech
giusta, gli Americani ricevettero di mal animo, siccome quella, che
tendeva a screditare i loro biglietti. Di qui nacquero i primi sdegni
negli Americani, ed i primi sospetti negl'Inglesi.

Da un'altra parte si discorreva in Inghilterra, che se i coloni per le
restrizioni commerciali poste dal governo, per le quali veniva
grandemente a vantaggiarsi la comune patria, non pretendessero pi oltre
che questo, che nell'imposizione delle tasse, avessero ad essere con
molta dolcezza ed equit trattati, sarebbe ella cosa giusta e
ragionevole riputata; ma richiamarsi da ogni specie di ulteriore ajuto
verso la patria europea, ci non potersi in niuna maniera comportare;
l'Inghilterra, riserbando a s stessa il commercio delle sue colonie,
avere adoperato come tutte le moderne nazioni hanno adoperato da molto
tempo; aver ella imitato l'esempio degli Spagnuoli e dei Portoghesi; ma
questo ancora aver fatto con una moderazione, che i governi di queste
nazioni non hanno conosciuto. Fondando queste lontane colonie,
l'Inghilterra averle fatte partecipi di tutti que' diritti e privilegj,
che i sudditi stessi inglesi gioiscono nella patria loro; lasciandole al
tutto governare a s stesse, e tali leggi promulgare, le quali la
saviezza e la prudenza delle proprie assemblee avrebbero credute
necessarie. E brevemente essa aver conceduta alle colonie la pi ampia
facolt di provvedere a s stesse, e procurare gli rispettivi interessi,
solo salvando per s il benefizio del commercio loro, e la congiunzione
politica sotto il medesimo sovrano. Le colonie francesi ed olandesi, e
soprattutto le portoghesi e spagnuole non isperimentare a gran pezza
tanta indulgenza. E veramente le colonie inglesi, non ostanti quelle
restrizioni di cui esse fanno querele, avere in commercio ed in
propriet loro un immenso capitale; imperciocch oltre i ricchi carichi
dei proventi delle terre loro levati dalle navi inglesi, le quali vanno
per que' porti trafficando, avere i coloni proprj navilj, i quali
portano con incredibile pr in gran copia le derrate e merci loro, non
solo ai porti della metropoli, ma ancora (per l'indulgenza e tolleranza
maternale di questa) a quelli di alcune altre parti del mondo, e
riportano a casa le merci e comodit europee. Quindi procedere, esser
nelle colonie inglesi insoliti, anzi inuditi quegli enormi prezzi, ai
quali si vendono le mercatanzie europee in quelle della Spagna e del
Portogallo; che anzi nelle prime, molte vendersi allo stesso, ed alcune
anche a pi infimo prezzo, che nell'Inghilterra medesima. Queste cose
non vedersi nelle colonie portoghesi e spagnuole e poche nelle francesi;
le restrizioni poste dall'Inghilterra sul commercio americano riguardare
piuttosto ad una giusta e prudente distribuzione del medesimo verso
tutte le parti de' suoi vasti dominj, acciocch tutte egualmente ne
potessero diventar partecipi, che ad una vera proibizione; e se i
sudditi inglesi sono liberi di andar trafficando per tutte le parti del
mondo, la medesima facolt essere concessa ai sudditi americani per
molti capi, se si eccettuano per le parti settentrionali dell'Europa, e
le Indie orientali. In Portogallo, in Ispagna, in Italia, pel
Mediterraneo, sulle coste dell'Africa, in tutto l'emisfero americano le
navi delle colonie inglesi potere liberamente esercitare il commercio;
savie, e bene considerate essere le leggi inglesi per dar favore a
questa sorta di commercio, siccome quelle che hanno in mira di far
levare pi mercatanzie dai porti americani, e ad abilitare i coloni a
diboscare e coltivare le terre per la vendita certa di una grandissima
quantit di legni da fabbricar navi, de' quali abbondano le foreste
loro. Esser vero, molte cose non poter recare i coloni a nissun altro
luogo, che ne' porti d'Inghilterra; ma in ci doversi far
considerazione, le terre americane per la natura e vastit loro dovere
occupare assai, e gli animi e i corpi degli abitanti, senza che e' sia
richiesto, che vadino a cercar civanza altrove, a modo degli abitanti di
altre contrade gi con ogni studio coltivate. E se l'Inghilterra
riserbava a s stessa il commercio esclusivo di certe mercatanzie, ci
che importare, o come nuocere agli Americani? Queste mercatanzie essendo
per lo pi di quelle concernenti la delicatezza del vivere civile, in
quale contrada, o presso a qual gente potranno eglino procacciarsele pi
perfette, ed a s umil prezzo, che nell'Inghilterra? L'amorevolezza, e
la liberalit del governo inglese verso le sue colonie essersi
tant'oltre distese, che egli non solo s'astenne dal porre gabelle sulle
proprie manifatture, che avessero nei porti di quelle a trasportarsi, ma
per anche lev via del tutto quelle, dalle quali erano gravate le
mercatanzie forestiere, quando dall'Inghilterra fossero ai porti
americani indiritte, dimodoch le medesime rinviliarono s fattamente in
alcune delle colonie, che a pi umil prezzo vi si vendettero, che in
alcune contrade d'Europa. N si deve pretermettere, la libert la pi
intiera di traffico essere permessa per gli scambj opportuni delle
mercatanzie tra l'America settentrionale e le isole delle Indie
occidentali inglesi, dalla qual cosa ritrarre i coloni un grandissimo
utile. In fatti, mal grado le varie restrizioni poste sopra il commercio
dei coloni non ne rimaner forse a bastanza per rendere quel popolo
ricco, fiorente e avventuroso? La prosperit loro non esser forse nota,
n non fare invidia a tutto il mondo? Certo se l'uomo vive in qualche
parte di quaggi beata e felice vita, questo specialmente e fuori d'ogni
dubitazione nell'America inglese aver luogo. Non esser questa una prova
irrefragabile, non un esempio vivo del paternale amore dell'Inghilterra
verso le colonie sue? Pareggino gli Americani la condizione loro con
quella dei coloni forestieri, e confessino non senza riconoscenza verso
la comune madre e la propria felicit, e la vanit delle querele loro.

Ma tutte queste ed altre cose, che si allegavano per l'Inghilterra, non
avevano valeggio di contentar gli Americani, e vi rimanevano molte
gozzaje. I Francesi, siccome  inveterata la gelosia tra le due nazioni
francese e britannica, non mancarono a s stessi, e non tralasciarono di
pigliare l'occasione che si offeriva, per fare con accorte maniere
penetrare pi addentro ne' cuori degli Americani quelle ferite, che dai
concittadini d'Inghilterra avevano, o credevano di aver ricevute. Non
potevano i Francesi gi da lungo tempo vedere con animo indifferente lo
stato s prospero delle colonie inglesi. Sulle prime determinarono di
fondarne anch'essi in qualche parte di quel vastissimo continente,
sperando di ricavarne s copiosi frutti, come gli Inglesi stessi
ricavavano; e perci procurare a s i medesimi comodi, e fare in modo
che il commercio d'America e d'Europa pigliasse almeno fino ad un certo
segno un altro indirizzo. Intendevano essi, o colle buone leggi, o
coll'armi, giovarsi di modo, che si riparasse a quei difetti di suolo e
di sito, che si osservava nelle contrade, le quali erano cadute loro in
sorte. Ma siccome il governo francese s'indirizzava, secondo che e'
suole, pi alla milizia che al commercio, ed i Francesi vanno pi
volonterosamente soldati, che mercatanti, cos fecero tosto disegni alla
natura loro confacenti; e siccome poi anche  per lo pi smisurato
l'animo loro, e non mai al presente contento, cos incontanente vollero,
ed affortificarsi, ed allargarsi. Un bastione qua, un riparo l; in
questo luogo un arsenale, in quell'altro un'armera; e non istettero
contenti, finch non ebbero compiuta una tela continua di fortezze da
una parte all'altra del continente. Ma l'apparato militare non  abile a
dare n la popolazione, n il commercio, n la prosperit di questo, o
di quella. Quelle fortezze, quelle armi, que' presidj mostravansi in
deserte e povere regioni. Una immensa solitudine si distendeva tutto
all'intorno; foreste senza fine ingombravano la terra ed il cielo. Molto
diverso era il procedere degl'Inglesi. A passo a passo andavano
progredendo, e in vece di voler abbracciare troppo per istringer nulla o
poco, andavano gradatamente e con gran cura coltivando quello, che
possedevano, e pi oltre non cercavano, se non quando i bisogni di una
popolazione accresciuta il richiedevano. Cos i progressi loro erano
lenti, ma sicuri; cos non occupavano nuove terre, se non se dopo che le
gi occupate erano ad ottima coltivazione ridotte, e di sufficiente
popolazione fornite. Un s diverso metodo non poteva non produrre
effetti del tutto contrarj: e per verit un secolo dopo che le colonie
inglesi e francesi state erano fondate, le terre di queste erano a
ragguaglio povere, sterili e scarsamente abitate, mentre che quelle e
fertili, e ricche, e piene di un industrioso e profittante popolo si
mostravano. Provando pertanto i Francesi, che o fosse per la malignit
dell'aria e del suolo delle regioni da essi occupate, o per difetto
della propria industria, o per mancanza di leggi opportune non potevano
sperare di volgere a le loro il commercio delle colonie inglesi, o
almeno di pareggiarne i benefizj, conoscendo da un altro canto, di
quanta utilit queste fossero, e quanta prosperit o potenza
accrescessero alla nazione rivale, deliberarono di volgersi all'armi, e
di ottenere con queste ci, che colla industria non avevano potuto.
Speravano, il mal animo degli Americani dovere manifestarsi e produrre
eventi favorevoli; o almeno non dover'esser questi alla contesa cos
pronti, conoscendo benissimo di quanta importanza ci fosse, stante che
nelle armi, negli uomini, nelle vettovaglie, e nei danari americani
doveva tutto consistere il nervo e la somma della guerra. E procedendo
colla solita impazienza, senza aspettare che prima le provvisioni della
guerra fossero in pronto, andavano provocando il nemico, ora facendo
richiami, che questi occupasse terre che a loro s'appartenessero, ora
occupando e turbando le sue possessioni. Risentissi gravemente il
governo britannico, e la guerra si ruppe fra le due nazioni nell'anno
1755. Ma non corrisposero gli effetti a tante speranze; imperciocch
essendo i Consiglj dell'Inghilterra guidati da Guglielmo Pitt, che fu
poi Conte di Chatam, uomo per la grandezza dell'ingegno, e la santit
dei costumi piuttosto singolare, che raro, andarono cos prospere le
cose degl'Inglesi, e le armi loro superarono s fattamente per mare e
per terra quelle dei nemici loro, che, stanchi questi e sbattuti, e
perduta ogni speranza della vittoria, consentirono alle condizioni della
pace di Parigi, la quale si conchiuse nel 1763. Per questa l'Inghilterra
rimase in possessione del vastissimo continente dell'America
settentrionale dalle rive del Mississip sino alle spiagge della
Groelandia; e principalmente, cosa di grandissima importanza, fu a lei
ceduta dalla Francia la provincia del Canad. Ella ne acquist ancora
molte ricche isole dell'Indie occidentali; e nelle orientali tanto si
distese la potenza sua, ed a s sodi fondamenti si appoggi, che venne
ad ottenere una superiorit di gran lunga maggiore, tanto pel commercio,
che per la forza dell'armi. Da un'altra parte gli Americani si
mostrarono anch'essi tanto pronti a secondare, e coll'armi, e colle
ricchezze loro gli sforzi della comune patria, che ne acquistarono molta
gloria, e furono degni riputati di partecipare ne' vantaggi, che il
corso di tanta prosperit aveva alle cose inglesi procacciati. In questo
stato, disperati i Francesi di far frutto coll'armi, si volsero
all'arti; e uomini a posta andavano percorrendo la terra ferma
americana, dicendo, a chi lo voleva udire: a che fine, a che pr avere
gli Americani versato tanto sangue, corsi tanti pericoli, spesa tanta
pecunia in quest'ultima guerra, se ha a continuare sopra i medesimi la
maggioranza inglese tanto dura e tanto detestata? In premio di tanta
fedelt e di tanta costanza avere forse il governo inglese moderate le
proibizioni, sciolto il commercio dai tanti lacciuoli, che lo legano, ed
impediscono con tanto danno delle cose americane? Essersi forse rivocate
le leggi s odiose, e tanto lamentate delle manifatture? Dover forse gli
Americani sudar sulle terre loro, e percorrere i vasti mari solamente
per empiere le borse dei mercatanti inglesi? Avere forse il governo
dell'Inghilterra fatto qualche segno di voler abbandonare per sempre il
pensiero delle tasse parlamentari? Non esser per lo contrario pi
verisimile, ora colle forze e colla potenza essersi anche accresciute e
la fame dell'oro, e le voglie tiranniche? Ci non avere accennato lo
stesso Pitt, quando e' disse, che, terminata la guerra, avrebbe ben egli
saputo trovar modo di trarre entrate pel pubblico dalle colonie, e por
fine una volta alla ritrosa americana? Non avere ora l'Inghilterra,
signoreggiando il Canad, siccome provincia test francese, e perci pi
sottomessa al governo, la facolt di porre con numerosa soldatesca il
freno in bocca agli Americani? Non essere pi ora questi una nazione
fanciulla, ma essersi robusta e forte fatta, ed entrata nella pi
fiorita adolescenza. Aver essi ci con molta gloria loro ed utile
dell'Inghilterra mostrato a tutto il mondo durante il corso della test
terminata guerra; e per qual cagione una isola lontana ha da reggere e
governare a senno suo un continente popolato e grande? E sino a quando
s'avranno a sopportare le parzialit e l'avarizia inglesi? Non sono qui
le armi, non sono qui gli uomini, non l'ardire, non il coraggio, non
l'industria, non le ricchezze, non il cielo propizio ad ogni pi onorata
impresa? Piglino adunque gli Americani con forte animo la occasione, ora
ch'eglino sperimentato hanno, tagliare anch'esse le armi loro; ora che
un debito pubblico enorme aggrava ed opprime l'Inghilterra; ora che era
venuto esoso il nome suo a tutti; e certo non mancheranno loro le
speranze e gli ajuti esterni. Che cosa potersi a s generosa risoluzione
opporre? La consanguinit? Gl'Inglesi avergli fin qui trattati pi da
sudditi, che da fratelli. La gratitudine? Aver l'Inghilterra interrotto
il corso di questa con l'avarizia, e con l'animo mercantile suoi.

Veramente le condizioni generali dell'Europa favorivano efficacemente
questi disegni; perciocch non ha dubbio, che i pensieri di tutti i
potentati europei non concorressero a questo tempo in ci, che il
maraviglioso incremento di potenza della nazione britannica, e per mare
e per terra, non minacciasse di continuo e da vicino le libert e la
pace d'Europa; poich la prosperit della fortuna suole indur gli uomini
a non saper metter fine ai disegni loro. Signoreggiando essa tutti i
mari, avendo in una mano le sue colonie dell'emisfero occidentale, e
nell'altra le sue possessioni dell'Indie orientali pareva tenere le due
estremit del globo, e tentare l'intiero dominio dell'Oceano. Dal d in
cui fu conchiusa la pace del 1763, fu l'Inghilterra considerata
nell'istesso modo, col quale fu la Francia a' tempi del Re Luigi
decimoquarto. Le medesime gelosie, i medesimi sospetti l'accompagnavano.
Ognuno desiderava di vedere abbassata la sua potenza; e quanto pi essa
s'era formidabile mostrata nella passata guerra, tanto pi si bramava di
profittare della presente pace per umiliarla e consumarla. In ci erano
pi ardenti i desiderj degli Stati marittimi, e specialmente quelli
della Olanda, la quale aveva da parte dell'Inghilterra provato in quegli
ultimi tempi grandissimi danni: perciocch le navi inglesi avevano
interrotto, e ci spesso con istranezze ed insolenze singolari, quel
commercio, che andavano facendo gli Olandesi, portando in Francia
munizioni da guerra, quantunque anche non di rado usassero di questi
soprusi contro quelle stesse navi che andavano cariche di cose, le quali
se non di lontano possono riputarsi all'uso della guerra appartenere. I
Reami del Nort anch'essi sopportavano molto malvolentieri la superiorit
inglese, ed apertamente si dolevano che l'Inghilterra il commercio de'
neutri angariasse a' tempi di guerra. Si scorgeva, che erano pronti a
pigliar le prime occasioni per imporle un freno. Ma la Francia sopra
tutti ardeva di questo desiderio, siccome quella, la quale essendo di
alti e generosi spiriti ne' negozj della guerra, non poteva sgozzare le
recenti sconfitte, le perdite fatte, la dignit oscurata; e mai non
intermetteva di pensare agl'istromenti opportuni per ristorarsene; e
nissun mezzo pi efficace, nissuna via pi sicura si appresentava per
ottenere l'intento, che quella di separare, lacerando il seno della
parte avversaria, le colonie americane, parte s principale della
potenza inglese, dall'Inghilterra.

A tali suggestioni, siccome quelle che andavano molto a' versi agli
abitanti dell'America inglese, si commovevano grandemente gli animi
loro, e detestavanne di vantaggio gli avari procedimenti
dell'Inghilterra. Forsech coloro, i quali pi amavano, o la libert, o
l'ambizione, formarono anche nella pi segreta parte dell'animo il
pensiero di levarsi dal collo il giogo della superiorit inglese, quando
la prima occasione per ci si appresentasse. A ci dava anche maggiore
incentivo la cessione fatta dalla Francia all'Inghilterra della vicina
provincia del Canad; imperciocch quando questa era sotto la divozione
francese, la propinquit di una gente inquieta e potente in sull'armi
teneva generalmente i coloni in sospetto, e pi ardentemente e pi
spesso si rivolgevano agli ajuti inglesi, siccome quelli, nei quali soli
potevano protezione sufficiente sperare per contenerla ne' limiti, e le
sue correrie raffrenare. Ma, cacciati i Francesi dal Canad, dovettero
gli Americani maggiormente diventare padroni di s stessi; fare pi
fondamento sulle forze loro, e meno provare il bisogno di ricorrere per
la sicurt propria agli ajuti altrui. Si aggiunga a questo, che nella
passata guerra un buon numero di coloni allontanatisi dalle pacifiche
arti, e pigliando la spada in luogo della marra, avevano imparato l'uso
della milizia, avvezzato i corpi loro alle fatiche militari, indurati
gli animi, e fattigli forti contro i pericoli della guerra; e lasciando
dall'un de' lati ogni abitudine da agricoltori o da mercatanti, avevano
vestito quelle che a soldati si appartengono. E siccome la coscienza
delle proprie forze le moltiplica a molti doppj, e chi pi gagliardo si
crede, meno abile diventa a sopportare ogni specie di soggezione, cos 
da credere, che per la perizia nuovamente acquistata negli usi della
guerra, ed universalmente sparsasi per ogni dove fra gli Americani,
diventassero eziandio al giogo inglese pi impazienti. Brutta, e
vituperevol cosa credevano essere, da qualche Ministro a tremila miglia
lontano, e da' suoi agenti venire malmenati coloro, i quali avevano con
tanto valore combattuto, e spesso avute vittorie contro i soldati di una
nazione agguerrita, possente e gloriosa. Recavansi in mente la presente
prosperit dell'Inghilterra, la quale a tanti altri era cagione
d'invidia, essere in gran parte opera loro. Allegavano col sangue e
colle sostanze loro avere rimunerata l'Inghilterra di quelle maternali
cure, colle quali a' tempi dell'infanzia loro ella gli aveva e allevati,
e cresciuti, ora esservi pi parit tra le due nazioni, e perci con
termini di maggiore egualit dover essere trattati. Cos discorrevano
gli Americani; e forse i meno rispettivi fra i medesimi s'elevavano a
pi grandi speranze. L'universalit per, contenta agli antichi termini
della congiunzione coll'Inghilterra, purch questa rinunziasse alle
tentate ed alle disegnate usurpazioni, abborriva la totale separazione
dalla medesima, e se i pi erano pi audaci diventati a difendere i
diritti e privilegj loro, non detestavano per meno intensamente il
pensiero di gettare via del tutto ogni specie di dependenza verso del
legittimo sovrano. La qual cosa tanto pi prontamente condannavano,
quanto che avrebbe in tale tentativo non solo fatto bisogno di
affrontare per s stessi tutte le forze dell'Inghilterra, le quali per
tante vittorie erano formidabili diventate a tutto il mondo; ma ancora
ricorrere agli ajuti di una nazione per lingua, per costumi, per abiti,
per maniere tanto da s stessi diversa, colla quale, seguendo le
bandiere della comune patria, avevano s lunga e s ardente nimicizia
esercitato. In tale stato avrebbono forse continuato le cose ancora per
lungo tempo, malgrado delle suggestioni francesi da un canto, e della
nuova baldanza americana dall'altro, se, dopo conchiusa la pace del
1763, l'Inghilterra non avesse fatto insoliti pensieri di nuove avanie,
di nuove proibizioni, di nuove gabelle, e di nuove tasse.

Il commercio inglese essendo sul finire della guerra colla Francia
arrivato al pi estremo grado di prosperit, ei non si potrebbe dire
facilmente, quanta fosse la moltitudine delle navi, le quali portavano
ne' porti della Gran-Brettagna le pi ricche derrate, e merci da tutte
le parti del mondo, e ne levavano i proventi, e specialmente i lavori
del paese, i quali sopra tutti erano in pregio presso le estere nazioni;
e siccome le varie mercatanzie, che o si introducevano, o si levavano,
erano le une pi e le altre meno gabellate, cos questo commercio era
divenuto sorgente di una abbondante rendita del pubblico tesoro. Ma
accadde, che con quello crebbe anche il contrabbando con grandissimo
danno di esso tesoro. Volendo il governo andare all'incontro ad una
peste s perniziosa, fece una provvisione nel 1764, per la quale si
ordin, non solo ai comandanti delle fuste armate che stanziavano sulle
coste dell'Inghilterra, ma ancora a quelli di quegli altri vascelli, che
erano mandati in America, che avessero a fare l'uffizio dei gabellieri,
e conformarsi alle regole stabilite per le cose di dogana; cosa in vero
insolita e di pessimo effetto, che que' valorosi uffiziali, i quali con
laude universale avevano contro il nemico combattuto, ora avessero a
diventare altrettanti gabellieri, stradieri e grascini. Questa
provvisione produsse gli effetti i pi perniziosi; perciocch prima di
tutto le genti di mare, essendo poco informate delle regole di gabella,
mettevano la mano addosso e confiscavano indifferentemente, e le navi,
che portavano merci vietate, e quelle che non ne portavano; e nacquero
in ci molti abusi, i quali, se in Inghilterra erano tostamente
emendati, non potevano esserlo del pari in America per la lontananza de'
luoghi e le formalit da osservarsi. La qual cosa fece levare nelle
colonie un romor grande contro la legge. Ma maggiori ancora furono i
danni da questa partoriti. Da lungo tempo s'intratteneva un commercio
tra le colonie inglesi e spagnuole molto proficuo alle une ed alle altre
siccome in ultimo anche all'Inghilterra. I principali oggetti di questo
traffico erano, dalla parte delle colonie inglesi le manifatture
inglesi, le quali gli Americani coi proventi loro avevano procacciate in
Inghilterra; e dalla parte degli Spagnuoli oro ed argento vergati e
monetati, cocco e droghe medicinali, ed inoltre bestiame, e spezialmente
muli, i quali gli Americani portavano nelle isole delle Indie
occidentali, dove erano in grandissimo pregio tenuti. Questo traffico
procurava agli Americani un'abbondanza di que' metalli, per la quale
erano abilitati a fare copiose incette di manifatture inglesi, e forniva
nello stesso tempo il paese loro con una sufficiente quantit di monete
d'oro e d'argento. Ci, se non era proibito dalle leggi inglesi
concernenti il commercio, non era tampoco con specifiche parole
permesso. Pertanto i nuovi gabellieri credettero, fosse debito loro di
arrestare il corso di questo traffico, come se fosse di contrabbando, e
pigliavano indistintamente tutte le navi, o inglesi, o estere che
fossero, le quali portassero merci di s fatta natura. Ond'ei fu di
breve interrotto con grave danno delle colonie di terra ferma, ed anche
delle stesse isole inglesi, massimamente della Giamaica.

Da queste medesime cause fu guasto un altro molto importante commercio,
che si esercitava tra le colonie inglesi dell'America da una parte, e le
Indie occidentali appartenenti alla Francia dall'altra, il quale era per
quelle e per queste di grandissima utilit. La materia di questo erano
quelle grasce, derrate, o merci, che erano superflue agli uni, e
mancanti agli altri. Perci non  da far maraviglia, se i coloni, subito
ricevute le novelle di s grave danno, abbiano deliberato, di non fare
pi per l'avvenire nissun procaccio di quelle mercatanzie inglesi, che
al vestire dell'uomo sono necessarie, o convenienti, e di non usarne
altre, per quanto possibile fosse, fuori di quelle, che fossero opera
dei proprj manifattori, come pure di dare a quelle manifatture, dove
s'adoperassero materie prodotte in abbondanza dalle terre ed animali
loro, ogni favore. Ma in Boston particolarmente, citt ricca e popolata,
in cui s'era grandemente introdotto il lusso delle cose inglesi, non si
pu dire, quanto s'alterassero gli animi, n con quanta prontezza,
abbandonando le superfluit, concorressero a volere alla antica modestia
ritornare. Della quale cosa se ne vide un notabile esempio nelle pompe
dei funerali, i quali incominciarono a farsi senz'abiti da scorruccio e
senza guanti inglesi. Questa temperanza nuova tanto si distese in quella
citt, che nell'anno 1764 ne furono risparmiate oltre le diecimila lire
di sterlini. Altre Terre seguitarono l'esempio; sicch divent uso
presso tutti di mettere in disparte quelle superfluit, le quali erano i
proventi o delle manifatture, o del terreno dell'Inghilterra. Oltre a
ci, e questa era anche necessit per la scarsezza della moneta,
trovandosi i negozianti delle colonie debitori di grosse somme verso
gl'Inglesi, e non potendo sperare di avere ad ottenere da questi nuove
somministranze senza nuovi pagamenti, i quali non erano in grado di
effettuare, entrarono anch'essi nell'annuale dei risparmj, si astennero
dalle incette, e rinunziarono alle delicatezze e pompe passate con
gravissimo danno dei manifattori inglesi.

Ma qui non ristette il governo inglese, come se non fosse contento, ad
avere il mal animo generato in America, ma di pi volesse indurvi la
disperazione. Nel mese di marzo del 1764 fu vinta nel Parlamento una
provvisione, per la quale se dall'un canto si veniva a permettere il
traffico tra le americane colonie e le Antille francesi, ed altre
spettanti ad altri potentati europei; dall'altro si gravavano s
fattamente d'ingorde gabelle le robe, che da queste in quelle s'avessero
ad introdurre, che venne, come suole, ad originarsi un contrabbando
frequentissimo in ogni cosa con grave danno del commercio stesso, ed
eguale pregiudizio del costume e probit mercantile. Per soprassoma a
tanto male per la medesima provvisione era statuito, che la moneta
ricavata da queste gabelle dovesse in ispecie essere pagata nell'erario
d'Inghilterra. Colla quale ordinazione, se qualche poca di moneta
rimaneva nelle colonie, questa la doveva tutta sottrarre, ed in
Inghilterra trasportare. Si alterarono vieppi gli Americani ricevendo
le novelle di una legge tanto insolita, ed andavano dicendo, queste
essere cose tra di loro contrarie; questo essere un volere il fine, e
nello stesso tempo togliere i mezzi per arrivarvi; perch da una parte
il governo gli privava di ogni maniera di poter procacciare moneta,
dall'altra voleva trarla fuori del paese, e trasportare a tremila miglia
lontano. Ma quasich i Ministri temessero, non si calmasse troppo presto
l'impeto degli sdegni da queste nuove provvisioni suscitato, ne arrosero
anche un'altra, la quale fu vinta nel Parlamento quindici giorni dopo,
ed ordin che i biglietti di credito, che venissero per l'avvenire a
gittarsi dalle diverse colonie in America, non potessero pi aver corso
di legale moneta ne' pagamenti; e che in riguardo a quelli, i quali
erano gi in corso, non potessero medesimamente servire di pagamento
legale oltre il termine prefisso per la loro redenzione ed estinzione.
Egli  per vero, che tutta la moneta da ritirarsi dalle mentovate
gabelle doveva, per altri articoli della provvisione, essere tenuta in
serbanza, e solo doveva impiegarsi nelle spese alla protezione delle
colonie necessarie: e che nel medesimo tempo, in cui si vinse la
provvisione concernente i biglietti di credito, alcune altre ne furon
fatte per accrescere e regolare il vicendevole commercio tra le colonie
e la comune patria, e quello tra l'una e l'altra colonia. Ma queste
leggi non sortivano l'effetto che se ne aspettava; perciocch dovessero
di necessit esser molto lente nell'operare, mentre che quelle che
restrignevano ed ampliavano il commercio esterno delle colonie, o il
traffico domestico loro impedivano, subitamente dovevano l'effetto loro
partorire. Egli  vero ancora, che alcuni affermavano che la pi gran
parte, per non dire la totalit della moneta riscossa da queste gabelle,
non poteva non tornare indietro nelle colonie per dare le paghe ai
soldati, i quali per difenderle e proteggerle avevano in quelle gli
alloggiamenti loro. Ma chi assicurava le colonie, che le soldatesche
avessero a continuar col le stanze loro per altrettanto tempo, per
quanto la legge presupponeva? E se tale era l'intenzione del
legislatore, perch far viaggiare con rischio e spesa non ordinarj quel
danaro dall'America in Inghilterra, e da questa di nuovo a quella, e
farlo per tante e s diverse mani passare? Forse perch avesse l'onore,
dicevano, di visitare la tesoreria inglese? E come non sarebbe stata pi
acconcia cosa l'adoperarlo col, dov'era nato, senza tanti andirivieni e
tante mene? Ci dimostrare apertamente, dormirvi sotto lo scorpione. Da
un'altra parte a che fine, a che pr tenere in America tanta soldatesca?
Nemici esterni non esservene pi, fuori degli Indiani, per raffrenare i
quali bastar da s stessi i coloni, e non aver bisogno di ajuti europei.
Ma il fatto era, continuavano a discorrere, volersi la libert loro
opprimere, ed a questo fine armarsi i Ministri di tanti soldati, ed
incontrare tanta spesa in un paese pieno di fede e d'innocenza.

Tutte queste nuove provvisioni, le quali l'una all'altra con tanta
fretta si succedettero, diedero in vero di che pensare e di che temere
ai popoli dell'America settentrionale. Un tal procedere del governo
pareva loro, ed era in effetto inusitato e mal auguroso. Si risentirono
gravemente, e con rimostranze fecero vedere, quanto ingiustamente
fossero gravati, e non cessavano di domandare di essere alle pristine
condizioni ritornati. Ma le cose non si ristettero alle rimostranze.
Quando conobbero, i richiami loro essere inutili stati, deliberarono di
usare que' rimedj pi efficaci, che potessero fare accorgere i ministri
del commesso errore. Le risoluzioni prese contro i lavori dei
manifattori inglesi, quando fu il commercio loro coi forestieri
interrotto, le quali erano allora personali, ora diventarono universali
per le leghe a quest'effetto contratte nelle principali citt
dell'America. Le quali risoluzioni furono osservate in tutte le parti
delle colonie con una costanza e puntualit maravigliose. La
Gran-Brettagna ne prov un danno inestimabile, e credevasi, non senza
fondamento, doverne per l'avvenire provare dei maggiori; poich per
l'effetto di queste confederazioni americane, nelle quali entrarono
uomini di ogni sorta e di ogni condizione, dovevano a poco a poco
condursi i lavorii ad una qualit tollerabile; e siccome i coloni
avevano le materie alla mano, cos potevano anche sperare di potergli
vendere ad onesti prezzi; che anzi crescendo l'industria, siccome
avviene, dovevano credere che diventassero di tal sorta, che i vicini
loro e Portoghesi e Spagnuoli gli comperassero. Ma senza entrare nelle
cose a venire, egli  certo, che la sola interruzione del traffico tra
le colonie americane e l'Inghilterra recava a questa un danno
gravissimo; poich si sapeva che le colonie, senza contare le robe
forestiere, che elleno ricevevano dalle mani degli Inglesi, facevano
annualmente di proventi, o lavorii inglesi un procaccio di tre milioni
di sterlini. L'entrata pubblica si risent grandemente a questa novit;
essendoch le gabelle poste in sull'estrarre dall'Inghilterra le robe
per alla volta dell'America, e quelle poste sull'introdurre in
Inghilterra le robe, che i mercatanti forestieri vi mandavano in cambio
di quelle, che essi ricevevano dalle colonie inglesi, andarono soggette
a grandissima diminuzione. Di qui cominciarono a nascere quei cattivi
semi, i quali non che spenti fossero dal governo inglese, furono per lo
contrario continuamente dileticati, finch produssero una manifesta
rovina.

Ma comech queste insolite gabelle avessero tanta commozione d'animi
prodotto nell'America inglese, e quegli abitanti le condannassero, come
grandemente nocive ed ingiuriose, e cos agramente se ne dolessero,
tuttavia non le consideravano, come se vere tasse o balzelli fossero; ma
s solamente come regole di commercio, le quali il Parlamento aveva
facolt di stabilire. E sebbene credessero, questo essersi allontanato
da quella paterna benevolenza, che per lo spazio di pi d'un secolo
aveva verso le colonie di ostrato, stimavano ci non di manco, non aver
oltrepassato i limiti dell'autorit sua. Ma i Ministri inglesi
nell'animo loro nutrivano un disegno assai pi vantaggioso all'erario, e
pi pernizioso, secondo l'opinione dei coloni, e fatale alle libert
americane. Quest'era di voler porre sulle colonie tasse, o balzelli per
mezzo dell'autorit del Parlamento; e ci a fine di ottenerne un'entrata
pubblica da impiegarsi a disponimento del Parlamento medesimo. Il quale
disegno non era nuovo, ma covava gi da lungo tempo nelle teste inglesi.
Alcuni di questi ghiribizzatori, i quali vanno sempre girandolando nuovi
arzigogoli, ed andirivieni per trar denaro dalle borse dei popoli,
avevano insinuato, gi fin dall'anno 1739, a tempo della guerra colla
Spagna, a Roberto Valpole, in quel tempo primo Ministro in Inghilterra,
di tassar le colonie; ai quali quell'uomo accortissimo, e dei negozj di
commercio e di governo intendentissimo, rispose ghignando: Questo,
disse, lo voglio lasciare a qualcuno de' miei successori, il quale abbia
pi coraggio di me, e sia meno al commercio amico, ch'io non sono. Ho
sempre creduto durante la mia amministrazione di dovere nel pi ampio
modo incoraggire il commercio delle colonie americane, e cos ho fatto;
anzi ho anche giudicato di dar passata a qualche irregolarit nel loro
trafficar coll'Europa; imperciocch io porto opinione, che, dando favore
al traffico loro colle nazioni forestiere, se essi guadagnano
cinquecentomila lire di sterlini, nel termine di due anni ben dugento
cinquantamila di questi saranno nel tesoro di Sua Maest entrati; e ci
per l'industria ed i proventi di questo regno, essendoch una sterminata
quantit di ogni sorta delle nostre manifatture  portata col. E se pi
dilatate il commercio loro cogli esteri, e pi leveranno delle nostre
manifatture. Questo  un tassargli in una maniera pi conforme alle
costituzioni e loro e nostre. Ma ora, che la potenza inglese era da un
canto salita a tanta grandezza, che pareva, non le colonie americane
sole, ma tutta l'Europa, che fossero a' suoi danni congiurate, non
potessero contrastar a' suoi voleri, e che dall'altro tanta gloria e
tanta grandezza s'erano con s grande dispendio conseguite, che il
debito pubblico ascendeva alla maravigliosa somma di un centinajo e
quarantotto milioni di sterlini, che sono a un di presso tre migliaja di
milioni e cinquecento cinquanta due milioni di franchi; ora che vi si
andava rivilicando ogni sorta di roba, ogni maniera di esercizj per
porvi su le tasse ed i balzelli, si credette fosse tempo opportuno, anzi
cosa necessaria il tassar le colonie, per la sicurezza e prosperit
delle quali principalmente si era s terribil guerra intrapresa,
incontrati tanti pericoli, sparso tanto sangue, e spesa tanta pecunia.
In quanto poi alla particolarit della tassa si fermarono in quella
della carta marchiata, la quale era di gi in uso nell'Inghilterra; e si
sapeva, per quanto riguarda la natura sua, essere meno dagli Americani
avversata, purch per fosse ordinata dal presidente unitamente al Gran
Consiglio secondo il modo di amministrazione colonaria da essi proposto,
e non per autorit del Parlamento. Non mancarono neanco Americani, i
quali favorirono in Inghilterra, e, forse i primi, suggerirono questo
nuovo modo di tassar le colonie; e fra gli altri e' pare che un Huske
nativo di Portsmouth del Nuovo Hampshire sia stato uno dei principali
promovitori. La quale proposta fu udita molto volentieri, siccome sono
per l'ordinario dai Capi dei governi tutte le girandole poste loro
avanti da uomini ghiribizzosi ed avari per cavar denaro dai popoli. Le
orecchie inglesi non potevano udire suono pi grato di questo;
perciocch, se da una parte erano i popoli dell'Inghilterra gravatissimi
per le tasse e vecchie e nuove, dall'altra sapevano, o almeno avevano
udito raccontare, che in America vi fosse di ogni bene vivente. Avere
forse, dicevano, i coloni a sfoggiarla da principi, mentre gl'Inglesi
s'affaticano e sudano per procacciarsi un difficile sostentamento alle
vite loro? Gli uffiziali, che avevano in quei paesi guerreggiato,
ritornando a casa, riferivano gran cose sulla prosperit e
soprabbondanza americana. Le quali non erano a' tempi delle stanze loro
in America lontane dal vero. Correva allora in gran copia il danaro per
le Terre americane, mandandone il governo, e spendendosene grosse somme
pel vitto e mantenimento delle armate e degli eserciti. Allora i
proventi americani erano molto ricercati, ed il commercio in fiore.
Essendovi i popoli di propria natura cortesi ed ospitali, e trovandosi
ad avere assai forestieri alle case, erano molto indulgenti nello
spendere; e la guerra essendo terminata, ogni pericolo lontano, e spenta
la potenza di un nemico inveterato, che annidava prima nelle viscere
della contrada, si erano recato a debito loro il fare le pi onorate
accoglienze potessero a coloro, i quali avevano tanto alla presente
sicurezza e felicit contribuito. Perci non cadendo pi dubbio, n
intorno alla necessit di trarre un'entrata pubblica dalle colonie, n
intorno la prontezza dei coloni a concorrervi per mezzo dell'imposta
della marca sulla carta, n dell'abilit loro a soddisfarvi, si vinse
nella Camera dei Comuni add 10 marzo del 1764 una provvisione, la quale
determin, _essere cosa convenevole d'imporre certe gabelle di marca
nelle colonie e piantagioni_. Questa provvisione non fu quell'anno
seguitata da nissun'altra, la quale la riducesse all'atto, e si tenne,
come una semplice intenzione da mettersi ad effetto nell'anno avvenire.

Se l'atto della marca fosse stato ad un tratto posto ad esecuzione nelle
colonie, queste vi si sarebbero forse sottomesse, se non senza qualche
mal motto, almeno senza quell'aperta opposizione, che si manifest
dappoi; e si sa, potersi pi facilmente contenere il popolo nella
quiete, che fermarlo quando egli  mosso. I principali coloni non
avrebbono avuto il tempo di fare i discorsi sul medesimo, predicando di
lontano ai popoli dell'America i mali, che dal consentimento loro a
questa nuova imposizione dovevano origine avere. E siccome essi mali
sono pi paurosi di lontano, che da vicino, non avendo i coloni dalla
subita imposizione provato quel danno, che nell'incerto avvenire
temevano, si sarebbero quietati; e molto meno avrebbero avuto tempo
d'infiammarsi l'un l'altro contro il balzello; s fattamente, che ogni
novella, che ne arrivasse in qualche parte, quasi in un momento si
propagava a tutte le altre, e produceva negli animi loro una tale e
tanta alterazione, e ci in tutti gli ordini, e specialmente nel minuto
popolo, che tutti mettendo dall'un de' lati le antiche rivalit, la
variet delle abitudini e la diversit delle opinioni nelle materie
politiche e religiose, concorrevano in ci, non essere da sopportarsi
una legge vinta in un modo tanto contrario agli usi antichi, ai
privilegj loro, come coloni, ed ai diritti loro, come sudditi inglesi.
Cos, coll'avere voluto accennare prima di colpire, il governo inglese
produsse in America contro un suo solenne decreto un'ardenza, ed unanime
concorso di volont determinatissime, e priv s stesso di quella
facilit ad obbedire, la quale nasce nei popoli dalle parzialit, dalle
divisioni e dalle diversit degl'interessi loro.

Il primo ministro Grenville era stato autore dell'indugio, sperando, che
le colonie, avuti gli avvisi, avrebbero proposto, quando non gradissero
la marca, da s medesime un altro balzello, il quale fosse per gettar
quella somma, che dalla imposta della marca si aspettava; e perci,
quando gli agenti delle colonie lo andarono a visitare, disse loro,
ch'egli era apparecchiato a ricevere da parte delle colonie tutt'altra
offerta di tassa, la quale potesse gettare tanta quantit di moneta,
quanta s'intendeva, la tassa della marca dovesse gettare; accennando
anche destramente, che sarebbe ora in facolt loro, consentendo, di
porre un esempio di esser del parer loro richiesti, primach una tassa
qualsivoglia avesse a imporsi sulle colonie per autorit del Parlamento.
Molti nell'Inghilterra, e forse anche gli agenti medesimi attribuirono a
cortesia questo procedere del ministro; ma oltramare la cosa ebbe
tutt'altro incontro, esclamandovi tutti, essere questa una carit
pelosa. Poich pensarono, che qualunque state fossero le offerte, il
ministro avrebbe sino ad un picciolo volutane l'intiera somma, che
credeva essere del bisogno; il che significava, volere o non volere,
avere in ogni caso a fare l'intendimento di lui, e la sua essere
cortesia da furbi. Si sapeva, ch'ei non sarebbe stato contento a meno di
trecentomila lire di sterlini all'anno, la qual somma era al tutto
necessaria giudicata per far le spese all'esercito, che s'intendeva
dover alloggiar nelle colonie per la difesa loro. Nissuno degli agenti
ebbe il mandato di aderire. Due soli allegarono, avere in commissione di
dichiarare, le province essere apparecchiate a sopportare la parte
dell'imposta della marca quando questa fosse secondo i metodi consueti
stabilita. Perloch il ministro, non avendo nissuna proposizione od
offerta udito, che piacere gli potesse, deliber di proseguire il
disegno dell'atto della marca.

Ma in America la concitazione era grave, non solamente fra i particolari
cittadini, ma ancora fra i maestrati; e tutti in ci consentivano, il
Parlamento non avere autorit di tassar le colonie. In ogni parte si
facevano cerchiolini e capannelle; ed il soggetto della conversazione di
tutte le brigate era la tassazione. Ogni giorno, e quasi ogni ora
scemava negli Americani il rispetto e l'amore verso la nazione
britannica, e cresceva la voglia del resistere. E siccome suole accadere
nei moti popolari, chi ne diceva di pi, questi n'era pi applaudito, e
miglior popolano tenuto. I benefizj per s lungo tempo dalla metropoli
collocati nell'America erano posti in dimenticanza, ed era frequente
costume diventato, e gratissimo al popolo di leggere in sul libro delle
angherie inglesi. Queste erano con vivi colori dimostrate dai caporioni
alla gente, che concorreva ad udirgli, e di continuo esacerbati gli
animi da somiglianti dicere. Le assemblee dei rappresentanti, e
principalmente quelle di Massacciusset e della Virginia, mandarono
istruzioni agli agenti in Londra, perch usassero ogni industria,
facessero ogni sforzo per impedire, che l'atto intenzionale non fosse in
attual legge convertito; ed inoltre fecero le rappresentanze loro al Re
ed alle due Camere del Parlamento; le quali tutte tendevano al medesimo
fine, se non se che quelle di Massacciusset furono pi delle altre vive
e risentite. Era la provincia di Massacciusset particolarmente notata
pel calore, col quale essa s'opponeva al nuovo ed insolito indirizzo,
che da qualche tempo i ministri avevano dato alle cose americane. I
coloni diventarono eziandio pi risoluti, quando intesero, non essere
nella presente contesa delle tasse a s medesimi abbandonati, e
specialmente in quella della marca; ma che nella metropoli stessa si
trovavano molti personaggi o per sangue, o per dottrina, o per grado
illustri, i quali o per propria persuasione, o per voglia di andare per
le bocche degli uomini, o per ambizione di ottenere ad essere gli scambj
dei ministri, andavano esclamando e dentro e fuori del Parlamento:
Questi non essere i modi consueti di procedere del governo inglese
verso i suoi sudditi; esser questa una nuova tirannide, che, tollerata,
passer un d dalle spiagge americane su quelle dell'Inghilterra; a'
principj doversi ostare; i governi esser soliti nelle prosperit ad
allungar le mani, ed a volersi maggior potere arrogare; far gran vista
il governo inglese di volere imitargli nella presente prospera fortuna;
perci doversi stare a canna badata con esso; conoscersi le voglie e le
arti delle tolte scozzesi, l'America essere il mezzo, o il saracino di
piazza, l'Inghilterra il fine. E che bisogno s'ha di questi nuovi
balzelli per proteggere e difendere l'America e le terre conquistate?
Forse per tenere in freno i popoli indiani? Meglio ci saper fare i
coloni leggieri e spigliati che le fanterie inglesi grosse; essere i
coloni di buon animo per difendersi da s stessi, e per soccorrere
all'uopo i presidj; del che ne diedero manifeste pruove molte volte.
Nemico possente nel continente americano pi non trovarsi; e che vani
spauracchi sono questi mai di un nemico, che non appare da niun canto? E
che necessit di voler tenere un esercito in America, al quale gli
Americani abbiano a far le spese? Buoni frutti in verit aver gi
partorito quest'apparato militare! Gli animi inritrositi, cambiate la
benevolenza in odio, la fedelt in desiderio di cose nuove. Senza di
queste inusitate soldatesche avere altre volte i Ministri, secondo che i
tempi richiedevano, ottenuto pei modi consueti dalle colonie tutti
quelli ajuti, che erano del caso. Dacch esse sono state abili riputate
a porger sussidj alla comune patria, ci essersi ottenuto per via di
requisizioni da parte della Corona indiritte per mezzo dei governatori
alle varie assemblee. Continuisi l'istesso modo, ed avrannosi i medesimi
sussidj senza scandali e senza pericolo di scisma. Ma volersi una
obbedienza servile, per procedere poscia ad introdurre nel cuore stesso
del Regno i modi stuardi. Di ci essersene avuti manifesti indizj il d,
che Grenville venne fuori con quel suo modello di provvisione, pel quale
si dovevano autorizzare gli uffiziali nelle colonie ad alloggiare i
soldati nelle case dei privati; cosa immaginata appunto per ispaventare
il popolo, per avvilirlo a lasciarsi cavalcare, ed alla disegnata tassa
disporlo. Bene essersi levato tanto romore contro s incomportabile
enormit, che il ministro ne fu sgarato. Tosto aversi a procedere pi
oltre; perci esser debito d'ogni buon cittadino di opporsi a questi
primi tentativi.

Ma i ministri non si lasciavano svolgere, o perch cos volessero i
favoriti che stavano al di dietro, o per caparbiet propria, o perch
credevano, che, malgrado tante lustre e dimostrazioni in contrario, gli
Americani se ne sarebbero contentati per la confusione, incertezza e
pericoli che sarebbero in tutte le cose loro nati, se negli atti
scambievoli del vivere civile non avessero fatto uso della carta
marchiata, e perci pagatone la gabella. Onde i ministri erano soliti a
dire, questa avere ad essere una legge, la quale si metteva ad effetto
da per s stessa. I memoriali, le rimostranze, le petizioni, le
risoluzioni delle province americane furono poste dall'un de' lati.

Adunque la provvisione della carta marchiata fu sottoposta al Parlamento
nella sua tornata del 1765, dove, se vi fu che dire e che fare, nissuno
il domandi. Nissuno pensi nemmeno in qualunque altra occasione, o dei
passati o dei presenti tempi, essersi dimostrata maggior forza, od acume
d'ingegno, pi passione, od amore o di parti, o del ben pubblico, o
maggiore apparato di eloquenza, che in questa. N minore era la
contenzione e la sospensione degli animi fuori, che dentro le mura di
Westminster. E medesimamente tutta l'Europa, la quale si era molto
sollevata a s gran contesa, e massimamente le province ed i porti
trafficanti stavano intentissimi a considerarne i progressi, ed a
vederne il fine.

Intanto nel Parlamento quelli, i quali si opponevano alla provvisione,
si mostrarono molto vivi, e dopo di aver citate le autorit d'uomini
celebratissimi nella scienza delle cose politiche, come per cagion
d'esempio Locke, Selden, Harrington e Puffendorf, i quali stabilirono,
il primo fondamento, e l'ultimo fine, che ogni governo si deve proporre,
essere il bene della societ, andando percorrendo la storia patria de'
tempi andati, allegarono:

Constare dalla _magna carta_, e da tutte le scritture di que' tempi in
proposito delle imposizioni delle tasse a benefizio della Corona, e del
mandare rappresentanti in Parlamento, siccome pure dallo statuto de'
diritti, e da tutta la storia della costituzione inglese, che nissun
suddito inglese pu essere a tassazione soggetto, se non, come dicono
essi, _per comunem consensum parliamenti_, che  quanto a dire, di s
medesimo, o dei suoi rappresentanti; e questo esser quel primo e
generale diritto, che gli abitanti delle colonie, come sudditi inglesi,
portarono seco, quando lasciarono la patria terra per andarsene in
quelle lontane contrade; perciocch non essere da credersi, che il
diritto loro derivi dai diplomi, questi diplomi non ad altro oggetto
essendo stati concessi, se non per regolare la forma esteriore della
costituzione delle colonie; ma il grande ed interiore fondamento dalla
costituzione loro, essere questo generale diritto del suddito inglese,
il quale  il primo principio della libert anglicana, cio, nissuno
poter essere tassato altro che da s stesso e dai suoi rappresentanti.

Le Contee palatine di Chester, di Durham e di Lancastro, e le marche di
Cornovaglia non essere state tassate, se non nelle proprie assemblee o
Parlamenti loro, fino a tanto che in varj tempi sono state partecipi
fatte della rappresentazione nel Parlamento britannico.

Il Clero sino a questi ultimi tempi, in cui venne ammesso alla
rappresentazione generale, aver tassato s stesso e conceduto al Re ci
che chiamano _benevolenze_, o sia doni gratuiti.

Credere alcuni, distendendo oltre ogni limite l'autorit del Parlamento,
che questo possa fare ogni cosa, ed abbia tutte le facolt, ma ci non
esser vero; e quando esser lo potesse, non essere diritto secondo gli
ordini della costituzione; imperciocch vi sarebbe allora nel
Parlamento, come in un sol uomo vi pu essere, un potere arbitrario. Ma
il fatto stare, molte cose non essere in podest del Parlamento; questo,
tra le altre cose, non poter diventare _esecutivo_, n gli uffizj che
appartengono alla Corona, distribuire; non potere della roba di alcuno
disporre, salvi solo i casi delle chiudende, senza il suo proprio
consentimento; non potere i Lordi porre divieto ad una provvisione di
moneta vinta nei Comuni; n i Comuni innalzarsi a Corte di giustizia;
non potere il Parlamento d'Inghilterra tassare l'Irlanda.

Avere i coloni un diritto nato con loro, come discendenti da sudditi
inglesi, di non potere esser tassati da nissuno, fuorch dai proprj
rappresentanti; e ben lungi dall'essere rappresentati nel Parlamento
della Gran-Brettagna, non essere in questo nemmeno virtualmente
rappresentati, siccome i pi minuti abitanti di essa Gran-Brettagna sono
mediante l'intima unione, che a coloro gli lega, i quali vi sono
attualmente rappresentati. E se il tassare (estendendo troppo oltre la
massima delle rappresentazioni virtuali) quelle popolazioni, le quali di
ben lungi soltanto potrebbero riputarsi essere virtualmente
rappresentate, sarebbe cosa tirannica creduta, quanto maggiormente
dovrebbe essa cosa e tirannica, e contraria agli ordini della
costituzione estimarsi, il voler tassare coloro, che n attualmente, n
in nissuna maniera virtualmente possono riputarsi rappresentati?

Il popolo irlandese essere, molto meglio che i coloni, nel Parlamento
rappresentato, stantech moltissimi uomini dell'Inghilterra posseggono
od occupano terre, od uffizj lucrativi, o credenziali in Irlanda, come
pure i discendenti loro immediati fermatisi in essa; e stante ancora che
molti nobili o gentiluomini irlandesi seggono nelle due Camere del
Parlamento britannico e che un numero eziandio pi grande d'Irlandesi
fanno le dimore loro in Inghilterra; ma ci nonostante il Parlamento
britannico non avere mai preteso avere alcun diritto di tassare il
popolo d'Irlanda.

I primi stabilitori delle colonie non solamente essere stati dalle
persecuzioni cacciati fuori della patria loro ma di pi avere questa
abbandonata a proprio rischio, pericolo e spesa. Essendo in tal modo
stati derelitti, per non dire di pi, ogni vincolo tra di loro, fuori di
quelli a tutto il genere umano comuni, essere stato disciolto, essi
assoluti da ogni debito di obbedienza verso di quella, ed essa
dispensata da ogni debito di protezione verso di loro; che se
accettarono alcuni diplomi reali secondo l'occasione, ci avere fatto
per necessit; e siccome questa necessit non era di propria elezione,
perci questi diplomi non potere obbligargli, e se tuttavia i medesimi
potessero in qualche cosa obbligargli, ci essere solamente a quella
fedelt, che il Capo supremo del Regno ha diritto di pretendere
indifferentemente da ogni qualunque suo suddito.

Essere cosa assurdissima l'affermare, siano ancora gli Americani
astretti a qualche soggezione verso il potere legislativo della
Gran-Brettagna, il quale non ebbe bastante forza per difendergli e
proteggergli contro le violenze dell'esecutivo; e pi assurda ancora il
dire, che il popolo della Gran-Brettagna possa sopra di quelli
esercitare quei diritti, ai quali questo medesimo popolo afferma, si
opporrebbe giustamente, se altri sopra di s esercitare gli volesse.

Avere il popolo inglese lungamente combattuto e versato molto sangue per
ricoverare que' diritti, che si credeva, la Corona avere sopra di s
stesso usurpati; e come adesso poter volere, usando quella medesima
usurpazione che aveva in altri condannata, esercitare questi diritti
sopra altrui? E se nei diplomi conceduti agli Americani a tempo
dell'emigrazione loro, e che eglino hanno per forza accettati, si
stabiliva, non poter essi far leggi, avuto per riguardo alla differenza
delle circostanze, le quali contrarie fossero a quelle dell'Inghilterra,
ci non avergli di vantaggio sottomessi al Parlamento d'Inghilterra, che
se fosse stata in quei medesimi diplomi inserita la medesima condizione
in rispetto alle leggi della Scozia, o di un'altra contrada
qualsivoglia, ci gli avrebbe al Parlamento di Scozia, ed alla suprema
autorit di quest'altra contrada sottoposti, quando che questa avesse
da' suoi statuti la facolt di tassare s medesima per la propria difesa
e conservazione.

Che qualunque stata sia l'assistenza prestata dal popolo della
Gran-Brettagna verso quello delle colonie, essa dover essere stata
prestata o per motivi di umanit e di fraterna affezione, o col pensiero
di esserne, quandoch fosse, rimeritato; ma non mai a prezzo della
libert. Ed in ogni caso non potersi presumere, le colonie averla potuto
accettare con tale condizione. Che se essa fu invece prestata per motivi
di umanit e di fraterna affezione, siccome il popolo delle colonie non
aveva mai dato luogo alla patria europea di dolersi di loro, cos il
medesimo farebbe per l'avvenire. E se essa fu concessa finalmente col
pensiero di esserne una volta rimeritato, esserne pronti i coloni di
venirne al ragguaglio, mettendo da una parte l'assistenza avuta da essa
patria, e dall'altra i danni da s medesimi sopportati, e gli utili
avuti da quella per aver impedito, non vendessero ad altri le proprie
robe a maggiori prezzi di quelli che vendevano a lei, e non comprassero
da altri a minori prezzi di quelli che compravano da lei; e forsech,
considerata in tal modo la cosa, dicevano, l'Inghilterra non ne sarebbe
in capitale.

L'essersi i coloni sottomessi alle leggi fatte dal Parlamento inglese
per l'interno governamento loro, non potere, come esempio contra di s
stessi, addursi pi che la sottomissione degl'Inglesi medesimi agli
ordini di un Errico, od alle violenze della Camera Stellata potrebbesi
contr'essi citare, la tirannide di molti essendo altrettanto grave a
sopportarsi, come quella di pochi, e la tirannide di pochi come quella
di un solo.

Che se la libert si deve a coloro, i quali hanno gli animi nati e fatti
per apprezzarla, e bastante coraggio per esporsi ad ogni pericolo e ad
ogni fatica per acquistarla, essere i coloni americani pi degni dei
loro fratelli stessi della Gran-Brettagna di possederla; avere essi non
solo alla nativa terra rinunziato tanto cara alle umane menti e tanto
diletta, ed a tutte quelle dolcezze che in lei si trovano, ma ancora
essersi volontariamente sottomessi alle fatiche ed agl'incomodi di un
lunghissimo viaggio; e dopo di essere con prospera fortuna, ma con
evidente pericolo scampati dal mare, avere su per quelle spiagge
disabitate e barbare incontrato la fame, la quale avendo combattuta e
vinta con infinita, e pazienza e pericolo, essere, quasi per un miracolo
della divina provvidenza, dopo molto tempo, a questo stato, ed in questa
presente prosperit cresciuti cotanto utile a coloro, dai quali eglino
ebbero primamente l'origine.

Che se nei primi anni dell'esistenza loro in America alcuni fra i coloni
dimostrarono un umore inquieto e soggetto ad essere tenuto a freno, e
fossero tutti esposti alle correrie dei vicini paesani, gente nemica e
feroce, la qual condizione rendeva l'interposizione e l'assistenza del
Parlamento britannico necessaria, essere ora a tale grado di maturit in
fatto di civilt e possanza pervenuti, che non abbiano pi altrimenti di
essa interposizione bisogno; e perci, siccome sono cambiate le
proporzioni che esistevano tra le due nazioni, cos doversi anche
cambiare i termini dell'antica congiunzione, e porne de' nuovi alla
presente e rispettiva forza e costumi loro pi consentanei.

Le leggi penali promulgate dal Parlamento non avere forza, e non
obbligare nelle colonie, se non se quando queste sono in esse leggi
specificamente nominate. La qual cosa dimostra evidentemente, le leggi
generali inglesi non abbracciare nell'azion loro le colonie americane,
ma aver bisogno di leggi specifiche e particolari. Perci stare queste
colonie verso l'Inghilterra a un dipresso in quel medesimo rispetto, nel
quale stanno negli ordini feudali d'Europa i Signori verso il Sovrano,
protestando quelli a questo, e pretendendo questo sovra di quelli una
obbedienza ed una autorit in certi limiti ristretta.

Chiari esempj in confermazione di tutto ci ritrovarsi nella storia
delle colonie tanto antiche che moderne. Cos i Cartaginesi, cos i
Greci ed altri popoli famosi dell'antichit avere ai coloni loro
lasciata una grandissima larghezza di governo interiore, solo
contentandosi ai benefizj commerciali che da quelle ne derivavano. Cos
i Barbari settentrionali, i quali afflissero l'Impero romano, aver
portate seco le leggi loro, e nelle case de' vinti introdottole, non
conservando che una ben tenue obbedienza e soggezione verso i Signori
della patria loro. Cos ne' tempi pi vicini a noi la Casa d'Austria
avere con le sue colonie dei Paesi Bassi adoperato, primach queste si
sottrassero dalla divozion sua intieramente. La qual cosa dovere
gl'Inglesi tenere avvisati, e di ci che hanno a fare in rispetto alle
colonie loro, e di ci che hanno a temere.

Pagare le colonie assai tasse, se si considerano le restrizioni poste
sul commercio loro; perci non doversi altre gravezze imporre sugli
Americani, ovvero restituirgli ad una intera libert di commercio:
poich altrimenti sarebbero gravati doppiamente. La qual cosa sarebbe e
ingiusta e tirannica da riputarsi.

Da tutto questo non volersi pretendere, le colonie americane non dover
andar soggette a certe gabelle esteriori da porsi per autorit del
Parlamento ne' porti loro, o ad alcune altre restrizioni, alle quali, in
virt dell'atto di navigazione o di altre provvisioni, il commercio loro
 stato sottomesso; imperciocch elleno sono nella medesima condizione,
che tutte le colonie, che appartengono agli altri potentati marittimi
dell'Europa, i quali dal bel principio della fondazione delle colonie
loro queste proibirono da ogni commercio colle nazioni forestiere. Qui
volersi parlare solamente delle tasse interne da porsi sulla
universalit del popolo; e mantenersi, prima che e' possa a somiglianti
tasse essere sottoposto, dover essere rappresentato.

E concedendo anche quello che si niega, che il Parlamento britannico
abbia il diritto di far leggi obbligatorie per le colonie, e quello che
 pi, impor loro tasse senza il consentimento loro, esservi delle
gagliarde opposizioni a farsi contro le gabelle ultimamente poste sopra
di quelle, e troppo pi ancora, e pi forti contro a quella della marca,
la quale fu test girandolata dai ministri, e viene ora proposta in
Parlamento. Poich invece che queste gabelle di marca sono state a poco
a poco, e gradatamente poste a' tempi andati sui popoli
dell'Inghilterra, elleno hanno ora a cadere ad un tratto sopra le
colonie, le quali, se non ne resteranno affogate, non vaglia; e se
queste stesse gabelle sono state s gravi riputate in Inghilterra, avuto
riguardo alla gran variet de' casi, ne' quali elleno debbono esser
pagate, ed al gran numero delle ingorde multe, nelle quali anche le
persone di miglior animo possono incorrere, doversi di necessit
credere, avere a riuscire di molto maggior gravamento e pregiudizio
nelle colonie, dove in generale il popolo non deve riputarsi cos
versato nelle materie di questa sorta, e molti eziandio non intendono il
linguaggio di queste leggi intricate, e cos lontane dall'intelligenza
degli agricoltori e mercatanti. Doversi a ci aggiungere, le medesime,
siccome quelle che troppo odore rendono della terra britannica, e troppo
sono notate della sottilit dei cervelli inglesi abilissimi ad inventar
giravolte per raunar pecunia, dover essere avversate, come pericolosi
tranelli, dai forestieri, e perci allontanargli dall'andarsi a fermare
con le famiglie loro sotto quel nuovo cielo. La qual cosa di quanto
danno abbia ad essere a quelle crescenti popolazioni, e quindi per
rimando all'Inghilterra stessa, niuno  che non lo veda.

Avendo finalmente a' termini della provvisione a pagarsi la pecunia
ricavata dalle gabelle di marca nella tesoreria inglese, dovere in poco
tempo le colonie, considerate massimamente le incomode proibizioni sul
commercio loro poste, rimanere spogliate del tutto della moneta loro con
gravissimo pregiudizio del commercio tanto esterno, quanto interno.

Ma dalla parte dei ministri si arguiva in contrario:

Essere prima di tutto necessario estraere dalla presente quistione tutto
quell'apparato di scienza e di erudizione, della quale hanno fatto pompa
gli avversarj, e che ricavarono dai libri degli uomini speculativi, i
quali hanno scritto sopra le materie politiche. Tutte queste
sottigliezze ed argomentazioni, state adoperate da coloro che hanno ne'
libri loro trattato del diritto naturale, come sarebbero Locke, Selden,
Puffendorf e somiglianti autori, non essere il caso in una controversia,
in cui si tratta di una legge scritta. L'andare poi a rilevare le
vecchie carte per arguire di l alla presente costituzione inglese,
essere la pi assurda cosa del mondo, poich la costituzione non  pi
la stessa, e nissun sa, quale ella si fosse a qualcheduno de' periodi,
che si sono citati. Esservi cose nella _magna carta_ medesima, le quali
non sono pi negli ordini presenti; e perci tutti questi ricordi delle
cose antiche non comprovar nulla in riguardo alla costituzione inglese,
tale quale ora ella .

Questa costituzione essere in ogni tempo stata a continui cambiamenti ed
ammendazioni soggetta, ora guadagnando, ora perdendo qualche cosa; n
essere la rappresentazione dei Comuni della Gran-Brettagna stata ridotta
ai presenti ordini sino a' tempi di Errico settimo. In riguardo poi ai
modi di tassazione, se si risale addietro oltre il regno di Edoardo
primo o del Re Giovanni, non incontrarsi altro che dubbj ed oscurit,
essendo la storia di quei tempi piena d'incertezza e di confusione. Le
scritte per le domande di pecunia si facevano ora secondo la legge, ed
ora no; e queste erano, per cagione d'esempio, quelle per la pecunia
navale, o quelle per invitar le assemblee a tassare s medesime, o
quelle altre per far pagare i doni gratuiti. Altre tasse erano anche
poste, come quella dello scutato, o sia servizio dello scudo, le
cavalcate ed altre, che avevano la origine loro negli ordini feudali. I
doni gratuiti pure essere contrarj alla legge; ed essere cosa nota a
tutti, con quanta contenzione ed ostinazione il popolo inglese si
opponesse alle domande della pecunia navale, le quali per la Corte non
cessava di proseguire.

In riguardo alle marche di Cornovaglia, l'antico privilegio di tassare
s stesse aver poco durato, e solo essere stato concesso, perch elleno
potessero soccorrere il Re nella sua guerra contro i montanari di quel
paese; essere nato, essersi spento col Regno di Edoardo primo, e quando
il principe Edoardo divent Re; ed allora queste marche essere state
annesse alla Corona, e soggette divenute, come il restante del dominio
inglese, alle tasse. Errico ottavo essere stato il primo fra i Re
inglesi, il quale chiam due deputati cornovallesi in Parlamento: la
Corona avere esercitato, o no questo diritto di chiamare i deputati a
sua posta, e quindi essersi originata quella disuguaglianza di
rappresentazione, la quale a' presenti d si osserva nella costituzione
inglese. Errico ottavo aver chiamato un borghese di Calais in
Parlamento, ed una delle Contee palatine essere stata tassata per ben
cinquanta anni, innanzich ella mandasse deputati al Parlamento.

Il Clero non esser mai stato senza rappresentanti; e quando e' si
tassava da s stesso nelle sue assemblee, ci essersi fatto
coll'autorit e consenso del Parlamento.

Il ragionare poi delle colonie inglesi dalle colonie dell'antichit
essere una vana pompa di erudizione, sapendosi benissimo, le colonie dei
Tirj in Africa, e quelle dei Greci in Asia non aver che far pi che
nulla coi presenti ordini delle colonie inglesi. Nissuna nazione prima
dell'Inghilterra aver fatti statuti e regole fisse per le colonie,
eccettuati i Romani; e gli ordini colonarj loro essere stati al tutto
militari per mezzo dei presidj tenuti nelle principali citt delle
conquistate province, e la giurisdizione della principal patria essere
stata assoluta ed illimitata; le province della Olanda non essere state
colonie, ma piuttosto paesi sottomessi alla Casa d'Austria con una certa
feudale dependenza; e finalmente niuna cosa essere pi lontana stata
dagli ordini, e modi delle colonie inglesi, che quell'inondazione di
Barbari settentrionali, i quali, distrutte le reliquie dell'Impero
romano, vennero sopra, ed occuparono tutta l'Europa; questi fuorusciti
avere ad ogni legge, ad ogni protezione, e ad ogni connessione colle
terre patrie rinunziato; aver quelli eletti i capitani loro, seguitate
le loro insegne per andar a cercar ventura altrove, e fondare nuovi
regni sulle rovine del romano Impero. Per lo contrario i fondatori delle
colonie inglesi essere dal regno usciti con l'approvazione e consenso
del Re e del Parlamento; a poco a poco gli ordini loro essere stati
tocchi, e ritocchi con rispettivi diplomi, concessioni e statuti, finch
furono nella presente forma ridotti; ma non essere mai state quelle
talmente dalla prima patria separate n emancipate, che esse siano una
volta diventate independenti, ed in propria bala poste.

Il Parlamento a' d della Repubblica molto per tempo essere stato della
separazione delle colonie sollecito, ed aver vinta una provvisione, o
atto (il quale se non sia pi in vigore, doversi molto dubitare), per
dichiarare e stabilire l'autorit dell'Inghilterra sopra le colonie. Ma
quando vi fosse in questo proposito una legge scritta, o nissuna
immediata illazione far si potesse da una somigliante legge, l'uso solo
doveva bastare per quella autorit confermare. Non sonsi forse le
colonie, per fino dai tempi della fondazione loro, alla giurisdizione
della comune patria sottomesse? Non l'hanno elleno anzi in molti casi
ricercata? In tutte le controversie concernenti la propriet, non ebbero
elleno ricorso al Consiglio privato? E non sono forse quelle
controversie state determinate, non secondo le leggi delle colonie, ma
s, per lo contrario, secondo le leggi dell'Inghilterra? Ed a queste
decisioni non si sottoposero elleno pacificamente? Eppure questi casi di
ricorso, essere assai frequenti stati. Il Nuovo-Hampshire, ed il
Connecticut essere gi corsi al sangue a cagione delle gare loro; la
Virginia, e la Marilandia all'armi; non dimostrar questo la necessit di
una giurisdizione suprema, alla quale le altre subordinate giurisdizioni
possano in caso di bisogno ricorrere? Nulla in nissun tempo poter pi
fatale riuscire alla pace e prosperit delle colonie, quanto che il
Parlamento della sua soprantendente autorit sopra le medesime si
dispogliasse; perciocch dissolverebbesi in tal caso, ed in poco tempo
ogni vincolo tra colonia e colonia, e nascerebbevi una fatale anarchia;
conoscersi tra di esse bastanti semi di discordie e di fazioni, perch
di simile scompiglio non s'abbia ad avere qualche timore. Da questo al
totale disfacimento dei presenti ordini colonarj, alla creazione di
nuovi, al gettarsi in preda le colonie a qualche potentato esterno,
esser parato lo sdrucciolo.

Di presente gli ordini delle colonie essere molto varj, siccome quelli,
che furono l'un dopo l'altro stabiliti alla spicciolata, e dovettero
alle circostanze ed accidenti de' diversi tempi accomodarsi; perocch
altri dovettero essere ne' primi periodi di ciascuna colonia, ed altri,
quando esse si trovarono ad un ulterior grado di popolazione, di
territorio e di ricchezza pervenute. In alcune da prima non avervi avuto
altro, che un governatore assistito da due o tre consiglieri, poi pi
essere stati arroti; poi la Corte di giustizia eretta; poi le Assemblee
create.

Siccome le costituzioni delle colonie sono state diversamente composte,
e quasi alla spezzata; cos dover esse per la necessit delle cose
rimanere dalla giurisdizione della comune patria dependenti; niuno aver
mai la posizione contraria mantenuta, innanzich queste nuove dottrine
andassero attorno; gli atti del Parlamento essere stati non solo senza
alcun dubbio della legalit loro fatti, ma eziandio con applauso
universale accettati, e volonterosamente obbediti; i porti loro essere
stati alle dogane ed a regole sottomessi, che e mettevano un certo
freno, e diminuivano il traffico loro; e gabelle essere state messe, e
tra le altre quella delle poste, le quali andarono ad impressionare ed a
ferire le pi interne parti del commercio loro; e nissuno mai, salvando
questi nuovi dottori, essersi dato a credere, le colonie non dover
essere dall'autorit del Parlamento tassate, regolate ed obbligate.

Non poter esservi dubbio, che gli abitanti delle colonie sieno
altrettanto rappresentati nel Parlamento, quanto la maggior parte del
popolo d'Inghilterra, poich nel numero di nove milioni di questo, otto
milioni ne sono, i quali non hanno diritto di rendere, e non rendono
partito nella elezione dei membri del Parlamento; e perci tutte queste
argomentazioni addottesi per provare non essere le colonie dependenti
dal Parlamento, derivate da motivi di rappresentazione, esser vane; anzi
provar anche troppo, perciocch vanno a ferire tutta la presente
costituzione dell'Inghilterra. Ma la cosa essere, che un membro del
Parlamento, eletto da una borgata qualsivoglia, rappresenta non solo i
commettenti ed abitanti di quel particolar luogo, ma ancora quelli di
ogni altra borgata della Gran-Brettagna. Ei rappresenta la citt di
Londra, ed ogni altro Comune del regno, siccome anche gli abitanti di
tutte le colonie e dominj della Gran-Brettagna; ed  per debito e per
coscienza a tener cura degl'interessi loro obbligato.

Esser vana e falsa la distinzione tra le tasse interne ed esterne. Si
concede le restrizioni sopra il commercio, e le gabelle sopra i porti
poste essere secondo la legge, e si niega nel tempo medesimo il diritto
del Parlamento della Gran-Brettagna d'imporre tasse interne sopra le
colonie. Ma, e che differenza passa mai tra le prime e le seconde? Una
tassa posta in un qualche luogo non  ella forse, come quel ciottolo
gettato in uno stagno, il quale increspa a m di circolo la superficie
dell'acqua, e questo circolo ne produce e d moto ad un altro, e questo
ad un altro ancora, finch tutta quella superficie si trovi dal centro
fino alla circonferenza agitata? Nissuno non credere, nissuno non
confessare essere manifesto, che una gabella di dieci, o di venti per
centinajo posta, per cagion d'esempio, sopra il tabacco, o sia ne' porti
della Virginia, o sia in quel di Londra, non sia una vera e reale
gravezza, o tassa posta sopra le terre della Virginia stessa, nelle
quali cresce il tabacco, e lontane anche a cento miglia dal mare.

La protezione essere quella, che d il diritto della tassazione; le
obbligazioni reciproche tra le colonie e la patria loro essere
connaturali, e derivanti dall'un canto dalla difesa e protezione,
dall'altro dall'obbedienza; ed essere cosa molto obvia, che o le colonie
debbono essere in tutto ed in ogni special parte dependenti
dall'Inghilterra, o del tutto dalla medesima separate e disgiunte. Non
trattarsi ora qual fosse la legge, qual fosse la costituzione; ma
versare la controversia in questo, quale sia ora la legge, quale la
costituzione. Ci esser la legge, ci esser la costituzione, quello
esser il diritto, che fu senza contraddizione, e per s lungo tempo, ed
in numerosissimi casi per tale riconosciuto, per tale esercitato da una
parte, e approvato ed obbedito dall'altra. Le altre esser troppo sottili
opinioni, o vane immaginazioni d'uomini speculativi, le quali, siccome
sono lontane dalla comune sperienza delle umane cose, cos sono anche
pur troppo atte ed accomodate a sollevare ed accendere gli animi di
coloro, i quali siccome obbedirono per lo passato, e ci con tanto utile
e vantaggio loro, cos debbono anche per lo futuro agli ordinamenti
della tenera, ad un tempo, e possente madre loro obbedire.

Del rimanente non essere forse per molti capi migliore la condizione
degli Americani, che quella degli Inglesi? Le spese dell'amministrazione
interna e civile dell'Inghilterra essere enormi; cos leggieri per lo
contrario nelle colonie, che non  quasi da potersi credere. Il governo
ecclesiastico, il quale  s grave spesa in Inghilterra, essere di niun
momento in America; l le decime, l i benefizj non curati esservi
ignoti; non conoscervisi la povert; ognuno, secondo il dire delle sacre
scritture, sotto la propria ficaja vivere; la fame e la nudit esserne
sbandite: e l non vedersi n paltoni, n mendicanti. Se altrettanto si
potesse affermare dei popoli inglesi al di qua dell'Oceano, beata
l'Inghilterra! Ma il contrario essere il vero, e ci esser noto a tutto
il mondo.

E qual nazione avere abbracciato le sue colonie con tanta carit con
quanta l'Inghilterra le sue? Queste non aver mai, a' tempi delle
necessit loro, ricorso avuto alla Gran-Brettagna senza ottenerne i pi
pronti ed i pi ampj sussidj. O fosse per la difesa propria contro il
nemico, o per avanzare ed accrescere la domestica prosperit, questi
essere stati senza soprastamento alcuno liberalissimamente conceduti.

Oltre a ci, nissun altro popolo avere quella specie di protezione data
ad una parte di s, che dall'Inghilterra alle sue colonie fu concessa;
quella del credito, senza del quale non avrebbero mai potuto a quel
grado di ricchezza arrivare, che  da tutti quelli, che le visitano,
lodato ed ammirato; e fatta questa considerazione, la tassa, di cui si
tratta, non poter altro apparire, che un modico interesse di quelle
esorbitanti somme, le quali aveva la Gran-Brettagna alle colonie
prestate.

In quanto alla mancanza della moneta, anche questa essere una vaga
argomentazione: l'oro e l'argento non esser mai per mancare in un paese
altrettanto ricco di buone derrate, quale si  l'America settentrionale.
N questa tassa avere a gettar tanto, essendo anzi, non che moderata,
modica, che possa seccare le sorgenti della moneta, massimamente, quando
si considera, il provento della medesima aver ad esser tenuto in serbo
nel tesoro, non potersi in nissuna maniera storre, o sviare, ed esser
tutto destinato alle spese della protezione e difesa delle colonie, e
perci dovere in queste necessariamente ritornare.

Adunque la superiorit inglese tanto magnificata non essere in fatto
altro, che una superiorit di potenza e di sforzi per guardare e
difendere tutte le sue dependenze e tutti i suoi dominj, ed in ci
essersi ella s fattamente travagliata, che ne fu presso alla sua
rovina. Egli  vero, aver l'Inghilterra in questa contesa conseguito
tanta gloria, che a niuna maggiore potrebbe arrivare; ma in questa
partecipare tutte le colonie sue; tanto lustro, tanto splendore essersi
anche riverberati in America, e gli Americani essere venuti a parte cos
degli onori, come dei benefizj, che ai membri dell'Impero britannico
appartengonsi, mentre che l'Inghilterra sola ha pagato l'immenso prezzo
di tanta gloria.

Queste furono le argomentazioni da una parte e dall'altra con eguale
ingegno e calore nel Parlamento allegate in pr, o contro la tassa
americana. E mentre pendeva tuttavia la questione, i mercatanti di
Londra, i quali trafficavano coll'America, sollevati maravigliosamente
dal timore di perdere, o almeno di non poter riavere ai giusti tempi i
capitali, che avevano nelle mani degli Americani collocati, presentarono
al tempo della seconda lettura della provvisione una petizione contro la
medesima; imperciocch preveggevano benissimo, che fra gli Americani
alcuni per necessit, ed altri con questo colore, mancato non avrebbero
di ritardare le rimesse. Ma all'incontro si alleg quell'uso della
Camera de' Comuni di non udir petizioni indiritte contra le provvisioni
delle tasse; e quella de' Londinesi fu posta dall'un de' lati.

Intanto esclamavano i ministri, particolarmente Carlo Townsend:

Ed ora vorranno questi americani figliuoli stabiliti dalle cure nostre,
nutriti ed allevati dalla nostra amorevolezza, protetti dalle nostre
armi, finch a questa forza ed a questa opulenza, che oggid vediamo,
fossero pervenuti, torcere il grifo, e rimbrottando ricusare di porre in
mezzo un lor quattrino per sollevarci da quel grave peso, che ci mette
in fondo?.

Il Colonnello Bar riprese le parole, e con un bellissimo porgere per
soldato, disse:

Stabiliti dalle vostre cure! No; l'oppression vostra gli fece in
America stabilire. E' fuggivano la vostra tirannide, e cercarono asilo
in una incolta ed inospital terra, dove esposero s stessi a tutti quei
disagi, ai quali pu l'umana natura andar soggetta; e fra gli altri alla
crudelt di un nemico barbaro e selvaggio, il pi astuto, e, sto per
dire, il pi terribil popolo che viva quaggi; e di pi spinti dai
principj della vera libert inglese quelli incontrarono e sopportarono
con ilare e forte animo, pareggiandogli con quelli, i quali da parte di
coloro, che avrebbero loro amici dovuti essere, ebbero nella patria
terra a sopportare. Nutriti ed allevati dalla vostra amorevolezza! E'
crebbero per la trascuraggin vostra. Tostoch avete fatto avviso di
pigliare cura di loro, ci avete eseguito con mandar l uomini per
governargli in questa parte ed in quella, i quali forse erano i deputati
dei deputati di alcuni membri di questa Camera, inviati col per
sopravvedere le libert loro, per far le spie, per rapportar male le
azioni loro, per mettergli in preda; uomini, la cui condotta ha fatto in
molte occorrenze agghiacciar il sangue nelle vene a que' figliuoli della
libert; uomini promossi ai pi alti seggi della giustizia, alcuni dei
quali, e questo so, avrebbero creduto di aver la buona ventura, se, ad
una lontana contrada fuggendo, evitato avessero di esser essi medesimi,
nella propria, avanti la Corte di giustizia tradotti. Protetti dalle
vostre armi! Hanno eglino nobilmente pigliate le armi in vostra difesa,
ed in mezzo alla costante e laboriosa industria loro il valore loro
mostrato per la difesa di una contrada, le cui frontiere erano intrise
di sangue, mentrech le parti interne sue a vostro pr i piccoli
risparmj, i frutti della onesta masserizia loro versavano ed offerivano.
E crediate a me, sovvengavi, che vel dissi questo d, che quel medesimo
amore di libert, il quale dapprima spinse ed anim questo popolo,
questo stesso lo accompagner ancora. Ma la prudenza mi vieta di dir pi
oltre. Dio il sa, e certo sono, che io non parlo ora col calore delle
parti; quello che dico, s, lo dico, perch tali sono i sentimenti del
mio cuore. Quantunque la generale scienza e la esperienza del
rispettabil corpo di questa Camera avanzi d'assai la mia, tuttavia ci
contendo, ed affermo, avendo molte cose vedute, e lungamente conversato
in quella contrada, di saperne pi, intorno all'America, che voi non ne
sapete. Quel popolo  invero altrettanto leale, quanto gli altri sudditi
qualsivogliano, che il Re si abbia; ma egli  un popolo geloso delle sue
libert, e che le vendicher, se elleno saranno un d violate. Ma il
soggetto  troppo tenero; non ne vu dir pi oltre.

Queste cose disse il Colonnello improvvisamente, e con tanta fermezza,
che tutta la Camera ne rest maravigliata, e tutti intentamente lo
guardavano senza proferire una parola.

Ma i ministri se l'erano recata a gara; ed il Parlamento non poteva
udire pi ingrato suono di quello, che alcuno negasse l'autorit sua
d'impor tasse in America. Cos in favore della provvisione si riunirono,
in molti l'opinione della sua convenienza ed utilit; in altri i bocconi
ministeriali; in molti, e forse ne' pi, la gelosia della propria
autorit recata in contesa, dimodoch, quando fu posto il partito, a'
giorni sette del mese di febbrajo dell'anno 1765, i no non poterono
arrivare oltre i cinquanta; ed i s furono dugencinquanta; e perci fu
vinta la provvisione, la quale fu con grandissimo favore approvata dalla
Camera Alta add otto marzo susseguente, e dal Re add 22 del
medesimo[2].

Questo  stato quel famoso andirivieno trovato dai pi sottili e pi
fini cervelli inglesi, del quale non saprei dire, se sia stata maggiore
la sofisticheria, o l'intempestivit. Certo , che da questo ebbero
origine in America tutti que' garbuglj e rimescolamenti, i quali
proruppero prima in manifesta guerra civile, poscia n'arse l'Europa
tutta di guerra, e finalmente ne nacque una totale disgiunzione di una
parte nobilissima dell'Impero britannico dalla sua metropoli. Dal quale
rivolgimento, se non furono diminuiti la gloria e lo splendore delle
armi d'Inghilterra pel valore ed ardire mostrati in tutti gli accidenti
della guerra da' suoi soldati, certo ne furono scemate la potenza e
l'autorit sue presso tutte le nazioni del mondo.

La notte, che fu vinta la provvisione, il dottor Franklin, il quale si
trovava allora in Londra, scrisse a messer Carlo Thompson, quegli, che
fu poi segretario del Congresso: _il sole della libert essere
tramontato; dover gli americani accendere i lumi dell'industria e della
masserizia._ Al quale, messer Carlo rispose: _apprendere, che ben altri
lumi, che quelli, avessero ad accendersi_; e cos ei predisse le
turbazioni, che dovevano seguire.


FINE DEL LIBRO PRIMO


NOTE

[1] L'escludere del tutto il popolo delle colonie dall'elezione del
Gran Consiglio riescire cosa assai molesta agli Americani, e
massimamente quella di dovere essere gravati di tasse per l'autorit del
Parlamento, dove ei non hanno rappresentanti. Essere generalmente il
popolo americano altrettanto leale ed amante dei presenti ordini e della
famiglia regnante, quanto alcun altro dei dominj di Sua Maest.

Non potersi dubitare della buona volont e prontezza de' rappresentanti
di propria elezione loro a concedere di tempo in tempo tali ajuti per la
difesa della contrada, che sarebbero necessarj giudicati, per quanto le
facolt loro si distendessero.

Il popolo delle colonie, il quale era il primo a provare le impressioni
delle armi nemiche con la perdita dei loro beni, vite e libert, potere
anche giudicare pi fondatamente delle forze necessarie a levarsi e
mantenersi, delle fortezze da alzarsi, e delle proprie abilit loro a
sopportar le spese, che il Parlamento inglese cos lontano.

I governatori spesso andare nelle colonie per farvi la penna, e
riportarne il frutto seco loro in Inghilterra; n essere perci uomini
di quella capacit ed integrit che si richiederebbero; non avere i
medesimi terre in America, n alcun'altra specie di congiunzione cogli
Americani da potere essere stretto interessati nella prosperit di
questi, e dovere piuttosto desiderare il levare e mantenere pi soldati,
che non sia necessario, per meglio raggranellare per s medesimi, e far
provvisioni per gli amici ed aderenti loro.

I consiglieri nella pi parte delle colonie essendo eletti dalla Corona
dietro la raccomandazione dei governatori, essere le pi volte uomini di
basso stato, gente di corteggio dei governatori per la speranza degli
uffizj, e perci di facolt di quelli; doversi perci ragionevolmente
sospettare dell'autorit dei governatori, e Consiglj per levar le somme
ch'essi stessi giudicano necessarie per mezzo delle tratte sul maestrato
del tesoro, da essere quindi rimborsate dalle tasse poste sul popolo
americano dall'autorit del Parlamento. E che cosa gli potrebbe
contenere dall'andar fantasticando spedizioni inutili, disturbar con
esse il popolo, e da' suoi lavori frastornarlo; e ci affine di creare
uffizj ed impieghi per gratificare i loro, e dividersene i frutti?

Il Parlamento d'Inghilterra cos lontano essere soggetto alle male
informazioni, e poter essere facilmente aggirato dai governatori e dai
Consiglj, i quali perci impedirebbono anche gli effetti delle querele
americane.

Avere gli uomini inglesi il diritto indubitabile di non essere tassati,
se non se di proprio consenso loro dato dai proprj rappresentanti, e non
avere le colonie nissun rappresentante nel Parlamento britannico.

Volere tassargli per atto del Parlamento, e togliere loro la facolt di
eleggere un Consiglio rappresentativo, che s'aduni nelle colonie, e
consideri, e giudichi della necessit e quantit di una general tassa,
mostrare un sospetto della lealt, o fede loro verso la Corona, o di
poco amore verso la patria, o della pochezza delle menti americane,
sospetto che invero non hanno meritato.

Constringer le colonie a dar la pecunia loro senza il proprio
consentimento, esser piuttosto un levar contribuzioni in un paese
nemico, che tassar uomini inglesi per un comune benefizio loro, ed
essere perci un trattargli come un popolo conquistato, e non come
sudditi inglesi.

Una tassa posta dai rappresentanti delle colonie poter essere
facilmente diminuita secondo l'esigenza dei casi; ma posta dal
Parlamento, e ci sulle istanze ed informazioni dei governatori, doversi
probabilmente mantenere e continuare per l'autorit di questi con grave
molestia e carico delle colonie, ed impedimento de' progressi e
prosperit loro.

La facolt concessa ai governatori di far marciare gli abitanti da una
estremit ad un'altra delle colonie inglesi e francesi, essendo questa
una contrada almeno millequattrocento miglia quadrate larga, senza la
previa approvazione e consentimento dei rappresentanti loro, poter dar
luogo a spedizioni onerose pel popolo delle colonie, ed abbassarlo a
quella condizione, in cui si trovano i sudditi di Francia nel Canad
ridotti, i quali ora sono da simile autorit da parte del governatore
loro oppressati, il quale, sono due anni, hagli grandemente travagliati
con lunghi e distruggitivi viaggi verso l'Ojo.

Se tutte le colonie insieme possono essere bene amministrate dai
governatori e Consiglj eletti dalla Corona, senza rappresentanti, anche
le colonie particolari poter essere in tal modo amministrate, e le tasse
imporvisi per autorit del Parlamento, e ad uso e sovvenimento del
governo; e perci doversi come inutili dimettere le assemblee loro
provinciali e colonarie.

Le facolt concesse per la lega di Albania al Gran Consiglio, anche in
rispetto alle materie militari, non si distendere tant'oltre, quanto
quelle che sono state concesse dai diplomi reali alle colonie dell'isola
di Rodi, e del Connecticut, facolt non mai state misurate, imperciocch
per quella lega il presidente generale sarebbe eletto dalla Corona, ed
avrebbe la facolt del divieto, quandoch i governatori di queste due
colonie, ed hanno la facolt del divieto, e sono eletti dal popolo.

Le colonie inglesi confinanti colle terre francesi essere propriamente
le frontiere dell'Impero britannico, e le frontiere di un Impero doversi
a spese comuni di tutte le parti di esso difendere; e non sarebbe aspra
ed importevol cosa tenuta, se il Parlamento ove le coste della
Gran-Brettagna non vi avessero rappresentanti, ponesse sopra gli
abitanti di queste uno speciale balzello, a fine mantenessero essi soli
tutto il navilio dell'Inghilterra sotto colore, che questo gli difende
ed in ispecial modo gli protegge? E se le frontiere inglesi in America,
le quali sono le colonie americane, debbono esse sole sopportare le
spese della propria difesa, sar giusto, sar conveniente, non dovere
aver esse voce, non poter rendere partito a concedere la pecunia,
giudicare della necessit di essa, e del modo di riscuoterla?

Oltre le tasse alla difesa delle frontiere necessarie, pagare sottomano
le colonie grosse somme di denaro alla comune patria; imperciocch le
tasse imposte in Inghilterra sopra i possessori delle terre, e sopra gli
artefici dovere di necessit rincarare il prezzo dei proventi di quelle,
e delle manifatture di questi, ed una gran parte del medesimo pagarsi
dagli avventori delle colonie, le quali perci vengono a pagare una
notabil porzione delle tasse inglesi.

Esser per leggi severe ristretto il commercio delle colonie con le
nazioni estere; e perci invece, che gli abitanti loro potrebbero far
procaccio presso di queste di manifatture a miglior mercato, esser
giuoco forza, le comprino pi care dalla Gran-Brettagna. Quindi
apparire, la differenza tra questi due prezzi essere una tassa pagata
dagli Americani all'Inghilterra; essere questi obbligati di trasportare
immediatamente ne' suoi porti una gran parte dei proventi delle terre
loro, dov'e' sono sottomessi a certi dazj, la qual cosa ne diminuisce il
prezzo, e sono pertanto i possessori necessitati a vendergli a minor
prezzo di quelli, che ne avrebbono ne' mercati esterni; e perci la
differenza essere una tassa pagata all'Inghilterra.

Certe manifatture essere in America proibite, e doverne i coloni
cercare i lavorii dai mercatanti inglesi; adunque l'intiero prezzo di
questi essere una tassa pagata all'Inghilterra.

Avendo gli Americani negli ultimi tempi accresciute le richieste e la
consumazione delle manifatture inglesi, essere perci queste rincarate
d'assai, e perci il soprappi del prezzo essere un profitto al netto
per l'Inghilterra, ed abilitare gli abitanti suoi viemaggiormente a
pagare le tasse loro; e siccome esso soprappi  pagato in buona parte
dagli Americani, essere questo una vera e reale tassa imposta loro a
favore dell'Inghilterra.

In somma non essendo agli Americani lecito di regolare il proprio
commercio, e di restringere la introduzione e la consumazione delle
superfluit inglesi, siccome pu l'Inghilterra la introduzione e la
consumazione delle superfluit forestiere, tutta la ricchezza dei
coloni, in ultimo concorrere ed andare a terminare nell'Inghilterra; se
gli Americani colle ricchezze proprie arricchiscono gl'Inglesi, e
viemeglio gli abilitano a pagare le tasse loro, non  questa la medesima
cosa, come se essi stessi fossero tassati, ed egualmente vantaggiosa per
la Corona? Di queste tasse secondarie non essersi mai gli Americani
doluti, quantunque l'imporle, il riscuoterle, il disporne non sia in
loro facolt; ma pagare gravi tasse immediate e dirette, delle quali ei
non abbiano a prestare il consentimento, n della opportunit delle
quali possano in niun modo giudicare, n dell'uso, che s'ha da farne; e
forse di quelle tasse stesse, ch'essi riputerebbero altrettanto inutili,
quanto gravose, parere troppo insolita ed ardua cosa ad uomini inglesi,
i quali non possono comprendere, come l'aver date le vite e le facolt
loro per soggiogare e popolar nuove contrade, allargare il dominio, ed
accrescere il commercio della patria loro, abbia ad essi fatto perdere,
come se fossero felloni stati, i diritti naturali de' Brettoni, i quali
crederebbero anzi di aver meritati, quando anche fossero prima stati in
una condizione servile costituiti. Per tutte queste ragioni, se
l'alterazione alla lega d'Albania disegnata fosse posta ad effetto,
essere da temere, non il congresso dei governatori, e dei Consiglj in
tale modo eletti, non essendovi verun maestrato di rappresentanti, che
approvi le deliberazioni loro, e concilj loro il favore del popolo,
diventasse sospetto ed odioso; promuovessersi le animosit e le
discordie tra i governatori ed i governati, e tutto tendesse al tumulto
ed alla confusione.

Questa fu la lettera di Franklin.

[2] La provvisione, la quale s'intitol, _atto per imporre certe gabelle
di marca, ed altre nelle colonie, e piantagioni d'America a fine di pi
bastare alle spese di difenderle, proteggerle ed assicurarle, e per
emendare tali parti di parecchj atti del Parlamento relativi al
commercio e redditi di dette colonie e piantagioni, come anche per
determinare, ed esigere le multe e confiscazioni ivi menzionate_,
import quanto segue:

1 Che una gabella di marca di tre pensi sterlini (sei soldi tornesi) sia
imposta sovra ogni pezzo di carta vitellina, o di carta pecora, o sovra
ogni pezzo o foglio di carta, sui quali sia, o manoscritta o stampata
qualche dichiarazione, citazione, risposta, replica, mora o altro atto
qualsivoglia, ovvero copia de' medesimi in qualunque Corte di giustizia
nelle colonie inglesi, e piantagioni d'America.

2 Medesimamente una gabella di marca di due scellini sterlini
(quarantotto soldi tornesi) sopra simili foglj di carta per ogni atto di
cauzione speciale, e di comparizione in conseguenza del medesimo nelle
suddette Corti.

3 Ancora una gabella di marca di un scellino, e sei pensi sterlini sopra
simili foglj contenenti alcuna richiesta, cedola, comparsa, richiamo,
citazione, risposta, replica, mora ed altri atti in ogni Corte di
cancelleria, o sia di discrezione, ed equit.

4 Ancora tre pensi sterlini per ogni copia di detti atti in alcuna delle
medesime Corti.

5 Ancora uno scellino sterlino sopra ogni monitorio, richiamo, risposta,
allegazione, inventario o rinunzia in materia ecclesiastica avanti ogni
Corte dell'ordinario, o altra esercente una giurisdizione ecclesiastica.

6 Ancora sei pensi sterlini sopra ogni copia di testamento, monitorio,
richiamo, risposta, allegazione, inventario, o rinunzia in materia
ecclesiastica avanti alcuna delle dette Corti.

7 Ancora due lire di sterlini (quarantotto lire tornesi) sopra ogni
foglio di dette carte contenente donazioni, presentazioni, collazioni o
instituzioni di, od a qualche benefizio, o scritture, ed instromenti ad
un tale oggetto, o registrazioni, o atti di admissioni, o testimoniali,
od attestati di ogni grado conseguito in qualche Universit, Accademia,
Collegio o Seminario di studj.

8 Ancora uno scellino sterlino sopra ogni monizione, cedola, richiamo,
comparsa, allegazione, informazione, lettera di richiesta, esecuzione,
rinunzia, inventario, o altr'atti vanti le Corti dell'Ammiragliato.

9 Ancora dieci scellini sterlini sopra ogni foglio di copia di essi
processi ed atti.

10 Ancora dieci scellini sterlini sopra gli atti di appellazione dai
semplici tribunali di pace.

11 Ancora cinque scellini sterlini per iscritture di convenzione per
levar multe, o di permissione di presa di possesso di qualche
successione ordinaria, o di sommazione di comparizione, che sia emanata
da qualcheduna di esse Corti, od a quella abbia a ritornare.

12 Ancora quattro scellini sterlini per giudizj, decreti, o dimissioni,
o altri memoriali nelle suddette Corti.

13 Ancora uno scellino sterlino per atti di assicurazione, cauzione,
comparizione, interrogatorj, deposizioni, o mandati di ogni Corte, o
commissione, copie, sommazioni, citazioni compulsorie, e somiglianti,
eccettuati per i casi criminali.

14 Ancora dieci lire di sterlini per licenze, destinazioni, o admissioni
di qualunque consigliere, avvocato o procuratore, a dir cause presso le
dette Corti, o di qualunque notajo.

15 Ancora quattro pensi sterlini per licenza di levar dai porti ogni
sorta qualsivoglia di grasce, derrate, o merci, per licenze di
dipartita, per attestati di aver soddisfatto alle dogane.

16 Ancora venti scellini sterlini per lettere di marca, o commissioni
per andare in corso.

17 Ancora dieci scellini sterlini per commissioni di qualche uffizio, o
impiego lucrativo per lo spazio di un anno, o per minor tempo, e di un
provento maggiore di venti lire di sterlini all'anno, compresoci lo
stipendio ordinario, gli emolumenti, e quel che fa la penna, eccettuate
per le commissioni degli uffiziali di terra e di mare, dell'artiglieria
o della milizia, e dei tribunali di pace.

18 Ancora sei lire di sterlini per libert, privilegi, franchigie
concesse sotto il sigillo di qualcuna delle dette colonie, o
piantagioni.

19 Ancora venti scellini sterlini per licenze di vendere a minuto ogni
sorta di liquori spiritosi.

20 Ancora quattro lire di sterlini per licenze di vender vino a minuto
concesse a quelle persone, che non abbiano ottenuta la licenza di
vendere a minuto i liquori spiritosi.

21 Ancora tre lire di sterlini per licenze di vendere a minuto l'uno e
gli altri.

22 Ancora cinque scellini sterlini per testamenti, lettere di
amministrazione o di tutela di beni, eccedenti il valore di venti lire
di sterlini.

23 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

24 Ancora sei pensi sterlini per obbligazioni di pagamento di ogni somma
di moneta, la quale non ecceda quella di dieci lire di sterlini.

25 Ancora uno scellino sterlino per obbligazioni di pagamento di ogni
somma di moneta maggiore di dieci lire di sterlini, e non maggiore di
venti.

26 Ancora uno scellino, e sei pensi sterlini per obbligazioni di
pagamento di ogni somma di moneta maggiore di venti lire di sterlini, e
non maggiore di quaranta.

27 Ancora sei pensi sterlini per ordini o decreti per accatastare e
partire ogni quantit di terra non maggiore di cento acri.

28 Ancora uno scellino sterlino per somiglianti ordini o decreti per
accatastare e partire ogni quantit di terra oltre le cento, e non oltre
le dugento acri.

29 Ancora uno scellino, e sei pensi sterlini per simili ordini o decreti
per accatastare e partire ogni quantit di terra oltre le dugento, e non
oltre le trecentoventi acri; ed all'avvenante per simili ordini o
decreti per accatastare e partire ogni altra quantit successiva di
trecentoventi acri.

30 Ancora uno scellino, e sei pensi sterlini per gli atti qualsivogliano
di ogni originaria concessione, appigionamento, od assegnazione
qualsivoglia di ogni quantit di terra, non oltre le cento acri, per un
termine non eccedente gli ventun'anni.

31 Ancora due scellini sterlini per simili atti per ogni quantit di
terra oltre le cento, e non al di l delle dugento acri.

32 Ancora due scellini, e sei pensi sterlini per simili atti per ogni
quantit di terra oltre le dugento, e non al di l delle trecentoventi
acri; ed all'avvenante per altri simili atti per ogni altra successiva
quantit di terra di trecentoventi acri.

33 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

34 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

35 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

36 Ancora quattro lire di sterlini per commissioni di qualche uffizio od
impiego pubblico e lucrativo, non menzionato di sopra, e di un provento
maggiore di venti lire di sterlini all'anno, compresovi lo stipendio
ordinario, gli emolumenti, e quel che fa la penna, o per copie di esse,
eccettuate le commissioni degli uffiziali di terra e di mare,
dell'artiglieria o della milizia, o dei tribunali di pace.

37 . . . . . . . . . . . . . . . . . .

38 Ancora due scellini, e sei pensi sterlini per inventarj,
appigionamenti, affittamenti, contratti, stipulazioni, scritture di
vendita, partite, protestazioni, capitoli di noviziato o convenzioni
(eccettuate quelle che concernono il salario de' servitori non
apprendenti, ed anche tali altre materie di sopra mentovate per essere
gabellate).

39 Ancora cinque scellini sterlini per mandati o decreti per sindacare
alcun conto pubblico, per ordini, concessioni, attestati non di sopra
mentovati per essere gabellati, o per passaporti, o bullette, dimissione
d'uffizj o polizze di assicurazione, eccettuati gli mandati o ordini pel
servizio delle armate, degli eserciti, dell'artiglieria e della milizia,
come pure le concessioni d'uffizj di minor provento di venti lire di
sterlini all'anno, compresovi lo stipendio ordinario, gli emolumenti e
quel che fa la penna.

40 Ancora due scellini, e tre pensi sterlini per iscritture notariali,
obbligazioni, atti, lettere di procuratore, procure, gaggi, quitanze, ed
altri istrumenti obbligatorj non di sopra menzionati per essere
gabellati.

41 Ancora tre pensi sterlini per registrature di ogni atto, o altro
istrumento qualsivoglia sopra mentovato per essere gabellato.

42 Ancora due scellini sterlini per registrature di ogni atto, o altro
istrumento qualsivoglia non di sopra mentovato per essere gabellato.

43 Ancora una gabella di uno scellino sterlino su di ciascun mazzo di
carte da giocare, che sia venduto o adoperato.

44 Ancora una gabella di dieci scellini sterlini su ciascuna coppia di
dadi, che sia venduta o adoperata.

45 Ancora un mezzo penso sterlino su di ciascun libretto volgarmente
chiamato _Pamphlet_, e su di ciascuna gazzetta non pi larghi di un
mezzo foglio, i quali siano nelle dette colonie, e piantagioni dispersi
e pubblicati.

46 Ancora un penso sterlino sopra ciascun tal libretto, o sia
_Pamphlet_, e carta di gazzetta pi larga di un mezzo foglio, e non
eccedente uno intiero.

47 Ancora due scellini sterlini sopra ciascun tale libretto, o carta di
sei foglj in _ottavo_, di dodici in _quarto_ e di venti in _foglio_.

48 Ancora due scellini sterlini su di ciascun avviso stampato in ogni
gazzetta qualsivoglia, o fogli, o libretti suddetti.

49 Ancora due pensi sterlini sopra ciascun almanacco o calendario per un
solo anno, o per minor tempo di un anno, scritto, o stampato sopra una
faccia sola di ciascun foglio.

50 Ancora quattro pensi sterlini sopra ogni almanacco, o calendario per
un solo anno, scritto, o stampato sulle due faccie di ciascun foglio.

51 Ancora che le suddette rispettive gabelle sugli almanacchi e
calendarj tante volte s'abbiano a pagare per gli almanacchi o calendarj
di pi anni, quanti sono gli anni per i quali e' possono servire.

52 Ancora che una gabella nella proporzione di sei pensi sterlini sia
posta sopra ogni ventina di scellini di ogni somma non eccedente
cinquanta lire di sterlini, le quali siano date, pagate, contrattate o
convenute per ogni praticante o novizio o apprendente, il quale sia
posto o collocato con qualche maestro o maestra, padrone o padrona a
fine d'imparare qualche professione, traffico od impiego.

53 Ancora che una gabella nella proporzione di uno scellino sterlino sia
posta sopra ogni somma eccedente cinquanta lire di sterlini, le quali
per simili cause siano date, pagate, contrattate o convenute.

54 Ancora che ogni pezzo di carta vitellina o di carta pecora, od ogni
foglio o pezzo di carta, sul quale siano scritti o stampati atti,
istrumenti, processi, o altre materie o cose sovramenzionate in
tutt'altra lingua, che nell'inglese, abbiano a pagare doppia gabella di
quella, alla quale e' sono rispettivamente sottoposti.

55 Finalmente che il provento di tutte le soprascritte gabelle abbia a
pagarsi nella tesoreria di Sua Maest, ed ivi tenuto in serbanza, per
essere quindi usato di tempo in tempo dal Parlamento a fine di
viemaggiormente far le spese necessarie alla difesa, protezione e
sicuranza delle dette colonie e piantagioni.




LIBRO SECONDO


[1765]

Giunte in America le novelle, che la provvisione della marca era stata
vinta in Parlamento, non si pu dire quanto si commovessero quei popoli;
e quantunque il ministro Grenville, sapendo pure quanto dovesse riuscir
esosa, e dubitando che potesse porgere occasione di sdegni, avesse
cercato di mitigarla, con aver determinato di non mandar pubblicani per
riscuoterla, che fossero nati al di qua dell'Oceano, tuttavia non pot
ottenere ch'ella fosse con minor alterazione d'animi ricevuta. Le
gazzette americane incominciarono ad esser piene di querele sulla
perduta libert; ed i principali per ogni dove andavano predicando, che
questa era una violazione manifesta dei diritti loro, la quale non da un
error passeggero del governo inglese procedeva, ma piuttosto da un
disegno molto bene considerato di ridurre le colonie in servit:
esclamavano, esser questo un principio di una nuova e perfettissima
tirannide. Gli oppositori a cotali disegni del governo, o per contrarre
con un nome comune una cotale specie di lega fra di loro, ovvero per
render s medesimi pi accetti al popolo, accennando a quanto il
colonnello Bar aveva nel suo discorso avanti il Parlamento detto,
s'intitolarono con lo specioso nome di _Figliuoli della libert_. Si
obbligarono tra le altre cose l'un l'altro di marciare a proprie spese
in ogni luogo del continente, dove d'uopo fosse per mantenere la
costituzione inglese in America, ed ogni sforzo usare per impedire, che
la provvisione della marca non fosse posta ad effetto. Una commissione,
che chiamarono di _corrispondenza_, ebbe il carico di scrivere ai
principali personaggi della contrada, esortandogli a far quei pensieri,
ed a pigliar quelle risoluzioni, ch'essi avevano e fatto e pigliato. La
qual cosa fu un possente stimolo all'opposizione ed ai tumulti, che poco
dopo seguirono. Il popolo era pronto a prorompere, quando si rizzasse in
qualche luogo un segnale, o si desse l'occasione.

I Virginiani furono anche questa volta i primi a dar le mosse ed a
levar, come si dice, questo dado. Add 29 di maggio 1765, la Camera dei
borghesi di Virginia, instando perci massimamente Giorgio Johnston e
Patrizio Enrico, venne a cotali risoluzioni: Stantech l'onoranda
Camera de' Comuni d'Inghilterra ha ultimamente posto in questione, fin
dove la generale assemblea di questa colonia abbia facolt di far leggi
per impor tasse o gabelle da pagarsi dal popolo di questa antichissima
colonia di Sua Maest, a fine di determinare e stabilire la medesima per
ogni tempo avvenire, la Camera dei borghesi di questa presente generale
assemblea ha fatto le seguenti risoluzioni.

Che i primi avventurieri e fondatori di questa colonia di Sua Maest, e
dominio di Virginia portaron con loro, e trasmisero alla posterit loro
ed a tutti gli altri sudditi di Sua Maest, i quali dappoi vennero in
questa sua colonia ad abitare, tutte le libert, privilegi, franchigie
ed immunit, le quali in ogni tempo qualsivoglia hanno avuto, gioito e
posseduto i popoli della Gran-Brettagna. Che in virt di due reali
diplomi concessi dal re Jacopo primo, i suddetti coloni son dichiarati
di tutte le libert, privilegi ed immunit investiti, che spettano ai
regnicoli e naturali sudditi, e ci in ogni cosa e ad ogni fine, come
s'eglino fossero, e nati e dimorati nel proprio regno d'Inghilterra.

Che il ligio popolo di quest'antica colonia di Sua Maest ha avuto il
diritto di essere dalla sua propria assemblea governato sul capo delle
tasse e della interna economia; ed il quale non ha mai dato luogo, onde
andasse a confiscazione soggetto, od in qualsivoglia maniera ceduto,
essendo per l'opposto stato costantemente dai Re e dai popoli della
Gran-Brettagna riconosciuto.

Che pertanto la generale assemblea di questa colonia in congiunzione
con Sua Maest o con chi la rappresenta, hanno nella rispettiva capacit
loro, essi soli l'esclusivo diritto e facolt di por tasse ed
imposizioni sopra gli abitanti della colonia; e che ogni tentativo per
investirne un'altra persona o persone qualsivogliano, fuori della
mentovata generale assemblea,  illegale, ingiusto e contro gli ordini
della costituzione, ed ha una manifesta tendenza a distruggere tanto
l'inglese, quanto l'americana libert. Che il ligio popolo di Sua
Maest, gli abitanti di questa colonia non sono obbligati a prestar
obbedienza ad una legge o provvisione qualsivogliano, il cui fine sia
d'imporre sopra i medesimi una tassa qualunque, salve solo quelle leggi
o provvisioni, che da quella generale assemblea state siano risolute.

Che ogni qualsivoglia persona, la quale o in parole od in iscritto
asserir o manterr, che alcuna persona o persone, altre che la generale
assemblea di questa colonia, hanno qualche diritto o facolt d'imporre o
riscuotere qualche tassa su di questo popolo, sia nemica giudicata di
questa colonia di Sua Maest.

Queste risoluzioni furono vinte in quel d con un grandissimo consenso
d'animi. Ma nel giorno susseguente, essendo pi frequente la Camera,
perch molti de' pi vecchj e prudenti cittadini v'intervennero, fu di
nuovo riconsiderata la materia, e questi tanto dissero e tanto fecero,
che le due ultime furono messe in disparte. Il signor Farquier,
luogotenente del governatore, avendo informazione avuto delle cose
risolute nell'assemblea, l'accommiat; abbench ci partorisse poco
frutto; perciocch quand'ebbero luogo i nuovi squittinj, quei, che
disgraziaron le risoluzioni, furon tutti esclusi, e di nuovo raffermi
coloro, che favorite le avevano.

Intanto le risoluzioni andavano attorno privatamente non quali esse
furono riconsiderate e ritocche, ma intiere; e quali erano state da
principio proposte. Particolarmente i membri della lega, che s'erano
intitolati _Figliuoli della libert_, se le porgevano l'un l'altro con
grandissima sollecitudine, dimodoch esse furono in poco tempo disperse
per ogni dove, ed erano con eguale, e desiderio, e concitazione d'animi
lette e rilette. Ma nella Nuova-Inghilterra, e soprattutto nella
provincia di Massacciusset, i zelatori delle prerogative americane non
istettero contenti a questo, e le fecero, per maggiormente propagarle in
tutte le classi del popolo, stampar nelle gazzette, il che fu principal
cagione dei tumulti, che di corto vi si manifestarono. La mattina del
mercoled del giorno quattordici d'agosto per tempissimo, e credesi per
movimento di Giovanni Averino, Tommaso Crafts, Giovanni Smith, Enrico
Velles, Tommaso Chace, Stefano Cleverlino, Enrico Basso e Beniamino
Edesso, uomini tutti avversissimi alle pretensioni inglesi, e di nuove
cose amantissimi, si trovarono appiccate ad un ramo di un antico olmo
piantato presso l'entrata a ostro di Boston, due effigie, delle quali
una rappresentava, siccome si leggeva nella cartella, che vi era stata
affissa, un uffiziale della marca, e l'altra un grosso stivale, che
cacciava fuori della bocca una testa cornuta, che pareva guardasse
all'intorno. Trasse ognuno a vedere non solo dalla citt, ma, correndo
la fama della cosa, da tutta la contrada. La gente vi si affollava, e
l'inusitato spettacolo accendeva ed infiammava quegli animi gi pur
troppo riscaldati; e quel d senz'altro bando o decreto and feriato. La
sera toglievano le due figure dall'albero, e con gran cirimoniale
postele in una bara le portarono a processione. Il popolo calcando
seguitava, e da ogni canto si udivano le grida: _libert, propriet per
sempre, niuna marca_. Passando avanti il palazzo di citt ivano col
mortorio per le vie Reale, e di Kilby, e giunti ad una casa dell'Oliver,
la quale credevano, fosse destinata ad uso d'uffizio della carta
marchiata, fatto alto, senz'altro aspettare, la demolirono sin dalle
fondamenta. Quindi come in segno di trionfo portando seco loro le legna
della casa disfatta procedevano, crescendo sempre lo schiamazzo e le
grida, alla casa propria dell'Oliver, e l, mozzato il capo alla effigie
di lui, ruppero a furia tutte le invetriate. Salivano in cima al
Monteforte, portando sempre a processione le due figure, ed acceso un
rogo, abbruciarono una di quelle in mezzo alle grida universali. E come
se non avessero fatto abbastanza, ritornarono a casa Oliver con bastoni
e mazzeri, e poser mano a guastare il giardino, le siepaje, ed ogni
parte rustica dell'edifizio. L'Oliver s'era cansato per dar luogo al
furor popolare, lasciando solo alcuni amici, acci facessero il meglio
che sapevano, per evitare maggior male. Ma avendo questi qualche mal
motto detto, venne il popolo in maggior rabbia, di forza entr nel pian
terreno, ruppevi le imposte, e guast ogni maniera di masserizie. La
mezza notte si disbandarono. Il giorno che segu, l'Oliver trovandosi in
tal modo in voce di popolo, e dubitando di peggio, informava i
principali della citt, avere scritto in Inghilterra per chieder licenza
dall'uffizio di distributore della carta marchiata. La sera di nuovo
s'adunava la plebe, rizzava una piramide, e dava opera a far un altro
fal; ma udita la novella della chiesta licenza, si rimase; e itasene
presso la casa di lui, gridati prima alcuni evviva, se n'and senza far
altro danno. Si sparse intanto voce, Hutchinson avere scritto in
Inghilterra in favore della marca, e incontanente la turba trasse alle
sue case, e non fu, che se ne partissero, sinoch non fu loro affermato,
aver anzi quel gentiluomo scritto contro la provvisione. Sopra il che
gridaron gli evviva, fecer la baldoria, ed alle case loro se ne
tornarono. Ma ben pi gravi furono i disordini il giorno ventisei dello
stesso mese. Alcuni fanciulli acceso avevano il fal in via Reale, e
d'intorno vi si trastullavano. Ma quando venne la guardia del fuoco per
ispegnerlo, una persona sconosciuta gli soffi nell'orecchio lasciasse
stare. La qual cosa ricusando egli di fare, gli si cal un manritto, e
con altri tratti l'obbligarono ad andarsene. In quel mentre si udirono
fischj all'intorno, e si sent un gridar: _serra, serra_ da ogni parte;
ed ecco, che poco stante ne venne fuori una lunga tratta di persone
mascherate ed armate con batocchj e mazzeri, le quali andaron ad
investire le case di Paxon, maresciallo della Corte dell'Ammiragliato, e
soprantendente del porto. Il guardiano, essendone partito Paxon,
gl'invitava, gissero con lui alla taverna; si contentarono, e la casa fu
preservata. Riscaldati gli animi dal bere e ribere, ivano ad assalir
quella di Guglielmo Story registratore del Vice-ammiragliato posta
dietro il palazzo di giustizia, facevan impeto nel pian terreno, dove
eran le camere dell'uffizio; rompevan le imposte, portavan via ed
abbruciavano i libri e le filze delle carte pubbliche appartenenti alla
Corte, e poi guastavano le masserizie della casa. N qui fe' fine la
plebe alla sua riotta; che anzi cresciuti di numero, e riscaldati
vieppi dall'acquarzente e dalle cose gi fatte, correvano alle case di
Benianimo Hallovello ricevitore delle dogane; ed in un attimo ne
guastarono il mobile. Sbevazzavano di bel nuovo nelle volte; e ci, che
non potettero ingollare, sperdettero. Frugaron quindi in ogni angolo e
portaron via trenta lire di sterlini di contanti. Nuova gentaglia si
accozza. Briachi, e quasi impazzati traggon alle case del
vice-governatore Hutchinson, essendo gi circa le dieci della notte, e
vi pongono l'assedio, sforzandosi ad ogni modo di entrarvi. Ei mandava
prima in salvo i suoi figliuoli ancora in et fanciullesca constituiti;
e poscia abbarrava le porte e le finestre, facendo vista di voler
rimanere. Ma non potendo resistere alla furia di gente tanto sfrenata,
fu obbligato dar luogo, e fugg da una casa in un'altra, dove e' stette
soffitto sino alle quattro della mattina. Intanto la sua propria, la pi
bella, la pi fornita magione, che vi fosse nella colonia, fu posta a
sacco ed a ruba. Portaron via le argenterie, i quadri, le fornimenta di
ogni sorta, e per fino le vestimenta del governatore, ed oltre a ci
novecento lire di sterlini in contanti. Non contenti a questo,
sperdettero o distrussero tutti i manoscritti, che il governatore aveva
bastato ben trent'anni a raccogliere, ed una gran quantit di carte
pubbliche, che l si custodivano; il che fu una perdita gravissima ed
irreparabile. E pare, che l'Hutchinson fosse venuto in tanta disgrazia
dell'universale, perch s'eran dati a credere, ch'egli avesse esortato
il governo a porre la tassa della marca. La qual cosa per gli fu
falsamente apposta, sapendosi anzi, che l'aveva grandemente
contraddetta. Dal che si vede, quanto siano erronee spesso le opinioni
popolari; e che i maestrati debbono nel fare il debito loro altra pi
lodevol mira avere, che quella di piacere all'universale dei popoli;
perciocch questi pi spesso piaggiano quelli, i quali lor nuocono, che
lodino quelli, i quali lor giovano.

La mattina seguente, essendo termine per le tornate della Corte
superiore di giustizia, l'Hutchinson, il quale n'era il presidente,
essendogli state dai riottosi tolte la roba e le divise del suo grado,
vi compar in abito da privato, mentre gli altri giudici, e quei che
attendevano alla sbarra erano delle robe e divise loro vestiti ed
ornati; il che fu un miserabile spettacolo agli occhi dei riguardanti.
La Corte, per mostrare con quanta indegnazione ricevuto avesse
l'affronto fattole nella persona del suo presidente, e quanto gravemente
ella l'anarchia del d precedente detestasse, volle da ogni atto
astenersi, e si aggiorn add 15 d'ottobre. Alcuni, i quali presi
essendo ricusarono di svelare i capi dei disordini, furon posti in
custodia. Ma uno, rotte le carceri, se ne fugg; e gli altri dopo non
molto tempo furono sprigionati; conciossiach si vedeva chiaramente, che
il popolo non era in tal tempra, che avesse pazientemente sopportato, si
procedesse pi oltre contro i delinquenti.

Intanto i principali cittadini, o che detestassero le mostruosit
commesse dalla plebe, o che considerassero, quanto queste fossero per
nuocere ad una causa, che essi credevano giusta, molto solleciti si
mostrarono in voler far distinguere questo tumultuoso procedere da
quella nobile, come essi la chiamavano, opposizione alla imposizione
delle tasse interne per autorit del Parlamento. E procedendo anche pi
oltre, convennero in gran numero a Faneuilhall, luogo destinato alle
pubbliche assemblee, a fine di solennemente testimoniare, quanto
abborrissero gli straordinarj e violenti atti da persone sconosciute
tenutisi la precedente notte; ed unitamente dichiararono: che gli
uomini eletti ed i maestrati della citt fossero richiesti di fare ogni
sforzo, il qual fosse alla legge conforme, per prevenire in futuro
somiglianti disordini, e che i franchi tenitori, ed altri abitanti
ponessero ogni studio per assistergli in tale bisogna. Il giorno dopo
fu pubblicato un bando, col quale si prometteva una ricompensa di
trecento lire a colui, che avesse svelato uno dei capi del tumulto, e
cento per ogni altra persona, che in quello avesse avuto parte. La
quiete ne fu ristorata nella citt, e mantenute da' cittadini la notte
scolte e pattuglie nei luoghi pi opportuni.

Ma i disordini non si contennero nei limiti della citt di Boston, o
della provincia di Massacciusset; che anzi si manifestarono in varj
altri luoghi, e quasi nello stesso tempo, sicch si possa credere,
essere stati l'effetto di un accordo fra gli abitanti delle varie
province. Marted venzette agosto, alle nove circa della mattina, la
plebe di Nuovo-Porto nella provincia dell'isola di Rodi, levando il
romore, venne fuori a stormo con tre figure, che intendevano esser
quelle di Martino Hovardo, Tommaso Moffatto ed Agostino Jonston dentro
di una cassetta co' capestri al collo, e le condusse ad un giubbetto
presso il palazzo della citt al quale furono appiccate, e cos stettero
sino a sera; ed allora spiccatele, e fattone capannuccio le abbruciarono
fra gli evviva e le acclamazioni della moltitudine.

Il giorno seguente, essendo forse gi arrivate le novelle delle cose
segute a Boston, di nuovo s'assembrarono, e si condussero a por
l'assedio alle case di Martino Hovardo avvocato di rinomea, e scrittore
diligente in favore del diritto del Parlamento. Portata via o distrutta
ogni cosa, vi lasciaron le mura. S'incamminarono alle case di Tommaso
Moffatto medico, il quale andava per le brigate mantenendo il medesimo
diritto; e le diedero, in men che non si dice, la spogliazza. L'uno, e
l'altro si cansarono, e si rifuggirono sopra una nave di guerra inglese,
che stava in porto; anzi non credendo pi di poter con sicurezza nella
patria loro rimanere, dopo breve tempo, si condussero in Inghilterra. La
plebaglia corse alle case di Jonston, pronta a commettervi i medesimi
disordini. Ma essendo quivi incontrata, e parlata da un gentiluomo, si
rimase.

A Provvidenza poi, citt provinciale dell'isola di Rodi, venne
pubblicata add ventiquattro agosto una gazzetta straordinaria con
queste parole stampate a lettere da speziale in sul frontispizio: _Vox
populi, vox dei_; e al di sotto con quest'altre di San Paolo: _Dov' lo
spirito del Signore, ivi  libert._ Gli autori della gazzetta
scrivevano, congratulandosi delle gloriose novelle, che da ogni parte
pervenivano sulle lodevoli commozioni del popolo per la causa della
libert, e dei legali mezzi, cos chiamavano essi le incomportabili
esorbitanze della plebe, usati per frastornare l'esecuzione della legge
della marca; portavano a cielo il zelo dei Bostoniani, siccome quelli,
che, non punto degeneri dai padri loro, avessero intieri conservati que'
spiriti di libert, pe' quali andarono gi s famosi al mondo. Ed anche
qui le pasquinate, le farse, le scede e le giullere popolari non furono
poche. Anche qui furon trascinate co' capestri al collo, impiccate e
bruciate le immagini di coloro, che erano in voce di popolo.

Nel Connecticut, avendo Ingersoll, principal uffiziale della marca,
eletto un suo delegato della Terra di Windam, gli scrisse dicendo,
venisse a New-Haven per ricevervi la sua commissione; della qual cosa
avendo i Windamesi avuto lingua, dissero al delegato: rimettesse loro la
lettera dell'Ingersoll, ed al nuovo impiego rinunziasse, se non voleva
esser messo per la mala via. Acconsent egli per lo minor male. Nelle
medesime strette si trov a New-Haven Ingersoll medesimo, e perci
scrisse una lettera, che fu poi stampata, affermando che, quando
avessero gli abitanti s fatta avversione contro la carta marchiata, ei
non gli avrebbe obbligati ad usarla. Solo gli pregava, volessero
riceverla da lui, quando, ravveduti o veramente spinti dal bisogno,
avessero voluto adoperarla. Fu la dichiarazione con segni d'allegrezza
ricevuta. Ma per altro essendo di poi il popolo venuto in qualche
sospetto, trasse a calca alle sue case, e lo interpell, se volesse, o
no rinunziare l'uffizio. Avendo risposto, ci non essere in sua facolt,
gli cantarono, se arrivata che fosse la carta marchiata, ei l'avrebbe in
lor potere data per farne un fal, oppure, se gli piacesse meglio aver
guasta la casa. Allora ei disse loro, e fu ben forza, che l'avrebbe
rimbarcata per essere in Inghilterra ricondotta, o tenute le porte della
casa aperte, perch il voler loro ne facessero.

E' vi furono anche nella Terra di Norwich somiglianti commozioni, ed in
quella di Libanone parimente; ma in questa si fece di pi una specie di
processo derisorio, col quale vennero le effigie condannate secondo le
forme ad essere impiccate ed abbruciate. L'indomani si rinnovarono le
scede, eccettuato per il processo: e brevemente tanto dissero, e tanto
fecero, che il deputato alla stampa, per lo men reo partito, rinunzi
all'uffizio.

Nel Nuovo-Hampshire, Messerve uffiziale della marca fu forzato dalla
moltitudine ad obbligarsi a non esercitare il suo uffizio. E nella
Marilandia, Hood principal distributore della carta marchiata fu
minacciato nella roba, se non rinunziasse: ei si salv prima alla
Nuova-Jork, e poi nell'Isola Lunga. Ma la moltitudine sollevata,
attraversato improvvisamente lo Stretto, gli venne sopra alla non
pensata, ed obbligollo prima a rinunziare, e poi a confermare con
giuramento avanti il magistrato la sua rinunziazione.

Nella citt della Nuova-Jork fu la provvisione della marca in tanto
disprezzo avuta, ch'essa fu stampata, e gridata per le contrade: _la
folla dell'Inghilterra, e la rovina dell'America._ Onde gl'impiegati
della marca non si fecero pregare, e rinunziarono all'uffizio. Simili
avvenimenti ebber luogo nell'altre parti delle province americane.

E perch non si raffreddassero gli animi, o si allontanassero
dall'incominciata opposizione, moltiplicavansi per opera de' capi del
popolo i libelli e le pasquinate; i motti, le giullere ne' diarj
pubblici erano incessanti. A Boston uno fra gli altri se ne stamp col
seguente titolo: _il corriero constituzionale contenente materie, che
importano alla libert, e per nulla ripugnano alla lealt._ Questo aveva
in testa dipinto un serpente tagliato in otto pezzi, sul quale
dalla parte del capo erano scritte le lettere iniziali della
Nuova-Inghilterra, e da quella del corpo le iniziali delle altre colonie
sino alla Carolina Meridionale. La divisa scritta a lettere grosse era
questa: _unirci o morire._

In molti luoghi gli avvocati, procuratori e notaj si adunarono. Fu posto
il partito fra di essi, se, arrivata che fosse la carta marchiata, ed il
giorno prefisso per l'uso della medesima, dovessero per le bisogne loro
legali farne procaccio. Fu vinto il no con un consenso universale,
protestando per con parole gravi contro i tumulti e disordini popolari,
ed obbligandosi a far ogni sforzo per allontanargli; solo volendo, col
non usare la carta marchiata ed altri mezzi quieti, la rivocazione
dell'atto della marca procurare. I giudici di pace del distretto di
Westmorelandia nella Virginia pubblicarono, che per causa dell'atto
della marca avrebbero l'uffizio loro cessato, non volendo essi,
aggiungevano, diventar gl'instrumenti della distruzione dei diritti pi
essenziali, e della libert della patria loro. Cos, mentre l'incomposta
plebe correva senza freno ai pi detestabili eccessi, gli uomini
riputati, entrati anch'essi nella resistenza, abbracciavan consiglj pi
quieti s, ma non meno di quelli, e forse pi efficaci, per far le leggi
abborrite rivocare, e l'americana libert stabilire. Cos questi umori
libertini, nati prima in Virginia e nel Massacciusset, appoco appoco si
propagarono anche nelle altre province, e dall'infima plebe al popolo, e
da questo ai maggiorenti si appiccarono.

Intanto si avvicinava il tempo, in cui la carta marchiata per essere
usata in America doveva dall'Inghilterra arrivare; e gi s'approssimava
il giorno prefisso dalla legge, in cui doveva la provvisione della marca
avere il suo effetto, il quale era il d delle calende di novembre.
Questo chiamavano gli Americani giorno infaustissimo, e principio di
futuri mali alla patria loro. Comparvero il d 5 ottobre a veduta di
Filadelfia presso Gloucester-Point i vascelli carichi della carta. Tosto
tutte le navi che si trovavano in porto alzarono le bandiere loro a
mezza stacca; con battuffoli s'avvilupparon le campane, e queste
suonarono a scorruccio sino alla sera, ed ogni cosa pareva dinotare un
tristissimo ed universale lutto. Alle quattro dopo mezzo d parecchie
migliaja di cittadini concorsero al palazzo per consultar tra di loro
sul modo di prevenire l'esecuzione della marca. Determinarono, avendo
per capo dell'impresa Guglielmo Allen, figlio del presidente della Corte
di giustizia, di mandar dicendo a Giovanni Ugo, principal uffiziale
della marca nella provincia, rinunziasse all'uffizio. Alla quale
richiesta, egli, dopo molte lustre e tergiversazioni, malvolentieri, e
contro suo stomaco acconsent. Il tumulto dur molti giorni; ed in
questo mentre attendeva l'Ugo ad affortificarsi in casa, e chiamava in
ajuto gli amici, temendo, malgrado la rinunziazione, di essere ad ogni
ora manomesso. In mezzo a tanta sommossa, i soli Quaccheri, i quali sono
in gran numero nella citt di Filadelfia, si astennero dal tumultuare, e
pareva, fossero a prestare la obbedienza alla legge della marca
inclinati; e cos oper pure quella parte del clero anglicano, che l si
trovava; ma questi erano pochi.

In Boston arriv la carta a' dieci di settembre; e tosto il governatore
scrisse all'assemblea dei rappresentanti ricercandogli del consiglio
loro, stantech l'Oliver aveva l'uffizio rinunziato. Al quale
l'assemblea rispose: questa cosa non esser di competenza loro, e perci
fosse contento il governatore di avergli per iscusati, se non potevano
in questo dargli n consiglio n assistenza. Cos fuggirono la tela, e
lasciarono il governatore solo a spelagarsi da s. Per la qual cosa le
balle che contenevano la carta marchiata, furono dal governatore
depositate nel castello, perch ivi fossero guardate, ed all'uopo dalle
artiglierie della fortezza difese.

Ma il d primo di novembre in sulla diana suonavano in Boston tutte le
campane a lutto. Ritrovaronsi appiccate due figure all'olmo di smisurata
grandezza, il quale, come di sopra s' detto, era vicino ad una delle
uscite della citt, e che fin da quel giorno, in cui incominciarono i
tumulti, aveva ottenuto il nome di _albero della libert_; conciossiach
all'ombra sua usavano i zelatori convenire per discorrere in comune
sulle bisogne loro; dalla qual cosa nacque poi, che in tutte le Terre si
piantarono, ed i gi piantati si chiamarono, ad esempio di quel di
Boston, _alberi della libert_. I Bostoniani si levarono a romore, e
fecer popolo. Alle tre dopo mezzo d le due effigie fra le acclamazioni
universali furon tolte dall'albero, portate attorno la citt, ed alle
forche appiccate, poi tagliate a pezzi, e disperse al vento. Ci fatto,
il popolo si ridusse alle case sue, e le cose passarono assai
quietamente. Ma poco tempo dopo, trascorsero ad una cosa molto
biasimevole; avendo con brutte maniere sforzato l'Oliver, il quale gi
molto prima aveva al suo impiego d'uffiziale della marca rinunziato, di
andare all'albero della libert tra mezzo la moltitudine, e l
pubblicamente, e con giuramento fare una nuova rinunziazione; come se di
questi giuramenti fatti per forza si soglia tenere qualche conto, e
meglio non dimostrassero la violenza di chi costringe, che la volont di
chi  costretto.

Si leggevano in molti luoghi sulle porte degli uffizj pubblici, e su pei
canti delle contrade queste parole: _il primo che o distribuir, o user
carta marchiata abbia cura della sua casa, della sua persona e delle sue
masserizie. Sottoscritto, vox populi._ Le genti armeggiavano; gli amici
alla marca avevano paura.

N meno gravi furono i disordini nella citt della Nuova-Jork, dove
essendo arrivata la carta marchiata in sull'uscire d'ottobre, ed il
Machever, eletto distributore, avendo rinunziato, il vice-governatore,
il quale era un Colden, personaggio per le sue opinioni politiche poco
accetto all'universale, la fece ridurre nel Forte Giorgio; ed avendo
alcune cautele usato, perch ivi fosse sicura, il popolo entr in
sospetto di qualche mala intenzione da parte sua. Perci il d delle
calende di novembre verso sera, la plebe concorse in gran numero traendo
a furia alla volta del Forte; fece impeto nelle stalle del
vice-governatore, ne port via la carrozza, recandosela, come in
trionfo, per le principali vie della citt. Itasene in sulla piazza
grande, e rizzatevi le forche, vi appicc l'effigie del vice-governatore
con nella man ritta un gran pezzo di carta marchiata, e nella sinistra
la figura di un demonio. Poi lo tir gi, e port tutto a processione,
la carrozza la prima, alle porte della fortezza, e di l fino alla
scarpa della medesima sotto le bocche dei cannoni, dove le abbruci,
facendo una gran baldoria tra mezzo gli evviva e l'esultazione generale
di molte migliaja di persone. Ma a questo non si ferm la gente
infuriata; anzi trasse tosto alle case del James Maggiore, le quali
erano gentilmente fornite di ogni cosa, con una libreria di molto
valore, e un giardino bellissimo; ed in un baleno guastarono o
distrussero il tutto; accesero anche il solito fal, dicendo;
_quest'esser le feste, che il popol dava agli amici della marca._

I caff eran divenuti, come le scuole o palestre pubbliche, dove gli
oratori popolari, montando sulle scranne o sulle tavole, predicavan le
dottrine alla gente che vi concorreva per l'ordinario in gran numero.
Adunque in uno di questi raddotti, frequentissimo di avventori, e nella
citt della Nuova-Jork, un buon cittadino, rizzatosi, esortava, si
procedesse pacificamente. Esclamava, questi essere modi da condannarsi.
Pregava poscia gli abitanti a pigliare le armi ed a convenire ad ogni
romore che si levi, per contener i faziosi. Avrebbe ottenuto l'intento.
Ma il capitano Isacco Sears che era stato corsale, e che acerbissimo si
mostrava contro la marca, disse al popolo, non badasse pi che niente a
questi uomini peritosi, che adombrerebbon ne' ragnateli; andassero con
lui; doversi avere in mano la carta marchiata. Alcuni Capi popolari lo
seguitarono; gli altri se ne van colla piena. Mandarono al governatore
dicendo: che sarebbe il meglio, consegnasse loro la carta marchiata.
Egli dapprima volle andar per la lunga, allegando, si aspettava di breve
il governatore Enrico Moore, e che questi avrebbe fatto ci che avrebbe
creduto del caso. Il popolo non se ne content. Insistette o di aver
quella di quieto, o se la piglierebbe per forza; e di gi v'era pericolo
di sangue. Ma finalmente il vice-governatore, per evitar qualche gran
male, consent a rimetterla in potest loro; ed eglino con gran
soddisfazione nel palazzo di citt la depositarono. Dieci casse per di
carta, che arrivarono dopo, furon dal popolo pigliate a furia, ed arse.

Malgrado si fossero commessi tanti disordini nella Nuova-Jork
dall'infima plebe, abbondavano per in questa citt cittadini di pi
quieto animo, i quali se avversi erano dall'un canto alle pretensioni
del Parlamento britannico, e specialmente all'atto della marca, non
detestavano per meno queste insolenze popolari, sapendo benissimo, che
in elle niuna persona ne fa bene, se non i disperati, e che i garbugli
non fanno che pei mali stanti. Credettero perci, fosse opportuna cosa
di non rilasciar maggiormente la briglia alla sfrenata plebe; ma anzi di
trovar un modo di dirigere ed incamminar al fine, che si proponevano, i
moti di quella. Perci fecero un convento di tutto il popolo nei campi
vicini alla citt, dove fu proposto, si eleggesse una congregazione
d'uomini amici alla libert, perch tenessero carteggio con simili
uomini d'altre colonie, avvisassersi diligentemente di tutto quanto
occorreva, acci si potesse all'uopo muovere ad un tratto, e come un
corpo solo, tutto il popolo delle diverse province. Ma la cosa era piena
di pericolo, avvicinandosi essa, se non era del tutto, all'aperta
ribellione. Epper molti, i quali erano tra gli altri stati trascelti
per membri della commissione, con varj colori se ne scusarono; ma
finalmente il corsale, e quattro altri dei pi animosi offersero s
stessi, e furon approvati dall'universale. Misero essi tosto la mano
all'opera, e le lettere sottoscrivevano con tutti i nomi loro. Pregarono
i Filadelfiesi, sporgessero le lettere alle colonie pi meridionali, ed
i Bostoniani alle settentrionali. E questa fu come una seconda
generazione di figliuoli della libert, i quali per mezzo di procacci
regolari ebbero determinato di avvisarsi scambievolmente, e contrar lega
per opporsi alla tassazione parlamentare.

Ma se era utile cosa ai loro disegni stimata il carteggiar tra di loro
in una maniera stabilita e comune, non tardarono punto ad accorgersi,
che ci non bastava per arrivare ai fini loro; ma che bisognava di pi,
si determinassero e si accettassero da tutti i capitoli della lega,
acci ciascun membro di questa conoscesse chiaramente il debito suo, i
consiglj che doveva seguire, e la via che gli era mestiero tenere.
Credevano inoltre i Capi di questo disegno, che siccome essi capitoli si
dovevano solennemente sottoscrivere, cos molti eziandio fra gli avversi
medesimi non si sarebbero arditi di contraddire, e posto vi avrebbero i
nomi loro. Il che gli avrebbe fatti intignere, e perci ne sarebbero
essi assicurati. Furono i capitoli tosto compilati, ed accettati dai
figliuoli della libert delle due province della Nuova-Jork e del
Connecticut, ai quali poscia si accostarono di mano in mano quelli delle
altre colonie. Nell'esordio della lega, il quale era con molta arte
composto, gli alleati affermarono, che uomini perversi avevan fatto il
pensiero di allontanare gli animi dei fedeli ed affezionati sudditi
dell'America dalla persona e governo di Sua Maest, e perci eglino
professavano e dichiaravano la fede loro, e leanza verso il Re essere
immutabili; volere con tutte le forze loro difendere e mantenere la
Corona; con ogni maggior prontezza sottomettersi al suo governo, e ci
in conformit alla costituzione britannica fondata sugli eterni dettami
dell'equit e della giustizia; ogni tentativo contro la medesima essere
e peccato enorme contro Dio, ed audace disprezzo del popolo, dal quale,
dopo Dio, ogni giusto governo procede; e perci essersi risoluti a fare
ogni sforzo, a porre ogni industria, ad usare ogni ingegno per questi
rei disegni impedire; e stante che un certo libriciattolo (con tal nome
chiamavan essi una legge vinta nel Parlamento della Gran-Brettagna), che
essi chiamano _Pamphlet_, era comparso in America sotto la forma di un
atto del Parlamento, e col nome di atto della marca, quantunque non
fosse stato legalmente n pubblicato n introdotto, nel quale verrebbero
i coloni ad essere dispogliati dei pi preziosi diritti loro, e
soprattutto di quello di tassare s stessi; perci per conservare quelli
intatti, e difendergli, siccome anche ogni altra parte della
costituzione inglese, obbligarsi e promettere di marciare con tutte le
forze loro ed a proprie spese, ed al primo avviso, in soccorso di
coloro, i quali fossero in un pericolo qualunque, per qualsivoglia cosa
da essi fatta contro l'atto della marca, incorsi; di diligentemente
sopravvedere tutti quelli, i quali, o per l'uffizio loro, o per propria
volont potrebbero l'uso della carta marchiata introdurre; il che,
soggiungevano, sarebbe il sovvertimento totale della costituzione
inglese e della libert americana; di avvisar l'un l'altro, ove simili
persone si discoprissero, siano chi esser si vogliano, ed abbian nome
come lor pare, e di procurare con ogni sforzo, ma con ogni giusta via e
maniera, di trarre questi traditori della patria al condegno castigo; di
difender la libert della stampa da ogni illegale violazione ed
impedimento, i quali dall'atto della marca potrebbero essere frapposti,
essendo questo il solo mezzo, coll'ajuto della divina Provvidenza, di
preservar le vite loro, le libert e gli averi; e di difendere e
proteggere ancora i giudici, avvocati, procuratori, notaj e simili
persone da ogni pena, multa o molestia, nelle quali eglino potessero
incorrere per non aver nelle bisogne loro voluto al medesimo atto
conformarsi. Questa fu la lega della Nuova-Jork, la qual diede pi
calore e pi connessione alle parti, che allora in America bollivano.

Intanto andavan propagandosi nella Nuova-Jork i semi di nuove dottrine
in fatto di governo, e nei giornali pubblici alla considerazione
universale si offerivano; che le colonie non dovevano altra congiunzione
avere colla Gran-Brettagna fuori di quella di vivere sotto il medesimo
Re; ma che in quanto all'autorit legislativa, non dovevan pi da quella
niuna dependenza avere. Queste nuove opinioni mantenute vivamente e con
molto ingegno, andavano ogni d mettendo nuove radici, e nelle altre
colonie dilatandosi, e preparavano insensibilmente gli animi dei popoli
al nuovo ordine di cose, verso il quale l'universale correva
senz'accorgersene, i capi d'animo deliberato, ed al quale l'Inghilterra,
volendo ad un contrario fine arrivare, aveva un'opportuna occasione, ed
una pi larga strada apparecchiata.

Un altro efficace mezzo di opposizione all'atto della marca, e molto
utile per ottenerne la rivocazione, fu quello, che fu posto innanzi dai
negozianti della Nuova-Jork, il quale fu di contrarre tra di loro una
lega non solo di non pi incettar merci nell'Inghilterra, finch l'atto
non fosse rivocato, e ne seguisse quello che volesse, e di rivocare
tutte le commesse che a questo fine avessero fatte, e che non fossero
state ad effetto recate il primo gennajo del 1766; ma eziandio di non
vendere alcuna di quelle merci inglesi, le quali non fossero state,
prima di quel giorno, imbarcate. Aggiunsero ancora, siccome da una
voglia, quando sono gli animi concitati, si va naturalmente in un'altra
pi grande, che queste risoluzioni avrebbero mantenute, finch non
fossero rivocate le provvisioni sui zuccheri e sulle melate, e quelle
sui biglietti di credito. Queste medesime risoluzioni furono
volonterosamente accettate anche dai mercatanti a minuto, i quali si
obbligarono di non comprare n vendere merci inglesi, che in
contravvenzione di quelle risoluzioni fossero state in America portate.

I mercatanti e negozianti di Filadelfia fecero anch'essi la loro
adunata, ed entrarono, sebbene non con un consenso s generale, nella
lega. I Quaccheri non vollero sottoscriversi. Credettero per, fosse
cosa prudente il conformarvisi senza pi, e scrissero in Inghilterra,
non mandassero pi merci. I Filadelfiesi procedettero anche pi oltre, e
stabilirono, che nissun giureconsulto s'ardisse d'intentar azione veruna
per pecunia dovuta da un abitante dell'Inghilterra, e che nessun
Americano avesse verso di questa a far rimesse di niuna somma di denaro,
e ci medesimamente finch gli atti non fossero rivocati. In Boston,
quantunque un po' pi tardi, si contrassero leghe di somigliante natura;
e l'esempio di queste principali citt venne imitato da quasi tutte le
altre e citt e terre pi trafficanti dell'America inglese.

Da queste determinazioni prov l'Inghilterra nelle manifatture sue un
danno inestimabile, mentre l'Irlanda ne ricevette un grandissimo
benefizio; imperciocch gli Americani si voltarono a questa ultima
contrada, per far procaccio di quelle merci, che giudicavano ai bisogni
loro indispensabili, e vi portavano in permuta grandissime quantit di
semi di lino e di canapa. Ma anche a questa necessit vollero i coloni
sottrarsi. Epper fu instituita nella Nuova-Jork una societ, che
chiamarono d'arti, manifatture e commercio, ordinata a guisa di quella
di Londra, ed aprironsi qua e l mercati per la vendita delle
manifatture del paese, ai quali furon recati in copia, panni e tele,
lani o lini, lavorii di ferro non contennendi, comech ancora un poco
rozzi; spirito di orzo, carte dipinte ad uso di tappezzerie, ed altri
oggetti di comune utilit. E perch le materie prime dei lavori di lana
non potessero venir meno, determinarono di astenersi dal mangiar carni
d'agnello, e di pi dal comprar carni di qualunque sorta da quei beccaj,
i quali o macellassero od in vendita esponessero carni di quell'animale.
Ognuno, anche i pi ricchi, anche i pi pomposi e sfoggiati, ora per
general moda si contentavano di portare vestimenta fatte nel paese, o
logore piuttosto, che di usar merci inglesi. Dal che ne nacque una
opinion generale, potesse l'America bastare a s medesima, e mestiero
non avesse di ricorrere all'industria ed alle materie dell'Inghilterra.
E come se queste non fossero gi assai mortali ferite al commercio della
madre europea, si parl nella Virginia e nella Carolina Meridionale di
cessare ogni trasporto di tabacco verso la Gran-Brettagna; la qual cosa
avrebbe un danno gravissimo arrecato, sia per la diminuzione della
rendita pubblica, che ne sarebbe seguta a motivo della diminuzione
delle gabelle d'entrata, e sia per quella del commercio stesso, portando
gli Inglesi a vendere in gran copia di quella merce nei mercati esteri.

Le calende di novembre, giorno prefisso dalla legge per l'uso della
carta marchiata, non fu che se ne potesse trovare un sol foglio in tutte
le colonie della Nuova-Inghilterra, della Nuova-Jork, della Cesarea
della Pensilvania, della Virginia, della Marilandia e delle due
Caroline, essendo stata quella, o arsa ai tempi delle commozioni
popolari, o rimandata in dietro in Inghilterra, ovvero in mano dei
popolani caduta, i quali la custodivano gelosissimamente. Quindi ne
nacque una sospensione ed arrestamento totale di ogni negozio, che senza
la carta marchiata eseguir non si potesse. Solo gl'impressori delle
gazzette la bisogna loro continuarono, scusandosi con dire, che se
l'avessero cessata, il popolo avrebbe loro tale ammonizione data, che
mal per loro; e le gazzette, che uscivano stampate sulla carta marchiata
venute dal Canada, nissuno procacciava. Le Corti di giustizia furon
chiuse; i porti serrati; i matrimonj stessi non si celebravano, ed una
incomodissima e general fermata di ogni utile o necessario atto, o
commercio civile si venne ad originare.

I governatori delle province, quantunque obbligati fossero, con penalit
severissime e con giuramento, a far l'atto della marca eseguire,
tuttavia vedendo dall'un canto la ostinazione degli Americani,
dall'altro che nella pi parte delle Terre non si poteva pi alcuna
quantit di carta marchiata ritrovare, e considerato l'incredibil danno,
che dalla general fermata di tutti i negozj civili nasceva tanto ai
particolari, quanto all'universale, statuirono concedere, fondandosi
sull'impossibilit di procacciar carta marchiata, lettere di dispensa a
chi ne chiedeva, e particolarmente alle navi, che dovevano dai porti
uscire, acci queste non potessero nelle altre parti dei dominj inglesi
andar soggette alle gravissime multe per non essersi all'atto della
marca conformate. Solo il vice-governatore della Carolina Meridionale,
trovandosi a quel tempo il governatore lontano, si ostin a volere ad
ogni modo, fosse eseguita la provvisione, e non consent mai a concedere
le dispense. E non si pu dire quanto sia stato il danno, che ebbero a
provare in ogni sorta di trattati e transazioni civili gli abitanti di
questa ricca colonia per s fatta ostinazione delle parti.

Ma la provincia di Massacciusset, la pi popolosa di tutte, e nella
quale l'opposizione alle mire inglesi era e pi ostinata e pi
universale, prese un'altra deliberazione, la quale fu di somma
importanza, e venne da tutte le altre messa ad effetto. I Capi
massacciuttesi considerarono, che i moti popolari da una parte sono
soliti in poco tempo a risolversi, e dall'altra che i governi, per
serbare il grado e la dignit loro, sono pi inclinati a gastigar gli
autori, che a tor via le cagioni che lor diedero origine: perciocch
contro di essi si riuniscono e le ragioni di Stato e l'amor proprio
punto di coloro che governano; riflettendo eziandio, che il carteggio
regolare introdottosi generalmente tra i figliuoli della libert delle
diverse province, quantunque cosa di gran momento fosse per indurre e
mantenere un'opinion comune, non era per altro, che una corrispondenza
di uomini privati, ed in niun grado pubblico operanti; e che sebbene
alcune delle assemblee dei rappresentanti di ciascuna provincia si
fossero con opportune deliberazioni opposte alle ultime leggi, ci
nonostante non erano queste se non deliberazioni o rimostranze di
province particolari, le quali tutto il Corpo delle colonie inglesi
unite insieme non rappresentavano, determinarono di operare in modo, che
venisse a farsi un Congresso generale, al quale ciascuna, e tutte le
province i deputati loro mandassero, acci si contraesse come una
universale e pubblica lega contro le leggi, delle quali l'America si
doleva. Speravano, che il governo inglese avrebbe usato pi riguardo
alla opposizione e rimostranze di questa, che non a quelle dei privati,
o delle assemblee provinciali l'una dall'altra separate. Forse speravano
ancora, siccome verisimilmente covava nelle menti loro il disegno della
independenza, che per mezzo di questo Congresso le colonie
s'avvezzerebbero ad adoperare in comune, ed a considerare s stesse,
come una sola ed unita nazione. I primi a dar queste mosse furono gli
Otis padre e figliuolo, e Jacopo Warren; i quali camminavano con maggior
affetto degli altri in queste cose. Ne fu perci messo il partito nella
Camera dell'assemblea, il quale fu vinto, avendo determinato, esser
molto spediente, si facesse un Congresso, pi presto il meglio, di
altrettante commissioni mandate dalle Camere dei rappresentanti, e
borghesi delle varie colonie per consultare insieme intorno le presenti
occorrenze, e per fare ed inviare in Inghilterra le rimostranze, che
fossero del caso; e questo Congresso dovere nella citt della Nuova-Jork
il primo marted di ottobre esser convocato. Questo fu il primo
Congresso generale tenutosi nelle colonie, dacch erano i tumulti
americani incominciati, il quale diede l'esempio, e poscia l'origine a
quell'altro, che govern le cose dell'America durante tutto il corso
della guerra, che nacque dopo qualche tempo. Le province molto
ringraziarono quella di Massacciusset del suo buon animo verso la
patria, ed i deputati loro al Congresso jorchese elessero. Notabile
esempio, che quei Consiglj stessi, che tendevano a stabilir una legge
per mezzo della disgiunzione degli animi prodotta dal rispetto
degl'interessi particolari di ciascun cittadino, abbian per lo contrario
un consentimento concorde contro la medesima partorito; e che, ove
l'universale obbedienza si sperava di trovare, incontrato si sia
l'universale resistenza. Dal che si pu conoscere, che l, dove non sono
eserciti gagliardi per constringere, se non si va a seconda
dell'opinione dei popoli, si porta pericolo di rovinare, e che i
reggitori degli Stati liberi debbono piuttosto ammaestratori essere, che
padroni, e meglio prudenti guidatori, che forzevoli frenatori o
spignitori dimostrarsi.

Adunque il luned dei sette ottobre dell'anno 1765 convennero nella
citt della Nuova-Jork i deputati delle province americane. Fatto le
scrutinio e raccolto il partito, fu eletto presidente Timoteo Ruggles.
Il Congresso, dopo un lungo preambolo pieno delle solite protestazioni
di lealt e di fede verso la persona del Re della Gran-Brettagna ed il
governo inglese, incominci distendendo quattordici capitoli, i quali
altro non sono, che un'asseverazione di quei diritti, che pretendevano
gli Americani avere, e come uomini, e come sudditi della Corona
d'Inghilterra, de' quali abbiamo gi molte volte discorso, e querele
sopra le restrizioni ed impedimenti per l'ultime leggi al commercio loro
posti. Composero poscia tre petizioni o rappresentanze da indirigersi al
Re, alla Camera dei Pari del regno, ed a quella dei Comuni. Favellavano
dei meriti degli Americani nell'avere convertiti vasti deserti e terre
incolte in citt popolose, e fertilissimi campi; spiagge inospitali in
utili porti; uomini selvaggi, ignoranti e d'ogni umanit privi in
nazioni incivilite e sociabili, alle quali hanno la cognizione data
delle cose umane e divine; avere perci la gloria, la potenza e la
prosperit della Gran-Brettagna grandemente avanzate; aver godute sempre
le libert inglesi, per le quali essi sono per tanto tempo s felici
vissuti; a queste non potere e non dovere rinunziare; non poter essere
tassati, se non per s stessi; avere infinito dispiacere e danno provato
dalle ultime restrizioni commerciali, e molto pi dalla insolita e nuova
provvisione della marca; non potersi, per le peculiari circostanze delle
colonie, pagar quelle gabelle, e quando si potesser pagare, doverne ben
presto le colonie rimanere esauste di pecunia numerata; l'esecuzione di
tali leggi, dover per rimando riuscire anche di molto pregiudizio
all'interesse commerciale dell'Inghilterra; aver le colonie un debito
immenso, tanto verso l'Inghilterra per le incette fatte di lavorii
inglesi, quanto verso gli abitanti loro per le spese nell'ultima guerra
incontrate in pr e benefizio della comune patria; esser evidente, che
pi si favorisce il commercio delle colonie, favorirsi anche, e crescere
all'avvenante quello della Gran-Brettagna; in un paese, quale si 
l'America, in cui e le terre sono grandemente divise, e le traslazioni
di dominio molto frequenti, e numerosissimi negozj hanno luogo in ogni
giorno, dover onerosissimo, e del tutto incomportabile riuscire l'atto
della marca; non poter la Camera dei Comuni cos di lontano conoscere n
i bisogni loro n le facolt; esser nota a tutti la distinzione tra la
giurisdizione parlamentare nel regolar gli affari di commercio di tutte
le parti del regno, e la tassazione colonaria; per questa ultima appunto
essere state le assemblee provinciali instituite nelle colonie, le quali
inutili del tutto diventerebbono, se il Parlamento assumesse il diritto
di tassare; non avere esse mai attraversati, anzi aver sempre giusta lor
possa, e volonterosissimamente promossi gl'interessi della Corona; amare
i coloni con filiale carit il governo e gli uomini inglesi; amare gli
usi, i costumi, le opinioni loro; amare la dependenza, ed antica
congiunzione loro verso dei medesimi; sperare pertanto e pregare, siano
le umili rappresentazioni loro udite: sia considerato, ed ottimamente
ponderato il misero e deplorabile stato loro; e gli atti, che cos gravi
impedimenti e tasse hanno sul commercio loro e propriet imposti, siano
rivocati, o che in qualsivoglia altra maniera, che meglio conveniente
parr alla bont e sapienza del governo britannico, vengano i popoli
americani alleviati e racconsolati.

In queste petizioni inserirono anche, quasi temessero di esser chiamati
a parte della rappresentazion generale nel Parlamento con mandar i
deputati loro ancor essi, un'altra affermazione affatto nuova; e questa
fu, che stante la lontananza, ed altre circostanze delle colonie, non
sarebbe praticabil cosa stata, che eglino venissero in altra maniera
rappresentati, fuorich nelle assemblee provinciali. E' mossero
finalmente un'altra querela, la quale in ci consisteva, che siccome le
cause relative alle penalit ed alle multe, le quali non eran poche, n
modiche, e nelle quali incorrevano quelli, che violassero le
disposizioni delle ultime leggi e dell'atto della marca, dovevano essere
non dai tribunali ordinarj posti sopra queste materie, come in
Inghilterra, giudicate, ma sibbene ad elezione del denunziatore da una
qualche Corte dell'ammiragliato, cos affermarono, potere ad arbitrio e
volont forse di un mariuolo essere trasportati, a fine d'esser
giudicati, da un'estremit all'altra del continente loro, e venir nel
medesimo tempo privati del benefizio, e diritto in tanto pregio da essi
tenuto, quello del Giuri, e dovere la roba loro, e l'onore in mano di un
sol giudice rimanersi.

Add ventiquattro ottobre il Congresso determin, che le petizioni
recate fossero presentate, ed il buon esito loro sollecitato in
Inghilterra da uomini a posta eletti da ciascuna provincia, ai quali si
dovessero fare le spese di quel del pubblico. Poi add venticinque dello
stesso mese, avendo la sua bisogna terminata, si risolvette.

Pervenuta in Inghilterra la notizia delle turbazioni ed ammutinamenti
seguti in America contro l'atto della marca, si commossero gravemente
gli animi, e questi e quelli furono in varie guise impressionati,
secondo le varie opinioni ed interessi loro. I negozianti ne provarono
gran danno, e non potendo essere delle somme prestate agli Americani
rimborsati, molto detestavano la nuova ed insolita legge, che aveva
l'antico corso delle cose interrotto. La maggior parte di essi non
condannavano, anzi parevano la risoluzione di quelli scusare di non
voler mandar pi in Inghilterra le rimesse, credendo, non fossero pi in
grado, a motivo delle nuove gabelle, di ci eseguire. I manifattori,
diminuito assai lo spaccio delle cose loro, si trovarono alle pi grandi
strette, e molti eziandio all'estreme necessit ridotti. Gli uni erano
da universal tristezza oppressi; del che ne avevan ben cagione; gli
altri si mostravano fieramente irritati a s gravi e tante enormit
commesse dagli Americani. Le disputazioni, le contese furon senza
numero. Ogni d andavano attorno libelli secondo diverse, anzi contrarie
massime compilati. Negli uni gli Americani erano portati al cielo e
chiamati con somme lodi difenditori della libert, impugnatori della
tirannide, solenni protettori e sostenitori di ci che l'uomo deve tener
pi caro in questa bassa terra; e negli altri notati severissimamente
d'ingratitudine, d'avarizia, d'animi inquieti e torbidi, e perfino di
ribellione. Fra coloro che tenevan qualche grado, correvano le medesime
dissensioni e contese. Quei, che in Parlamento o altrove avevano le
ultime leggi promosse, volevano si procedesse colla forza,
costringessersi ad ogni modo gli Americani all'obbedienza, e punissersi
colle condegne pene gli autori di s gravi enormit. Quegli altri che le
avevan oppugnate, pretendevano si usasse pi mansuetudine; dovessesi
prima ogni altra cosa tentare, che la forza; provassesi di raddolcir
prima gli animi dei coloni; esser sempre tempo di venirne a quella; ma
una volta che si sia s oltre proceduto ed al sangue ed alla civil
guerra, non potersi vedere, n quale abbia ad esserne l'evento, n
quando si possa aspettarne il fine. Si tenne a quei tempi, che lord
Bute, il quale operava di straforo, ed era l'anima di tutto, perciocch
stava agli orecchi del Re ed era l'occhio suo, consigliasse vivamente,
si girasse la spada a tondo, si usassero i rimedj pi efficaci e pronti
per costringere. I gentiluomini della Camera e della magione reale,
essi, che, vivendo quasi in cielo, ignorano le umane miserie, volevano
si recasse in America il ferro ed il fuoco. I membri del clero anglicano
stesso pareva, cosa per altro lontana dalla profession loro, che
tenessero la medesima opinione, e ci forse, perch gi s'erano
stabilito nell'animo, che, ridotti una volta gli Americani
all'obbedienza, ed imbrigliata, come dicevano, la petulanza di
quegl'ingegni, a fine di prevenire ne' futuri tempi simili rivolgimenti,
si avesse a pigliare il partito d'introdur nelle colonie la gerarchia
anglicana. Si sapeva eziandio, che il Re era inclinato a fare osservar
l'atto della marca colla forza, ma che per, se ci non si potesse senza
sangue ottenere, desiderava si rivocasse.

In questo frattempo erano stati dimessi i ministri, i quali erano stati
autori degli ultimi impedimenti posti al commercio americano, e della
tassa della marca. In nome, e forse in fatti, un tale scambio era stato
prodotto dalla freddezza, colla quale avevano lo statuto della Reggenza
proposto avanti le due Camere, difeso e sostenuto; e cos si credeva
generalmente. Ma egli  molto verisimile, che la cagione e l'occasione
ne siano state offerte dalle commozioni, le quali diedero che pensare
assai al governo, suscitate in Inghilterra dagli operaj ne' lavorii di
seta che si lamentavano, esser venuta meno l'opera loro. E quantunque da
alcuni si dicesse, di ci esser la cagione, l'essere state dentro del
Regno introdotte quantit straordinarie di drappi forestieri, e
specialmente francesi, la causa vera, o certo una delle principali, si
era quella della diminuzione delle incette americane. E forse gi
sospettavasi, o si avevan le prime novelle ricevute delle turbazioni
d'America. Ma il governo faceva vociferare a bello studio, che la
dimissione dei ministri doveva solo allo statuto della Reggenza
attribuirsi; e ci per non parere di avere il torto in quel nuovo
indirizzo che aveva dato alle cose delle colonie, e potessero i popoli
accagionarne a posta loro i ministri congedati. Imperciocch
quest'ordine  buono nella costituzione inglese, che quando per un
indirizzo dato a qualche importante affare dello Stato, o sia per la
fortuna contraria o per la necessit delle cose ne viene a sovrastare un
gran pericolo, il qual indirizzo per abbandonar non si potrebbe senza
un'evidente diminuzione del grado e dell'onore del governo, tosto si
cerca, e facilmente si trova, una cagione affatto lontana dalla cosa, la
quale presenti un pretesto sufficiente per dimettere i ministri, e cos
succede. Allora appare senza che si dica, come se tutta la colpa fosse
di quelli, e posta di nuovo la cosa in deliberazione, si cambia affatto
la maniera di procedere. Perci si vede che quello che in altri governi,
dove tutto si attribuisce al Re, non si potrebbe se non se per
l'abdicazione di questo ottenere, senza della quale correrebbe lo Stato
a grandissimi pericoli, e forse a totale rovina, si ottiene in
Inghilterra facilmente col cambiamento dei ministri. In questo modo si
soddisfa in quella contrada al popolo, e nello stesso tempo si provvede
alla dignit del governo, ed alla sicurezza dello Stato. Ma per in
questi usi havvi questo d'incomodo, siccome nelle cose umane  sempre
mescolato il male col bene, che i nuovi ministri si trovano nel
procedere loro molto imbarazzati; conciossiach fare tutto il contrario
di quello che i predecessori loro fatto hanno, sarebbe un dare del tutto
la causa vinta agli oppositori, o tumultuosi, o ribelli, o nemici
esterni che si siano, ed un dare un nuovo incitamento all'ardir loro.
Operare come quelli hanno operato, sarebbe un continuar nel danno, e far
quello che s' voluto schifare. Perci essi sono costretti a seguire una
certa via di mezzo, la quale raro  che conduca a buon fine. Della qual
cosa se ne ha un manifesto esempio nelle rinvolture delle cose che
andiamo scrivendo. Ma al nostro proposito tornando, il marchese di
Rockingam, uno dei pi ricchi signori del regno ed in molta estimazione
tenuto da tutti pel suo ingegno, e soprattutto per la sincerit e
candore dell'animo suo, fu eletto primo lord del Tesoro in iscambio di
Giorgio Grenville, e negli altri luoghi furono sostituiti agli amici di
questo, gli amici e parziali di quello. Erano i pi, o almeno s'erano
chiariti amici della causa americana; e fra gli altri il generale Conway
era stato eletto segretario di Stato sopra le colonie; della qual cosa
niuna poteva pi grata agli Americani riuscire. Questi nuovi ministri
ebbero tosto in animo di rimettere i coloni in migliori termini che non
erano, con operare, che fossero quelle leggi e provvisioni rivocate,
delle quali tanto acerbamente si querelavano, e massimamente quella
della marca. Ma ci non si poteva far di presente senza una notabile
diminuzione della dignit del governo; ed anche si doveva aspettar la
stagione consueta della tornata del Parlamento, ch' all'uscita
dell'anno; e finalmente e' bisognava pure che dovessero, o almeno
paressero procurar a s stessi il tempo d'informarsi ottimamente dello
stato delle cose in America, e di molto bene considerarle, per poter
poscia, con tutto l'apparato e fondamento conveniente, alle
deliberazioni del Parlamento sottoporle. Intanto andavano tentando di
mitigare gli animi, e ridurre a sanit di mente gli Americani, col
rimovere dalle leggi lamentate tutte quelle condizioni, che una larga
interpretazione delle medesime poteva permettere; con parlare nel
carteggio loro coi governatori delle colonie molto rimessamente delle
turbolenze americane; e con fare ai coloni, con parole accomodate,
sperare, che si farebbe ragione alle querele loro. Perci i commissarj
del Tesoro vennero in questa determinazione, che tutto il ritratto dalle
gabelle della marca fosse di tempo in tempo pagato al quartier-mastro
generale in America, per procurar l'opportuno mantenimento alle
soldatesche che l fanno le stanze loro, e far tutte le spese militari
nelle colonie.

I membri del maestrato sopra il commercio presero in considerazione le
risoluzioni tanto vive dell'assemblea di Virginia, ed opinarono e
rappresentarono al Re, ch'ei manifestasse la reale disapprovazione e
mandasse le pi immediate istruzioni ai servitori della Corona in
Virginia, acciocch procurassero efficacemente l'esecuzione della legge
della marca e di ogni altra che dall'autorit legittima del Parlamento
fosse proceduta, ed in ci ponessero ogni studio. Ma queste eran lustre
e mostre vane; perciocch sapevan benissimo che la opinione loro non
sarebbe dal Consiglio privato del Re approvata. Infatti il Consiglio
determin in questa sentenza, che questa era una materia che non poteva
dal Re nel suo privato Consiglio determinarsi, ed era di facolt del
Parlamento. Le risoluzioni delle assemblee delle altre colonie furono
nello stesso modo dal nuovo maestrato sopra il commercio rappresentate
al Re, dal quale rapportate essendo nel Consiglio privato, questi ne
diede la medesima risoluzione. Onde appariva che si voleva, che tutte le
deliberazioni, le quali contro gli Americani venivano proposte,
riuscissero vane.

Il segretario di Stato Conway si trovava in luogo molto difficile
constituito. Ei non poteva non condannare gli eccessi, ai quali gli
Americani erano trascorsi; e dall'altra parte abborriva di procurar
colla forza l'esecuzione di una legge, la quale era stata causa di tanto
moto, e che i nuovi ministri, ed egli stesso forse pi di tutti,
riputavano, se non ingiusta, certo almeno inopportuna e dannosa. E
perci ei si mise ad ire pei tragetti ed a temporeggiare, ed in questo
mostr grandissima destrezza. Nelle lettere indiritte al
vice-governatore della Virginia, ed agli altri governatori delle colonie
mandava loro dicendo, che portava opinione, l'universale dei popoli
virginiani esser ben affetto verso la comune patria; che il tumultuario
procedere di pochi non avea punto diminuita quella fede che Sua Maest
aveva sempre posta nella sua buona colonia di Virginia; che n la
Corona, n i suoi servitori avevano alcun pensiero di violare i reali
diritti e le libert di niuna parte dei dominj di Sua Maest; che per
altro il governo non avrebbe mai tollerato, che da certe locali ed
anticipate opinioni venisse la dignit del Parlamento pregiudicata.
Esortava pertanto i governatori a mettere tutti i loro spiriti per
mantenere con ogni prudente modo i giusti diritti (senza per spiegare
di quali diritti egli intendesse di parlare) del governo britannico; e
di preservar la pace e la tranquillit della provincia alla cura loro
commessa. E venendo a parlare dei fatti oltraggiosi e violenti, che
nelle varie colonie erano occorsi, discorreva ch'ei credeva dovessero
del tutto alla pi infima plebe, avida sempre di cose nuove,
attribuirsi; ma che gli uomini riputati non vi avessero avuto parte
alcuna, i quali debbon sapere che l'obbedienza e la decente
sopportazione, meglio che le violenze e gli oltraggi, possono
ragionevolmente sollievo, indulgenza e favor procurare; facessero ogni
opera con la prudenza e moderazione di acquetare i tumulti, e che se
questi modi non eran sufficienti, usassero anche la forza per ributtare
e contener nella quiete i tumultuosi; e perch ci potessero meglio e
pi efficacemente eseguire, ricorressero all'uopo al generale Gage,
governatore della Nuova-Jork e capitano generale delle forze di terra,
ed al lord Calvil, comandante di quelle di mare, per ottenere qualche
buona mano di gente armata; commendava assai la pazienza e la
magnanimit del governatore della Nuova-Jork per essersi contenuto
dall'allumar le artiglierie del Forte contro la plebaglia, che concorsa
vi era per ivi fare le sue scede ed oltraggi; e rallegravasi che in
mezzo a tanti e s fatti tumulti non si fosse trascorso al sangue.
Allegava finalmente di non poter mandar loro per la lontananza de'
luoghi pi precise istruzioni, e che faceva sulla saviezza, discrezione
e prudenza loro molto fondamento. Da queste lettere del segretario di
Stato ognuno pu conoscere, qual fosse il consiglio suo intorno le cose
americane; poich ei parla bene di reprimer colla forza i tumulti, ma
non mai di costringer con quella gli Americani ad uniformarsi alla legge
della marca.

[1766]

Fra tanti romori e travagli giunse al suo fine l'anno 1765, allorquando
fu il Parlamento convocato add 17 dicembre; e quantunque il Re nella
sua dicera avesse fatto cenno alle cose americane, ci nondimeno questa
materia, la quale teneva sospesi gli animi, non solo in Inghilterra ed
in America, ma eziandio in tutta l'Europa, fu aggiornata fino alla
prossima tornata del Parlamento, che doveva cadere dopo le vacanze del
Natale. Infatti nel giorno diciassette di gennajo del 1766 il Re,
facendo la dicera al suo Parlamento, introdusse di nuovo il discorso
sulle rinvolture dell'America, come un oggetto importantissimo, ed il
principale, che nella presente tornata dovesse da quello esser
considerato. Le cose erano da ogni parte a maturit condotte. I nuovi
ministri avevan avanti le due Camere tutte le notizie poste, che a
quello si riferivano; ed avendo precedentemente nella mente loro
delineato la via, che dovevan tenere nel governare questo negozio,
eransi in ogni modo apparecchiati a ributtare le obbiezioni, che dalla
parte contraria sapevano, dover esser in mezzo arrecate. Parimente tutti
coloro, i quali, o per interesse proprio e per radicata opinione, o
spontaneamente, o messi su da altri intendevano i ministri nelle
deliberazioni loro secondare, aveano tutte quelle cose ordinate, che
credevano al fine, che si proponevano, poter condurre. Da un'altra parte
i ministri congedati, e tutti quelli, che le parti loro seguitavano,
avevano ogni opera usata per poter difendere una legge, ch'essi avevano
promossa, e che era la cima dei desiderj loro, avvisando, che oltre
l'amor della propria opinione, di quanto, se non disonore, almeno
scemamento d'autorit e riputazione avesse a riuscire la rivocazione. Ma
fossero qualsivogliano i motivi dedotti dalla ragion di Stato per far
mantenere la legge, erano gi pur troppo evidenti i danni, che da quella
aveva il commercio della Gran-Brettagna provato. Perci, quasi come se
tutti i negozianti del regno si fossero indettati a voler ci fare,
s'appresentarono al cospetto del Parlamento con petizioni appropriate a
far la legge stornare. Esponevano, quanto decaduto fosse il commercio
loro per causa de' nuovi statuti e delle nuove leggi in sull'America
poste; stare ora ammassate, o guastarsi nei fondachi quantit senza fine
di lavorii inglesi, i quali prima trovavano la via loro verso l'America;
un numero grandissimo di artieri, manifattori e marinari essere
senz'opera e senza vitto; privata l'Inghilterra del riso, indigo,
tabacco, provvisioni navali d'ogni sorta; di olio, di stecchi di balena,
di pelli, di potassa e di altre grasce e derrate prodotte dall'America,
che ivi gli abitanti suoi arrecavano in permuta, e per levare le merci
inglesi; esser eglino privati delle rimesse in lettere di cambio od in
moneta, che i coloni loro procuravano, e che questi coi proventi del
paese a s stessi procacciavano, i quali non erano, come gi
soprabbondanti portati in sul mercato inglese, ma s in sui mercati
esteri venduti; difettare parimente di quei capi di commercio che gli
Americani, avendosegli colle mercanzie inglesi e coi proventi proprj
procacciati, venivano in Inghilterra a portare; questo commercio,
esercitato da una parte colle mercanzie inglesi, e dall'altra colle
materie gregge dell'America, essere alla nazione inglese di una
grandissima importanza, stantech tra le altre cose tendeva anco a
diminuire la dependenza sua verso le nazioni forestiere; ma ora il
medesimo essere del tutto guasto, se il Parlamento non interponeva
l'autorit sua; andare i mercatanti inglesi in credito di molti milioni
di sterlini verso i mercatanti americani; non poter pi questi, secondo
il costume loro, a debiti tempi far le rimesse; tanto essere il danno
recato loro dalle regole di commercio nuovamente introdotte; e veramente
parecchj fallimenti essere in America accaduti, cosa per lo avanti
pressoch inusitata. Aggiungevano gli addomandatori, si movesse il
Parlamento in soccorso loro, e salvassegli da un'imminente rovina;
prevenisse, che una moltitudine innumerabile di manifattori, non fosse
ridotta alla necessit di andare a cercar il vitto in un'estera contrada
con perdita inestimabile della patria loro; preservasse intiera la forza
della nazione, la floridezza del suo commercio, l'abbondanza delle sue
rendite, la potenza del suo navilio, la frequenza e la ricchezza della
sua navigazione, essendo queste la gloria vera, ed il baluardo pi forte
del Regno; mantenesse finalmente le colonie per amore, per debito, per
interesse alla comune madre legate ed affezionate.

L'agente della Giamaica medesimamente present una sua petizione, colla
quale raccont i cattivi frutti partoriti in quell'isola da una
provvisione della marca, fatta gi dall'assemblea de' suoi
rappresentanti. Un'altra ne fu porta dagli agenti della Virginia e della
Giorgia. Quest'erano maneggi dei ministri. Quelle del Congresso della
Nuova-Jork non furono udite, perch esso non era dagli ordini della
costituzione autorizzato. N contenti a queste cose i ministri, siccome
quelli, che erano infiammatissimi nel desiderio della rivocazione,
vollero a questo fine adoperare il nome e l'autorit di Beniamino
Franklin, uomo sopra tutti di grandissima estimazione a quei tempi.
Perlocch, mentre stava pendente l'oggetto della marca, ei fu in
cospetto della Camera dei Comuni esaminato. La fama della persona, il
candore dell'animo suo colla ricordanza delle cose da lui fatte, tanto
nelle materie dello Stato in pr della patria, quanto nelle fisiche a
vantaggio dell'umano genere tenevano sospesi gli animi di ognuno; ed in
quel d era la Camera frequentissima di spettatori cupidi tutti di
udirlo favellare intorno un affare di tanto momento. Rispose con molta
gravit, e con maggior acume d'ingegno. Disse, che pagavano gi gli
Americani imposizioni sopra tutti i beni reali e personali, una tassa
sopra le teste, un balzello sopra tutti gli uffizj, professioni,
traffichi, ed esercizj di qualunque sorta in proporzione del lucro loro;
come ancora sul vino, sul rum e sopra altri liquori spiritosi, ed un
dazio di dieci lire per testa su tutti i Neri introdotti nelle colonie,
ed alcune altre gabelle; che le imposizioni sopra i beni reali e
personali importavan diciotto pensi per lira, e quelle sopra gli
esercizj una mezza corona per lira; che in nissun modo potrebbero le
colonie pagare la marca; che non esisteva tant'oro e tanto argento in
quelle da poterla pagare solo un anno; che i Tedeschi, i quali abitavano
la Pensilvania, erano di vantaggio contro la marca indisposti, che i
nativi stessi; che molto avevano gli Americani rimesso dell'antica
affezione loro, e ci a motivo delle nuove leggi, verso la
Gran-Brettagna, e del rispetto loro verso il Parlamento; che passava una
grandissima differenza fra le tasse esterne e le interne; perciocch
quelle siano gabelle poste sulle grasce e merci introdotte, le quali
altro effetto non fanno, che accrescere il prezzo in sul mercato
americano di esse grasce e merci, e formano perci una parte di questo
prezzo; ma che sta in facolt degli abitanti di comperarle o di non
comperarle, e perci pagare, o no la tassa, secondo che pi loro
aggrada; che molto diversa  la natura di una tassa interna, perch
questa, volere, o no, forza  che si paghi; e stando nell'esempio della
marca, che non possono gli Americani n mutar la propriet loro, n
accettare, n prestare, ne quitare, n in qualunque modo piatire, n
testare senza esser costretti di pagare tali, e tali somme per la marca;
e peggio ancora incontrar loro, se non le pagano per le ingorde multe,
alle quali andrebbono soggetti; che i coloni dell'America possono in
poco tempo diventare abili a bastare a s stessi colle manifatture loro;
e che la rivocazione dell'atto della marca acqueterebbe affatto gli
animi, e le cose nella pristina tranquillit restituirebbe. Cos parl
Franklin, e furono le parole di lui grande appoggio ai ministri. Ma gli
avvocati della marca non si restavano, ed ogni opera facevano per
isturbare la rivocazione.

Finalmente dopoch le disquisizioni e le contese erano state molte tra
l'una parte e l'altra, e gi presso che due mesi durate, volgendosi la
cosa al suo fine, Giorgio Grenville, quell'istesso che, essendo primo
ministro aveva la provvisione della marca proposta la prima volta in
Parlamento, uomo di gran seguito e dependenza, alzandosi, parl nella
seguente sentenza.

Se io credessi, senatori e cittadini eccellentissimi, che l'ambizione
nelle proprie opinioni, o l'amor delle parti, o l'affezione che l'uomo
porta per l'ordinario alle cose da lui fatte potessero gli occhj della
mente in tal modo abbacinarmi, od i sensi dell'animo occupare, che
quello che manifesto , vedere e distinguere non potessi, io certo nella
presente occorrenza mi sarei nel silenzio contenuto, ed acquistatomi il
nome se non di zelante magistrato e cittadino, certo almeno quello di
discreto e prudente. Ma siccome questa stessa bisogna fu molto bene da
me, e gi da molto tempo indietro, e ponderata, e considerata per ogni
verso, quando eran tutt'ora le cose raffredde, e lontani i presenti
scandali, e che da un altro canto e' pare che per un volere della
fortuna, il quale per modestamente io ricevo, all'onore ed alla
riputazione mia sia congiunto l'onore e la dignit di questo nobilissimo
Regno, potrebbe per avventura da taluno la discrezione abbandono, e la
prudenza freddezza giustamente riputarsi. Ma qual' quell'uomo pubblico,
quale quel privato il quale, quantunque di moderato animo sia, ai
presenti pericoli che s da vicino alla patria nostra sovrastano, non si
risenta, e quel poco ch'ei pu del suo senno, non arrechi in mezzo per
preservarnela? E chi non si commoverebbe, od anche sinistro augurio non
piglierebbe, contemplando i nuovi consiglj, e la tardit dei presenti
servitori della Corona? Certamente non nissuno.  stata una solenne
legge vinta in Parlamento, gi un anno fa; era, ed  ancora debito dei
ministri il farla eseguire; abbiamo nella scritta dei diritti, che il
sospendere una legge o l'esecuzione di essa da parte dell'autorit
reale, e senza il consenso del Parlamento,  fellonia. Ci non ostante
quella si soprattiene; a quella si resiste apertamente. Ma che dico si
resiste? Si insultano le persone, si spoglian le case, si fa forza ai
vostri maestrati, si vanno a far le scede, come per provocare la
pazienza vostra, per fino sotto le bocche delle vostre artiglierie; e si
protesta per ogni dove, che non si pu, che non si vuole, che non si
deve prestare alla vostra legge obbedienza. Forse altri ministri pi
fatti all'antica avrebber creduto in questo caso di dar forza alla
legge, mantenendo la dignit della Corona e la sicurezza delle
deliberazioni vostre. Ma questi giovanetti che sull'altro canto seggono
e non si sa come, portano opinione, esser queste anticate massime dei
nostri dolcissimi vecchj, dan buona passata alle riotte, alle ingiurie
ed all'ostinata resistenza. Raccomandan con una esemplare pazienza ai
governatori la moderazione e la temperanza; lor mandan la facolt di far
venire in ajuto tre o quattro soldati, o barche dal generale Gage e dal
lord Calvil; e gli lodano che non abbian, per far la legge eseguire,
tutti quegl'istromenti adoperati, che erano nelle mani loro posti. State
a vedere che i sediziosi han ragione, e che noi abbiamo il torto. Certo
se lo pensano i ministri. Ma che dico se lo pensano? Eglino ve l'hanno
detto, e diconlo tutt'ora; e' pare che per maladetta forza abbian le
insolenze e le enormit americane alla fin fine al Parlamento
communicate; perciocch elleno incominciarono in luglio, ed or siamo
molt'oltre in gennajo. Esse eran da principio mali umori, poi divennero
disturbanze; poi tumulti e riotte; or certo si avvicinano, se gi non
sono, alla ribellione; e se le dottrine di questi nuovi uomini sono
confermate, temo, non abbiano a pigliar tosto il nome di rivoluzione. Il
ciel benedica l'ammirabile sopportazione dei nostri ministri; ma temo
ben io, che ne abbiamo a raccogliere molti amari frutti; che l'occasione
 fugace, il pericolo grande; ed intanto quel popolo indisciplinabile,
s gran diletto e s dolce cura loro, s'affratellano, s'allegano,
s'apparecchiano a resistere ai comandamenti del Re e del Parlamento.
Continuate pure, o uomini pazientissimi, nella via che avete intrapresa;
fate anzi rivocar la legge, che ne troverete poi molti uffiziali od
agenti vostri, i quali per fare eseguir le leggi del reame, per trar
l'entrate a sollievo dei vostri popoli siano a fare il debito loro
inclinati; ne troverete ancora di molti ministri, i quali pel pubblico
servizio siano per opporre un generoso e forte petto contro le
perniziose combriccole, contro le combinazioni potenti dei privati e
particolari interessi, contro i clamori della moltitudine, contro la
malvagit delle fazioni. Se volete tagliare i nervi del governo,
rivocate pure la legge. Odo dire per ogni dove da questi difensori dei
coloni, non poter essi venir tassati dall'autorit del Parlamento,
perch ivi rappresentati non sono. Ma se cos , e perch, e con quale
autorit fate voi leggi per loro oltre di quelle della tassazione? Se
essi sono rappresentati, eglino debbono ad ogni qualunque legge del
Parlamento obbedire, o sia di tassa o di qualsivoglia altra natura. Se
non lo sono, e' non debbono non solo alle leggi delle tasse, ma neanco a
qualunque altra conformarsi. E se credete che i coloni non debban andare
alle tasse soggetti per autorit del Parlamento, perch in questo
rappresentati non sono, come manterrete voi, che tanti uomini inglesi,
avendo noi i nove decimi degli abitanti di questo regno, i quali meglio
che i coloni, rappresentati non sono, abbiano alle tassazioni vostre ad
obbedire? E come non temete voi, che un d ad un bel bisogno vi dicano
anch'essi coll'esempio dei coloni, che non vogliono pagare le tasse,
perch rappresentati non sono? Sonsi gli Americani in una condizione
ostile posti contro la comune madre, e voi volete non solamente perdonar
loro gli errori, rimetter le ingiurie, allontanare le dovute pene, ma
ancora fare il volere loro, e dar loro in ogni modo vinta la causa? Se
ci sia un impedire, un prevenire le popolari commozioni, i tumulti, le
ribellioni, oppure un fomentarle, un accarezzarle, un preparar nuova
esca al fuoco, ogni uomo libero dall'amor delle parti il pu facilmente
giudicare. Darei io volentieri la mano ai consiglj mansueti, consentirei
alla rivocazione della legge, se, coi civili modi procedendo, avessero
ci gli Americani da noi richiesto. Ma i modi loro sono le ingiurie, le
vie di fatto, le derisioni, i saccheggi, i furti, le armi ed una aperta
resistenza alla volont del governo. Cosa in vero incomportabile e
affatto nuova, che ad ogni tratto che lor pigli la fantasia, o non sia
del grado loro una legge qualsivoglia, tosto corrano ad affamare i
nostri manifattori, e ricusino di pagare i debiti verso gli uomini della
Gran-Brettagna. Dimandarono iteratamente gli uffiziali della Corona in
America, e ricercarono dai ministri i mezzi opportuni per far la legge
eseguire. Ma questi le instanze loro trasandarono, e per la loro
trascuraggine crebbero in questo termine, che vediamo, i tumulti
americani. Ed ora abbiamo noi da sopportare che gli effetti della
negligenza dei ministri siano da essi medesimi allegati, per indurci a
sacrificare ad un male cresciuto s, ma non irreparabile, quando si
voglia mostrar il volto alla gente impazzata, i reali e stabili
interessi del regno, la maest, la potenza e la riputazione del governo?
Di nuovo, se i coloni in virt delle costituzioni loro alle tasse
parlamentari sottoposti essere non debbono, siccome per alcuni atti del
Parlamento, sono state proibite o ristrette le leve dei marinaj in
America, cos ne seguirebbe, che non debbono essi n uomini fornire per
la difesa della comune patria, n moneta per pagargli, e sola
l'Inghilterra dover il peso portare del mantenimento e della protezione
di questi suoi ingrati figliuoli. Se ci fosse, e sopportassesi una s
evidente parzialit, dipopolerebbesi questo reame, scioglierebbesi
l'egualit, e romperebbesi quell'original patto, sul quale tutte le
umane societ fondate sono. Abbench odo questi dottori sottili andar
fantasticando una distinzione tra le tasse interne ed esterne, come se
le une e le altre non fossero, quanto all'effetto, le stesse, cio di
ritrar moneta dai sudditi pel pubblico servizio. Che cosa voglion
significare adunque questi nuovi consiglj? Quando per la prima volta in
questa Camera medesima io proposi di tassar l'America, addimandai
iterativamente, se alcuno qualche dubitazione avesse intorno al diritto;
nissuno imprese a contraddire. Di grazia, quando  stata l'America
emancipata? E' vengono pur qui gli Americani ai tempi delle angustie
loro a domandarci soccorso, del quale  stata in ogni tempo ed
occorrenza la Gran-Brettagna liberalissima; e gli Americani ricusano di
contribuire del loro obolo per sollevarci! E non v'ingannate, o Signori,
sulla gravit della tassa. Ella non basta tampoco alle spese che sono
alla soldatesca vostra, che stanzia in America, necessarie. Ma  meglio
un picciolo, un nonnulla in segno del diritto, che cento milioni senza
di questo. Eppure nonostante la tenuit della tassa e la gravit del
caso nostro, questi Americani si ristanno, e in vece di concorrere alle
spese da noi fatte in loro pr e per causa loro, disprezzano l'autorit
vostra, insultano ai vostri maestrati e corrono a manifesta ribellione.
Cos non avrebbono eglino in altri tempi proceduto. Ma ora novelli
ministri pi americani che inglesi gli sostentano. Ora per opera di
questi garzoni vanno attorno le petizioni infiammative contro di noi ed
in favor loro. In questa Camera istessa, in questo santuario delle leggi
la sedizione ha trovato i suoi difensori. Qui si loda la resistenza alla
legge, qui si esalta la disubbidienza, qui s'incoraggia l'ostinazione,
qui si chiama la ribellione virt. Ah! inconsideratezza piucch
giovanile! Ah! cieca ambizione delle umane menti! Ma voi ponete un mal
esempio, voi stessi avrete un d a pentirvi dell'opera vostra. E tu,
ingrato popolo americano, cos rispondi alle cure ed alla bont della
tua antica madre? Quand'io aveva l'onore di servir la Corona, quando
eravate voi stessi da un enorme debito oppressati, voi avete un merito
concesso sulle canape loro, sul ferro e sopra molti altri capi di
commercio; voi vi siete scostati in favor loro dall'atto di navigazione,
da quel salutare palladio del commercio britannico. Eppure si stamp nei
diarj pubblici, che io era al commercio americano inimico; e che aveva
ordini ed istruzioni dato per impedir il traffico spagnuolo. Io non
cercai di impedire altro traffico fuori di quello che era dalle leggi
del Parlamento proibito. Ma si vuole l'uomo prima calunniare, e poi
l'opera sua disfare. Di me non dir altro, e venendo a quello che io di
questo fatto intendo e conosco, dico, che si conservi la legge, e dati
siano ai governatori delle province americane i mezzi opportuni, perch,
raffrenati i tumulti ed i disordini compressi, possa quella essere ed
abbastanza protetta e ad effetto recata.

Ma all'incontro parl Guglielmo Pitt, uomo venerabile per l'et, e per
gli egregi fatti in pr della patria.

Io non so, onorandi cittadini, nobilissimi signori, se pi debba meco
stesso rallegrarmi, che la mala valetudine mia, la quale da s lungo
tempo affligge, e travaglia questo mio corpo gi da molti anni stanco e
quasi caduco, rimettendo test un poco della solita sua ferocia, m'abbia
in questo della facolt concessa di veder queste mura, ed in mezzo a
questo venerabil consesso comparire per potervi di una cosa
importantissima, ed alla salute della patria nostra tanto vicina
favellare; ovvero della necessit dei fati dolermi, perciocch essa
patria a tanto splendore e maest in quest'ultimi tempi pervenuta, e
potentissima e formidabil fatta a tutto l'universo, ora da interno male
occupata, e vinta, e dalle civili discordie in varie parti lacerata e
distratta corra imminente pericolo di esser colle proprie mani a quel
termine condotta, al quale trarla non han potuto tutte le pi potenti
nazioni dell'Europa, che a' suoi danni s'erano congiurate. Ed avesse
voluto Dio, che la mia infermit allora medesimamente m'avesse di qua
recarmi permesso, quando dapprima si parl dell'americana tassazione;
che se la mia debil voce abile non fosse stata di volgere altrove il
corso delle presenti calamit, e la tempesta, che s dappresso ci
minaccia, distornare, almeno avrei contro di quella il mio testimonio
arrecato. Ma ora ella  una legge vinta; e, se seguendo il mio costume,
io son per parlare modestamente di quella, siami lecito almeno di
favellarne con libert. Certamente nissun soggetto mai venne
all'attenzion vostra sottoposto, che pi di questo importante fosse, se
si eccettui quel solo, che, havvi ora un secolo, fu con tanta contesa ed
ardenza d'animi agitato, cio se voi stessi aveste ad esser liberi, o
servi. Questi, che con tanta passione fece le parole prima di me,
mantiene, che si dee vincere la prova, perch cos all'onor nostro
importa. La qual cosa, se non m'inganno, vuol dire, che, ragione o torto
che si abbia, si deve tirar avanti nell'incominciata impresa, e seguire
un'ombra vana, che alla perdizione vi pu per la diritta via condurre.
Ma pu stare il puntiglio d'onore contro il giusto, contro il
ragionevole, contro il diritto? O dove pu meglio consistere l'onore,
che nell'esercizio delle cose ragionevoli? Questo reame non ha il
diritto di tassare le colonie, quantunque esso abbia, e ci dico colla
pi grande asseverazione, l'autorit suprema e sovrana in ogni altra
occorrenza di governo, e di legislazione qualsivoglia sopra di quelle.
Sono i coloni sudditi di questo regno, son dotati, quanto voi stessi
siete, di tutti i naturali diritti al genere umano appartenenti, e dei
peculiari privilegj, i quali spettano agli uomini inglesi; del pari
obbligati dalle sue leggi, del pari partecipi della costituzione di
questa libera contrada. Gli Americani sono i figliuoli, non i bastardi
dell'Inghilterra. La tassazione non  parte dell'autorit che governa, o
di quella che fa le leggi, essendo le tasse doni volontarj, concessioni
gratuite, che solo dai Comuni possono procedere. Nella legislazione
concorrono tutte e tre le supreme potest del regno; ma in riguardo alle
tasse, il concorso dei Pari e della Corona non  necessario per altro,
se non per l'autenticazione degli atti, che le impongono, cio per dare
a questi la forma prestabilita dalla legge. Ma il dono e la concessione
ai soli Comuni appartengono; e questa Camera rappresenta quei Comuni, ed
essi il rimanente degli abitanti virtualmente rappresentano. E perci,
quando noi in questa Camera qualche cosa doniamo e concediamo, ci
doniamo e concediamo, che  nostro. Ma, nell'americana tassa che cosa
fate voi? Noi i Comuni della Gran-Brettagna di Vostra Maest diamo, e
concediamo, che? La roba nostra? No; noi diamo e concediamo alla Maest
Vostra la roba dei Comuni vostri dell'America. Della qual cosa niuna pi
assurda immaginar si potrebbe. Fu test affermato, non esservi niuna
differenza tra le tasse interne ed esterne, ed esser la tassazione una
parte essenziale della legislazione. Ma, di grazia, la Corona, i Pari
non sono, e l'una e gli altri egualmente che i Comuni, della potest
legislativa investiti? Certo che s; la Corona ed i Pari hanno la
potest di tassare? Mai no; e ci nissun pretende. Or dite su, o Giorgio
Grenville, se queste due posizioni son vere, come sono verissime, e voi
il concedete, non ne segue di necessit, che la tassazione non fa parte
della semplice legislazione, e ch'ella  una qualche cosa da essa
diversa? E' si dice, che gli Americani sono qui virtualmente
rappresentati. Ma di grazia, da qual provincia mai, o da qual contado,
da qual citt, da qual borgata sono essi rappresentati? Certamente da
quella provincia, o contado, o citt, o borgata, che eglino n gli
antenati loro non hanno mai n veduto n conosciuto, n mai saranno per
vedere n per conoscere. I Comuni dell'America, o sia le assemblee loro,
quelli sono i rappresentanti loro, quegli hanno avuto ed esercitato
sempre, quelli hanno ed esercitano tuttora il diritto di tassare i
coloni. E' sarebbero schiavi stati, se un tal diritto posseduto non
avessero. Io non sono venuto qua armato di tutto punto, n ho
diligentemente rivilicato i vecchj libri dei nostri statuti, come il mio
valente avversario ha fatto. Ma questo so, che se si voglia far accurata
considerazione delle cose antiche, e' diventer manifesto, che niuno
mai, anche nei regni i pi arbitrarj fu tassato, se non era
rappresentato, ed a' tempi nostri, anche quei, che non mandano deputati
al Parlamento, sono tutti abitanti della Gran-Brettagna, e, o possono,
quando vogliano, rendere il partito nell'elezione di quelli, o con
coloro, che il rendono, hanno o congiunzione, o autorit: e piacesse
pure al cielo, che tutti meglio fossero rappresentati, che eglino non
sono; perciocch questo  il vizio della costituzione nostra, e forse
avverr, e mi giova sperare, che un d la bisogna della
rappresentazione, parte s essenziale de' nostri primitivi ordini, e la
principal salvaguardia delle libert nostre, sar a quella perfezione
condotta, che ogni buon Inglese deve desiderare. Si dimanda, quando, e
come sia stata l'America emancipata? Ed io dal canto mio dimando,
quando, e come ella sia schiava stata? Si dice qui in questa Camera
esser rizzato il segnale della resistenza, l'insegna della ribellione, e
cos d'infame nota si tassa la pi bella prerogativa dei senatori
inglesi, quella di dir ci che sentono, e delle cose, che alla patria
appartengono, sinceramente e liberamente favellare. Eglino hanno di
questa malavventurosa legge con libert parlato, ed i minacciati
pericoli presentiti e presagiti; e questa libert  loro a delitto
riputata. Molto mi duole, che la libert del discorso sia in questa
Camera a delitto attribuita, e ci mi pare le tristissime cose annunziar
per l'avvenire, se le nostre lingue, se li nostri petti, se le mani
nostre alla disegnata tirannide con animi fortissimi non opponiamo. Odo
dire, che l'America  ostinata, ch'essa corre alla ribellione. Io son
ben contento, e mi rallegro, che l'America abbia resistito. Tre milioni
d'uomini cos dimentichi di ogni senso di libert, che volontariamente,
e di queto fossersi a diventare schiavi sottomessi, sarebbero opportuni
stromenti stati a farci schiavi noi stessi. Ei dice ancora, imperciocch
d'invettive e di male parole non ha difetto, che l'America  ingrata, e
vanta a cielo la sua bont verso di quella. Ma queste bont non eran
forse in ultimo al benefizio di questo reame dirette? E come  vero,
esser l'America ingrata? Non d forse ella buona corrispondenza di s
medesima? Certo al s. I profitti che la Gran-Brettagna ritrae dal
commercio dell'America, sono di due milioni di sterlini all'anno. Questo
 il fondo stato, che vi ha fatti andar trionfanti per ogni dove a'
tempi dell'ultima guerra. Le terre, le quali settant'anni addietro
davano una rendita di duemila lire all'anno, ora ne danno di tremila, e
ci si debbe all'America riferire. Questo  il prezzo, ch'ella vi paga
per la protezione vostra. E passo sotto silenzio l'incremento della
popolazione nelle colonie, l'avvento col di nuovi abitatori da tutte le
parti dell'Europa, e l'ulterior progresso del commercio americano, se ei
verr con savie leggi regolato. Ci non ostante noi abbiamo ad udir qui
un pubblicano venir fuori vantandosi di voler tenere per segno di un
diritto, che non si ha, il picciolo, il nonnulla nel tesoro reale! Ei si
duole di essere stato malconcio nei pubblici diarj. Del che altro non
saprei dire, se non se che questa  una comune sventura a tutti coloro,
che nella repubblica tengon grado, od esercitano i maestrati. Ei dice
ancora, quando ei per la prima volta propose la tassa, nissuno alzato
essersi per contraddire. Ma chi non sa, quanto grande sia la modestia di
questa Camera, quando si tratta di contraddire ad un ministro? Della
quale se non si spoglieranno una volta questi onorandi gentiluomini,
credo bene, che i popoli rimetteranno molto di quel rispetto e fede, che
in loro han collocati. Si parla molto fra la gente e pi che dicevol non
saria, della potenza, e della forza dell'America. Ma in una giusta
causa, ma nella difesa di un buon diritto l'Inghilterra ha, molto pi
che non bisogna, per ridurre l'America a divozione. Ma quando si tratta
di queste tasse, quando si vuole un'evidente ingiustizia proseguire, io
sono il primo a render il partito contro, ad alzar le mie mani e la mia
voce, perch non sia. In tal caso la felicit dell'evento sarebbe
deplorabile, la vittoria pericolosa. Se avesse l'America a cadere, ella
cadrebbe come l'uomo forte; ella abbraccierebbe, e scrollerebbe le
colonne dello Stato, e seco trarrebbe a rovina la costituzione stessa. 
questa la vostra vantata pace? Cacciar la spada non nel fodero, ma s
nelle viscere dei vostri concittadini! Volete voi correre alle discordie
civili, ora, che tutta la Casa di Borbone s' alleata contro di voi?
Ora, che la Francia disturba le vostre pescagioni in sulla Terra-Nuova;
ora, che impiglia il vostro commercio degli schiavi in Africa; ora, che
soprattiene le robe dei vostri sudditi del Canad impromesse dai
trattati; ora, che la Spagna denega il riscatto delle Manilie, ed il
loro prode conquistatore vien chiamato un vil marrano, un detestabile
saccheggiatore? Certamente gli Americani han misfatto, e scostati sonsi
dalla prudenza e dalla temperanza. Ma voi con l'ingiustizia vostra gli
avete tratti ad impazzare. Vi dar il cuore di punirgli a cagion di
quella mattezza, ch' opera vostra? Mai no; sia piuttosto l'Inghilterra,
siccome quella che  la pi forte, e siccome alla madre meglio
s'appartiene, la prima ad usare la benignit e la moderazione. Compatite
i loro errori, siate cortesi alle loro virt. Adunque per concludere una
volta io dico, che giudico alla dignit nostra pi consentaneo, ed alla
libert pi utile, ed in tutto al nostro regno pi sicuro, che la
provvisione della marca sia assolutamente, totalmente ed immediatamente
rivocata; e con ci io sento ancora, che nell'istesso tempo si dichiari
e si affermi, l'autorit di questa contrada sopra le colonie essere
sovrana, e potersi ad ogni capo qualsivoglia di legislazione estendere.
Si statuisca, che noi possiamo il commercio loro regolare, confinar le
manifatture, ed ogni poter qualsivoglia esercitare, fuori di quello di
trar dalle mani loro la pecunia senza il loro consentimento.

Queste parole gravemente, e con grande asseverazione dette da un uomo di
tanta autorit ebbero molta forza negli animi degli ascoltanti. Vi
rimaneva per ancora molta ruggine per cagione delle enormit, alle
quali erano gli Americani trascorsi; e forse non si sarebbe vinta la
rivocazione, se nel medesimo tempo i ministri non l'avessero
accompagnata coll'atto declaratorio, del quale si parler poco sotto.
Alcuni portano anche opinione, che la cosa sia stata molto ajutata colla
promessa, che si sarebbe tosto introdotta la rivocazione del dazio posto
sui melichini; la quale veramente fu poscia deliberata, e vinta nel mese
d'aprile. I Deputati dei contadi, dove si fa il melichino, altrimenti
detto _sidro_, tutti rendettero il partito per la rivocazion della
marca. Quale di questo sia la verit, messo e raccolto il partito nel
giorno ventidue di febbrajo, la provvisione per la rivocazione dell'atto
della marca fu vinta, non senza per un gran numero di voti contrarj. I
s arrivarono a dugento sessantacinque, ed i no a cento sessantasette.
Essa fu approvata nella Camera dei Pari con cento cinquantacinque voti
favorevoli e settantauno contrarj. Nel medesimo tempo si vinse l'atto
declaratorio, il quale statu, che il Parlamento della Gran-Brettagna
aveva il diritto di far leggi e statuti di sufficiente forza e valore
per obbligar le colonie in tutti i casi qualsivogliano. Il d diciannove
marzo il Re recatosi alla Camera dei Pari, di la sua approvazione
all'atto della rivocazione, ed a quello della dependenza delle colonie
verso la Corona della Gran-Brettagna. In questa occasione i mercatanti,
i quali in Londra si ritrovavano, vennero in folla per testimoniare la
gratitudine ed allegrezza loro. Le navi, che erano sorte in sul Tamigi
dispiegarono a festa le bandiere; si fecero i fuochi alle case in tutti
i canti della citt; si sentivano gazzarre, e si accendevano i fal in
ogni luogo; e, brevemente, non si tralasciarono nissuna delle
dimostrazioni solite a farsi dai popoli in simili occorrenze verso la
bont del Re e la sapienza del Parlamento. Si spedirono subitamente
corrieri a Falmouth, acciocch per tutto il Regno e nell'America
portassero le novelle di una legge, che pareva, dovere da una parte,
contentando gli animi, acquetare i tumulti; e dall'altra quei timori
dissipare, che dai danni provati nelle manifatture erano proceduti.


FINE DEL LIBRO SECONDO




LIBRO TERZO


[1766]

Generalmente essendo gli Americani chi nojato dai presenti disordini,
chi offeso dall'interrompimento del commercio, e chi spaventato
dall'apparenza delle future cose, che gi parevano a manifesta discordia
risguardare, ricevettero con grandissima esultanza la nuova, che fosse
la legge della marca stata dal Parlamento annullata. Eglino si vedevano
con infinita allegrezza sottratti dalla necessit o di venire agli
estremi danni, ed al sangue civile, la qual cosa si appresentava loro
come in s stessa abbominevole, e piena di grandissimi pericoli, di
piegare il collo ad un giogo, che detestavano del pari, ed al quale gi
pi ripugnavano, poich erano tant'oltre nella resistenza proceduti.
Perci se siano stati grandi i segni in ogni luogo dell'allegrezza
pubblica, ognuno il pu immaginare. L'assemblea stessa di Massacciusset,
o perch avesse l'animo grato, o forse per viemaggiormente
nell'opposizione confermarsi; perciocch gi erano in quella entrati i
Capi principali del popolo massacciuttese, che probabilmente a
tutt'altra cosa pensavano meno, che a questa di volere la dependenza
dell'America verso l'Inghilterra mantenere, unitamente decret, si
dovessero render grazie al Duca di Grafton, e ad altri nobili uomini, a
Guglielmo Pitt, e ad altri gentiluomini, i quali nella Camera dei Pari,
ed in quella dei Comuni avevano la difesa dei diritti delle colonie
intrapresa, e fatta l'abborrita legge abrogare. Medesimamente
l'assemblea dei borghesi della Virginia determin, dovessesi rizzare una
statua al Re in riconoscimento e memoria della rivocazione dell'atto
della marca, ed un obelisco in onore e commemorazione di quegli uomini
degnissimi, i quali si erano con tanta efficacia in favor loro
adoperati. Guglielmo Pitt sopra tutti era diventato l'anima loro, ed il
suo nome con grandissime lodi esaltato fino alle stelle, per aver egli
detto, che gli Americani bene avevan fatto a resistere; poco badando,
ch'egli avesse con s gravi e forti parole voluto l'autorit
parlamentare sopra le colonie in ogni caso di legge, e di esterna
tassazione stabilire. Ma le minacce guardavan come cose remote, le
asseverazioni di certi diritti nel Parlamento, e come cose speculative,
solo messe avanti per salvar l'onore, per lusingar l'orgoglio
britannico, e per far isgozzare quell'amaro boccone. Dall'altra parte
volevano per la coperta delle passate cose, e fors'anche pei disegni a
venire, farsi scudo di un tanto nome. Coll'istesso animo ricevettero
l'atto declaratorio, il quale nel medesimo tempo venne dal segretario di
Stato trasmesso in America, che quello della rivocazione della marca.

Ci nonostante, e sotto di questa specie d'allegrezza universale non
quietarono del tutto gli animi; che anzi vi covavano ancora molti mali
umori, e vi passavano segrete ruggini. Le restrizioni poste nuovamente
sul commercio erano state causa di altrettanto disgusto, di quanto
l'atto stesso della marca, principalmente nelle citt commercianti delle
province pi settentrionali, ed il buon successo della prima resistenza
dava luogo ad ulteriori speranze. Duranti le passate turbolenze si erano
grandemente avvezzati gli uomini alle disquisizioni politiche; si andava
sottilmente ricercando ogni carta, ogni diritto; e raro era, non mai,
che gli Americani dessero il torto a s stessi. In tali investigazioni e
disputazioni erano sopra di molte cose nate opinioni nuove, e qualche
volta strane ed esagerate sui diritti americani, e sulla natura della
congiunzion loro coll'Inghilterra. Di pari grado s'erano gli animi
inritrositi ed inacerbiti. Tutti stavan molto sollevati, e non avrebbon
lasciato passare un bruscolo in fatto della libert politica e civile;
dimodoch pareva, a chi molto bene dentro guardava, che la
riconciliazione tra le colonie e la metropoli fosse pi apparente, che
vera, e che si sarebbero le prime occasioni pigliate per prorompere di
nuovo nei rivolgimenti e nella discordia.

L'esca al nuovo fuoco, e la cagione di nuove alterazioni fu data dalle
province di Massacciusset e della Nuova-Jork. L'assemblea della prima
stava in mala volont col governatore Francesco Bernardo, per esser
questi avverso, come credevano, alle prerogative americane; ed avendo
per suo oratore eletto l'Otis, uno de' libertini pi svegliati, che si
trovassero a quei tempi in America, il governatore gli di divieto; la
qual cosa fece grandemente inselvatichire i deputati. Intanto Otis per
far le sue vendette oper tanto, che furono esclusi dall'assemblea gli
uffiziali della Corona, ed i membri della Corte superiore di giustizia,
ch'erano l'Hutchinson, e l'Oliver. Il governatore aspreggiato di dal
canto suo l'esclusiva a sei fra gli scambj proposti. Cos il mal animo
cresceva da una parte e dall'altra. Ma i libertini, che cos chiameremo
con vocabolo antico coloro che amano, o fanno professione di amar la
libert, procedettero pi oltre, e fecero s, che l'assemblea decret,
che i dibattimenti fossero pubblici, e si construisse un ballatojo per
comodo di coloro, i quali desiderassero intervenirvi. La qual cosa non
fu s tosto detta, che fatta. La pubblicit delle tornate di animo ai
libertini, e sgoment i fautori del governo; quelli eran sicuri di
guadagnar pi seguito, quanto pi efficacemente delle libert americane
favellavano; e questi pi erano disgraziati, e pi venivano in odio
dell'universale, quanto pi si sforzavano le parti del governo
mantenere. Onde molti per lo migliore deliberarono di ristarsi. I primi
vantaggiavano d'assai i secondi, perch, per metter gli avversarj in
voce di popolo, bastava, dicessero, aver eglino, vero, o falso, che ci
fosse, alla provvisione della marca dato favore.

Il segretario di Stato Conway, coll'atto della rivocazione della legge
della marca, aveva anche inviato ai governatori delle province un'altra
risoluzione della Camera dei Comuni, la quale ordinava, che tutte quelle
persone, le quali per conto del desiderio, che dimostrato avevano di
eseguire esse stesse, o di fare ad altri eseguire un qualche atto del
Parlamento, ricevuto avessero ingiuria o danno, ne fossero ristorate
dalle colonie, nelle quali esse ingiurie o danni fossero state commesse.
Di pi il segretario aveva raccomandato ai governatori, dovessero
adoperarsi in modo, che quelle persone fossero per l'avvenire da ogni
altro insulto o disgusto difese, e fosse loro quel rispetto avuto, e
quella giustizia usata, che ed i meriti loro verso la Corona, e le
passate disgrazie richiedevano.

I danni e l'ingiurie erano principalmente stati fatti, ed usate nella
provincia di Massacciusset, ed il governatore Bernardo comunic tosto
all'assemblea la risoluzione della Camera dei Comuni; ma ci fece con s
aspre parole, che quella se ne risent gravemente, e gli animi di gi
male inclinati s'ingrossaron di vantaggio da ambe le parti. Nacquero
quindi varj bisticci, e l'assemblea iva schermendosi ora con una scusa,
ora con un'altra per non far i compensi. Finalmente, venuta la cosa in
nuova deliberazione, considerato dall'un canto, che ad ogni modo avrebbe
il Parlamento potuto, per mezzo di qualche nuovo dazio sui porti di
mare, la pecunia necessaria alle compensazioni raccogliere, e dall'altro
in quanta detestazione sarebber venuti appresso gli uomini prudenti per
questa nuova resistenza, giacch tante cose gi si dicevano della
ritrosia massacciuttese, deliberarono di far le compensazioni a spese
della provincia; e perci vinsero una provvisione di perdono verso gli
offenditori e di compensazione verso gli offesi. Alla quale il Re pose
poscia il suo divieto; perciocch l'assemblea colonaria non avesse
autorit di far provvisioni d'indulti e di perdonanza. Tuttavia gli
offesi furon rifatti, e gli offenditori non furono ricerchi. L'assemblea
della Nuova-Jork parve ricevere con miglior animo l'atto di
compensazione, ed i danni furono ristorati alla maggior parte degli
offesi. Solo il vice-governatore Colden non pot la sua ottenere,
allegando l'assemblea, che se la plebe era corsa a suoi danni, ei se
l'aveva molto ben meritato.

Ma nacque in questa medesima provincia un'altra gara, la quale dimostr,
che non erano ancora posate affatto le alterazioni. Si aspettava nella
Nuova-Jork il generale Gage con una buona mano di soldati, e perci il
governatore ebbe mandato un messaggio all'assemblea ricercandola,
eseguissero la provvisione del Parlamento ch'essi chiamano atto
dell'ammotinamento, il quale ordina, che in quelle colonie, nelle quali
le genti del Re avessero le stanze, siano provviste di baracche e
d'altre cose di cui hanno bisogno. Per mala forza, ed in parte
acconsentirono, avendo deliberato, fossero somministrate le baracche, il
fuoco, il lume, i letti, ed alcuni altri utensigli, siccome n'erano
stati ricerchi; ma il sale, l'aceto, il melichino e la cervogia non
vollero fornire, dicendo che queste ultime cose non eran solite a
somministrarsi ai soldati quando sono attrabaccati, ma solamente quando
sono sulle mosse. La qual deliberazione accett il governatore per lo
men reo partito. E qui si vide un manifesto esempio della mansuetudine
dei ministri inglesi in quel tempo; imperciocch in vece di risentirsi e
gastigare questa nuova disubbidienza, siccome alcuni consigliavano, si
contentarono di promuovere una legge, per la quale si venne ad ordinare,
che l'assemblea della Nuova-Jork fosse proibita dal fare alcuna
provvisione, sino a che non avessero soddisfatto in ogni parte alla
requisizione del Parlamento. Obbedirono poscia gli Jorchesi, e le cose
furono ai primitivi ordini ritornate.

L'istesse querele si rinnovarono in Massacciusset. Sul finir dell'anno
alcune compagnie di artiglieri furon gettate da una fortuna di mare nel
porto di Boston. Il governatore fu ricerco, alloggiassele e fornissele
di ogni oggetto necessario alle stanze. Il Consiglio fu di parere, si
fornissero. La moneta necessaria fu tratta dal Tesoro sul mandato del
governatore. Intanto fu convocata l'assemblea, e volendo eglino la gara,
scrissero al governatore, informassegli se qualche provvisione fosse
stata fatta per le genti del Re; e se altre dovessero arrivare da dover
ivi avere gli alloggiamenti loro. Rescrisse il governatore, mandando il
diario del Consiglio col conto della spesa, aggiugnendo, non aspettar
l'arrivo di nuove genti. Or qui vi fu che fare e che dire. Esclamavano
che il governatore, coll'avere ordinato col solo parere del suo
Consiglio si facesse il fornimento, aveva in punto essenziale operato
contro gli statuti della provincia. Aggiunsero alcune protestazioni
sulla prontezza loro nell'obbedire ai comandamenti del Re, quando
secondo gli ordini pubblici, richiesti ne fossero.

Da questa ostinazione delle due principali province dell'America, e da
questa inclinazione loro a cercare nuove cagioni di contesa, siccome
sentirono in Inghilterra molestia grande coloro, che alle prerogative
americane si erano favorevoli dimostrati, cos fu causa, che gli
avversarj loro garrissero per ogni canto, questi essere i frutti delle
ministeriali condiscendenze; questa essere la lealt, la gratitudine dei
coloni verso la comune madre; quest'esser le prove dell'amore loro verso
la pubblica quiete; questa l'osservanza e l'ossequio verso il governo
britannico; ora essersi levata la maschera dal viso, ora senza alcun
ritegno correre allo scopo della disgiunzione e della independenza;
doversi per tempo imporre un freno a questi spiriti baldanzosi; mostrar
loro, quanto sia pericolosa cosa il contendere coi possenti padri loro,
il resistere alla volont della Gran-Brettagna; e giacch cos male
corrispondevano alla mansuetudine e bont sua, nell'avere la tassa della
marca rivocata, un'altra doversi loro imporre, e per mantenere il
diritto, e per fargli direttamente contribuire alla difesa comune del
regno. Questi romori erano assai fomentati dai possessori delle terre
nell'isole britanniche, i quali si davano a credere, che di quanto si
traesse da una tassa posta sull'America, di tanto s'avesse a diminuire
quella, alla quale essi medesimi eran sottoposti. Le quali opinioni
lusingavano grandemente l'orgoglio britannico, ch'era stato tocco in
fino sul vivo dalla rivocazione della tassa della marca, ed ora la
ferita penetrava ancora pi addentro per le nuove ritrosit americane.
Il Re stesso, essendoch molto suo malgrado s'era indotto ad
acconsentire a quella rivocazione, si mostrava sommamente alterato, ed
essendo lord Bute tuttavia il suo pi intimo consigliere, il quale si
credeva generalmente fosse l'autor principale stato dei consiglj
rigorosi, pareva di nuovo molto inclinato ad aggravar la mano sui
sudditi americani. Perci, nell'uscir di luglio, un improvviso scambio
ebbe luogo nei ministri, essendo stato il duca di Grafton eletto primo
segretario del Tesoro invece del marchese di Rockingam, il conte di
Shelburne segretario di Stato invece del duca di Richmond, Carlo
Townshend, uomo di natura molto versatile, ma di chiaro ingegno,
camerlingo, ch'essi chiamano cancelliere dello scacchiere, invece di
Guglielmo Dowdeswel; e finalmente Guglielmo Pitt, il quale era test
stato eletto visconte di Pinsent e conte di Chatam, ebbe il carico di
guardasigillo.

[1767]

I nuovi ministri, eccettuato per il conte di Chatam, il quale, dalle
sue infermit impedito, non interveniva nelle consultazioni,
determinarono d'imporre certe gabelle sul t, i vetri, la carta ed i
colori che servono all'uso della pittura, che fossero nelle colonie
dell'America introdotti. La provvisione si tenne in pronto per proporla
avanti il Parlamento. Il quale convocato, Carlo Townshend andava
vociferando e vantandosi nella Camera dei Comuni, che conosceva bene
egli un modo di ritrarre una rendita dalle colonie, senza offendere i
diritti ed opinioni loro. Grenville ricolse le parole, e fece una gran
calca al ministro, perch dichiarasse qual fosse questo modo, e
promettesse, fosse senza indugio innanzi il Parlamento posto. Infatti
poco appresso il camerlingo mosse nella Camera dei Comuni, si dovessero
imporre gabelle sopra il t, la carta, i vetri ed i colori, che fossero
dall'Inghilterra nelle colonie americane introdotti; si togliessero le
gabelle imposte sui t, che dall'Inghilterra si trasportassero per alla
volta dell'America, e si ponesse una gabella di tre pensi la libbra su
quelli, i quali sarebbero nei porti americani introdotti. Queste due
provvisioni furono vinte senza molta contraddizione, ed approvate dal
Re. Nel preambolo era stabilito, che il ritratto dovesse servire per
meglio sostentare il governo e l'amministrazione delle colonie; ed
inoltre un articolo ordinava, si formasse in ciascuna provincia
dell'America settentrionale una general lista civile, e ci senza verun
limite fissare, ch' quanto a dire, che dal ritratto di queste nuove
gabelle venisse a comporsi una somma di pecunia pubblica, della quale il
governo inglese potesse immediatamente e sino all'ultimo denaro,
disporre per salarj, pensioni e stipendj nell'America, e che questa
pecunia si dovesse e potesse dall'erario estrarre ed adoperarsi in sui
mandati dei ministri; e che quello, che logorati tutti essi mandati,
sopravanzasse, si trattenesse nelle casse all'ordine e disposizione del
Parlamento. Si statuiva eziandio, che il governo potesse colla medesima
pecunia concedere stipendj e salarj ai governatori ed ai giudici nelle
colonie, ed il montare di essi stipendj e salarj determinare. Le quali
ultime risoluzioni erano di troppo maggiore importanza, che le nuove
gabelle stesse non erano, ed affatto pervertivano gli ordini consueti
della costituzione britannica. Imperciocch, fin dai tempi di Carlo
secondo, questo voler istabilire una lista civile, o sia Camera reale in
America, independente dalle assemblee colonarie, era stato tentato pi
volte dai ministri, ma non l'avevano mai potuto ottenere. Ora Carlo
Townshend con quel suo ingegno vivo e svegliato, quasi ridendo, ottenne
con somma facilit quel punto, e ci ottenne quando era ancora fresca la
memoria dell'opposizione americana in una cosa di minor momento, che
questa, e non erano ancora ben raffreddi quegli umori, ch'erano stati a
tanto incendio concitati. L'altro cambiamento pure di grandissimo
rilievo da queste nuove risoluzioni cagionato si fu, che potendo i
giudici ed i governatori aver salarj o stipendj dai ministri con una
pecunia ritratta per un atto del Parlamento senza l'intervento, e forse
contro la volont, delle assemblee provinciali, quelli diventavano al
tutto, e dai popoli americani e dalle loro assemblee independenti, e
solo al governo generale, o sia ai ministri britannici obbligati. Le
nuove gabelle dovevan pagarsi facendo tempo dai venti di novembre. E
come se si temesse in Inghilterra, che fosse nelle colonie di troppo
buon grado ricevuta la nuova tassa, e si volesse coll'immagine viva
posta sotto gli occhj degli Americani di quei gabellieri, i quali la
riscossione di quella sopravvedere dovevano, gli animi loro provocare,
si vinse un'altra provvisione che statuiva, si creasse un maestrato di
dogana, che dovesse nell'America risiedere. E per soprammercato a tal
deliberazione fu trascelta per capo la citt di Boston, meno di tutte le
altre ad un tal uopo appropriata; perciocch ivi, pi che in altro
luogo, erano gli abitanti fisicosi, ed in sulle proprie libert gelosi,
e sempre la guardavan molto nel sottile. Erano oltre a ci poco avvezzi
a veder tra di loro i gabellieri sfoggiarla con grosse paghe, da
ricavarsi dal denaro delle colonie, mentrech eglino in una molto
stretta mediocrit se ne vivevano.

Da tutte queste cose ne nacque, che di bel nuovo si eccitarono molte
commozioni fra gli Americani; imperciocch le discordie passate avevano
maggiore inclinazione prodotta verso la resistenza, e le ricerche che
s'eran fatte intorno gli affari politici, avevano le pretensioni dei
diritti, e le voglie di una pi larga libert accresciute. Come questa
era una tassa esterna, vi si sarebbero forse i popoli accomodati, se in
tempi pi tranquilli, e senza l'accompagnamento di tante altre
circostanze, che andavan a ferire ci, ch'essi tenevano pi caro, fosse
stata mandata ad effetto. Ma in s fatto stato di cose non poteva non
avere un cattivo incontro, e molto pi, in quanto che il ritratto di
essa era all'oggetto di una rendita pubblica destinato, ed oltre i
limiti di una regola di commercio si estendeva; il che era stato appunto
il soggetto di tante controversie. Ei si vedeva chiaro, che le antiche
pretensioni del governo britannico con tanta contenzione cimentate, di
creare una rendita pubblica nelle colonie per mezzo dell'autorit del
Parlamento, erano di nuovo messe in campo. Perci si risolvettero in
ogni parte alla resistenza; e siccome quando si riscaldano tra gli
uomini le cose, eglino negli antichi limiti non si contengono, ma
procedono per l'ordinario pi oltre, cos nei diarj pubblici di Boston
s'incominciaron a metter fuori nuove ed insolite dottrine intorno
l'autorit del Parlamento. Gi si gettavan motti verso l'independenza, e
si diceva, che i liberi uomini non debbono pi venir tassati, che
governati senza il consentimento loro, il quale dato sia da una
rappresentazione o reale o virtuale. La potest legislativa del
Parlamento britannico sull'America era, non che recata in dubbio,
negata; ed ora abbracciando le massime di coloro, i quali all'atto della
marca nelle due Camere contraddetto avevano, affermarono, esser vana la
distinzione tra la tassazione esterna ed interna; che n l'una, n
l'altra stavano in facolt del Parlamento; che questo non aveva niuna
autorit di far leggi, che obbligare gli potessero; e, brevemente,
tant'oltre procedettero, che mantennero, che il non avere rappresentanti
in Parlamento, da ogni qualunque soggezione al medesimo gli esentasse. I
diritti, che pretendevano i coloni godere, furono con molta chiarezza e
con una certa eleganza di stile esposti in un libretto, che aveva in
titolo: _Lettere di un coltivatore in Pensilvania agli abitanti delle
colonie inglesi_. L'autore era Giovanni Dickinson, e furon ricevute con
allegro animo da tutti. La concitazione divenne tosto generale. Di nuovo
si ebbe ricorso alle leghe contro l'introduzione dei lavorii inglesi, ed
in favor dei proprj; ed a questo effetto in Boston si port attorno una
carta, in cui quei che volevano entrar nella lega, dovevano
sottoscriversi, obbligandosi a non fare acquisto di certi oggetti di
commercio dopo l'ultimo giorno di dicembre. Per altro Jacopo Otis, la
cagione non si sa, o perch'ei fosse sventato, o forse perch
ordinariamente gli uomini pi ardenti nelle opinioni sono anche i meno
costanti, o perch veramente sospettasse, la colonia di Massacciusset
dovesse restar sola nella presente bisogna, rimutatosi, or con una
lunga dicera in favor del governo. Con tutto ci la lega fu approvata
alla Provvidenza, a Nuovo-Porto, e nelle Terre del Connecticut. Ma per
il negozio di queste leghe and questa volta molto rimessamente,
malgrado tutti gli sforzi degli adirati.

[1768]

Sedeva nel principio dell'anno 1768 l'assemblea di Massacciusset, la
quale tosto entr nella considerazione delle nuove tasse. Scrisse ella
lungamente a Dionigi de Berdt, agente suo in Londra, acci facesse le
rimostranze. Protestarono dell'amore loro verso la Gran-Brettagna, e
condannarono ogni pensiero d'independenza; si gloriarono del nome
inglese, e di essere della costituzione britannica partecipi;
osservarono, che  manifesto il disegno di trarre una entrata pubblica
dalle colonie senza il consenso loro, cosa affatto contraria agli ordini
pubblici ed ai diritti loro; e che se qualche volta gli uomini digradano
la propria vita, od hanno la libert in dispregio, eglino sono per
sempre, ed inviolabilmente attaccati alla roba loro; e quelli stessi,
che disprezzano tutti i dettami del diritto e dell'onesto, e la fede, e
la verit, ed ogni legge divina ed umana hanno a vile, non  per, che
non tengano in gran conto il denaro; i Barbari stessi, che abitano le
selve, conoscere ed osservare il diritto di propriet, ed avere
altrettanto cari l'arca, le frecce e le reti da pescare e da uccellare,
quanto gli altri popoli l'oro e l'argento, e le cose pi preziose. I
progetti dei livellatori, e la comunanza dei beni essere altrettanto
vani ed impraticabili, quanto sono arbitrarj e dispotici i disegni di
coloro, i quali vorrebbero della propriet di tutti la Corona investire.
E qual propriet poter rimanere ai coloni, se, senza il consenso loro,
pu loro tolta essere? Favellaron poscia lungamente dei diritti loro, e
dei benefizj commerciali, che dalle colonie ritrae l'Inghilterra;
affermarono gli stipendj ed i salarj dati dalla Corona ai governatori ed
ai giudici esser cose da dover isgomentare gli uomini liberi
dell'America; niuno pi efficace fondamento esistere alla tirannide, che
questo, massimamente in America, dove, altrimenti che in Inghilterra, i
giudici tengono il magistrato per sempre, e non durante la buona
condotta; essere pronti i coloni a far le spese necessarie per lo Stato
senza l'intervento dell'autorit parlamentare; niuna necessit aversi
degli eserciti stanziali in America; abborrire essi gli eserciti
stanziali, come pericolosi alla pubblica libert, e dover temere
l'Inghilterra, coll'esempio degli antichi tempi, che il tener grosso
esercito di soldati mercenarj in un paese cos lontano, faccia sorgere
una volta un altro Cesare, che usurpi infine l'autorit del suo Signore.
Si dolsero ancora del nuovo maestrato della dogana, siccome quello, che
tende a far pullulare un mondo di pubblicani, gente nojosa al popolo, ed
al buono e retto costume dannosa. Si querelavano anche gravemente della
sospensione cotanto insolita dell'assemblea della Nuova-Jork, ed
asserirono, non esistervi pi alcuna libert, ed essere le assemblee
inutili, se, vogliano, o non vogliano, hanno esse a far la volont del
Parlamento. E posto anche quello, che non , che le nuove provvisioni
siano al diritto conformi, soggiungevano, che certo era, ch'elleno
riescono molestissime ai popoli, che la fede e l'amore tra le due
nazioni ne proveranno una notabile diminuzione. Le quali cose un buon
governo deve pur ben considerare. Sapere i coloni, che era nato il
costume in Inghilterra di sparlare delle assemblee colonarie, e di
essere tenuta in poco conto; del che aversi gl'Inglesi a guardar molto
bene, e pi che gli Americani stessi; perciocch nei passati regni vi
fosse anche l'annuale di sparlare del Parlamento; ed il Re Jacopo primo
era solito di dire, che i Lordi ed i Comuni erano cattivi compagni della
monarchia, alludendo in ci a quell'antico proverbio, che signoria non
vuol compagnia; e se ora, concludevano, si incomincia dalle assemblee
colonarie, si proceder un d al Parlamento. Raccomandarono finalmente
all'agente loro di fare ogni sforzo per isventare i disegni di coloro, i
quali ostinati erano nel seminar la zizzania tra le due parti del regno,
e nel mantener vivi i mali umori, che, se rattenuti non fossero, era da
temersi, avessero a prorompere in qualche gran rovina.

L'assemblea di Massacciusset scrisse nei medesimi termini al conte di
Shelburne, ed al generale Conway, segretarj di Stato, al marchese di
Rockingam, al lord Camden, al conte di Chatam, ed ai commissarj del
Tesoro. Queste lettere parlavano, secondo il solito, dei diritti dei
coloni, e delle querele loro, chiamandogli tutti, ma specialmente il
marchese di Rockingam, patroni delle colonie, amici e difensori della
costituzione britannica e dei diritti del genere umano. Ordin che si
presentasse una petizione al Re con molte protestazioni di lealt, e
molte affermazioni contro i gravami, dei quali si dolevano. Ma la
medesima non contenta a queste cose, volendo far convenire in un animo
solo tutte le province, prese una molto animosa deliberazione, scrivendo
a tutte le assemblee, ch'era ormai tempo, che tutte pigliassero il
medesimo indirizzo, e con concordia di animi allo stesso fine
s'incamminassero. La qual cosa riusc di non poco disgusto al governo,
ed i ministri nelle lettere loro ai governatori delle province
aspramente la condannarono.

Il governatore, sapendogli quest'assemblea di cattivo, la disciolse. Non
si deve passar sotto silenzio, che da molto tempo vi erano di molti
corrucci tra questo e quella, non ch'ei non fosse uomo d'ingegno e di
esperienza nelle cose; che anzi era peritissimo ed intendentissimo, ma
era riputato nemico occulto alle prerogative americane, e si credeva,
che nelle sue lettere scritte al conte di Hillsborough avesse ed
esortato il governo ai consiglj rigorosi, e le perturbazioni colonarie
magnificate. Da un'altra parte erano i rappresentanti di spiriti alti, e
molto infatuati delle libert loro. Perci si stava dall'un canto, e
dall'altro in sul ritroso; e spesso, ad un minimo che, si bisticciavano,
e poche eran le cose, che andasser di quieto. Ella  cosa certa, che
questi sdegni, che correvano tra l'assemblea di una provincia tanto
principale ed il governatore Bernardo, sono una delle pi efficaci
cagioni state delle prime turbazioni, ed in ultimo dell'americana
rivoluzione.

Il governo della Gran-Brettagna stimolato continuamente dalle istanze
del governatore, e mal soddisfatto dei Bostoniani, e generalmente dei
popoli di tutta la provincia di Massacciusset, temendo nuovi tumulti, e
volendo l'osservanza delle leggi efficacemente procurare, aveva scritto
al generale Gage, il quale aveva gli alloggiamenti nella citt della
Nuova-Jork, ordinandogli, mandasse un colonnello, ed anche maggior
numero di soldati, se giudicasse necessario, perch quivi avessero a
rimaner di presidio. Deliber ancora, che una fregata, due brigantini, e
due fuste stanziassero nelle acque di Boston, perch dessero favore ai
grascini nelle bisogne loro. In questo mentre successe nella citt un
grave tumulto, essendo i Bostoniani corsi a calca contro i grascini,
perch volevano assicurare una nave sospetta di frodo.

La qual cosa risaputasi da Gage, comand, che in vece di un solo, due
fossero i colonnelli, che andassero a pigliare gli alloggiamenti in
Boston. Il che divulgatosi in citt, i cittadini fecero l'adunanza, e
mandarono al governatore, pregandolo, fosse contento di informargli, se
i sospetti, che correvano dell'insolito presidio a venire, fossero
fondati, e di convocare una altra assemblea. Rispose, che per verit
qualche privato avviso aveva ricevuto intorno l'arrivo delle
soldatesche; pubblico nissuno; che in quanto alla convocazione, non
poteva far altro, che aspettare gli ordini del Re. Sperava, che i popoli
sarebbero stati all'obbedienza pi pronti, se, abbandonati a s stessi,
non avessero quel Capo pubblico dell'assemblea colonaria, che nodrisse
la sedizione, avuto. E perci iva dando tempo al tempo, e frapponendo
ogni d nuovi indugi per non convocarla. Ma questo consiglio ebbe un
effetto tutto contrario a quello, ch'ei si era proposto; poich il
popolo bostoniano, ricevuta la risposta del governatore, unitamente
determin, e questo chiar maggiormente qual fosse in fatto l'animo
loro, che siccome vi era qualche sospetto di vicina guerra colla
Francia, tutti gli abitanti avessero a provvedersi di un assortimento
compiuto d'armi a norma della legge; e che siccome il governatore non
aveva giudicato opportuno di convocare l'assemblea generale, cos si
facesse un convento di tutta la provincia. Le risoluzioni furono inviate
per lettera circolare in tutte le parti di Massacciusset. Tale era il
consenso degli animi, che al numero di novanzette Terre, novanzei
mandarono i deputati loro al convento bostoniano. Si assembrarono add
21 di settembre. Tosto, modestamente procedendo, mandarono al
governatore protestando, ch'essi erano, e s stessi consideravano come
persone private, leali, avverse, siccome agli eserciti stanziali, cos
anche ai tumulti ed alle sedizioni. Si dolsero, ma per modestamente,
delle nuove leggi e delle imputazioni d'infedelt, ch'eran loro fatte in
Inghilterra; finalmente pregavanlo, volesse convocare la generale
assemblea, come il solo rimedio conforme agli ordini pubblici, che nelle
calamit presenti si potesse adoperare. Il governatore rispose
superbamente, essendo gi vicine le truppe. Il convento, dopo di avere
scritto ci che occorreva all'agente de Berdt in Londra, si risolvette.

Il giorno che precedette la risoluzione, i soldati del presidio erano
sopra molte navi nella cala di Nantasket, non molto lungi da Boston,
arrivati. Il governatore ricerc il Consiglio, somministrasse i
quartieri nella citt. Il Consiglio ricus; affermando, che nel castello
Guglielmo, posto sopra di una isoletta poco lontana, vi era spazio
capace a ricoverargli. Ma le soldatesche avevano ordine di pigliar le
stanze nella citt.

Si vociferava intanto, che i Bostoniani non avrebbero lasciato sbarcar i
soldati. La qual cosa, e massimamente quella risoluzione dei Bostoniani,
che tutti gli abitatori della provincia dovessero delle opportune armi
fornirsi, diede molto sospetto al comandanti delle genti regie. Perci
il generale Gage, il quale pare, da principio avesse animo di fare
sbarcare soltanto un reggimento, mand al colonnello Dalrymple, gli
mettesse a terra tutti due, e tenesse buona guardia nella citt. Adunque
il primo ottobre, ogni cosa essendo preparata, l'armata incominci a
muoversi (erano circa quattordici navi da guerra), e fu messa in tale
ordinanza, che signoreggiava tutta la citt. Guardavanla le navi coi
fianchi loro, ed erano le artiglierie pronte ad allumarsi, ove mai
nascesse qualche opposizione. I soldati incominciarono a scendere in
terra alla prima ora dopo mezzod, senza ricevere molestia veruna; e
tosto andarono dentro la citt cogli archibusi carichi, con un traino
conveniente d'artiglierie, e tutto l'apparato militare solito ad usarsi
in simili circostanze. Gli uomini eletti di Boston ricerchi la sera,
somministrassero i quartieri ai soldati, ricusarono. Il governatore
ordinava, i soldati entrassero, ed il palazzo pubblico occupassero.
Prese in tal modo le stanze, la posta principale fu collocata a
dirimpetto del palazzo con due bocche di artiglieria volte a quello. Le
quali cose non si potettero fare, senza che gravissimamente non se ne
commuovessero i Bostoniani, non potendo essi vedere senza grandissimo
sdegno, il palazzo pubblico, dov'eran solite a sedere la Camera dei
rappresentanti e la Corte di giustizia, essere da tanti soldati
occupato, e da tante armi cinto. Eran le contrade piene di trabacche e
di soldati, i quali andavano e venivano di continuo per cambiar le
poste, e ad ogni tratto facevan la chiamata ai cittadini che
trapassavano. I divini uffizj erano interrotti dal batter delle casse,
dal suono dei pifferi, e tutto offriva l'immagine di una citt da
guerra. La qual cosa riusciva molestissima ai cittadini, siccome quella,
ch'era non solamente insolita, ma eziandio non mai veduta nella
provincia di Massacciusset. Da ogni parte risuonavano lamenti contro
questi novelli ordini del governatore. I soldati guardavano di mal
occhio i cittadini, siccome quelli, che gli credevan ribelli; i
cittadini detestavano i soldati, riputandogli istrumenti mandati a bello
studio per i diritti loro spegnere, e del tutto una inudita tirannide
porre in sul collo loro. Perlocch nascevan spesso tra gli uni e gli
altri male parole, e gli animi pi si accanivano. Tuttavia
quest'apparato militare contenne la moltitudine, sicch per assai tempo
non successero turbazioni.

[1769]

Ma in Inghilterra, conosciuta la ostinazione degli Americani a non
volere alle nuove leggi del Parlamento obbedire, essendo questo stato
convocato sul finire dell'anno 1768, si venne dal governo a rigorose
determinazioni contro i coloni, e specialmente contro la provincia di
Massacciusset, nella quale la sedizione aveva pi gran barbe messe.
Condann il Parlamento con parole gravissime tutte le risoluzioni dei
Massacciuttesi; approv, che il Re usasse le armi per frenargli, e
statu ch'ei potesse far tradurre in Inghilterra i principali
commettitori di scandali, perch ivi fossero, secondo lo statuto
dell'anno trigesimo quinto del regno di Enrico ottavo, processati.

Ma questi nuovi consiglj inglesi ebbero cattivo incontro nelle colonie.
L'assemblea di Virginia pigli tosto le risoluzioni che credeva del
caso, asseverando nel miglior modo e ne' pi forti termini, che seppe, i
suoi diritti. Compose anche una supplicazione da presentarsi al Re per
ricercarlo e pregarlo, avesse compassione di quei popoli, si movesse a
piet di quella sfortunata patria; degnassesi interporre, come vero
padre loro ed ottimo Re, la sua reale intercessione per distornare quei
mali che la minacciavano e gi l'opprimevano; specialmente non
sofferisse, quegli Americani, che non avevan la grazia dei potenti,
potessero venire alle case loro tolti, involati alla domestica felicit,
cacciati in prigione in mezzo a' ladri e mariuoli, a tremila miglia
lungi dalla patria loro, per aspettare che quei giudici, i quali non gli
conoscevano, gli avessero a giudicare; condizione, in cui altro non
potrebber desiderare, altro pregare, se non che una soccorrevole morte
venisse tosto a tante miserie loro por fine. Per la qual cosa il
governatore con parole severe gli accommiat. Ma essi, come persone
private si raunarono altrove, ed avendo a lor moderatore eletto Randolfo
Peiton, uomo di grande autorit, e seguito nella provincia,
abbracciarono pi efficacemente che prima il solito rimedio delle leghe
contro l'introduzione delle mercanzie inglesi, e mandati attorno gli
articoli della lega tutti gli sottoscrissero, non solamente
nell'adunanza, ma eziandio in tutta la provincia. Le altre colonie
seguirono l'esempio, e giurarono solennemente la lega. Anzi gli abitanti
di Charlestown, citt capitale della Carolina Meridionale, cessarono
ogni specie di commercio con quei dell'isola di Rodi e della Giorgia,
perch e non avessero questi voluto le passate e la presente lega
accettare, ed avessero un frequente traffico di scarriera esercitato. Ma
finalmente anche queste convennero colle altre, la Giorgia in settembre,
la Provvidenza e l'isola di Rodi nel seguente ottobre. E perch gli
uomini o avversi, o avari non facessero sdruscito a queste leghe,
crearono congregazioni d'uomini a posta, acciocch esaminassero i
carichi di tutte le navi, che d'Inghilterra arrivavano, e nelle loro
adunate decretassero, secondo gli ordini tra di loro stabiliti, la
censura contro di quelli, che rompessero la lega, i nomi loro
pubblicassero nelle gazzette, e chiarissergli inimici della patria. E
siccome la plebe era sempre pronta a prorompere contro coloro, che
fossero notati, questi decreti delle congregazioni erano con tanta
obbedienza ricevuti, come se fossero dall'autorit del governo
proceduti. Ognuno poi s'ingegnava di far uso delle robe del paese; le
donne istesse, prima tanto avide delle cose inglesi, non solo a queste
rinunziarono, ma gloriavansi di andare adorne coi proventi del paese.

Non  per da credersi, che in mezzo a questa universale ardenza e
concitamento non vi fossero di quelli, i quali, essendo l'interesse e
l'amor del guadagno cos potenti motivi del cuore umano, non cercassero
di farne il loro pr; ed esaltando in palese la grandezza d'animo del
popolo americano, ma ridendosene dentro del loro, non si sforzassero di
far traffico secreto di simil sorta di mercatanzie. Parecchj tra coloro
stessi che professavano la libert, e col suo nome si facevan chiamare,
ed alcuni fra quelli stessi, i quali avevano le leghe con pi prontezza
abbracciate, andavano tuttavia nascostamente procacciandone e
vendendone. I figliuoli della libert avevan ben levato tanto romore
contro l'uso del t, che in parecchie province quasi tutti se ne
astenevano; ma, raffreddatosi col tempo quel primo impeto, non era che
alcuni fra di essi non ne centellassero, o in segreto od anche in
palese, dandogli un altro nome. Gli uffiziali inglesi medesimi, essendo
per l'ordinario i soldati disprezzatori delle leggi civili, ed al
proprio guadagno non meno degli altri intenti, facevano venire ai nomi
loro le mercanzie dall'Inghilterra, come se fossero all'uso delle genti
loro destinate, e nella contrada sottovia le tramandavano. Ci
nonostante, malgrado questi rompimenti dell'accordo generale, i buoni
uomini, siccome suol sempre avvenire, andando presi alle grida, tiravano
avanti nell'astinenza, sicch il commercio inglese ne venne a ricevere
un danno inestimabile.

L'assemblea di Massacciusset, essendo stata convocata sul finire di
maggio, riprese tosto le antiche querele, e mand dicendo al
governatore, che siccome la citt capitale della provincia era per terra
e per mare investita da genti armate, e che una guardia militare stava
colle bocche delle artiglierie volte alla porta del palazzo di Stato,
l'assemblea non poteva con quella libert e dignit che si convenivano
deliberare; e che speravano, volesse, quelle armi allontanare dalle
porte e dal porto della citt. Al che il governatore rispose brevemente,
ch'ei non aveva niuna autorit n sopra le navi del Re, ch'erano sorte
nel porto, n sulle genti armate, che la citt occupavano. L'assemblea
rescrisse, che quest'apparato d'armati era contrario alla legge; e
siccome alla forza delle armi niuna potenza  superiore, cos qual
privilegio, qual sicurezza esser ancora alla Camera lasciati? Tacer le
leggi civili, dove regnano le armi; che perci erasi l'assemblea
risoluta ad astenersi da ogni qualunque deliberazione, finch non fosse
in sua facolt restituita. Il governatore l'aggiorn a Cambridge, Terra
poco lontana da Boston, e le mand chiedendo pecunia pei soldati.
L'assemblea, posta in non cale la domanda del governatore, rispose con
nuove risoluzioni, le quali dimostrarono, quanto fossero gli animi pieni
di sdegno; che il mal talento, che regnava nella provincia a motivo
delle leggi della tassazione, l'aspettarsi nuovi uomini d'armi, il
timore che abbiano i quartieri loro a pigliare nelle case dei cittadini,
ed il popolo ridotto alla disperazione erano cose, che dimostravano la
necessit di nuovi conventi; che la presenza di un esercito stanziale
nella provincia, in tempo di pace, era una violazione dei diritti
naturali, e di sommo pericolo per la pubblica libert; che il
governatore Bernardo nelle lettere sue indiritte al conte di
Hillsborough aveva persuaso nuovi modi di tirannide; che il generale
Gage coll'avere scritto, che non v'era pi governo in Boston, aveva
scritto il vero; ma che ci non era da imputarsi a quell'innocente e
leale popolo, ma sibbene a coloro, che avevano violate le leggi, e
distrutti gli ordini della costituzione. Finalmente il governatore
essendo tornato in sulle provvisioni pei soldati, l'assemblea rispose,
che e per l'onor loro, e per l'interesse della provincia non le volevan
fare. La Carolina Meridionale, la Marilandia, le contee della Delawara,
e la Nuova-Jork, seguendo l'esempio delle province di Massacciusset e di
Virginia, e le medesime risoluzioni fecero, e la obbedienza all'atto
dell'ammottinamento ricusarono.

In questo tempo il governo inglese, volendo pur dare qualche segno di
miglior animo verso le sue colonie, determin di annunziare loro, esser
suo intendimento di proporre nella prossima tornata del Parlamento la
rivocazione delle gabelle poste sui vetri, la carta ed i colori,
mantenendo sola quella sul t.

Questa mansuetudine nuova non content gli Americani. Quell'esser
eccettuata dalla rivocazione la tassa del t, e l'aver dichiarato, che
si sarebbe abrogata la legge per esser contraria alle regole del
commercio, aveva loro persuaso, che si voleva mantenere vivo il diritto,
la qual cosa era verissima. Temevano, che si sarebbe rimessa la cosa in
campo, allorch, raffreddi i presenti calori, e governata la bisogna con
pi arte e forza, il governo avrebbe creduto il momento buono per
insorger di nuovo, e tentar di stabilire per sempre l'autorit delle
tasse. L'assemblea di Virginia protest piucch prima, ed un'altra volta
si ricorse alle leghe, tanto in questa provincia, quanto in
Massacciusset, e nella maggior parte delle altre. Ma questa volta furon
esse sul punto di risolversi per la secessione della Nuova-Jork, la
quale determin, si facessero le introduzioni di ogni cosa
dall'Inghilterra, eccettuate per quelle, ch'erano gravate dalle
gabelle.

Finalmente il governatore Bernardo ebbe lo scambio. Part, non lasciando
di s desiderio in alcuno. Il che ai tempi si deve attribuire. Poich
egli era di ottimo giudizio, ed amante del ben essere della provincia, e
d'integerrima vita, ma difenditore delle prerogative della Corona, e per
nulla pieghevole alle circostanze dei tempi; e siccome quegli, ch'era
vivo, e niente soppiattone, cos non si poteva temperare dal manifestare
i sensi suoi. Delle quali doti nissuna, quantunque ella lodevolissima
sia,  meno profittevole, anzi per meglio dire pi dannosa per s, e per
gli altri nei rivolgimenti politici degli Stati; imperciocch
all'universale o si compiace senza frutto, o si dispiace con danno.

[1770]

Intanto le cose in Boston inclinavano ad un avvenimento sanguinoso. I
Bostoniani sopportavano molto mal volentieri la presenza dei soldati, e
questi detestavano i Bostoniani. Seguivano fra gli uni e gli altri
frequenti baruffe. Finalmente la mattina dei due marzo un soldato
passando dal canto di Giovanni Gray, funajuolo, fu e insultato con male
parole, e malconcio con peggiori fatti. Andato a chiamare alcuni de'
suoi ritorn. Ne avvenne una mischia tra i soldati ed i funajuoli colla
peggio degli ultimi. Il popolo s'infiamm grandemente, sicch tra le
sette e le otto della sera dei cinque dello stesso mese la moltitudine
si sollev, e corse armata di bastoni verso via reale. Gridavano:
_andiamo a cacciar di qua quei ribaldi; e' non hann'a far pi che nulla
qui_. I soldati, che avevano le stanze loro nelle baracche di Muray,
provocati volevano far impeto; ma erano a gran fatica rattenuti dagli
uffiziali. Gridossi intanto, il fuoco essere appiccato alla citt; le
campane suonavano a stormo, la gente traeva da ogni parte. Correvano a
furia alla magione della dogana. S'avventavano alla sentinella,
gridando: _ammazzalo, ammazzalo_. L'assalivano con pallottole di neve, e
con pezzi di ghiaccio, e tutto ci che ebbero alla mano. In tale
occorrenza faceva questi la chiamata alla gran guardia, ed il capitano
Preston mand un caporale con pochi soldati per proteggere dal furor
popolare la sentinella e la cassa delle dogane. Marciavano cogli
archibusi carichi, ed il capitano stesso seguitava. S'incontrarono in
una mano di plebe condotta da un Attucks, Mulo di natura, ed erano da
quella coi bastoni e colle pallottole di neve malconci. Le maledizioni,
le imprecazioni, le esecrazioni della moltitudine non furon poche. Si
udivano in ogni canto queste voci: _Via canaglia, via lordi, via tristi,
mariuoli scapestrati, geldra di codardi, che portate le armi contro la
gente disarmata: traete, se avete cuore; traete, e che il diavol vi
abbia, ma non siete da tanto_. Cresceva la calca attorno i soldati, e la
gena s'avanzava sino alle punte delle bajonette. I soldati non
fiatavano. Le grida, le urla, le minacce, ed i frequenti tocchi delle
campane, che continuavano a suonare a stormo, accrescevano confusione e
terrore alla cosa. Finalmente il Mulo, e dodici de' suoi compagni
fattisi avanti circondarono i soldati, e coi bastoni percuotevano gli
archibusi, gridando agli altri: _non abbiate paura; ei non s'ardiscon
trarre; che state voi a fare, che non gli ammazzate? mettetegli gi una
volta_. Il Mulo avventato accennava un colpo al capitano Preston, e
scostato uno degli archibusi, afferrava la bajonetta colla sinistra,
facendo le viste di volerne venire dalle minacce alle offese. In questo
punto si sentirono grida confuse: _Maledetti, e' non osan trarre_.
Succedono i tiri. Attucks  morto. Seguono due altre scariche. Tre
furono uccisi, cinque feriti gravemente; alcuni leggiermente; la pi
parte gente, che per caso passava, o che stava quietamente a riguardare
la cosa. Otto soli soldati trassero, niuno due volte. La bordaglia
spulezz. Ma poco poi ritorn per raccorre i morti ed i feriti.

Intanto tutta la citt era entrata in un trambusto incredibile. S'udiva
un accorruomo, un dar ne' tamburi, ed un gridar all'armi in ogni parte.
I cittadini s'assembravano a migliaja. Il vice-governatore Hutchinson
arrivato in sul luogo con un mal piglio disse a Preston: _perch avete
tratto senza l'ordine del civil magistrato?_ l'altro rispondeva; _siamo
stati insultati_. Ma si ristettero l'uno e l'altro: non essendo quello
luogo, n tempo opportuno a quistionare. Corse Hutchinson in mezzo alla
folla, e tanto fe', e tanto disse, che persuase loro di andarsene alle
case. La domane per tempissimo si ricominci. Gli abitanti fecero
un'adunanza, e mandaron dicendo al vice-governatore, che si credeva da
tutti, non potere acquetarsi i romori della citt e prevenir il sangue,
se non si allontanavano immediatamente i soldati. Dopo molte minacce da
un canto, e molte tergiversazioni dall'altro, le soldatesche furono
allontanate, e nel castello Guglielmo alloggiate; il capitano Preston, e
tutta quella mano di soldati, che eran con lui, posti in prigione.

Si vollero far l'esequie pubbliche e solenni agli uccisi, non che
fossero gente di conto, ma per mostrare ed eccitar cordoglio e
compassione verso coloro, che dalla soldatesca britannica erano stati a
miserabil morte condotti con una manifesta violazione delle loro civili
libert. La mattina degli otto si serrarono le botteghe, tutte le
campane d Boston, di Charlestown, e di Roxbury, Terre vicine, suonavano
a lutto. Le accompagnature di ciascun cadavere furono a riunirsi in via
reale in quel luogo istesso, in cui tre giorni prima avevan quelli, la
cui memoria con tanta onoranza proseguivano, la morte ricevuta. Quindi
con ordinata processione s'incamminarono verso via grande, seguendo
un'infinita moltitudine di popolo, con alla coda una lunga fila di
carrozze dei principali gentiluomini della citt. In tal modo con
incredibile silenzio, ed evidenti segni di rammarico e di sdegno
accompagnarono i morti sino al luogo della sepoltura, dove essi furono
in una sola tomba a grande onore interriati.

Intrapresosi quindi il processo del capitano Preston e degli altri
soldati, Josia Quincy e Giovanni Adams, due dei Capi principali
dell'opposizione nel Massacciusset, e legisti celebratissimi, ne fecero
le difese con molto calore ed acume d'ingegno. Preston, e sei fra gli
otto soldati, ch'erano in processo, furono assoluti, e due, non per
omicidio premeditato, ma per semplice condannati. Caso invero notabile,
che in mezzo a tanta sommozione, ed allor quando erano i sangui s
grandemente riscaldati, si sia di questo fatto quel giudizio dato, che
meno era di grado alla moltitudine. Tanto erano perfetti gli ordini
giudiziali in quelle contrade, e di tanto amaron meglio i giudici
obbedire alla legge, che servire ai desiderj altrui. Quincy e Adams ne
scemarono di riputazione nel popolo. Malgrado il decreto favorevole
della Corte si persistette a credere dai pi, che il torto fosse dal
canto dei soldati, ed il caso altrettanto barbaro, quanto non provocato.
Cos importava ai caporioni, che si credesse. La qual opinione contribu
non poco a mantenere vivi, ed accrescere vieppi gli odj e le animosit,
che gi erano s grandi in tutte le parti dell'America inglese.

Mentre nel modo raccontato si concitavano in America le menti a maggior
consenso, ed i cuori a maggior rabbia, si facevano in Inghilterra quelle
mezzane risoluzioni, le quali furono dal canto suo la causa manifesta
della perdita di tutta l'impresa. Al qual effetto contribuirono ad un
tratto le invasazioni e dappocaggine dei ministri, le relazioni infedeli
degli agenti dello Stato in America, e forse non meno l'opera di
Beniamino Franklin, il quale, trovandosi tuttavia in Londra agente delle
colonie, ingann i ministri, siccome ei soleva dire, con dir loro la
verit. Essendo che, come aggiugneva egli stesso, gli uomini di Stato
erano tanto corrotti, che riputavano la sua sincerit astuzia, e la
verit buga. Quindi nacque, che operarono essi alla cieca, o seguendo
quei bagliori, che facevan loro apparir le cose diverse da quello
ch'elle erano veramente. Questo gli fece aombrare ed incespare.

Adunque add cinque marzo lord North, il quale era stato chiamato dal Re
primo ministro, orando nella Camera dei Comuni, pose il partito, si
dovessero rivocare le tasse, eccettuata per quella del t. La quale
proposta contraddicendo molti, i quali affermavano, che gli Americani
non sarebbero stati contenti alla parziale rivocazione, fu finalmente
con grande favore approvata.

Le predizioni degli opponenti ebbero un verissimo riscontro in America;
poich vi si mantenne il mal umore per causa della conservazione della
tassa del t. Ci nondimeno le leghe si risolvettero, per quanto
riguarda alla introduzione delle merci non gabellate; solo si
continuarono per impedire la introduzione del t. Il mal umore si
mantenne principalmente nella provincia di Massacciusset, ed i maestrati
vi stavano continuamente in sul bisticcio con gli uffiziali della
Corona. Cos, dall'un canto la caparbiet propria all'uomo, accresciuta
ancora dagli ostacoli e dal sangue cittadino gi sparso, ovvero anche
l'amor della libert; dall'altro l'aver ottenuto in gran parte colla
perseveranza l'intento loro, e l'opinion nata da ci, che non per bont
sua, ma per maledetta forza avesse il governo alle rivocazioni
acconsentito, ed anche i romori di guerra colla Francia, che tuttavia
crescevano, e dovevano nei Consiglj inglesi indurre la necessit di
acquetare, contentandogli del tutto, gli Americani; e finalmente il
sapere aver essi potenti protettori tanto dentro, quanto fuori del
Parlamento, generarono in America una costanza maravigliosa contro i
disegni del governo.

[1771]

Tali furono le occorrenze pubbliche in America nell'anno 1770. Nel
seguente poche cose accaddero, che siano degne di memoria. Solo
continuarono le solite altercazioni tra l'assemblea di Massacciusset, e
l'Hutchinson, il quale era stato eletto governatore. Si continuava
intanto un'aperta resistenza in tutte le province alle leggi di gabella
e di commercio, e il contrabbando non pi di nascosto, ma palesemente si
esercitava. Gli uffiziali di dogana erano in grandissimo dispregio
venuti. In Boston un grascino avendo voluto arrestare una nave, che si
trovava in contravvenzione delle leggi di commercio, fu intrapreso dalla
plebe, spogliato nudo, impeciato, impennato, ed in tal condizione sopra
di una carretta condotto attorno per tutta la citt. I maestrati essendo
tutti a quelle leggi contrarj passaron la cosa sotto silenzio. Anche a
Provvidenza vi fu qualche romore, avendo i terrazzani predato ed arso la
nave regia il Gaspee.

[1772]

Il governo avendo fatto considerazione, che in tanto stemperamento
d'animi non si poteva sperare, che si troncasse il tanto ardire degli
Americani, e si assicurasse l'osservanza delle leggi, se per questo fine
non si mettesse in uso qualche metodo pi efficace, e tra le altre cose
non si sottraessero affatto dalla dependenza verso le assemblee
colonarie gli uffiziali della Corona, determin, che gli stipendj e
salarj dei governatori, giudici ed altri uffiziali principali nelle
colonie sarebbero per l'avvenire stabiliti dalla Corona, e senza
l'intervento delle assemblee colonarie pagati. Il che suscit nuove
commozioni in America, e principalmente nel Massacciusset, dove si
dichiar, che coloro, i quali all'esser pagati dalla Corona,
independentemente dalla generale assemblea, consentissero, fossero
nemici della costituzione, e fautori del governo arbitrario riputati.
Cos tutte quelle cose, che in Inghilterra si ordinavano per superar la
resistenza, e ristorar l'antica obbedienza in America, non essendovi un
numero di genti armate sufficiente a costringere, tendevano ad un fine
tutto contrario.

E se dall'un canto pareva il governo voler insorgere, e nuove forze
procurar a s stesso, dall'altro gli Americani facevano gli stessi
pensieri. E siccome nelle commozioni popolari l'aver i Capi, che possan
dar le mosse, il conoscere l'opinioni di tutti i membri della lega, e
l'operar d'accordo gli uni con gli altri son tutte cose che possono al
desiderato fine efficacemente condurre, cos i Massacciuttesi, seguendo
il consiglio di Samuele Adams, e di Jacopo Warren di Plymouth, fecero
una intelligenza di cittadini disiosi di cose nuove, e formarono una
specie di gerarchia politica, instituendo commissioni di corrispondenza
in tutte le citt e Terre della provincia, le quali da una commissione
principale in Boston dependessero. I caporioni o caporali erano sei,
ciascuno dei quali era in cima, e guidava una divisione; ed i caporali
di questa similmente erano in cima, e guidavano una suddivisione;
dimodoch, data la mossa da quei primi, ad un tratto essa si comunicava
alle divisioni, da queste alle suddivisioni, e cos largamente e
subitamente per tutta la provincia si propagava. Entrarono in queste
commissioni o leghe persone di diversa indole e natura. Alcuni, gente
meccanica, che andavan l, dove gli altri andavano; alcuni con buon
animo verso la Repubblica; altri per acquistare autorit, per soddisfare
l'ambizione o l'avarizia loro; e molti ancora di quelli, i quali
credevano, che nelle materie politiche la suprema legge sia il bene
universale, e che tutte le regole del morale privato siano da aversi in
poco o in nissun conto, quando con quella vengano a competenza. Tutti
volevano, o dicevano volere, o la libert della patria loro assicurare,
o nell'impresa lasciarvi la vita. Il governatore affermava, fossero la
pi parte atei e disprezzatori di ogni religione; e quello che pi,
siccome diceva, gli faceva far le maraviglie, si era, che a costoro si
fossero accozzati diaconi ed altra gente di chiesa, i quali facevan
professione di scrupolosit e di divozione. Questo nuovo ordine
politico, e quasi principato di pochi, fu da tutta la provincia
abbracciato, ed ogni citt, borgo, o Terra aveva la sua congregazione,
la qual teneva carteggio colle altre; e le deliberazioni e dichiarazioni
loro eran considerate come la volont e la voce del popolo. Dal che
s'infiammavano grandemente gli animi, e ad una unanime conspirazione si
disponevano. Le altre province imitarono l'esempio.

La prima opportunit di operare venne offerta alla congregazione di
Boston dalla determinazione del governo di salariar esso stesso i
giudici. Fecero risoluzioni molto vive, e largamente le distribuirono
per le province. Le accompagnarono con una lettera patetica, per cui si
esortavano gli abitanti a risvegliarsi dal lungo sonno, a rizzarsi in
pi, a mettere gi l'indolenza, _ora che_, per servirmi delle stesse
parole loro gonfie com'esse furono, e proprie di quei tempi, _la mano
ferrea della oppressione invola ogni d dal bell'albero della libert i
pi cari frutti, ch'ei si abbia_. La concitazione degli animi divenne
somma ed universale.

[1773]

In questo mezzo nacque un accidente, che apport nuova esca ad un fuoco,
che gi minacciava di distendersi in manifesto incendio. Il Dottor
Franklin, agente in Londra di parecchie colonie, e particolarmente di
quella di Massacciusset aveva trovato modo, e non si sa come, di
sottrarre dall'uffizio di Stato le lettere del governatore Hutchinson,
del vice-governatore Oliver, e di alcuni altri, che in America
seguitavano le parti del governo, colle quali eglino delle cose
colonarie i ministri ragguagliavano; ed in ci parlavano assai
liberamente; essere gli opponenti americani in generale gente di poco
conto, e sebbene audaci e turbolenti, pochi per in numero; non essere i
medesimi in grazia dell'universale; la mollezza e sofferenza sole del
governo esser dell'ardire loro causa state; facesse il governo gagliarde
risoluzioni, e tutti rientrerebbero nel debito loro; soprattutto gli
uffiziali principali in America pagassersi dalla Corona. Invi Franklin
queste lettere in Massacciusset. Furon fatte stampare, e spargere in
gran copia in ogni parte della provincia, dove se vi fu che fare, e che
dire, nissuno il domandi.

Mentre si trovavano in cotal modo impressionati i popoli delle colonie
americane, che non che alle grandi cose, ma anche alle pi piccole, che
a ferire andassero ci, ch'eglino riputavano i diritti loro, vivamente
si risentivano, si abbracci in Inghilterra un consiglio, il quale, se
avesse la sua esecuzione avuta, avrebbe data la causa vinta al governo,
e ridotti gli Americani a quella condizione, alla quale s grandemente
ripugnavano. Per l'ostinazione loro a non voler la tassa sul t posta
pagare, il che un frequente contrabbando generava, e per la risoluzione
di non volere pi farne uso, quantunque quest'ultima fosse da molti poco
fedelmente osservata, l'introduzione di questa merce nelle colonie, era
stata assai diminuita; ed una molto grande quantit se ne trovava in
Inghilterra nei fondachi della Compagnia dell'Indie. Supplic questa al
Re, levasse i tre pensi per libbra sull'introduzion sua in America, e
ritenesse i sei pensi sulla estrazione dai porti dell'Inghilterra. Nel
che, e lo Stato avrebbe vantaggiato di tre pensi per libbra, e gli
Americani sarebbero stati dall'odiosa legge sollevati. Il governo, che
riguardava pi al diritto, che all'entrata, non volle acconsentire.
Perci la Compagnia fu autorizzata a trasportare franco da ogni diritto
dall'Inghilterra il t per alla volta dell'America, ed in questa
introdurlo, pagando i tre pensi di gabella. Qui non eran pi piccole
barchette di particolari mercatanti, i quali pel traffico loro privato
andassero a portare il t nei porti delle colonie; ma per lo contrario
navi grosse, che ne arrecavano quantit smisurate, e dalle quali, avendo
l'ajuto dell'autorit dello Stato, poteva agevolmente mettersi a terra,
e negli opportuni fondachi ammassare. Perci la Compagnia invi ai suoi
agenti in Boston, Nuova-Jork e Filadelfia secento casse di t, ed un
certo numero a Charlestown, ed altre citt marittime del continente
americano. Ora gli Americani eran tratti a quel passo, in cui avevano a
gettare, o non gettare il dado, e doveva la causa loro in riguardo alla
tassazione per l'autorit del Parlamento determinare. Perciocch se si
lasciava sbarcar il t, sarebbesi venduto, e perci pagata la gabella.
Per la qual cosa si risolvettero a fare ogni opera per impedir lo
sbarco. Nell'Inghilterra stessa non mancaron di quelli, che soffiarono
su di questo fuoco, dei quali alcuni ci facevano per l'ambizione di
contrariare il governo, gli altri per proprio interesse, e per gelosia
della opportunit offerta alla Compagnia dell'Indie di fare in
pregiudizio loro grossi guadagni. Perloch avevano scritto in America;
resistessero coraggiosamente, pensassero essere questa l'estrema prova,
la quale vinta, avrebbero la libert loro conservata; perduta, sarebbero
sotto il giogo della schiavit entrati. La materia era troppo ben
disposta, perch non si accendesse. In Filadelfia coloro, ai quali i t
della Compagnia dovevan consegnarsi, furono sforzati, parte con
esortazioni, parte con minacce, a promettere di non accettare in nissuna
maniera il t. Nella Nuova-Jork i capitani Sears, Macdougall, uomini
audaci, ed arrisicati molto, riunirono in una sola volont e
contrabbandieri, e mercanti, e figliuoli della libert. Libelli
appropriati all'uopo andavano attorno ogni d, e nulla d'intentato si
lasciava dai caporali del popolo per ottenere il fine loro. Anche qui i
faccendieri della Compagnia furono obbligati di rinunziare, e di
ritornarsene in Inghilterra. In Boston si sentiva dir in ogni luogo,
esser questo il tempo di mostrar il viso; non doversi pi tardare,
giacch tardi, o tosto s'aveva a venire colla Gran-Brettagna a contesa;
centinaja d'anni dover trascorrere prima, che i ministri tante
violazioni dei diritti loro abbian mandate ad effetto, come da pochi
anni in qua; ora che l'opposizione era viva ed universale, doversene
profittare; ora che il ferro era caldo, doversi battere; pi si tardava,
e pi i ministri acquistavan forza. Non vedete voi, dicevano, quanti
garzonetti impertinenti e' ci mandan qua a far l'uffizio di pubblicani,
a sciuparsi i grossi stipendj, ed a portar tra di noi il lusso e la
corruzione? E' piglieranno mogli americane, e diventeranno potenti
stromenti della tirannide ministeriale. Ora si deve tentare qual cosa,
mentre si era ancora nei principj; ora osare se non vogliamo presso i
nostri fratelli delle altre colonie esser disgraziati, i quali, hanno
gli occhi rivolti in noi, e saranno dell'assistenza loro liberali, se
noi ci mostrerem fedeli e risoluti. Si fecero le instanze ai
faccendieri, acciocch rinunziassero, i quali ricusarono, e si
ripararono nella fortezza. In questo mezzo arriv in porto il capitano
Hall colla sua nave, che portava pi di cento casse di t. Tosto si fece
a furia un'adunata di popolo, e mandaron dicendo al signor Rotch, al
quale il carico doveva essere consegnato, non istesse per quanto gli era
cara la sicurezza e l'interesse suo, a ricevere il t, ed al capitano
Hall di non isbarcarlo. Mandarono anche una guardia al molo di Griffin,
dove la nave era sorta. Determinarono, si facessero diligenti guardie;
che se queste venissero in alcun modo ingiuriate la notte, si suonasse
la campana a martello; che alcune persone fossero sempre in pronto a
portar gli avvisi alle Terre circonvicine di ci, che potrebbe
occorrere, e si chiamasse in ajuto la gente del contado. Le
congregazioni di corrispondenza facevano diligentemente l'opera loro.
Arrivarono i capitani Bruce e Coffin con altri carichi di t, e si
ordin loro, andassero a mettere l'ancora vicino allo Hall. Concorreva
il popolo in gran numero dal contado, e si fece una frequentissima
adunata. Si mandava a dire al Rotch, domandasse una bolletta d'uscita,
acci il capitano Hall colla sua nave se ne potesse andar con Dio.
L'esattore non la voleva concedere, se prima non erano pagate le
gabelle. Le cose s'avvicinavano ad un esito fortunoso. In tal
congiuntura Giosia Quincy, uomo di gran caldo nella colonia, d'ingegno
colto e svegliato, ed alle intraprese ministeriali avversissimo, volendo
i suoi concittadini avvertire dell'importanza del frangente, perch
avessero cura all'infornare, fatto far silenzio, ed alzatosi disse.
Quell'ardenza, e quell'impeto, che in mezzo a queste mura si
manifestano, quelli non sono, che ci abbiano alla proposta meta a
condurre. E' possono raffreddarsi; e' possono quetarsi; e' posson come
un'ombra leggiera svanire. Ben altri spiriti, ben altri conati ci
abbisognano per ridurci a salvazione. S'ingannerebbe a gran partito
colui, che credesse colle grida, colle esclamazioni, colle risoluzioni
popolari potersi vincer la pruova, potersi i nemici nostri superare. La
malizia loro  inveterata; il desiderio di vendetta insaziabile. Eglino
hanno gli alleati, i complici loro perfino fra di noi, perfin nel seno
pi interno di questa innocente patria; e chi non conosce la potenza di
coloro, che a nostri danni congiurati sono? Le arti loro a chi non son
note? Perci non crediate poter da questa controversia a buon esito
riuscire senza il pi duro, il pi aspro, il pi terribil conflitto.
Considerate molto bene la difficolt dell'impresa, l'incertezza del
fine. Riflettete e ponderate assai, prima di abbracciar quei partiti, i
quali questa patria trarranno al pi pericoloso cimento, che si sia
veduto mai.

Posto il partito, se si dovesse proibire ad ogni modo lo sbarco del t,
si vinse con tutti i voti favorevoli. Si ricerc Rotch, domandasse
licenza d'uscita dal governatore. Ostinatosi questi, rispose, per onor
delle leggi, per debito verso il Re, non poter la licenza concedere, se
prima non si mostrava la bulletta della dogana. Or qui la concitazione
ed il trambusto furono grandi. Una persona mascherata ad uso
degl'Indiani, la quale stava nel ballatojo, di in questo punto il
fischio di guerra. Si risolvette in un batter d'occhio l'adunanza, e si
corse a calca al molo di Griffin. Giugnevano in sul fatto intorno a
venti persone, anch'esse mascherate all'indiana, tutte, o padroni di
nave o legnajuoli o calafaj, e montarono ne' navilj del t. In meno di
due ore ruppero 342 casse di t, e questo buttarono in mare. Furon
lasciati fare. Una folla di popolo sulla riviera serviva come quasi di
salvaguardia. La bisogna fu condotta con poco tumulto, e nissun danno fu
fatto n alle navi, n ad altra roba qualunque. Ci eseguito si ridusse
ognuno alle case sue o in citt o in contado.

Nella Nuova-Jork ed a Filadelfia trovandosi nissuno, che s'ardisse
ricevere il t, le navi della Compagnia, che erano arrivate in
quell'acque, se ne tornarono cariche in Inghilterra. Solo nella prima
citt il capitano Chamber avendo per conto di un privato portate nella
sua nave alcune casse di t, queste furono gettate in mare. A
Charlestown si lasci sbarcare; ma essendo stato per lungo tempo in
certe volte umide rinchiuso, si guast.

[1774]

Giunte queste cose alle orecchie dei ministri dell'Inghilterra
deliberarono di por mano a pi risoluti consiglj; e stantech la
provincia di Massacciusset, e specialmente la citt di Boston, s'erano,
pi di tutte le altre, vive dimostrate nella resistenza; ch'eran ai pi
grandi eccessi trascorse, e parevano la principal sede essere della
sedizione, cos si risolvettero di far loro portar le pene prima di
tutte le altre. Speravano in questo modo, che, raffrenati i primi
motori, gli altri si sarebbero nella quiete accomodati. Considerando
poi, che la citt di Boston era fioritissima, e tra le pi trafficanti
del continente annoverata, anzi la prima scala creduta di tutte le
province della Nuova-Inghilterra, non  da far maraviglia, se siasi
preso il consiglio di privarla affatto del suo commercio per via di un
interdetto severissimo, e tutto volgerlo a qualche altra citt marittima
di quella costa. Si credette eziandio, che i civili magistrati, i quali
secondo gli statuti della provincia erano eletti dal popolo, il dovesser
essere per l'avvenire dal governo, acciocch in bala di questo posti
intieramente, non solo non fossero pi propensi a dar le mani ai tumulti
popolari, ma ancora fossero, e per debito e per volont, inclinati ad
opporvisi, ed a far a tal uopo quelle requisizioni ai maestrati
militari, le quali fossero del caso. Poich si era veduto, che i passati
tumulti erano, e nati, ed in s fatta guisa cresciuti, perch i
maestrati militari, secondo le leggi consuete, non potettero senza le
requisizioni dei maestrati civili operare, dalle quali questi eransi a
bella posta astenuti. Si pens anche di fare una legge, perch i
soldati, nell'esecuzione degli ordini per quetare i tumulti, potessero
con ogni sicurezza e senz'alcun timore adoperarsi. In tal modo i
ministri sperarono, che sarebbersi divisi gli animi, i maestrati civili
posti affatto in facolt del governo, ed i soldati restituiti a quella
independenza, dalla quale deriva tutta, quanta ella possa essere, la
forza ed efficacia dell'opera loro. Ma chiunque abbia fior d'ingegno, e
sia delle cose di Stato intendente, potr da per s stesso agevolmente
conoscere, quanto lontani dalla gravit del caso fossero questi nuovi
provvedimenti del ministero britannico. Ei non potr non maravigliarsi,
che un governo, quale l'inglese si era, che in ogni tempo aveva dato
segni di somma perizia, e di non poco ardire, avendo anche avanti gli
occhi suoi gli esempj delle rivoluzioni della Svizzera e dell'Olanda, e
conoscendo benissimo la caparbiet tanto naturale al popolo americano, e
l'insolito consenso d'animi, che presso di quello si era in questi suoi
moti manifestato, abbia potuto persuadersi, che col bloccare un porto, e
col cambiare qualche vecchio statuto, cose tutte, che pi ad irritare,
che a costringere tendevano, si dovesse tanto impeto frenare, tanta
ostinazione vincere, tanta unione dissolversi, e l'obbedienza ristorarsi
l, dove gi si correva con tanta pertinacia alla ribellione. Le armi
sufficienti, e non le riforme degli statuti eran quelle, che sole
potevan terminare prontamente la lite, tener fermo lo Stato, e l'antico
ordine e quiete in America restituire. Le quali armi tanto pi dovevano
i Ministri apprestare, quanto che non doveva essere loro nascosto, che
la Francia faceva, come si suol dire, fuoco nell'orcio, ed era in questa
matassa. Le armi non che mancassero, abbondavano. Mancaron bene nei
Consiglj britannici, o la debita preveggenza, od il necessario
ardimento. Venti o trentamila soldati, mandati col subito dopo nati i
moti americani, avrebbero senz'alcun dubbio superata la resistenza e
procurata la obbedienza, cose che invano potevansi dal ritoccarsi le
scritture aspettare. Non conobbe bene l'Inghilterra in questo fatto
quella trita regola, che le guerre, perch riescano corte, hanno a farsi
grosse. N si potrebbe dire, gli ordini della costituzione britannica
non aver consentito, che si mandasse in una provincia inglese, ed in
tempo di pace, un gagliardo esercito stanziale; imperciocch, se il
Parlamento pervertiva gli statuti fundamentali della provincia di
Massacciusset, anzi vi distruggeva gli ordini primitivi e pi essenziali
della costituzione medesima, per mezzo delle provvisioni che era in
procinto di fare, poteva eziandio la presenza di un esercito stanziale
sufficiente autorizzarvi. Ma allora lord Bute, consigliere molto
adoperato dal Re, ed autore per lo pi delle deliberazioni segrete, era
pi appassionata persona, che sagace; e lord North, primo ministro, pi
laborioso ed accurato pubblicano, che uomo di Stato. Di pi,
quest'ultimo aveva presso di s formata una consulta dei pi celebrati
legisti del regno, per averne il parer loro intorno gli affari che
correvano; e si sa per molti esempj, che quando questi dottori si danno
a volere con quei loro arzigogoli e sofisticherie governar gli Stati, ed
indirigere le rivoluzioni dei popoli, fan mala pruova. Le buone armi, ed
i larghi e generosi consiglj sono quelli, che soli possono tali effetti
partorire; e ne' casi pericolosi si deve far capo agli uomini risoluti,
non a coloro, che, peritosi essendo, giocolan di mezzo, e non sanno
impresa veruna onorata accollarsi.

Adunque lord North nel giorno quattordici di marzo propose nella Camera
dei Comuni una s fatta provvisione, che facendo tempo dal primo giugno
1774 fosse proibito lo scaricare, sbarcare, levare e imbarcare alcuna
grascia, derrata o mercanzia qualsivoglia a Boston, o dentro il suo
porto; e che gli uffiziali della dogana fossero immediatamente rimossi,
e nel porto di Salem trasferiti. Soggiunse il ministro, che questa
provvisione non era meno necessaria, che giusta, poich di quella citt
era uscito tutto il male che turbava le colonie, e tutto il veleno che
infettava l'America; che l, gi per tre volte, gli uffiziali della
dogana erano dal fare il debito loro stati impediti; che ai tempi dei
disordini gli abitanti non s'erano in nissuna maniera interposti per
quietargli; che anzi avevan fatte le regolari guardie di d e di notte,
per impedire lo sbarco del t e di altre mercatanzie inglesi; che di
pi, temendo quello fosse sbarcato, con inudito esempio d'insolenza
popolare l'avevan gettato in mare; che la proposta provvisione era pi
in nome, che in essere severa, giacch il farla cessare era del tutto in
facolt dei Bostoniani col prestar la debita obbedienza alle leggi; che
poche fregate, che stanziassero alla bocca del porto, bastavano per
metterla ad effetto senz'altro pi grande apparato di forza militare;
che era ormai tempo di rizzarsi in pi, e di pigliare quelle gagliarde
risoluzioni, che potessero far accorgere gli Americani, che
l'Inghilterra aveva colla forza anche la volont di mantenergli nella
obbedienza; e ch'ella s'era fortemente determinata a protegger le sue
leggi, il suo commercio, i suoi maestrati, e la propria dignit.
All'incontro si disput dal signor Bollan, agente di Massacciusset, e da
parecchj oratori della Camera, tra i quali si mostrarono pi vivi Burke
e Dowdeswel, dicendo, che questo era un condannare una parte, senza
prima averla udita; che era un punire gli innocenti coi colpevoli; che
questo avrebbe irrevocabilmente, e per sempre, allontanati gli animi
degli Americani dalla comune madre; che prima di venirne ad una s grave
deliberazione, dovrebbe il parere richiedersi dei primi negozianti del
regno; che la provvisione era ingiusta, perciocch andava solo a ferire
la citt di Boston, mentre si sapeva, che tutta l'America ardeva, e che
le citt di Filadelfia, della Nuova-Jork, e tutte le Terre poste in
sulla marina erano ai medesimi disordini trascorse; che i Bostoniani non
si sarebbero perci alle voglie dei ministri accomodati, anzi sarebbero
in maggior disdegno ed ostinazione entrati; che nei tumulti di Boston,
non la gentaglia sola aveva avuto parte, ma uomini liberali, e per
autorit presso il popolo risplendenti; che una citt proscritta, e le
altre ribellate erano miserabili rimedj ad una generale commozione; si
considerasse bene prima, se si avessero eserciti idonei, armate
sufficienti per ridurre a divozione quei popoli; non essere stato debito
della gente disarmata di quetare i tumulti, ma sibbene del governatore;
e se questi non aveva i comandanti militari ricerchi per gli opportuni
ajuti, come potersi punire gl'innocenti della colpa e della negligenza
dei maestrati della Corona? Che certi potentati esterni aspettavan
l'occasione per muoversi contro l'Inghilterra, e l'Inghilterra questa
occasione voler ora somministrare; la resistenza essere universale in
tutte le parti dell'America; doversi perci, o dar loro vinta la causa,
rinunziando alla tassazione, ovvero muover loro guerra con tutte le
forze del regno; questi parziali consiglj buoni, essere ad irritare, non
a soggiogare.

Nonostanti tutti questi argomenti, i ministeriali restarono superiori;
essendosi vinta la provvisione con quasi tutti i voti favorevoli.

Pochi giorni dopo questa, lord North propose un'altra provvisione, per
la quale venivano a sovvertirsi intieramente i fondamentali statuti di
Massacciusset, con investir la Corona della facolt di eleggere i
consiglieri, i giudici, ed ogni magistrato qualsivoglia, e con
determinare, che tutti questi magistrati dovessero tener l'uffizio loro
tanto quanto piacesse al Re, e non di vantaggio. In tal modo il popolo
di Massacciusset, n per s stesso, n per mezzo de' suoi rappresentanti
non aveva pi veruna facolt d'intromettersi nell'amministrazione della
provincia, la quale per l'opposto doveva tutta trovarsi in bala del
governo ridotta; essendo questo padrone delle risoluzioni di tutti i
maestrati.

I ministeriali allegarono, che questo non era altro, che metter la
provincia di Massacciusset in quella condizione, in cui gi si trovavano
parecchie altre; che il governo non vi aveva di presente autorit
sufficiente, per avervene il popolo troppa; che se un tale stato di cose
continuasse tuttavia, non era possibile frenare i sediziosi, e prevenire
i disordini; che i maestrati, continuando ad esser eletti dal popolo,
non si attenteranno mai di resistergli, anzi s'ingegneranno di andargli
ognora a' versi, del che niente si pu immaginare di pi dannoso, ed
alla quiete pubblica pi contrario; che in quella provincia tutto era
rovina e confusione; che nei casi disperati e' bisogna por mano a rimedj
gagliardi; che tale era il frangente d'oggid, che o bisognava ad ogni
maggioranza sopra l'America rinunziare, ovvero coi mezzi pi efficaci
imbrigliare quegl'ingegni sfrenati; ed in somiglianti casi,
aggiungevano, che cosa montano le cavillazioni e le sottigliezze?

Ma dalla parte contraria insistevano gli opponenti, e gli agenti di
Massacciusset, che questa era una tenta del tutto tirannica; che questa
sola, senza l'affare della tassazione, era piucch bastante a far levare
i pi gran romori in America. Che crederanno gli Americani, volesse
l'Inghilterra spogliargli affatto di ogni libert e di ogni franchigia,
e, distruggendo tutti i diplomi loro, nello stato della pi dura servit
ridurgli; che era cosa pericolosa l'intrigarsi in riformar diplomi;
saperlo i principi di Casa Stuarda, i quali per un tal pizzicore avevan
perduta la Corona; che la Gran-Brettagna aveva sempre simili
procedimenti avuto in orrore, e come ora essa stessa volergli usare? Che
finora non si dolevano gli Americani che della perdita di una sola
immunit, ma che adesso tutte si volevano usurpare; e siccome le altre
colonie crederanno, che quel che s'incomincia in Massacciusset, s'abbia
una volta in ciascuna di esse a terminare, cos non potersi dubitare,
che tutte si riuniscano per ostare ad un tal principio; e che essendo
gli Americani altrettanto amanti della libert, quanto gl'Inglesi
medesimi, non si poteva sperare, avessero quietamente a s esorbitanti
usurpazioni, a s malaugurose deliberazioni accomodarsi. Queste ed altre
cose allegarono quei che stavano dalla parte degli Americani. Ma tutto
fu indarno. La provvisione fu vinta con un consentimento pressoch
universale.

Allora lord North propose una terza provvisione, per la quale si
statuiva, che in caso, che qualcuno fosse querelato nella provincia di
Massacciusset per omicidio o altro delitto capitale, e paresse al
governatore, che il fatto stato fosse commesso nell'esercizio di qualche
uffizio, od in ajuto di qualche magistrato a fine di frenare i tumulti,
e non si potesse sperare un giusto ed indifferente giudizio nella
provincia, fosse in facolt del governatore medesimo mandar la persona
querelata a subir il suo processo o in un'altra colonia, od all'uopo
anche nella Gran-Brettagna. Questa provvisione doveva bastare quattro
anni.

Lord North and discorrendo, che senza la proposta legge, quegli, il cui
uffizio era di procurare colla forza l'esecuzione delle leggi, sarebbero
in ci fare andati molto a rilento, non avendo la speranza di trovare
all'uopo maestrati indifferenti a giudicargli; che non si poteva
convenevolmente commettere il giudizio di tali persone a quelli, contro
i quali, obbediendo alla legge, avrebbero operato; che la provvisione
era per coronare l'opera dei consiglj presi in riguardo alle colonie, la
quale senza di ci rimarrebbe manca e difettosa; che non si doveva
esitare; che si trattava ora della somma delle cose, se gli Americani
avessero a continuare ad esser sudditi della Corona d'Inghilterra, o no;
e che non dubitava di un prospero evento, quando tutte queste novelle
provvisioni fossero opportunamente recate ad esecuzione.

Ma il colonnello Bar, ed Edmundo Burke ripresero le parole, e con molta
caldezza parlarono in contrario: che questa era bene la pi strana
risoluzione, che si fosse udita mai; che questo era un aggiungere nuovi
stimoli all'insolenza militare, gi tanto incomoda; la qual cosa era
tanto pi da detestarsi nel presente caso, che la soldatesca contro i
proprj concittadini aveva il suo uffizio ad esercitare; che questo era
un privare gli Americani di quel diritto, che ogni uomo ha, quello di
trovar giustizia presso di un tribunale di giudici indifferenti; che
pure il capitano Preston, il quale aveva nella propria citt di Boston
sparso il sangue cittadino, aveva quivi trovato giusti ed indifferenti
giudici; ch'era una cosa tanto enorme il far venire il reo e tutti i
testimonj, che ei pu a suo piacere chiamare in giudizio, tremila miglia
distante dal luogo, ove ha il delitto commesso, che non si sa restar
capace, come ella abbia in una mente sana potuto cadere; che invece di
dar tanto animo alla soldatesca stanziale, si dovevan per lo contrario
le milizie provinciali incoraggiare, perch queste servivano come di
scudo e di freno contro di quella in favore della civile libert; che
con questa provvisione si rompeva affatto la guerra colle colonie.

Che cosa voler significare, aggiungevano, questo insolito rigore? La
Spagna c'insulta, e noi negoziamo; i nostri fratelli d'America
gareggiano con essi noi, noi tosto corriamo all'estreme offese; e
mandiamo l per opprimergli navi ed armi; in questa Camera si passa il
Rubicone, nell'altra si grida, doversi spegner Cartagine. Ma tutto 
inumanit, crudelt, ingiustizia; e temiamo ben noi, che la mano di Dio
non si aggravi su di questa misera terra, e vibri sulle nostre teste
quella vendetta, che noi vogliamo sopra i nostri fratelli d'America
esercitare. Di qual gran misfatto finalmente sonsi resi gli Americani
colpevoli? Di nissun altro, fuori di quello di non aver voluto
acconsentir ad una provvisione, che era alle leggi scritte, ed alle
massime inalterabili della costituzione britannica contraria. E se
l'Inghilterra ne' tempi andati non avesse quella resistenza opposta, che
ora hanno gli Americani, noi di questo felicissimo libero governo non
goderemmo, n in questa Camera conveniremmo per delle cose appartenenti
alla patria insiememente deliberare.

Lord Germaine alzatosi parl in favore dei ministri.

Se io portassi opinione, che la risoluzione, di cui si tratta, potesse
ingiusta e tirannica riputarsi, certamente non imprenderei a volerla dai
presenti romori difendere; ma credendola io non che giusta, opportuna e
necessaria, cos non rimarr dal dirne liberamente quel, ch'io ne sento,
quantunque avessi, in ci facendo, le leziose orecchie degli oratori
dell'altra parte in qualche modo ad offendere. Furono biasimati i
processi da farsi al di qua dell'Oceano. Ma che altro  questo, se non
protegger l'innocenza? E non  questa la pi desiderabil cosa agli animi
generosi? L'America non  altro adesso, che anarchia e confusione. Non 
quivi tutto in bala ad una furibonda moltitudine? Dove sono le Corti di
giustizia? Elleno son chiuse. Dove sono i vostri Consiglj, dove il
governatore? Tutti intimoriti dalla sfrenata bordaglia. Sperate voi, che
in mezzo a tanti tumulti, in mezzo a s feroce anarchia si possano
indifferenti giudizj ritrovare? Certo, mai no. Si dice, che noi negoziam
pure colla Spagna. Ma la Spagna disdice il fatto, e ci d vinta la causa
intorno le isole di Falclandia; mentrech i caparbj Americani non
cessano di resisterci e di provocarci. Si adduce, che certuni saran
privati per mezzo della provvisione dei naturali diritti loro. Ma, di
grazia, di quai diritti si vuol parlare? Forse di quello di fare il
contrabbando? Forse di quello di buttare il t in mare? Forse di
quell'altro di non pagare i debiti? Certamente nissun civile diritto
loro sar distrutto. Voi darete soltanto giudici indifferenti
all'innocenza. Voi non avrete un governo militare stabilito; ma
solamente un governo riformato, e fattolo alle presenti circostanze
conveniente. Se la pace e l'obbedienza alle leggi ed ai legittimi
magistrati possono ancora nel Massacciusset esser ristorate, questa
provvisione  quella, che ad un s desiderevol fine ci pu condurre.

Posto il partito, la provvisione fu vinta con centoventisette suffragi
favorevoli, e ventiquattro contrarj.

Nonostanti le raccontate risoluzioni, le quali dovevano molta efficacia
nelle colonie avere, prevedendo il governo, che gli Americani avrebber
forse voluto venirne agli estremi casi, e perci sarebbesi dovuto
adoperar l'aperta forza per fargli rinsavire, pens, fosse util cosa
l'assicurarsi in America di un luogo vicino alle colonie, dove e fare le
provvisioni necessarie, e sbarcar all'uopo le genti, le armi e le
vettovaglie senza ostacoli, senza mal umore dei popoli potesse, e ci
senza quelle tanto incomode lamentazioni di violazioni di diritti e di
statuti. Per questo fine nissuna provincia era pi opportuna di quella
del Canad, che sta a ridosso delle colonie, nelle quali i nuovi romori
erano nati. Per un tal disegno faceva di mestiero contentare i Canadesi,
i quali, siccome quelli che erano poco prima stati Francesi, non si
erano ancora avvezzati alle leggi dei nuovi signori; che anzi le
avversavano in qualche parte. Le nobilt canadese, che aveva in quella
provincia molta autorit, si lamentava di non aver pi negli affari
pubblici tanta parte, quanta ne aveva sotto il dominio francese; ed il
popolo seguendo generalmente la religione cattolica, di mala voglia
sopportava di non aver tutti quei diritti, e di non godere tutti quei
benefizj civili, dei quali godevano i sudditi protestanti. Perci il
governo si risolvette ad ampliare l'autorit della nobilt, ed ai
cattolici donare tutti quei diritti, che ai sudditi protestanti
appartenevano. Si stabil adunque, movendone lord North una provvisione
espressa nel Parlamento, che si costituisse nella provincia del Canad
un Consiglio legislativo, il quale ogni autorit avesse, fuori della
tassazione; che i membri ne fossero eletti dalla Corona, e tenessero
l'uffizio, finch piacesse al Re; che i sudditi canadesi, i quali
seguivano la cattolica religione, potessero a quel Consiglio esser
eletti; che il clero cattolico, eccettuati per i regolari, fosse
sicurato nel godimento legale de' suoi averi e delle sue decime verso
tutti coloro, che la medesima religione professavano; che le leggi
francesi senza giur fossero rimesse in rigore, conservate per le leggi
inglesi col giur nei casi criminali. Si aggiunse ancora, perch
avessero i ministri un pi largo campo ai disegni loro, che i limiti
della provincia si estendessero in maniera, che vi fosse incluso quel
territorio, che giace tra i laghi, il fiume Ojo, ed il Mississip. Cos
speravasi, che con una provincia a sopraccapo tutta ridotta in bala del
governo, e quasi con quel freno in bocca, gli Americani non avrebbero
osato far le pazzie.

In ultimo luogo si propose, e si vinse una provvisione per potere
all'uopo dar le stanze ai soldati nelle case dei cittadini.

Tutte queste nuove leggi furono in Inghilterra, con applauso universale,
ricevute, essendovi assai, e generalmente, gli animi infiammati
agl'insulti ed alle enormit commesse dagli Americani. Solo non ebbe
grazia quella di Quebec, che cos chiamarono la provvisione del Canad;
che anzi ne fu fra i popoli inglesi molto agramente parlato, perch
credettero, venisse per essa a vantaggiarsi di troppo la religione
cattolica. Le altre provvisioni esser convenienti, perch tendevano a
stabilire l'autorit inglese in sui sediziosi; ma questa esser una tenta
per intraprendere la libert e la religione nazionali.

Il governatore Hutchinson, diventato odioso agli Americani, ebbe lo
scambio nel generale Gage, uomo assai conosciuto, e di molto credito in
America. A questo fu concessa un'amplissima autorit di perdonare e
rimettere, ove ne vedesse il motivo, tutti i tradimenti, gli omicidj, le
fellonie, i delitti ed i misfatti commessi, siano quali essi si
vogliano, siccome pure tutte le multe e penalit qualsivogliano, in cui
si fosse incorso nella provincia di Massacciusset.

Ognuno aveva curiosit di vedere, quali sarebbero stati gli effetti dei
nuovi consiglj pigliati dai ministri inglesi, e quale dovesse esser
l'esito di una contesa, in cui, da una parte, combatteva tutta
l'autorit di un antichissimo e possente regno, protetta anche dal nome
di lui e dalla recente gloria delle sue armi; dall'altra, l'ostinazione
di un popolo di sua natura testereccio, e nelle sue libert molto
infatuato. N si tard molto a conoscersi, a qual parte avesse la cosa
ad inclinare. Imperciocch giunta in Boston la novella della provvisione
del porto, tosto vi si corse a fare una adunata di popolo, dalla quale
si dichiar, esser la provvisione ingiusta e crudele; di quella
appellarsi gli Americani a Dio ed al mondo. Furon date alle stampe
numerosissime copie della provvisione, e sparse per ogni dove; e perch
gli occhi della moltitudine fossero pi profondamente impressionati,
esse furono stampate su di carta da lutto colla riga nera all'intorno, e
la provvisione si gridava per le contrade: _il barbaro, crudele,
sanguinoso ed inumano micidio_. In altri luoghi, traendo il popolo a
schiera, fu con molta solennit pubblicamente abbruciata.

Fra questi travagli il general Gage arriv in Boston, dove, malgrado la
concitazione universale, egli ebbe le grate accoglienze.

La congregazione di corrispondenza s'accorgeva benissimo di quanta
importanza fosse il riunire nei medesimi pensieri le congregazioni delle
altre colonie; nel che fare per essa trovava qualche disagevolezza,
trattandosi specialmente della propria causa di Boston. Perci scrisse
ella assai modestamente, ed in tutte le lettere mand, che si sperava,
si sarebbe la citt di Boston, come sofferente per la causa comune,
considerata.

Il fuoco di quest'incendio si propag largamente in tutte le parti del
continente, e non vi fu Terra che non facesse la sua adunanza, non
mandasse al medesimo fine le sue lettere; e le lodi, le congratulazioni
ed i conforti d'ajuto ai Bostoniani furono senza fine. La provincia
della Virginia fu anche questa volta la prima a dar l'orma, e, come si
dice, fuoco a questa girandola. Trovavasi in essa l'assemblea convocata,
quando pervennero le nuove della provvisione del porto di Boston. Tosto
determin, che il d delle calende di giugno, in cui quella provvisione
doveva aver principio, fosse da tutti osservato, come un giorno di
digiuno, di preghiera e d'umiliazione; s'implorasse in quel d dalla
divina misericordia, si degnasse quelle calamit frastornare, che
minacciavano la perdita dei diritti loro e la guerra cittadina; e che in
tutti i cuori, ed a tutte le menti inspirasse i medesimi affetti e
pensieri, acci potessero difendere efficacemente le loro libert. Le
altre citt fecero lo stesso. Nelle piazze pubbliche gli oratori
popolari, nelle chiese i ministri della religione tenevan sermoni nati,
e fatti per incendere il popolo contro gli autori delle usurpazioni e
dei mali, che avevano i Bostoniani a sopportare. Il governatore credette
il meglio di congedar l'assemblea di Virginia. Ma essi prima di
risolversi fecero una lega, per la quale dichiararono, che il voler far
forza ad una sola delle colonie, a fine d'indurla ad acconsentire ad una
arbitraria tassa, si riputasse, come se si volesse a tutte fare forza;
esser in tal caso opportuno e necessario, che tutte in un voler solo si
riunissero per opporsi a s perniziosi, a s detestabili consiglj. E non
contenti a questo, fecero una deliberazione, che fu di tutte la pi
importante; e questa fu, che tutte le colonie eleggessero deputati, i
quali convenissero ogni anno in un general congresso, per deliberare in
comune intorno gl'interessi generali dell'America.

In Boston, essendo l'assemblea generale della provincia stata convocata,
il nuovo governatore signific loro, che le calende di giugno, in
conformit della provvisione del porto, dovessero a Salem la sede loro
trasportare; ed essendosi accorto, che l'assemblea, per evitar la
translazione, si affrettava a voler terminare le bisogne, l'aggiorn al
giorno sette di giugno in Salem. Raunati a Salem, non tardarono punto a
deliberare sugli affari che correvano. I Capi, tra i quali il pi vivo
era Samuele Adams, avevano modellate le risoluzioni. L'assemblea
decret, doversi un congresso generale convocare; elesse i deputati, che
a questo dovevano intervenire, e fece le provvisioni per le spese loro.
Nella citt di Annapoli i Marilandesi, in quella di Charlestown i
Caroliniani, in Filadelfia i Pensilvanesi, nella citt della
Nuova-Londra quei di Connecticut, a Nuovo-Porto quei dell'isola di Rodi,
e brevemente tutte le province del Nuovo-Hampshire sino alla Carolina
Meridionale fecero le assemblee loro, ed abbracciarono la risoluzione di
far il congresso generale, ed i deputati loro a questo elessero. Nissuna
provincia ne ebbe meno di due, n pi di sette. La citt di Filadelfia,
essendo ricca, fiorente e popolosa, e posta nel miluogo tra le
settentrionali e meridionali province, fu trascelta per farvi la sede
del generale congresso.

La bisogna delle leghe contro il commercio inglese procedette anche con
molto calore; ed in questo si adoperarono con grandissima efficacia le
assemblee provinciali, le adunanze cittadine, e le congregazioni di
corrispondenza. E se ancora fosse stato possibile l'aggiugnere
all'animosit ed ardenza, gi s gravi e s universali, originate dalla
provvisione del porto di Boston, queste furono all'estremo grado
portate, quando si ebbero le novelle delle due altre provvisioni intorno
l'amministrazione civile della provincia di Massacciusset e di quella
ancora di Quebec. Perci la congregazione di corrispondenza di Boston
mosse una deliberazione molto importante, la quale fu, che si facesse un
accordo generale, il quale si chiamasse la lega ed alleanza (imitando le
leghe ed alleanze, che s'erano fatte a' tempi delle guerre civili in
Inghilterra). Gli alleati si obbligassero in presenza di Dio, e
promettessero nel modo il pi solenne e religioso di cessare ogni specie
di commercio coll'Inghilterra, facendo tempo dal finire del prossimo
mese di agosto, e ci fino a tanto che gli ultimi atti, tanto abborriti,
fossero dal governo rivocati, ed i diritti, franchigie, libert e
privilegi restituiti alla colonia; di non far procaccio n uso, dopo
quel termine, di niuna grascia, o derrata, o merce inglese, e di cessare
il commercio o traffico qualunque con coloro, i quali o ne usassero, o
ne introducessero, o di entrare nella solenne lega ricusassero.
Aggiunsero finalmente la minaccia, che in tanta concitazione d'animi non
era da aversi in poco conto, avrebbero pubblicati i nomi di coloro, i
quali questa prova non avrebbero voluto dare dell'amor loro verso i
diritti e le libert della patria. E se la risoluzione fu audace,
l'esecuzione non fu lenta. Tostamente scrissero e mandarono nelle altre
province i capitoli della lega, esortando gli abitanti a porre i nomi
loro. Un numero infinito, chi per amore, e chi per paura, si
sottoscrissero in tutte le province, ma principalmente in quella della
Nuova-Inghilterra. Solo i Filadelfiesi nicchiarono, non che in eguale
detestazione non avessero i procedimenti dell'Inghilterra, o fossero
meno dei diritti loro solleciti; ma perch un interrompimento totale di
commercio colla Gran-Brettagna pareva loro una cosa di s grande
importanza, e cos dannosa a molti industriosi abitatori di quella
citt, che da per s stessi ripugnavano molto ad abbracciarla. E per
desideravano di riferirsi in ci, a quanto dal congresso generale
sarebbe stato determinato, promettendo le deliberazioni sue, e fossero
quali esse si volessero, scrupolosamente eseguire.

Il generale Gage, attonito, ed infiammato al nome di lega, nome tanto
pieno di spavento per le orecchie di un uffiziale della Corona
d'Inghilterra, band pubblicamente, ch'essa era una combinazione
illegale, criminosa e contraria alla lealt dovuta al Re. Ma elleno
furon parole. I Massacciuttesi pubblicarono, il bando del governatore
esser desso tirannico, contendendo, che nissuno pu impedire i sudditi
di accordarsi tra di loro, e far convenzioni per mantener i diritti loro
nei casi di oppressione. Cos quelle leggi, che il governo inglese si
era persuaso avessero a tranquillare gli animi in America, dividere i
consiglj, sedare i tumulti, procurare la obbedienza, quelle furono, che
originarono pi commozione, pi concordia, maggiori garbugli, e pi
pertinace risoluzione al resistere. E non  da credersi, che solamente
uomini di poco stato, o pochi parziali avessero tanto romore concitato.
Per l'opposto in questa opera entrarono uomini di ogni condizione, tanto
per ricchezze, che per autorit o per ingegno ragguardevoli. I
possessori delle tenute massimamente erano sopra gli altri infiammati e
pertinacissimi nel voler vincere la prova contro i ministri, ch'essi
malvagi chiamavano, e che s grandemente detestavano.

Intanto il d delle calende di giugno, a mezzo d, ogni bisogna fu posta
a fine nella dogana di Boston, ed il porto chiuso ad ogni nave, che ci
volesse entrare; e nel giorno quattordici fu proibita l'uscita a quelle,
che prima entrate vi fossero. Quello intanto fu osservato come d nero a
Williamsburgo, citt capitale della Virginia; in tutti gli altri luoghi,
come di lutto. A Filadelfia si cess da ogni negozio, e tutti,
eccettuati i Quaccheri, serrarono le botteghe; le campane suonarono a
lutto. Ma i Bostoniani facevan piet. La citt loro, test s ricca, s
prospera, s piena di un ospitale e cortese popolo, ora non offeriva pi
che lamenti e disperazione in ogni canto. I ricchi, per aver perduto
l'uso delle magioni loro, diventavan poveri; i poveri, perduta l'opera,
eran diventati indigenti. Ognuno era tratto a parte della generale
sventura. Una soldatesca nimichevole, che correva per la citt, pareva
ancora alle miserie loro volesse insultare. Gli abitanti della provincia
di Massacciusset, e di tutte le altre venivan bene in soccorso loro; in
Filadelfia andarono attorno sottoscrizioni per procacciare sostentamento
a quei Bostoniani, i quali per effetto della nuova legge fossero privi
di vitto. Ma questi ajuti non bastavano a gran pezza in tanta necessit;
e molti fra i Bostoniani erano agli estremi casi ridotti. Ma se gravi
erano i mali che sperimentavano, non meno grande era la costanza e la
fortezza d'animo, colle quali gli sopportavano. Ed ognun pu pensare,
che si andarono diligentemente rivolgendo le storie antiche e moderne,
che ci hanno tramandata la memoria dei mali sopportati dagli amici della
libert in difesa di questa, per pubblicarle, siccome facevano, con
istile sovente concitato, e molto pi spesso gonfio, nelle gazzette, e
favellarne nelle adunate, e potere a quelli paragonare i patimenti dei
Bostoniani, la cui costanza con sommissime lodi proseguivano. Questi
chiamavano martiri viventi della libert; questi appellavano difensori
generosi dei diritti dell'uomo; questi pronunziavano degni dei pazienti
e virtuosi antenati loro.

S'era il governo persuaso, che per amor dell'interesse, essendo tenuto
in chiusa il porto di Boston, gli abitanti dei porti vicini ne avrebbero
fatto il lor pr, tirando a s il commercio, che in quello prima si
esercitava. Il che credette dover esser di scisme e di gelosie utili
all'intendimento suo cagione. Ma la cosa procedette molto lontana
dall'aspettazione sua. Quei di Marblehead, piccolo porto di mare tra
Boston e Salem, a tre miglia distante dall'uno e dall'altro, e quegli
stessi di Salem offerirono ai Bostoniani i porti loro, le rive, i
fondachi da ogni spesa liberi e franchi.

Tra queste cose eran cessati gli uffizj di quasi tutti i civili
magistrati; poich quelli che, secondo i nuovi ordini, stati erano
eletti, o avevano rifiutato, o il popolo non gli voleva obbedire, od
impediva che l'uffizio loro esercitassero. Solo il Consiglio che stava
presso il governatore, poteva le sue faccende espedire, stantech fra
trentasei nuovi consiglieri eletti, due soli rifiutarono il maestrato.
Ma essendo denunziati al pubblico, come inimici della patria, e correndo
il popolo in furia alle case loro, i pi rinunciarono. Le Corti di
giustizia eran sospese, perch i membri non volevano, a norma della
nuova legge, prestar il giuramento, n cosa alcuna operare in conformit
di quella. I cancellieri, i quali avevan mandato fuori le cedole di
citazione erano stati obbligati a chieder perdonanza ne' diarj pubblici,
e di promettere di non espedirne altre, finch non fossero le leggi
rivocate, ed i diplomi reintegrati. Il popolo correva in folla a riempir
le sale dei tribunali, acciocch i giudici non potessero trovar luogo;
ed invitati a sgombrare, rispondevano, non riconoscere altri tribunali,
n altri magistrati, che quelli, i quali secondo gli ordini ed usi
antichi fossero eletti.

I pi persuadendosi, che le cose andassero finalmente a terminare in
aperta guerra, si provvedevano studiosamente di armi, e dentro vi si
esercitavano ogni giorno. Nel che riuscivano all'aspettazione, essendo
molto spigliati della persona, avvezzi alle fatiche, e deditissimi alle
cacce. Sapevano principalmente maneggiare gli archibusi con molta
destrezza. Non si udiva da ogni parte, che romor d'armi, o suoni di
pifferi e di tamburi; non si vedeva che gente, la quale con grandissima
contenzione imparava le mosse e l'uso dell'armi; giovani e vecchi, padri
e figliuoli, e perfino le donne, in ci tutti insistevano, chi per
apprendere, e chi per dar animo e conforto. Fonder palle, far procaccio
di polveri erano occupazioni comuni diventate. Ogni cosa rappresentava
l'immagine di una vicina guerra.

Subito dopo l'arrivo di Gage erano giunti in Boston due reggimenti di
fanti con alcuni artiglieri e cannoni, ed accampatisi nella citt.
Arrivarono poscia parecchi reggimenti dall'Irlanda, dalla Nuova-Jork, da
Halifax e da Quebec, mandati col, perch ponessero il pi in su quelle
prime faville. Ci vedevano gli abitanti con incredibile gelosia, la
quale fu anche accresciuta per avere il generale posta una guardia
sull'istmo, che la penisola, dove sta Boston, colla terra-ferma
congiunge. Del che il colore era, che si impedisse, non desertassero i
soldati; ma la cagione, per dar ombra agli abitanti, acci non
trasportassero cos liberamente, come eran soliti di fare, armi dalla
citt in contado. Nuove cause di scandali nascevano ogni giorno tra i
soldati ed i cittadini. I romori popolari erano e prontamente
rapportati, ed avidamente uditi, e ad ogni tratto la gente si sollevava,
e traeva.

Il governatore, considerate tutte queste cose, e temendo di qualche
improvviso accidente, si risolvette a fortificare l'istmo, e faceva
caldamente procedere in questa bisogna. Se ne alterarono grandemente i
Bostoniani, come anche la gente del contado, affermando, questa nuova
determinazione del generale essere un principio d'ostilit, e segno
evidente, che si voleva ogni cosa sottomettere all'autorit militare.
Laonde correvano fra il popolo molte dicere, e si facean molte minacce.
Gage, temendo volessero procedere pi oltre, mand due compagnie di
soldati a pigliare le polveri, che stavano deposte nell'armeria di
Charlestown presso Boston. E ci credette, fosse altrettanto pi
prudente cosa l'eseguire, che gi si avvicinava il tempo della mostra
annuale della milizia, nel quale, se qualche sinistro disegno covassero,
avrebber potuto metterlo ad effetto. Il popolo ne venne in grandissima
rabbia. Da tutte le parti si assembrarono, e corsero coll'armi a
Cambridge. Ebbero molta fatica i pi prudenti per impedire, non
traessero a furia a Boston per farsi restituir le polveri; o quando si
ricusasse, assalire senz'altro, e manometter la guernigione. Si sparse
voce in mezzo a questa esacerbata moltitudine, e probabilmente per
segreto maneggio dei Capi, per far vedere ai soldati stanziati a Boston,
che se volessero far le pazzie, bastava la vista agli abitanti di quella
provincia d'imporre loro un tal freno, che mal per loro, che l'armata e
la guernigione erano venute alle mani, e traevano colle artiglierie
contro la citt, e che a mala pena si potevano i Bostoniani difendere.
Il romore si sparse in un subito per tutta la provincia: in poche ore
meglio di trentamila uomini furono in armi, i quali con grandissima
celerit marciavano all'incontro di Boston, e non si ristettero, finch
non ebbero avviso, ch'era stato un romore vano.

Questo moto di origine a molti altri, ed era diventato uso presso che
giornaliero di trarre alle case di quelli, i quali o avevano i nuovi
impieghi accettati, o s'erano in qualche modo alle pretensioni inglesi
favorevoli, o alle prerogative americane contrarj dimostrati. Perci
costoro non potendo pi niuna sicurezza trovare, fuorch dentro la citt
stessa, i membri del maestrato sopra la dogana, i gabellieri, ed ogni
altra sorta di pubblici uffiziali, i quali s'erano in Salem recati per
esercitarvi gli uffizj loro, se ne tornarono in Boston. In questa
maniera si risolvettero affatto nello spazio di pochi mesi quegli
ordini, che eransi per la provvisione del porto voluti introdurre dai
ministri.

N si contennero le commozioni popolari nella provincia di
Massacciusset; che anzi tutte ebbero parte nei rivolgimenti. Temendo gli
abitatori qua e l, che il generale non furasse loro le mosse rispetto
alle polveri, come aveva fatto in Charlestown, corsero ad impadronirsi
di quelle che stavano nei Forti, o nelle polveriere del Re. Cos accadde
a Portsmouth nel Nuovo-Hampshire, dove i provinciali entrarono a stormo
nel Forte, e ne portarono via la polvere e le artiglierie. I Rodiani
fecero lo stesso; poich il popolo di Nuovo-Porto corse a calca ad
insignorirsi di quaranta pezzi di artiglierie che difendevano il porto.

La tolta delle polveri a Charlestown, e le fortificazioni, che si
andavano facendo sull'istmo di Boston, oltre le sommozioni popolari,
cagionarono un'adunata dei delegati dei distretti e borghi della contea
di Suffolk, di cui Boston  la citt capitale. Fecero risoluzioni molto
vive: non doversi niuna obbedienza prestare agli ultimi atti del
Parlamento, ma doversi piuttosto in abborrimento avere, essendo essi
tentativi per ridurre l'America in servit; gli uffiziali pubblici,
eletti a norma di quelli, esser contro gli ordini e gli statuti della
costituzione; che la contea avrebbe tenuti indenni quegli uffiziali
subordinati, i quali ricusassero di eseguire i decreti dei superiori
secondo i nuovi ordini eletti; che gli esattori della pecunia pubblica
la ritenessero, e nissun pagamento effettuassero, finch le antiche
leggi della colonia non fossero reintegrate, od altrimenti non fosse dal
congresso provinciale ordinato; che coloro, che avessero le nuove
cariche accettate, dovessero rinunziare prima del giorno venti di
settembre; e quando no, fosser chiariti nemici della patria; che si
eleggessero uffiziali di milizia in ogni borgata, tutti gente perita
nelle armi, ed ai diritti del popolo inclinata; ch'essendosi avuto
lingua, che si volessero pigliare certe persone della contea, cos si
dovessero, ove ci si mettesse ad effetto, pigliare e custodire
uffiziali del Re, affinch servissero d'istatichi, che si esortassero i
popoli a contenersi nella quiete, e tal contegno serbare, tal resistenza
opporre ferma, uniforme e perseverante in una contesa di tanto momento,
in una causa tanto solenne, che si potesse meritare l'approvazione dei
saggi e l'ammirazione degli uomini valorosi di ogni contrada e di ogni
et.

Un'altra assemblea, ma questa di tutta la provincia di Massacciusset, si
fece in Salem. Alla quale non intervenendo il governatore si
risolvettero in congresso provinciale, e chiamarono presidente Hancock.
Dolutisi prima col governatore delle fortificazioni dell'istmo, fecero
insoliti consiglj per la difesa della provincia. Provvedevano munizioni,
riempivano i magazzini di vettovaglie, ad arruolavano dodicimila uomini
di milizia, che chiamarono _minuti uomini_, come sarebbe a dire uomini,
i quali debbono tenersi pronti a marciare ad ogni minuto, o subito dopo
l'avviso di un minuto. Le determinazioni e le esortazioni del congresso
provinciale erano, come se da un maestrato legittimo fatte fossero, con
ogni puntualit poste ad effetto. Cos i consiglj presi dai ministri
d'Inghilterra partorirono in America effetti contrarj all'intendimento
loro; e gi ogni cosa vi si volgeva alla guerra cittadina.

In mezzo a tutti questi romori, ed in tanta apprensione delle future
cose, raunossi in Filadelfia il congresso generale, al quale
intervennero i deputati di tutte le province americane.


FINE DEL LIBRO TERZO




LIBRO QUARTO


[1774]

Il d quattro di settembre arrivarono in Filadelfia i deputati di
ciascuna colonia, eccetto quei della Carolina Settentrionale, che
indugiarono sino ai quattordici dello stesso mese. Tutti erano uomini di
gran conto, ed in molta stima e grazia dell'universale. Non eran essi
gente priva dei beni della fortuna; ma per lo contrario persone abbienti
tutti, ed alcuni anche di abbondanti facolt dotati. Parecchi avevano il
mandato di fare ogni opera loro per sicurare la libert dell'America coi
mezzi pi opportuni, e l'antico corso delle cose coll'Inghilterra
ristorare; altri di procurare quelle deliberazioni in riguardo
all'esercizio del commercio, che la potessero a pi mansueti consiglj
verso le colonie piegare; altri in fine avevano il mandato amplissimo di
far tutto ci, che nelle presenti occorrenze credessero pi acconcio, ed
al ben pubblico pi conducevole. Assembratisi il giorno cinque,
stabilirono, che le deliberazioni loro fossero e dovessero tenersi
segrete; e che i partiti si rendessero non per teste, ma per colonie;
vale a dire, che ciascuna colonia potesse rendere un solo suffragio, e
non pi, qualunque fosse il numero de' suoi deputati. Elessero
presidente Peyton Randolfo di Virginia, e segretario Carlo Thompson.
Erano cinquantacinque, e si troveranno i nomi loro scritti qui a pi[3].

Da molto tempo non era stata fra gli uomini tanta aspettazione, n
spettacolo di tanto momento, come quello, che alle menti loro offeriva
il presente congresso americano. E per verit era essa una cosa, siccome
nuova, cos ancora maravigliosa, che una nazione sino a quei d
pressoch ignorata dalle nazioni europee, e solo quasi conosciuta pel
commercio, che andava esercitando in questa parte ed in quella, ora da
quello stato di obblivione scuotendosi, e quasi da un lungo sonno
destandosi, pigliasse tutto ad un tratto in mano sua le redini del
governo di s stessa; che le varie parti della medesima sin l divise
tra di loro, ora in un corpo solo si riunissero, che paresse da una sola
mente mosso; e che scostandosi dalla consueta e diuturna obbedienza si
ardisse, con audacissimo consiglio, all'antica madre, ad una
potentissima nazione resistere e contrastare. S'eran bene osservati nei
vasti dominj della Spagna in America di quando in quando alcuni moti
popolari; ma questi stati erano dal governo di leggieri sedati; e nelle
colonie portoghesi il corso della pubblica pace non era stato mai
interrotto. La Francia parimente aveva sperimentati i sudditi suoi delle
colonie americane inclinati alla obbedienza, ed al conformarsi di buon
grado alle leggi ed ai comandamenti della metropoli. Le colonie inglesi
le prime dovevano questo esempio porre della resistenza e della
propensione alla guerra cittadina. La qual cosa per era l'effetto
necessario degli ordini pubblici dell'Inghilterra e delle sue colonie;
delle opinioni che in queste regnavano; della memoria degli antichi
rivolgimenti, come pure dei mali umori, che di tempo in tempo vi si
erano manifestati, e che ora per la prima volta minacciavano una
evidente e prossima rovina. Imperciocch il congresso d'Albania non
aveva avuto nulla d'illecito, essendo anzi dalle autorit legittime
convocato, n nissuna tendenza prossima a cose nuove, quantunque in
ultimo i consiglj segreti di coloro, che v'intervennero, fossero forse
volti alla independenza; ma in fatto non vi si regolarono, che gli
interessi delle colonie inglesi colle vicine nazioni indiane. Il
congresso poi della Nuova-Jork, non essendo ancora a tanta caldezza
concitati gli animi, quando ei fu convocato, n s oltre trascorsi i
disordini popolari, n il governo fatte avendo tante deliberazioni
rigorose, n distrutti tanti statuti colonarj; n essendo da un altro
canto i delegati a quel congresso, sebbene di molta, non per di tanta
estimazione presso i popoli americani, come quelli del congresso di
Filadelfia, non aveva gli animi cos disiosi delle future cose tenuti,
come questo. I coloni riguardavano sopra di esso, come sopra un convento
d'uomini, i quali dovessero ad ogni modo liberar la patria dai pericoli,
che le sovrastavano; molti credendo, che coll'industria e prudenza loro,
e coll'autorit, che avevano presso i popoli grandissima, avessero ad
ottenere dal governo sollievo a quei mali, che gli opprimevano, e
l'antico ordine di cose ristorare. Alcuni altri si erano dati a credere,
che avrebbero la nazione americana a quella independenza condotta,
ch'era il primo e sommo desiderio loro, e sto per dire quell'agonia,
dalla quale essi erano notte e d travagliati e punti. La fede che
avevano nel congresso collocata, era eguale all'odio, che avevano contro
le nuove leggi conceputo; ed ignorando per l'ordinario l'universale dei
popoli gli ostacoli, che nelle grandi imprese s'incontrano, e trovandosi
alleviati coll'avere scaricato addosso a pochi la briga di tutti,
attribuendo anche, siccome soglion fare, pi efficacia di quel, che aver
possono veramente, ai nuovi maestrati, s'erano generalmente elevati a
grandissima speranza. E siccome l'unione degli animi  il pi efficace
mezzo per riuscire nelle opere che s'intraprendono, cos questa era
maravigliosa, e tutti volevano metterci la vita e le facolt loro per
condurla a buon fine. Non che non vi fossero dissenzienti, i quali
avrebber voluto tutt'altra via tenere, che questa; ma essi erano pochi
in quel primo impeto, ed isbigottiti dal consenso e calore universale
degli altri. Nissun si pensi, che un altro governo, comunque dalla
diuturnit del tempo confermato e di forti armi munito, abbia mai tanta
volont e prontezza all'obbedire provate, quante il congresso americano.
Volevansi ricevere le deliberazioni sue non solo come leggi utili ed
acconce da un buon governo derivanti; ma come dettami e quasi oracoli
d'uomini consegrati e votatisi generosamente al bene ed alla utilit
della patria.

In tal condizione si trovavan le cose in America al tempo della
convocazione del congresso. Ma in Europa la novit del caso aveva
grandemente ed universalmente sollevati gli animi; ed in alcuni indotto
il timore; in molti la speranza; in tutti la maraviglia. In Inghilterra
i ministeriali gridavano a testa contro l'ardimento, ch'essi chiamavano
ribelle, dei sudditi americani, e gi si proponevano di venirne alle pi
rigorose determinazioni. Ei non potevano restare capaci, come un popolo,
quale l'americano si trovava, ch'era stato sempre dall'amore delle Sette
in varie e diverse parti distratto, ora potesse in un solo animo, ed in
una sola volont convenire; che deposti quei rancori, che tra gli uni e
gli altri correvano per causa di diversi interessi ed opinioni, ora in
ci tutti concorressero a volere quello, ch'essi credevano i diritti
loro contro l'Inghilterra difendere e mantenere. Non potevano recarsi in
mente, come una nazione, la quale viveva in sul commercio, che non aveva
navilio guerresco, che aveva le principali citt sue esposte ai danni di
un nemico armato in mare; che non era provveduta di un esercito
stanziale ed esercitato in guerra, avesse l'ardimento di contrapporsi
alle voglie della nazione britannica potente in sull'armi, gloriosa pei
recenti fatti, abbondante di pecunia pubblica e privata, avente un
governo costituito da lungo tempo, fornitissima di navi da guerra e di
munizioni di ogni sorta, e copiosa di capitani espertissimi nelle
battaglie tanto di terra, che di mare. Da un'altra parte si discorreva,
che non si doveva prendere maraviglia dell'ardire degli Americani,
stantech, quand'anche fosse vero, essere i medesimi in peggiori
termini, quanto alla facolt di esercitar la guerra, posti, che la
Gran-Brettagna non era, gli uomini, cui il fervore delle opinioni
politiche agita e muove, non la guardano cos nel sottile, e non istanno
sulle probabilit delle cose avvenire; che, del rimanente, non era
l'Inghilterra medesima esente da molte e gravi difficolt, essendo in
questo stesso soggetto della causa americana divisa dall'amor delle
parti, sicch sia forza, che una porzione di essa debba molto suo
malgrado recarsi a' danni dell'America; essendovi un immenso mare
frapposto tra di essa e le terre, dove si dovrebbe la guerra esercitare;
il che debbe necessariamente produrre una spesa senza fine, un guasto di
munizioni enorme, una perdita d'uomini non poca, ed una gran tardit, e
spesso anche una inopportunit di deliberazioni. Si considerava inoltre,
che il tesoro pubblico dell'Inghilterra era a molto stretti termini
ridotto per l'esorbitante debito contratto ne' tempi andati, e
massimamente a quei dell'ultima guerra; che non era l'entrata a gran
pezza eguale all'uscita; e che un incremento s grave di spesa, che si
avrebbe in questa nuova guerra ad incontrare, avrebbe del tutto messo in
fondo le finanze dello Stato. Aggiungasi, che l'America era una contrada
molto accomodata alle difese, essendo essa piena di selve senza via,
frequente di laghi, di fiumi e di montagne; scarsa di strade passatoje,
e abbondante di passi stretti e forti, e di tragetti, i quali sono dai
soli abitanti conosciuti. N si deve passar sotto silenzio, che la
ricordanza delle passate cose doveva di necessit molto effetto generare
nella mente di quei che dirigevano lo Stato in Inghilterra, inducendovi
molta dubitazione ed incertezza; imperciocch quest'era quella causa
istessa, che un secolo addietro si era disputata in Inghilterra, e che
dopo tante contese e tanto sangue, aveva finalmente una totale
rivoluzione prodotta, e trasportato lo scettro britannico nelle mani di
una nuova famiglia di regnanti. Questo doveva eziandio nei Capi del
governo un certo disdegno partorire molto accomodato a pervertire
gl'intelletti loro, e ad allontanargli dai temperati e prudenti
consiglj. Certamente, da quella rivoluzione in poi, non ebbe il governo
di Inghilterra impresa pi difficile a maneggiare, che questa, n che
pi funesto augurio avesse, n che s imminente pericolo arrecasse, n
che tanta rovina nel cuore stesso del regno minacciasse. Si teneva anche
per sicuro, che non sarebbero mancati agli Americani i soccorsi esterni.
Imperciocch quantunque i potentati europei, i quali possedevano colonie
in America, non potessero, se non se con una certa gelosia, riguardare
questi moti delle province inglesi, credendo, fosse questo un cattivo
esempio posto avanti agli occhi dei sudditi proprj, e dubitando, se
quello riuscivano nei disegni loro, che anche questi potessero per
avventura far pensieri perniziosi, ed alla lealt contrarj, tuttavia si
assicuravano molto, pensando, che molto mancava che i coloni loro
fossero impressi di que' concetti in fatto di cose appartenenti allo
Stato, i quali presso gli abitatori delle colonie inglesi si
osservavano. E dall'altro canto il desiderio, che nutrivano, di vedere
abbassata la potenza dell'Inghilterra, era cagione, che, o quel pericolo
non vedevano, o veduto lo dispregiavano; perch questo pericolo era
lontano ed incerto, mentre il benefizio dell'infievolimento della
Gran-Brettagna, che doveva probabilmente dalla guerra americana origine
avere, era vicino, e, se non sicuro, almeno assai verisimile.

Ma fra le altre nazioni dell'Europa, le quali tutte pi o meno erano
alla causa degli Americani favorevoli, essendo tutte contro quello,
ch'esse chiamavano la tirannide inglese, piene di mala voglia, nissuna
si dimostr in questo pi viva della francese. Il desiderio di vendetta,
le brame della riscossa, la rimembranza dell'antico splendore, ed il
dolore delle recenti ferite non bene ancora racconce facevano s, che il
governo francese fosse all'impresa degli Americani propenso. Ei non
aspettava altro, che gli estremi casi, e l'occasione propizia per
discoprirsi. Non ignoravasi fra la gente questo intendimento dei
ministri di Francia; e perci, siccome nissun popolo  pi tenero a
lasciarsi andare alle impressioni di chi il governa, che il francese, le
parti degli Americani erano in questa contrada con somma contenzione, e
con molto ingegno difese e sostenute. Del che se ne avevano anche altre,
e molto manifeste cagioni. I popoli di Francia, sebbene siano per lo pi
vissuti sotto una maniera di governo molto stretta, hanno per sempre
tenuto in gran pregio quegli uomini e quei popoli, che le proprie
libert con coraggio e con ardire difeso hanno contro le usurpazioni
della tirannide. Imperciocch essendo essi, quando da quella loro
esorbitante immaginativa stravolti non sono, e fuori di loro medesimi
trasportati, generalmente di natura amorevole e dolce, cos sono anche
molto inclinati a favorir coloro, i quali si trovano, o paiono oppressi,
massimamente quando questi, e con costanza sopportano l'avversit della
fortuna, e con coraggio si ingegnano di vincerla, e ad ogni modo
l'impresa loro ha in s stessa qualche cosa d'animoso, di onorevole e di
grande. Tale si era, o tal pareva la causa degli Americani, e tale si
era in Francia la propensione generale verso i medesimi. A ci si deve
aggiungere, che in questi tempi appunto gli scrittori, i quali avevano
delle cose appartenenti allo Stato ragionato, in ogni paese, ma
principalmente in Francia, si erano alle maniere di un governo pi largo
favorevoli dimostrati; ed erano perci nate negli uomini d'allora assai
generalmente opinioni, che molto inclinavano alla civile libert. Questi
libri con maggior attenzione e desiderio si leggevano, e queste opinioni
pi vi si propagarono, e pi profonde radici gettarono, quando si ebbero
le nuove della querela americana. Quest'era in vero lo sperimento,
questa la pruova attuale di quelle opinioni, che gi tanto si erano
dilatate, e che tanto lusingavano le menti degli uomini di quei tempi.
S nelle compagnevoli brigate, come nelle scritture, che in gran numero
in Francia si pubblicavano ogni d, gli Americani erano con sommissime
lodi esaltati, e la causa loro con ogni sorta di argomentazioni e di
onorevoli esempj difesa e mantenuta. E se a' tempi, in cui la Francia
aveva, dopo la cessione fatta dalla repubblica di Genova, intrapresa la
conquista dell'isola di Corsica, vi erano molti fra i Francesi, i quali
la determinazione dei Corsi a volersi difendere, e lodavano ed
ammiravano, e da una altra parte la risoluzione del proprio governo a
volergli soggiogare detestavano ed apertamente condannavano, nissuno non
dubiti, che nel presente caso i parziali degli Americani non fossero
molti pi, e che pi vivi e pi risentiti non si dimostrassero. Quando
vennero poi le novelle dell'adunata del congresso, non si pu dire con
quant'allegrezza, e con quanto accrescimento di speranze nuove elleno
siano state ricevute. I nomi dei deputati erano portati a cielo. Si
diceva in ogni luogo: gettasser via dal collo il giogo della superiorit
inglese; si sottraessero a quella servit; stabilissero nella patria
loro la civile libert, e questo esempio ponessero, che i principi non
possono senza pericolo loro gli ordini e le leggi pubbliche violare, n
intraprendere i privilegi e le immunit dei popoli soggetti. Cos
andavano continuamente i Francesi con nuovi trovati, e con varie maniere
di argomenti provocando gli animi gi molto esacerbati degli Americani,
e viemaggiormente irritando quelle piaghe, che gi facevano vista di
volersi inciprignire, per farle del tutto incurabili diventare. In tal
modo il congresso aveva in suo favore volte, non solo le opinioni dei
popoli americani, ma quelle ancora generalmente dei popoli europei, e
dei loro governi medesimi, siccome anche non poca parte degli abitanti
della Gran-Brettagna stessa. Tanto era in quei tempi, o il desiderio di
cose nuove, o l'amore della libert, o la propensione a scuotere dalla
bocca quel freno, che dall'autorit di chi governa fosse stato, o
venisse imposto. Ognuno intanto stava coll'animo sospeso aspettando qual
fosse per esser l'esito di una s importante contesa, e quali le prime
deliberazioni, che il convento americano fosse, in una cosa di tanto
momento, per abbracciare.

Ei non v'ha dubbio, che i primi pensieri del congresso dovevano
rivolgersi alla provincia di Massacciusset ed alla citt di Boston. E
siccome le determinazioni dell'assemblea di Suffolk erano fra le altre
state le pi vive e le pi importanti, cos esso statu di confermarle.
Risolvettero adunque, che grandissimo dolore sentivano all'infortunio
dei concittadini loro della provincia di Massacciusset, originato dagli
ultimi ingiusti e crudeli atti del Parlamento britannico; che molto
approvavano la sapienza e la fortezza, che si erano contro s malvage
determinazioni dei ministri dai Massacciuttesi dimostrate;
raccomandavano, si perseverasse e si mettessero ad effetto le
risoluzioni dell'assemblea di Suffolk; che si doveva ottima speranza
avere, che gli sforzi uniti dell'America settentrionale avrebbero la
nazione britannica persuasa della imprudente, ingiusta e pericolosa
condotta dei presenti ministri, sicch presto avessero i Consiglj
britannici a commettersi a uomini di miglior animo; e finalmente, che
quelle contribuzioni, che in tutte le colonie si erano incominciate a
raccogliere, dovesser continuarsi in sollievo e sostentamento dei
Bostoniani. E siccome quando si vuole la guerra, si suol sempre
dimostrar pi vivo il desiderio della pace, cos scrissero una lettera
al generale Gage, pregandolo, cessasse i preparamenti ostili, i quali un
popolo pacifico provocavano a nimichevoli procedimenti; il che avrebbe
impedito, che gli sforzi del congresso ristorar potessero la buona
intelligenza colla comune patria, ed avrebbe in mezzo di loro indotte
tutte le calamit della civil guerra. Sopra tutto, discontinuasse le
fortificazioni di Boston, proteggesse le propriet, frenasse la licenza
militare, e la libera comunicazione ristorasse tra la citt ed il
contado. Alla qual lettera Gage, quantunque il congresso non fosse,
giusta gli statuti pubblici, un maestrato legittimo, volendo egli dar
del buono per la pace, rispose: che nissuna soldatesca aveva mai minori
motivi dato di doglienze di quella, che allora stanziava in Boston,
malgrado gli insulti e provocazioni giornaliere fatte dagli abitanti
tanto agli uffiziali, quanto ai soldati; che la comunicazione tra la
citt ed il contado era sempre libera stata, e sarebbe tuttavia, se gli
abitatori non gli dessero cagione di pigliar altre deliberazioni.

Decret ancora il congresso, che, se si tentasse di mettere ad
esecuzione colla forza gli ultimi atti del Parlamento, in tal caso tutta
l'America dovesse nella opposizione loro gli abitanti di Massacciusset
ajutare; che se fossesi creduto necessario di rimuovere i cittadini da
Boston nel contado, tutti dovessero contribuire a ristorargli de' danni,
che avessero a sopportare; e che ogni qualsivoglia persona, la quale
qualche commissione o autorit secondo le nuove leggi accettasse, fosse
da tutti in abborrimento avuta.

Ei credette ancora fosse utile e necessaria cosa il ricorrere alle
solite leghe contro il commercio inglese; e perci ricerc i mercatanti
delle colonie, sospendessero ogni incetta di merci dall'Inghilterra,
finch fossero pubblicate le intenzioni sue intorno i modi da seguirsi
per preservare la libert dell'America. Tosto si contrasse
universalmente la lega secondo la mente del congresso; e di pi si
stabil, che ogni trasporto di merci verso la Gran-Brettagna, l'Irlanda
e le isole dell'Indie occidentali cessasse il primo settembre 1775, se
prima di questo tempo non si fosse delle americane querele fatto
ragione. Fu questa volta la lega osservata con maraviglioso
consentimento.

Ma una cosa di somma importanza era quella di determinare, quali fossero
le pretensioni dell'America, e quali i termini, in cui ella avrebbe
acconsentito a ritornarne all'antica amicizia e congiunzione. A questo
fine il congresso pubblic una dichiarazione, che intitol:
_Dichiarazione dei diritti_, la quale fu con molto studio elaborata. In
questa incominci il congresso con parole gravissime a lamentarsi, che
il Parlamento abbia in questi ultimi anni voluto tassar le colonie,
stabilire un insolito maestrato sopra le dogane, ampliare la
giurisdizione delle Corti dell'Ammiragliato; che abbia conceduti salarj
ai giudici independentemente dalle assemblee colonarie, mantenuti
eserciti stanziali in America a' tempi di pace; ordinato, siano gli
accusati di delitti concernenti lo Stato tradotti e giudicati in
Inghilterra; distrutti gli ordini del governo di Massacciusset rispetto
ai processi da farsi a coloro, che fossero querelati per atti da loro
commessi nell'esecuzione delle leggi, od in opposizione ai tumulti; ed
abolite le leggi inglesi nel Canad, e datovi favore straordinario alla
cattolica religione. I quali atti del Parlamento ei chiam impolitici,
ingiusti, crudeli, contrarj alle costituzioni, pericolosi, e
distruggitivi degli americani diritti. Egli continu con dire, che
siccome le legali assemblee dell'America, le quali pacificamente si
tenevano per dimandare di esser sollevate dalle ingiuste ed insolite
leggi, erano state disciolte, e le rimostranze e suppliche loro avute in
dispregio dai ministri del Re, perci avere gli Americani determinato di
convocar questo congresso, a fine di vendicare ed assicurare i diritti e
la libert loro. Ei proced quindi alla enumerazione di questi diritti,
affermando, esser questi la vita, la libert, la propriet, delle quali
nissun'autorit pu disporre senza il consenso loro. Aggiunse a questi
tutti quei diritti, che ai sudditi inglesi si appartengono, cio a dir
quello di avere parte nel Consiglio legislativo; e siccome gli abitanti
delle colonie non erano, e per alcune circostanze di luoghi, e per altre
cause non potevano essere nel Parlamento britannico rappresentati, cos
aver gli Americani il diritto di legislazione nelle rispettive
assemblee, consentendo per essi di buon grado a sottomettersi a quegli
atti del Parlamento, i quali siano di buona fede diretti a regolar il
commercio, escluso ogni pensiero di tassazione tanto interna, quanto
esterna: il diritto di esser giudicato dai Pari del vicinato, e quello
di pacificamente raunarsi, e le petizioni loro indirigere al Re; e che
il tenere un esercito stanziale nelle colonie a tempi di pace, senza il
consenso delle rispettive assemblee colonarie, era cosa del tutto
contraria alla legge. Finalmente si fece il congresso ad annoverare gli
atti del Parlamento, che i diritti sin qui menzionati violati avevano,
ai quali afferm, non poter gli Americani prestare obbedienza, n
potersi a niun modo al primiero stato di cose ritornare senza la
rivocazione loro. Termin con dire, che si sperava, che i concittadini
loro dell'Inghilterra, riandando le rammentate leggi, annullate le
avrebbero, e restituiti gli Americani a quei termini di felicit e di
prosperit, che a' tempi andati avevano godute. Che intanto, e per ora
essi s'eran risoluti a non introdurre, a non logorare, ed a non
trasportar merci dall'Inghilterra, o verso la medesima. Determinarono
eziandio di preparare una dicera da indirigersi al popolo della
Gran-Brettagna, ed un memoriale agli abitanti dell'America inglese,
siccome pure un altro al Re in conformit delle prese risoluzioni. Il
pensiero loro era di procacciarsi colla prima favore presso i popoli
inglesi, e gli animi di questi mitigare, i quali, siccome credevano,
sarebbero stati grandemente alterati ai danni ricevuti nel commercio per
causa delle leghe americane. Il che eseguiron essi con molta sagacit,
lusingando dall'un de' lati l'orgoglio britannico, e dall'altro
allegando, che, contro lor voglia, e come sforzati da una insuperabile
necessit, si erano condotti ad abbracciare le pregiudiziali leghe.
Aggiunsero, ch'essi eran pronti a risolverle, tosto che il governo gli
avesse alle primitive condizioni ritornati.

Noi trascriveremo una parte di questa dicera del congresso americano
indiritta al popolo inglese, siccome quella, che dimostra acconciamente,
quali fossero in America le opinioni di quei tempi; con quanto ardore ed
ostinazione avessero gli Americani la causa loro abbracciata, e quanto
gi innoltrati si fossero nella carriera dell'accomodatamente scrivere,
e quella eloquenza acquistata avessero, che ha tanta forza sulla mente
dei popoli. I tre membri del congresso che la composero, furono Lee,
Livinsgton e Jay. Generalmente si tenne, ne sia stato quest'ultimo
l'autore. Pertanto ella stava nei seguenti termini:

Allorquando una nazione stata condotta alla grandezza per le mani della
libert e di tutta quella gloria risplendente, che dall'eroismo, dalla
munificenza e dalla umanit esser pu in dono data, si acchina alla
ingrata opera di fabbricar catene pe' suoi amici e figliuoli, ed invece
di dar favore alla libert, si fa la difenditrice della servit e
dell'oppressione, deesi a giusto titolo sospettare, abbia ella cessato
di seguir la virt, ovvero che assai poca cura prenda della elezione de'
suoi amministratori.

Quasi in ogni et, in molti e reiterati combattimenti, in lunghe e
sanguinose guerre tanto cittadine, ch'esterne contro molte e potenti
nazioni, contro gli assalti dei nemici discoperti, contro le pi
perniziose tradigioni degli amici, hanno gli abitanti della isola
vostra, i vostri grandi e gloriosi antenati, la independenza loro
mantenuta, e tramandati a voi posteri loro i diritti dell'uomo, e le
benedizioni della libert.

Non vi maravigliate adunque, se noi, che del medesimo ceppo originati
siamo, i cui antenati sono partecipi stati di quei diritti, di tutte
quelle libert, e di quella costituzione, di cui voi s meritamente vi
gloriate, ed i quali hanno studiosamente a noi trasmessa s bella
eredit, guarentita dalla giurata fede del governo, e dal pi solenne
patto coi britannici sovrani, non vogliamo risolverci a dispogliarcene,
ed a quegli uomini arrenderla, che non per nissuna giusta ragione sono
tanto in ci solleciti, ma a fine solamente, dopo essersi delle nostre
vite e delle nostre propriet insignoriti, possano con maggior facilit
voi medesimi ridurre in ischiavit.

La causa dell'America s grave, diventata  ora l'oggetto, che tien
sospesi ed attenti tutti gli uomini della presente et. Questa infelice
patria  stata non solo oppressa, ma oltraggiata ed accalognata. Il
debito nostro verso di voi, verso i nostri posteri, verso l'interesse
vostro, verso il bene generale dell'Impero britannico c'invita e spinge
ad indirigerci a voi per favellarvi intorno ad una cosa di s gran
momento.

Sappiate adunque, che noi ci crediamo altrettanto liberi, quanto voi
siete; che mantegniamo, dover noi godere della medesima franchezza, di
cui godono i nostri consudditi della Gran-Brettagna, e che niuna potest
su di questa terra ha il diritto di torci la roba nostra senza il nostro
consentimento; che noi intendiam di goder dei medesimi vantaggi, che la
costituzione inglese assicura ai sudditi, e particolarmente quello, che
abbastanza non si pu stimare del giudizio per Giur; che noi pensiamo
appartenere all'essenza della libert inglese, che niuno possa essere
condannato senza esser ascoltato, n punito per offese imputategli senza
aver la facolt delle difese; che noi opiniamo, che la costituzione non
dia autorit alla potest legislativa della Gran-Brettagna di ordinare
in veruna parte del globo una forma di governo arbitrario.

Questi diritti sono sacri, e voi stessi vel credete. Eppure essi, e
molti altri stati sono empiamente e replicatamente violati. I
posseditori delle terre della Gran-Brettagna non sono eglino i padroni
della loro propriet? Alcuno potrebbe forse rapirla loro senza il
proprio consenso loro? Certo no; perch dunque i posseditori delle terre
d'America saranno eglino meno padroni delle terre loro, che voi delle
vostre, o perch le darebbon essi in poter del Parlamento vostro, o
d'alcun altro Parlamento o Consiglio del mondo, che di elezione loro non
fossero? Forse il mare, che ci separa, qualche differenza arreca esso
nei nostri diritti, o si pu ragionevolmente credere, che quei sudditi
inglesi, i quali a mille leghe lontano dal palazzo del sovrano abitano,
meno godano di libert, che quelli, che di cento leghe solamente lontani
ne sono? La ragione ripugna a queste distinzioni, e gli uomini liberi
non ne potrebbero restar capaci. Eppure quantunque ingiuste e vane esse
siano, il Parlamento pretende di aver il diritto di obbligarci in
qualsivoglia caso; consentiamo o no, vuol egli nelle nostre propriet
por mano, usarle quando, e come gli aggrada. Ei si pensa insomma, esser
noi suoi pensionarj, che tegniamo dalla generosit sua l'usufrutto delle
nostre possessioni. Ma pensiamo bene noi, esser queste eresie nella
politica inglese, le quali meglio privarci non possono di quello che ci
appartiene, che gl'interdetti del Papa non potrebbero i Re privare de'
scettri, che le leggi del paese e la voce del popolo hanno nelle mani
loro posti.

In sul fine dell'ultima guerra, di quella guerra tanto gloriosa, fatta
dall'ingegno e dall'integrit di un ministro, all'opera del quale
l'Impero britannico il presente suo splendore e sicurezza riferir debbe;
di quella guerra, alla quale tenne dietro una poco onorevol pace fermata
sotto gli auspicj di un ministro, le massime e la famiglia del quale
erano alla causa protestante ed alla libert nemiche, allora, e sotto i
consiglj di costui, fu fatto il disegno di ridurre i vostri concittadini
d'America in servit; il qual disegno sono andati dipoi appoco appoco, e
costantemente colorendo.

Prima di questo tempo voi stavate contenti al trarre a voi quelle
ricchezze, che i frutti erano del nostro commercio, al quale voi
imponevate tutte quelle restrizioni, che pi credevate all'interesse
vostro profittevoli. Voi eravate i signori assoluti del mare; voi
c'indicavate i porti, voi le nazioni ci assegnavate, nei quali e colle
quali ci permettevate il nostro commercio esercitare; e noi, tuttoch
dure, tuttoch aspre fossero le narrate condizioni, a queste ci
uniformavamo senza querela; noi vi riguardavamo come i padri nostri; noi
credevamo essere a voi congiunti coi vincoli i pi forti; noi ci
stimavamo felici di esser gl'istrumenti della vostra grandezza e della
prosperit vostra. Della lealt nostra, del nostro amore verso
gl'interessi comuni dell'Impero britannico, noi ne chiamiamo voi stessi
in testimonio. Non accozzammo noi tutte le forze di questo vasto
continente a quelle, che l'inimico ributtarono? Non lasciammo noi le
rive della patria nostra per andar lungi ad affrontar le malattie e la
morte, a fine di dare all'armi britanniche in estremi lidi ajuto? Non
avete voi rese grazie immortali allo zelo nostro? Non ci avete voi
rimborsati delle grosse somme di pecunia, che oltre la rata e le facolt
nostre, e ci voi confessaste, avevamo noi anticipate? Certo s; che
voglion dunque significare questo subito cambiamento, e queste voglie di
servit preparata per noi al ritorno della pace?

Dopo di aver narrata la storia delle presenti disturbanze, e tutte
quelle nuove leggi annoverate, delle quali si querelavano, eglino
continuaron cos:

Tale  lo stato delle cose; or mirate a qual fine esse tendano. Ponete,
che il ministero colla possanza della Gran-Brettagna, e coll'ajuto dei
cattolici nostri vicini vinca la pruova in fatto della tassazione, e che
ad una totale umiliazione ci riduca a schiavit, una tale impresa
accrescerebbe senza dubbio il vostro nazional debito, che gi s
gravemente opprime le libert vostre, e vi tiene ingombri con pensionarj
e con impiegati. Il vostro commercio eziandio ne sar diminuito. Ma sia
pure che ne abbiate la vittoria. Quali vantaggi o quali allori ne sarete
voi per crre? Non potr forse il ministero colle medesime arti
suggettarvi? Voi cesserete, dite voi, di pagar le soldatesche. Ma le
tasse raccolte in America, ma le ricchezze, e stiam per dire, gli uomini
di questo vasto continente, e soprattutto i cattolici romani, saranno
allora in potest dei vostri nemici, e voi non potrete sperare, che dopo
che ci avrete schiavi fatti, molti fra di noi ricusino di cooperare a
farvi schiavi voi stessi.

Noi siamo persuasi avervi tuttora fra la nazione inglese molta virt,
molta giustizia, molta opinione comune. A' presenti d noi ne appelliamo
alla giustizia sua. Fuvvi detto da taluni, esser noi sediziosi, avidi
d'independenza, impazienti di governo. Ma queste sono mere calunnie.
Permetteteci di esser altrettanto liberi, quanto voi siete, e noi
riputeremo sempre la congiunzion nostra con voi, come la nostra pi
bella gloria, come la pi grande felicit.

Ma se vi siete al tutto risoluti di permettere, che i vostri ministri
si rechino a gioco i diritti del genere umano; se vero , che n la voce
della giustizia, n le decisioni delle leggi, n i principj della
costituzione, n i dettami dell'umanit non possano le vostre mani
ritenere pronte a versare il sangue cittadino in cotesta empia causa,
noi vi facciamo a sapere, che non sarem noi mai per acconsentire a
diventare i tagliatori di legna, o gli attignitori di acqua d'alcun
ministro, o di alcuna nazione del mondo.

Riponeteci adunque nel medesimo stato, in cui eravamo in sul finire
dell'ultima guerra, e sar tra di noi la primiera armonia ristorata. Ma
siccome egli potrebbe addivenire, che, come voi foste da parecchj anni
in qua sui comuni nostri interessi poco curanti, cos il siate ancora
per l'avvenire, noi stimiamo prudente cosa il discoprirvi, quali siano
in ci, gi fin d'adesso, i nostri pensieri, o l'intendimento nostro. I
ministri col distruggere il commercio di Boston voluto hanno alla
suggezione costringerci, e forse il medesimo destino, che ai Bostoniani,
si sta preparando a tutti noi. Perloch procureremo noi di vivere senza
commercio, ricorrendo pel sostentamento nostro alla bont e fertilit
delle nostre terre, le quali ogni cosa necessaria ci somministreranno,
ed anche qualcuna di quelle, che sono alla vita gradevoli. Noi abbiam
sospeso ogni introduzione dalla Gran-Brettagna e dall'Irlanda; e se in
men che non fa un anno, non saranno le querele nostre ed i preghi
esauditi, noi cesserem ogni trasporto verso di cotesti regni, e verso
l'isole occidentali. Questi partiti, i quali di grave danno riusciranno
pure a molti dei nostri concittadini inglesi ed irlandesi abbiam ben
noi, nostro malgrado, ed a ci spinti a viva forza dal desiderio della
conservazione di noi medesimi, abbracciati. Ma ci giova sperare, che la
giustizia e la magnanimit della britannica nazione daranno origine un
d ad un Parlamento di quella sapienza dotato, di quella independenza e
di quell'amor della patria, che necessarj sono per salvar i diritti
violati dalle fraudi di perversi ministri, e di malvagi consiglieri
palesi, o segreti, ed in tal modo fra tutti gli abitanti dei regni e
territorj di Sua Maest quell'armonia, quella amicizia, e quella
fratellevole affezione ristorare, che sono la cima dei desiderj di ogni
vero, di ogni onesto Americano.

Col memoriale poi indiritto agli abitanti dell'America volle il
congresso, con una diligente enumerazione delle leggi violatrici dei
diritti e privilegi, giustificar la causa loro; confermargli nella
resistenza, e gli animi loro preparare agli estremi casi, osservando,
che i disegni dei ministri per ridurre le colonie in servit erano con
tal costanza orditi, che sarebbe prudente cosa l'attendere i pi tristi
avvenimenti, e di tenersi ad ogni pi dura cosa apparecchiati.

Con quello finalmente indiritto al Re protestarono l'attaccamento loro
ed amore verso quella Corona e verso la reale famiglia, ed affermarono,
che niente altro, che le usurpazioni, le quali i malvagi consiglieri,
ingannando il paternal cuore di Sua Maest, avevano voluto usare, erano
state valevoli ad allontanargli da quella soggezione, della quale hanno
essi dato in pi felici tempi tanti segnalati esempj, ed a sforzargli a
por mano a quelle determinazioni, dalle quali il commercio dei
consudditi loro doveva tanto danno sperimentare. Ma ci aver ben fatto
malgrado loro, ed indotti da una dura necessit; ed in fine, dopo di
aver narrati tutti i motivi delle querele loro, seguitarono:

Da queste deliberazioni distruggitive dell'amministrazione delle
colonie, che si sono dopo il fine dell'ultima guerra segute, sono nate
tutte le miserie, tutti i pericoli, tutti i timori e le gelosie, che i
rispettosi vostri sudditi delle colonie opprimono. Noi isfidiamo i
nostri pi astuti e pi inveterati nemici a trovare a questa malaugurosa
contesa altra origine ne' passati tempi, o altra causa fuori di quelle,
che annoverate abbiamo. Se da una indole inquieta, se dall'amor di una
malnata ambizione, se dalle perfide suggestioni di persone sediziose
potessesi di questa riconoscere il principio, noi meriteremmo di esser
con quelli ingiuriosi nomi chiamati, coi quali alcuni personaggi, che
per altro noi veneriamo ed osserviamo, ci hanno chiamati. Ma noi altro
non abbiamo fatto, che opporci alle novit, invece di farne; e di niuna
offesa possiamo noi venir accusati, salvo che offesa si voglia riputare
il risentirsi alle ingiurie. Se avesse al Creatore delle umane cose
piaciuto di farci nascere in una terra di schiavit, l'ignoranza e
l'avvezzamento avrebbero il sentimento della condizion nostra potuto in
noi mitigare. Ma merc la sua adorabil bont abbiamo, nascendo, la
libert eredata, ed il nostro diritto goduto sotto gli auspizj dei Re
vostri antenati, la famiglia dei quali fu sul trono britannico stabilita
per salvare e guarentire una virtuosa e prode nazione dal papismo, e dal
dispotismo di un tiranno superstizioso ed implacabile. Ora siam sicuri,
che la Maest Vostra prova un contento nell'animo, che il suo titolo
alla Corona sia su di quello stesso fondato, che il suo popolo ha alla
libert: e cos non dubitiam noi in alcun modo, che la vostra reale
sapienza non approvi la gelosa cura, colla quale essi s'attentano questo
bene conservare, il quale hanno dalla divina Provvidenza ricevuto, e
dimostri con questo la fede sua nell'eseguir quel patto, che l'illustre
Casa di Brunswick alla dignit imperiale, che ella possede oggid, ha
innalzato. Il timore di essere dalla condizione s gloriosa di cittadini
inglesi degradati, e ad uno stato di schiavit ridotti, mentre che gli
animi nostri sono dal pi sviscerato amore verso la libert penetrati, e
chiaramente preveggono i mali, che a noi ed alla posterit nostra si
apparecchiano, commuove s fattamente i nostri cuori, che noi dir con
parole non lo potremmo; ma s pure nascondere nol vorremmo. Sentendo
come uomini, e pensando come sudditi, siccome noi facciamo, il silenzio
nostro sarebbe dislealt. In dando a Vostra Maest questa informazione
fedelmente, noi crediamo di far tutto ci, ch' in nostra facolt, per
procurar quello, che  una gran parte delle vostre reali cure, vale a
dire, la tranquillit del vostro governo, e la prosperit del vostro
popolo. E siccome la Maest Vostra fra tutti gli altri sovrani gode di
regnare sopra liberi cittadini, cos noi pensiamo, che il linguaggio
d'uomini liberi non sia per offenderla. Speriam piuttosto, che Ella far
cadere tutto il suo reale disdegno su quegli uomini perversi e
pericolosi, i quali, intromettendosi audacemente tra la vostra reale
persona ed i vostri fedeli sudditi, occupati, senza mai ristarsi da
molti anni in qua, in romper quei vincoli, che le varie parti
dell'Impero vostro congiungono, abusando dell'autorit vostra,
calunniando i vostri sudditi americani, e proseguendo i pi disperati, i
pi aspreggianti disegni di oppressione, ci hanno alla fin fine con
accumulazione d'ingiurie troppo crudeli, perch noi possiamo pi lungo
tempo sopportarle, alla necessit ridotti di turbar colle nostre querele
il riposo di Vostra Maest.

Avendo il congresso con le raccontate scritture cercato di mitigar
l'animo del Re, di conciliarsi la grazia dei popoli inglesi, ed
ultimamente di apparecchiare e disporre i coloni ai futuri danni ed agli
estremi casi, e generalmente di piegare in favor loro gli animi degli
Europei, volt il pensiero a guadagnarsi la benevolenza degli abitatori
della provincia del Canada, perch o s'aderissero alle parti loro, od
almeno, tenendo la via neutrale, nell'imminente discordia non
s'intromettessero. Imperciocch, senza parlare dell'accrescimento di
forza, che all'una parte, od all'altra avrebbe arrecato la unione dei
Canadesi, forte ed agguerrita gente, l'avere quella provincia, che sta
loro alle spalle, favorevole ed amica, era pei coloni stimata cosa di
grandissima importanza. Ma in questo negozio non poteva non esservi
molta disagevolezza; conciossiach i Canadesi non erano avvezzi alle
inglesi libert, e stati erano lungamente contenti ai termini
dell'antico governo sotto gli auspizj del regno di Francia. La diversit
della religione era pure in questo una cosa di molto momento. E per
verit in qual modo sarebbesi potuto persuader loro di pigliare la
defensione di quei diritti, ch'eglino s poco conosciuti avevano, e che
o disdegnavano, o poco apprezzavano? O come si sarebbe potuto sperare
d'indurgli a lamentarsi dell'atto di Quebec, il quale quella religione,
che tanto avevano a cuore, favoreggiava, proteggeva, ed in molto miglior
condizione poneva, che prima non fosse? Tuttavia il congresso, nella sua
dicera al popolo canadese, molto destramente ebbe schivato queste
difficolt. Incominciarono con dire, che i Canadesi dovevano tutti i
diritti avere, di cui fruivano i sudditi inglesi; accusarono poscia i
ministri del disegno di volernegli privare ed al tutto suggettargli.
Quindi con accomodate parole s'ingegnarono di dichiarare, quali siano
questi diritti, quanto grande sia il pregio loro, quanto l'utile per la
felicit di ognuno. Affermarono, i medesimi difendere il povero dal
ricco, il debole dal potente, l'industrioso dal rapace, il pacifico dal
violento, i posseditori dai signori, e tutti dagli arbitrj dei
superiori. Asserirono, esser quelli al bene pubblico s conducevoli, che
per essi le colonie inglesi ne vennero in quella presente prosperit, in
questa frequente popolazione, in questa conspicua possanza; l'atto di
Quebec avernegli intieramente dispogliati; non rimaner per esso al
popolo nemmeno un'ombra di autorit, la quale tutta  stata collocata
nelle mani di coloro, che sono affatto in potest della Corona. Del qual
governo, aggiunsero, nissuno pu immaginarsi n pi arbitrario, n pi
tirannico. Conclusero finalmente, che qualunque fosse stata la tirannide
antica sotto il dominio francese, la presente era molto peggiore; poich
allora eran Francesi, che altri Francesi governavano, e quella
benignit, che non dava la maniera di governo, la dava necessariamente
la comunion della lingua, dei costumi, delle opinioni, e la fratellevole
congiunzione. Ma ora, che sono Inglesi, che reggono popoli francesi,
questi non poter pi nel costume dei reggitori, ma solo nelle provvide
leggi trovare alcuna speranza di conforto, alcun freno contro l'abuso
dell'autorit e contro le avare voglie dei ministri stranieri, i quali
si daranno sempre a credere, covar essi sinistri disegni. Perci gli
esortavano a pigliare i medesimi partiti, a procurare la medesima causa,
a procacciarsi quella libert e franchezza, che i coloni avevano goduto
e godevano, e volevano con tutte le facolt loro e colle vite proprie
sicurare.

In rispetto poi alla religione per purgar gli animi di quei popoli
dichiararono, che speravano, il modesto modo di pensare su di
quest'oggetto della presente nazion francese farebbe di modo, che non si
frammetterebbero ostacoli per impedire tra di loro la sincera amicizia.
Posero in mezzo l'esempio degli Svizzeri, i quali, avvegnach diversi
tra di loro di religione, essendo gli uni cattolici, gli altri
protestanti, pure e concordi vivevano fra di loro, e terribili si
mostravano alle straniere nazioni. Piglino adunque i Canadesi,
soggiunsero, l'accettevol tempo, facciano un provincial convento,
eleggano i deputati loro al congresso, e si accostino alla comune causa
dell'America settentrionale; poich di gi il congresso medesimo ha con
tutti i voti favorevoli decretato, che considerava la violazione dei
diritti dei Canadesi introdotta dall'atto, che alter la maniera del
governo della provincia loro, come una violazione dei proprj diritti.
Somiglianti lettere, ed allo stesso fine furono indiritte alle colonie
di San Giovanni, della Nuova-Scozia, della Giorgia e delle Floride.

Nel medesimo tempo vinse il congresso una provvisione, la quale
ordinava, che l'arrestare alcuna persona in America affine di
trasportarla oltremare per ivi essere processata per offese commesse in
America, essendo cosa alla legge contraria, autorizzava la resistenza e
la rappresaglia.

Fatte tutte queste cose si risolvette, non senza per aver prima
aggiornato il giorno dieci del vegnente maggio per la convocazione di un
altro generale congresso.

Nissun non negher, che quest'assemblea abbia saputo bene usare
l'opportunit delle cose e dei tempi, ed abbia in ci mostrato molta
avvedutezza. Ella non solo seppe acconciamente secondare quelle
opinioni, che allora nell'America regnavano, ma queste accrebbe e dilat
in maravigliosa guisa, confermando gli ardenti, aizzando i deboli,
conciliando gli avversi. Essa fece molte protestazioni di fede e lealt
verso il Re, le quali non potevano non ottenere il fine che si
proponeva, quello cio di servire di coperta e di escusazione agli
ulteriori disegni, quando quelle non fossero esaudite. Ella molto
opportunamente seppe lusingare l'orgoglio della britannica nazione,
sperando in questo modo di renderla favorevole. Seppe ancora molto bene
fomentar quelle opinioni in fatto di governo, che si erano in quel
secolo molto rinforzate, le quali nate prima nella Gran-Brettagna
avevano appoco appoco trapelato, e diffuse si erano anche fra le altre
nazioni, e massimamente in Francia, dove erano con ornatissime parole, e
non senza una singolar facondia state introdotte e mantenute dai pi
celebrati scrittori di quei tempi. Perci in ogni luogo ed in ogni parte
erano gli Americani, e specialmente i membri del congresso, considerati,
come i liberali campioni, come i generosi difenditori di queste
graditissime dottrine. In quanto al fine dove tendessero, non poteva
cader dubbio alcuno; imperciocch, se da taluno potevasi escusare ed
anche lodare quella deliberazione loro di voler difendere anche
coll'armi quei diritti, ch'essi credevano di possedere, certamente il
voler trarre per mezzo di astute scritture nella confederazione loro
altri sudditi della Corona d'Inghilterra, come per cagion d'esempio i
Canadesi, i quali i medesimi diritti, o non avevano, o non pretendevano,
era una cosa, che difficilmente si sarebbe potuta conciliare con quella
fede, che vantavano. Ma nelle cose di Stato si fa spesso dell'utile
onesto; e per verit nissun avvenimento poteva pi utile estimarsi ai
coloni di quello, che si fossero i Canadesi alla causa loro accostati.

[1775]

Le risoluzioni del congresso furono ricevute in America con un
grandissimo consenso d'animi, ed approvate non solamente dal popolo, ma
ancora dai maestrati sia ordinarj, sia estemporanei. L'assemblea della
Pensilvania, convocata in sul finir dell'anno, fu il primo maestrato
legittimo, il quale ratific solennemente tutti gli atti del congresso,
ed elesse i deputati pel nuovo. Poco poi, essendosi in questa medesima
provincia fatto un convento, questo dichiar, che se la petizione del
congresso fosse disgraziata, e che l'amministrazione dell'Inghilterra
fosse determinata a voler colla forza gli ultimi atti arbitrarj del
Parlamento mettere ad esecuzione, dovessesi in tal caso resistere colla
forza, e qualunque pericolo incontrare per difendere i diritti e le
libert dell'America. E non contenti alle parole, raccomandarono, si
facessero provvisioni di sale, di polvere di artiglieria, di nitro, di
ferro, d'acciajo e di altre munizioni da guerra. Carlo Thompson e
Tommaso Mifflin, che fu poi generale, uomini l'uno e l'altro di grande
autorit nella provincia, e per eccellenti doti d'animo assai conspicui,
molto vivi si mostrarono in questa occorrenza, e fecero s che le
risoluzioni del convento fossero tosto recate ad effetto con molta
efficacia.

N i Marilandesi furono meno zelanti degli altri. Tutto era in moto
nella provincia loro. Si facevano adunate in ogni luogo; si contraevano
leghe; si eleggevano uomini a posta, acci vegghiassero, fossero le
risoluzioni del congresso osservate ed eseguite puntualmente. Il
convento provinciale assegn espressamente pecunia per procacciar armi e
munizioni; chiar nemico della patria chiunque ricusasse di fornirsene;
i principali si facevan gloria di comparire armati in favore della
libert: si adunavano e si esercitavano le milizie; queste si levavano
dall'autorit del governatore, e si sottoponevano a quella della
provincia; elleno si tenevano pronte a marciare in ajuto di
Massacciusset. Le istesse cose si facevano nelle contee basse della
Delawara e nel Nuovo-Hampshire. Eravi l'assemblea legittima convocata.
Approv le operazioni del congresso, e scrisse congratulandosi ai
Marilandesi del buono animo loro verso la patria, promettendo di star
pronti in difesa di questa tanto cara e tanto diletta libert. Ma non
contenti gli abitanti a ci, fecero un convento a Exeter, il quale
ratific le cose ordinate dal congresso, ed elesse i deputati al nuovo.

Ma nella Carolina Meridionale, provincia tanto principale, le cose
andarono molto calde. Vi si fece un convento di deputati di tutta la
provincia. Questi decret, doversi rendere immortali grazie ai membri
del congresso, approvarsi le sue risoluzioni, doversi queste eseguire.
S'incuorarono i manifattori del paese, ed ampie liberalit furono
assegnate ad uso degli abitanti necessitosi di Boston. L'ardore ed il
consenso erano universali. E perch l'amor del pr, e l'interesse
privato queste pubbliche risoluzioni non ingannassero, furono eletti
uomini a posta, perch fossero diligentissimi esploratori, e
procurassero fossero mandate ad effetto.

Nel Massacciusset e nella Virginia l'ardor delle genti era maraviglioso.
Non si vedeva dovunque, che immagini di guerra, e sembianze di
combattimenti. Gli abitanti di Marblehead, di Salem e di altre citt
marittime, essendo per le presenti occorrenze cessata l'opera loro in
sul mare, alla quale erano avvezzi, si volsero all'armi di terra, e
dentro vi si esercitavano con grande sollecitudine. Indrappellarono in
poco tempo parecchj colonnelli di gente pratica nell'armi, e pronta ad
esercitare la guerra, se pure a questo fatal termine si dovesse venire.
Gli uffiziali delle milizie virginiane assembratisi al Forte Gower, dopo
d'aver protestato di voler conservare fedelmente al Re la obbedienza,
dichiararono, che l'amor della libert, la carit della patria, e
l'attaccamento ai giusti diritti dell'America dovevano ad ogni altro
motivo sovrastare; e che per conservargli intendevano di fare ogni
sforzo, quando a ci fossero chiamati dall'unanime consentimento dei
concittadini loro.

Nelle province della Nuova-Inghilterra massimamente, essendo in questa i
popoli molto dediti alla religione, e da questa pi di ogni qualunque
altro movevoli, i predicatori esercitavano negli animi loro una
grandissima autorit. E questi in ci spesso e con molto calore
insistevano, che la causa degli Americani era la causa del cielo; che
questo affeziona e protegge gli uomini liberi, ed ha in abborrimento gli
autori della tirannide; che ingiusti e tirannici oltre misura erano i
disegni dei ministri inglesi contro l'America; e che perci era
strettissimo dovere loro, non solo come uomini e cittadini, ma eziandio
come cristiani di ovviare a questi tentativi, e di unirsi sotto i Capi
loro per difender ci che l'uomo ha pi caro, la religione pi sacro.
Cos gli abitanti della Nuova-Inghilterra presero il campo, invasati
essendo di uno zelo religioso molto ardente, e credendo di fare in ci
una cosa gratissima al cielo. Si accozzaron in essi lo zelo politico e
religioso, due possentissimi stimoli all'uman cuore. Perci non si dovr
pigliar maraviglia, se negli avvenimenti che seguirono, diedero esempj
non rari di un singolar coraggio e di una grandissima ostinazione.

In mezzo ad un tanto consenso, la sola provincia della Nuova-Jork
tentenn; imperciocch ella, e principalmente la citt capitale, erano
molto in parte. L'assemblea sua, considerati i provvedimenti fatti dal
congresso generale per interrompere il commercio coll'isole britanniche,
gli ricus; la qualcosa riusc di non poco dispiacere agli abitanti
delle altre province. Le cagioni di un accidente tanto inaspettato sono
state le mene ministeriali efficacissime in quella provincia, il gran
numero dei Reali che l'abitavano, i quali essi con nome tratto dalle
Sette che regnarono in Inghilterra ai tempi della rivoluzione,
chiamavano Tori; il commercio fiorentissimo della citt della
Nuova-Jork, che non si voleva perdere, e forse anche la speranza, che
avevano i Jorchesi, che le petizioni del congresso avessero a consiglj
pi miti piegare i ministri britannici, se non fossero dalle rigorose
determinazioni intorno il commercio accompagnate. Alcuni anche
credettero, che questa della Nuova-Jork sia stata una mostranza astuta,
per poter poi, ed all'uopo, dire di procedere giustificatamente.

Il primo febbrajo si era il giorno destinato per la cessazione
dell'introduzione delle merci inglesi nei porti dell'America giusta le
deliberazioni del congresso; e quantunque esse fossero conosciute in
ogni luogo, tuttavia anche dopo quel termine si appresentarono ai porti
parecchie navi cariche di simili mercanzie, sperando i padroni
d'introdurle di nascosto, o che avrebbero gli Americani rimesso della
ostinazione loro, a ci indotti dalla necessit, o dall'amor del
guadagno. Ma queste speranze riuscirono vane nella maggior parte, anzi
in tutte le province, eccettuata quella della Nuova-Jork. I carichi
furon buttati in mare o rimandati.

In cotal modo, mentre sussistevano tutt'ora gli ordini del governo
antico in America, se n'erano formati dei nuovi, i quali pi di quelli
avevano forza ed autorit nei popoli. I conventi provinciali,
distrettuali, e cittadini si avevan nelle mani loro recata
quell'autorit, che agli antichi magistrati si apparteneva; e questi non
avevano o la volont, o la potest d'impedirgli. Cos non pi i
governatori e le assemblee consuete, ma i conventi, le congregazioni di
corrispondenza, e quelle di vegghianza avevano la potest dello Stato
intrapresa. E dove queste mancavano, sopperiva il popolo colle adunate,
e col trarre a calca.

I pi credevano, che, per l'effetto delle leghe contro il commercio
inglese, questa volta molto severamente osservate, e per la fermezza dai
coloni generalmente mostrata, si sarebbe evitato il sangue; che avrebbe
buonamente il governo britannico dato alle cose americane un altro
indirizzo, e sarebbesi perci di questo ristorata l'antica tranquillit
ed unione. I caporioni per lo contrario temevano o desideravano si
venisse alle armi.

In questo stato di cose si trovavano le colonie inglesi in America in
sull'uscir dell'anno 1774, e nell'entrare del 1775.

Intanto qualunque fosse il calore, col quale i coloni i disegni loro
proseguivano, le cose si erano in questo mezzo assai raffreddate in
Inghilterra rispetto alla querela americana. Gli abitanti di questo
regno erano infastiditi del sentirne parlare pi oltre, siccome quelli,
che gi da s lungo tempo, e s frequentemente, ne avevano tante cose da
una parte e dall'altra udite. Si erano perci dati in preda ad una quasi
totale indifferenza. E stantech questa contesa bastava gi da dieci
anni, e che sebbene avesse pi volte fatto sembianza di volersi
terminare in una aperta rottura, tuttavia non era mai a quel fatal
termine pervenuta, cos era entrata universalmente nei popoli una
opinione, che si sarebbe, senza venirne agli estremi casi, qualche modo
trovato di rassettarla. Si pensava ancora, che siccome gi s'erano fatte
concessioni agli Americani, cos se ne potrebbero per avventura fare
ancora dell'altre, le quali le cose avrebbero ad un perfetto
accomodamento condotte, ovvero che agli Americani sarebbe finalmente
venuta a noja l'interruzion del commercio, ed alle voglie della comune
madre accostati si sarebbero. La quale opinione altrettanto pi
verisimile sembrava a tutti, in quantoch si teneva generalmente in poca
stima il coraggio dei coloni, e che credevasi, che non sarebbe mai
bastata la vista ai medesimi di provocare all'armi la nazione
britannica, e molto meno d'incontrare alla campagna le soldatesche sue.
Aggiungasi, che per procacciar la esecuzione delle ultime leggi
proibitive contro la provincia di Massacciusset, le quali si sarebber
potute facilmente estendere all'uopo anche all'altre colonie, non solo
tutti gli eserciti della Gran-Brettagna non eran necessarj, ma neanco
tutta l'immensa forza del suo navilio. Alcune navi di fila, che
stanziassero alle bocche dei principali porti delle colonie, ed un certo
numero di fregate, le quali mareggiassero nelle vicine acque per
impedire che gli Americani non mandassero fuori al mare i vascelli loro,
avrebber dato compimento a questa bisogna. E con qual costanza,
pensavasi, avrebbero gli Americani potuto persistere in una resistenza,
che nulla giovava in quanto ad ottenere il fine loro, non avendo essi
navilj da opporre, e potendo dall'altro canto l'Inghilterra con poca
spesa e con pochi uomini per lungo tempo ed efficacemente nelle
intraprese proibizioni continuare, ed in questo totale inretamento del
commercio americano? Dalla parte dell'Inghilterra erano i mezzi di
nuocere pressoch infiniti e del tutto insuperabili, mentrech l'America
non aveva altri modi fuori di quelli di una passiva resistenza e della
pazienza, delle quali non potevano i coloni prevedere, n quale avesse
ad essere l'effetto, n quando il fine. Alle mercatanzie inglesi
rimanevano allora tant'altre vie aperte, che quand'anche quella delle
colonie fosse loro chiusa onninamente, questo non poteva un gran difetto
originare nello spaccio loro. Si sperava ancora, che per le solite
gelosie, e per l'amore dell'interesse, o questa o quelle delle citt
marittime dell'America si sarebbero dalla lega scostate. Il che sarebbe
stato ad ogni modo la causa della totale risoluzione loro, stantech le
altre avrebbero seguitato di necessit l'esempio di queste, e le citt
situate all'indentro delle terre quello delle citt marittime. Per tutte
queste cagioni non  da prender maraviglia, se un tanto riposamento
d'animi siasi allora manifestato fra i popoli d'Inghilterra; e siansi
questi al tutto determinati ad aspettar dal tempo, dalla fortuna e dai
procedimenti dei ministri il fine a questa incomoda querela.

In mezzo a questa universale tiepidezza, ed in sul finir dell'anno 1774,
fu convocato il nuovo Parlamento. Non essendo ancor ben note le
operazioni del congresso generale, n il consenso, col quale stat'erano
ricevute, sperandosi tutt'ora nelle divisioni intestine e nell'efficacia
dei partiti presi, il Re nella sua dicera introdusse il discorso delle
disturbanze americane, annunziando, che la disubbidienza continuava nel
Massacciusset; che le altre colonie lo sostentavano; che ogni
provvedimento si era dato per fare eseguire le leggi del Parlamento; che
si voleva ad ogni modo mantenere la suprema potest legislativa della
Gran-Brettagna in tutte le parti del suo dominio. Non fu senza fatica e
senza molte disputazioni, che si pot nell'una Camera e nell'altra
ordinar la risposta; contendendosi dalla parte dell'opposizione, che se
il precedente Parlamento aveva alle deliberazioni proposte dai ministri
acconsentito, ci era perch avevan essi asseverantemente detto, che
avrebbero l'antica quiete restituito. Ma che ora si vedeva con evidenza,
che le promesse loro erano state vane; e che perci non si doveva pi in
quelle determinazioni continuare, ch'erano state e inutili e dannose.
Essi forse, dicevano, udita qualche supplichevole voce da parte
dell'America, od hassi qualche segno di penitenza delle passate cose, o
di miglior volont per l'avvenire? Mai no; per l'opposito maggior
rabbia, maggior fervore, una pi gran costanza, una pi stretta
concordia, ed una pi viva fede nella giustizia della causa loro. E si
vorrebbe ancora per orgoglio, e forse per vendetta, persistere in quelle
risoluzioni, alle quali contrastavano la ragione, la giustizia ed una
fatale esperienza? Ma i ministeriali urgevano dal canto loro, che i
procedimenti degli Americani erano cos lontani da ogni rispetto, che il
sopportargli sarebbe vilt; ch'era una cosa strana il sentir dire,
ch'erano gli Americani persuasi della giustizia della causa loro,
perciocch anche l'Inghilterra era persuasa della giustizia della sua; e
se per questa contestazione giudicare l'Inghilterra non aveva diritto,
lo avr forse migliore l'America? Saper molto bene gli Americani, che si
quistionava di un diritto, e non di pecunia, essendone il ritratto un
nonnulla, e che si volesse per onor del regno mantenere. Ma nulla
importare dell'onore del regno ai coloni, nulla poter soddisfare
gl'incontentabili Americani. Essersi pruovate diverse vie di
piacevolezza per ridurgli; ma essersi sempre fatti pi insolenti.
Attendere superbamente, che gl'Inglesi si avvicinino supplichevoli; che
facciano ogni desiderio loro; tutto essersi fatto ci, che gli amici
degli Americani desiderato hanno; tutto essersi sagrificato fuori
dell'onore; non consentire il cielo, che anche questo si abbandoni; non
trattarsi pi di tasse, ma di ammendar i commessi errori, di ristorar i
fatti oltraggi. Ci ricusar gli Americani; e perci meritar gastigo, il
quale se l'Inghilterra non facesse provar loro, crescerebbe vieppi
l'insolenza delle colonie ed il disprezzo, in cui ella  di gi tenuta
dalle europee nazioni, le quali sono alla pazienza e sopportazione dei
ministri britannici in mezzo a tante e s gravi provocazioni grandemente
maravigliate. La risposta fu vinta secondo l'intento dei ministri, e con
ci gli Americani, i quali si erano dati a credere, che il nuovo
Parlamento dovesse meno avverso del passato mostrarsi, furono delle
speranze loro ingannati.

Tuttavia nonostanti queste cos vive dimostrazioni da parte del governo,
egli pare, che essendo pervenute in Inghilterra, prima delle vacanze del
Natale, le certe novelle delle cose operate dal congresso, e del
maraviglioso consenso d'animi, che in America si osservava, ripugnando
forse i ministri al por mano agli estremi consiglj, abbian fatto
pensiero di rimettere un poco la durezza loro, ed aprire qualche adito
di concordia. A questo fine lord North ebbe insinuato ai mercatanti
americani, che si trovavano in Londra, facessero petizioni, promettendo,
che sarebbero esaudite. In mezzo a questi barlumi di concordia arrivaron
le nuove dello scisma della Nuova-Jork; cosa grave in s stessa, e che
ne prometteva delle pi gravi ancora. Il ministro di nuovo orgogliatosi
si ristette, e non volle pi sentir parlar n di petizioni, n
d'accordo. Le cose si volgevan un'altra volta alle risse cittadine ed
alla guerra. Ei sottometteva alle due Camere tutte le scritture
appartenenti alle cose dell'America.

Lord Chatam accorgendosi della pertinacia dei ministri nel voler
continuare negl'intrapresi consiglj, temendo non ne seguissero i pi
pregiudiziali effetti, lungamente e molto facondamente, ascoltandolo
tutti con grandissima attenzione, favell in favor degli Americani.

N l'opposizione ai decreti dei ministri si contenne nei limiti delle
due Camere del Parlamento. Una notabil parte della nazione britannica
era del pari avversa, e massimamente i pi ragguardevoli negozianti del
regno. Le citt di Londra, Bristol, Liverpool, Manchester, Norwich,
Birmingham, Glasgow ed altre, nelle quali pi fiorivano il commercio e
le manifatture, presentarono le petizioni loro al Parlamento, colle
quali con vivi colori descrissero i danni ricevuti nel commercio loro, e
quelli che pi gravi ancora sovrastavano per la sopravvenuta contesa
coll'America. Lo pregarono, interponesse l'autorit sua, perch l'antica
quiete ed il passato pacifico stato di cose fossero restituiti. Ma le
preghiere dei negozianti miglior effetto non sortirono, che l'autorit e
le parole del conte di Chatam; e ne furon rimandati non senza molte male
parole da parte dei ministeriali.

Nel mentre che queste cose si facevano, Bollan, Franklin e Lee, agenti
degli Americani in Londra, si rappresentarono nella Camera dei Comuni
colla petizione, che il congresso aveva al Re indiritta, e che questi
aveva rimandata alla Camera, pregando essere in difesa della medesima
uditi. Si lev un romore incredibile, pretendendo i ministeriali, che
non si dovevano n una leggere, n gli altri udire; e gli opponenti, il
contrario. Affermavano i primi, che il congresso non era legale
assemblea; che ricevere le sue petizioni sarebbe un riconoscerla; che le
assemblee provinciali ed i loro agenti erano i soli e veri
rappresentanti delle colonie, e che la petizione non conteneva altro,
che le solite lamentanze sui diritti; ma che nissuno mezzo offeriva,
niuna speranza probabile di voler venire ad un accomodamento. Ma i
secondi discorrevano, che quantunque il congresso non fosse una legale
assemblea, era esso per, pi che non bisogna, competente per presentar
petizioni, ognuno avendo, o da s od unito con altri, il diritto di
presentarle; che coloro, i quali firmata la petizione avevano, erano
personaggi dei pi autorevoli delle colonie; e salvar pur la spesa, che
si ascoltassero, se non nella pubblica qualit loro, almeno nella
privata; che nissun governo esisteva pi nelle colonie; che i moti
popolari vi avevan tutto contaminato; che si doveva perci far caso
della rappresentanza di quel governo, che la necessit delle cose vi
aveva stabilito; che si ricordassero molto bene, che le disturbanze
americane erano nate, ed a questo termine che si osservava oggid
cresciute, per non essersi volute le petizioni ascoltare; che si doveva
la presente occasione abbracciare, la quale trasandata, nissun'altra se
ne appresenterebbe, e sarebbe ogni speranza di accordo spenta; che
questa era probabilmente l'ultima pruova che gli Americani volevan fare
d'inchinarsi, la quale ricevuta essendo con alterigia, sarebbe principio
di calamit inevitabili; imperciocch entrerebbe negli animi di quelli
la disperazione, e con questa la ostinazione. Ma i ministri stavano alla
dura, e pretendevano la dignit dello Stato. La petizione ne fu
disgraziata.

N con pi benigne orecchie fu udita una petizione dei proprietarj delle
Isole occidentali, i quali posero sotto gli occhi della Camera il danno,
che provavano dall'arrestamento del commercio loro cogli Americani. I
ministeriali guardavan sopra le petizioni, come se altrettanti trovati
fossero delle fazioni; e che se pur, dicevano, dentro le risoluzioni
concernenti l'America vi era qualche danno, questo era un male
necessario, una calamit inevitabile. Aggiungevano, che i mali sarebbero
ancor maggiori, se il governo facesse vista di piegarsi alle voglie dei
sediziosi, o calare agli accordi coi ribelli.

Dopoch ebbero i ministri le petizioni dell'America, e quelle che in
favore di lei dall'Inghilterra e dalle Isole occidentali erano state
porte al Parlamento con sopraccigli levati ricevute; e dopo che ebbero
tutti i partiti ributtati, che dagli opponenti erano stati proposti, si
discoprirono, e nel cospetto di quello disvelarono, quali fossero i
consiglj, che intendevano di seguire per ridurre gli Americani
all'obbedienza. Indotti sempre da quella opinione, che le leghe
americane sarebbonsi risolute di breve per causa degl'interessi diversi,
dei varj umori, delle rivalit che nelle diverse colonie esistevano; ed
a motivo anche, ch'erano grandemente contrarie all'interesse ed ai
comodi dei privati; credendo eziandio, che maggiori privazioni delle
cose al vivere necessarie non avrebbono i coloni cos di leggieri
sopportato, si persuadettero, che senza mandare in America numerose
soldatesche, ma solamente con certi rigorosi statuti, con alcune
risoluzioni proibitive, che andassero a distendersi oltre la provincia
di Massacciusset, ed a ferire nelle pi interne parti il commercio degli
Americani, potevano l'intento loro ottenere. Al che si deve aggiungere,
che i ministri pensavano, che in America gli uomini parziali per
l'Inghilterra fossero, e molto numerosi, e dei pi riputati in quelle
contrade, i quali avrebbero le prime occasioni pigliate per mostrarsi
vivi, e che finalmente gli Americani, siccome erano, giusta l'opinione
dei ministri, d'animo abbietto e poco usi alle guerre, non avrebbero
osato guardare in viso i soldati britannici. Cos essi si accostarono ad
alcune deliberazioni, le quali erano forse pi crudeli, e certo pi
irritanti, della stessa aperta guerra; conciossiach abbia l'uomo in
minor detestazione quegli che, combattendo contro di lui, gli lascia i
mezzi della difesa, che non quello, che il pone in mezzo alla necessit
della fame, senza ch'egli sen possa con un generoso sforzo sottrarre.
Tali erano, come tosto vedremo, i disegni dei ministri britannici, dai
quali raccolsero quei frutti, che se ne dovevano aspettare. Ma per
mandargli ad effetto era prima di tutto necessario il poter usare una
parola, che gli avrebbe tutti renduti legittimi, e questa era quella di
ribellione. I dottori, che nelle loro consulte avevano introdotti, dopo
di aver molto bene considerato per ogni verso il caso, trovarono una
cosa, la quale, se sarebbe stata certa in altri regni, poteva per
avventura parere a taluno tuttora dubbia in quello d'Inghilterra; cio,
che nella provincia di Massacciusset esisteva la ribellione. Perci lord
North add due di febbrajo, dopo di esser ito divisando la benignit,
colla quale il Re ed il Parlamento avevano proceduto per sostener le
leggi del regno, e la necessit che sovrastava ai ministri di proteggere
efficacemente dalla rabbia dei sediziosi le persone fedeli ed
affezionate, propose, che nella dicera, che il Parlamento doveva
indirigere al Re, si dichiarasse, che la ribellione esisteva nella
provincia di Massacciusset, e ch'era questa fomentata e sostenuta da
illegali leghe, da criminosi accordi contrattisi nelle altre colonie con
grave pregiudizio di molti innocenti sudditi di Sua Maest.

Il dichiarare i Massacciuttesi ribelli era un gettare affatto il dado,
ed un dinunziar loro la guerra. Perci gli oppositori si mostrarono
molto ardenti nel contrastare alla proposta del ministro; e molti fra di
quelli stessi, che il secondavano, parvero ripugnar molto, e quasi
inorridire ad una cosa s grave, e tanto pregna di future calamit.
Contendevano, che fossero pure quanti e quali essi erano i disordini in
Massacciusset, l'origin loro e la causa prima dovevansi riferire alle
tente di coloro, quali avevano in animo di stabilire il dispotismo, e
manifestamente tendevano a ridurre alla pi abbietta condizione di
servit gli Americani, da introdursi poscia nel cuore stesso
dell'Inghilterra; e conchiudevano con affermare, che il resistere
all'oppressione era un diritto dei sudditi, e che dell'esercizio di
questo diritto se ne avevano nei regni inglesi altri esempj. Insistevano
ancora, che niun atto di violenza era stato commesso nella provincia di
Massacciusset, che uguali e maggiori non siano stati usati in ciascuna
delle altre, e che questa parzialit avrebbe prodotto pregiudiziali
effetti; che l'aggravar la mano su di una sola provincia colla speranza
di dividerla dall'altre era cosa vana, stantech tutte erano nella
medesima causa unite; che tutte difendevano i medesimi diritti; che il
dichiarar la ribellione era una cosa, che aveva in s molto pericolo e
nissuna utilit, non servendo, che ad aggravare il male, a render gli
animi pi ostinati, ed a disporgli a resistere con pi sforzo e
coll'ultimo sangue; poich niun'altra speranza era lasciata loro, che
nella vittoria.

Ma i ministeriali, e massimamente i dottori, che gli secondavano,
mantenevano, che i ribelli fatti dovevano col nome di ribellione
chiamarsi; che il resistere coll'aperta forza alle leggi del regno si
riputava ribellione in Inghilterra, e tale dovevasi anche riputare in
America; che la misericordia e la liberalit verso gli obbedienti si
sarebbero tramescolate col rigore e colla forza contro gli ostinati; che
la ragione di Stato e la giustizia richiedevano il gastigo di questi;
che la punizione di pochi avrebbe anche gli altri richiamati al dovere,
e che in tal modo la unione delle colonie sarebbesi disciolta; che del
rimanente la resistenza degli Americani era una cosa da tenersi in niun
conto, essendo essi, dicevano, codardi di natura, inabili ad ogni sorta
d'ordine militare; fievoli di corpo, lordi d'inclinazione; che non
potrebbero continuare un sol anno in guerra, senza che o si
disbandassero, o fossero s fattamente assottigliati dalle malattie, che
si abbia a credere, che poche forze debban bastare a suggettargli. Il
generale Grant tanto s'infaut in questo pensiero, che disse
spacciatamente, che gli bastava la vista con cinque reggimenti di fanti
di traversar tutta la contrada, e cacciarsi innanzi tutti gli abitanti
da un'estremit del continente all'altra. Queste cose i ministri, che
tenevano del gretto anzich no, se le lasciavan calare molto volentieri,
e assai dolcemente se le credevano; e questa fu una delle principali
cagioni dell'ardir loro a cominciar la guerra, e dell'avervi fatto
contro s deboli provvedimenti.

Il partito posto dal lord North fu approvato con due terzi pi di voti
favorevoli.

Ma gli opponenti, conoscendo pure di quanta importanza fosse il fare una
s espressa dichiarazione di ribellione, non si perdettero d'animo; che
anzi il giorno sei dello stesso mese, lord Giovanni Cavendish mosse
nella Camera dei Comuni, che si riconsiderasse.

Il signor Wilkes, uno dei pi ardenti libertini di quei tempi, e come si
suol dire un repubblicone largo in cintura, rizzatosi, parl nei
seguenti termini:

Io mi maraviglio bene, che in una causa di tanto momento, quale quella
si , di cui ora si tratta, delle colonie inglesi della settentrionale
America, e nella quale tutti i diritti comuni del genere umano, e tutti
quei punti principali si comprendono, che alle bisogne di Stato, od alla
legislazione si appartengono, si voglia, non so se mi debba dire, con s
poco riguardo, ovvero con tanta inconsideratezza procedere; e come cos
di leggieri sostener si possa, che quelli uomini, i quali sono sovente
stati con sommissime lodi innalzati fino al cielo per l'amore loro verso
di questa patria, per la generosit loro a concederle quegli ajuti, che
le abbisognavano, e pell'egregio valore mostrato in difenderla, ora
siano dall'antico costume loro tanto mutati e diversi, che ingrati,
sediziosi, empj e ribelli s'abbiano ad appellare. Ma se cos , egli 
ben forza il confessare, che per qualche assai grave cagione siano s
insolite affezioni nate, un tanto cambiamento negli animi dei
fedelissimi popoli intervenuto. Ma chi non sa, chi non conosce la
mattezza nuova, che invas i nostri ministri? o chi ignora i tirannici
consiglj presi da due lustri in qua? Eglino voglion ora, che noi
portiamo al pi del trono una risoluzione ingiusta, temeraria, piena di
sangue e di un orribile avvenire. Ma prima che questo si permetta loro,
prima che s'intraprenda la civil guerra, prima che la madre impugni
l'armi contro la propria figliuola, spero io, che la Camera sar per
considerare i diritti dell'umanit, la causa ed il fondamento della
presente querela. Sta per noi forse la giustizia? Certo mai no. E'
bisogna esser affatto nuovo nella costituzione inglese, per non sapere,
che le contribuzioni sono doni gratuiti dei popoli; e' bisogna aver la
mente cieca, per non vedere, che i nomi di libert e di propriet
cotanto grati alle orecchie inglesi, non son pi altro, che uno squisito
scherno, che un grave insulto fatto agli Americani, se si pu nelle
propriet loro por la mano senza il consentimento loro. E che mestiero
c' di questo nuovo rigore, di questi insoliti consiglj? Gli Americani
non sono venuti forse sempre, e prontissimamente, e liberalissimamente
in ajuto della patria? Nelle ultime due guerre contro la Francia pi vi
concedettero, che non dimandavate, e che concedere non potevano. Eglino
vi furono delle ricchezze loro non che liberali, prodighi; ei
combattettero ai fianchi vostri; ei gareggiarono di valore e di coraggio
con essi voi; ei furono a parte della vittoria contro il comune nemico
della libert dell'Europa e dell'America, contro l'ambizioso ed infedel
Francese, che noi ora temiamo, che piaggiamo oggid. Ed in questo punto
istesso, in cui noi gli vogliamo con l'odioso nome di ribelli marcare,
qual  la favella loro, quali le protestazioni? Leggete, che il ciel vi
guardi, la petizione del congresso indiritta al Re, e vi troverete, che
son pronti essi, come sempre stati sono, a testificar la fede e lealt
loro, i pi rilevati sforzi facendo per fornir i sussidj, per effettuar
le leve, quando a norma della costituzione ricerchi ne siano. Eppure si
va qui vociferando da alcuni uomini avventati, che gli Americani
vogliono l'atto di navigazione disfare; che intendono di levarsi di
sotto alla maggioranza inglese. Ma volesse pur Dio, che non fossero pi
provocative, che vere queste stesse parole. _Eglino non dimandan altro_,
cos favellan essi nella petizione, _che la pace, la libert e la
sicurezza. Ei non pretendono n la diminuzione della prerogativa reale,
n alcun nuovo diritto. Ei son pronti e risoluti a questa prerogativa
difendere, a questa autorit mantenere, ed a quei vincoli stringere
viemmaggiormente, che alla Gran-Brettagna gli congiungono_. Ma i nostri
ministri, forse perch dire si possa, che puniscono in altri il peccato
loro, questi medesimi vincoli vogliono non solo allentare, ma
disciogliere e rompere affatto. Ci si presenta la provincia di
Massacciusset, come se ella avesse rizzate le insegne della ribellione.
Altri eloquenti ed offiziosi personaggi di questa Camera pretendono
anche tutte le altre province comprendere nei medesimi e delitto e
proscrizione. Ma lo stato presente loro  forse veramente ci, che
ribellion si chiama? O non forse meglio una giusta e convenevol
resistenza a quegli atti arbitrarj, che la costituzione interrompono,
che le libert e propriet loro intraprendono? Ma so ben io quel che
succeder, e non voglio ristarmi dal dirvelo, comunque strano e duro
abbia a taluni sembrare, acciocch non possa venir io accusato di avere,
in s grave occorrenza e nel principio delle imminenti calamit, del
debito mio verso la patria mancato. Sappiate adunque, che una resistenza
coronata dal successo si chiama una rivoluzione e non una ribellione;
che il nome di ribellione sta scritto sul dorso del sedizioso che fugge,
e quello di rivoluzione brilla in sul petto del guerriero vittorioso.
Chi ci assicura, che per l'effetto della violenta e folle dicera di
questi d, gli Americani, dopo d'avere sguainato la spada, non siano ad
esempio nostro per gettarne il fodero lungi da loro? Come sappiam noi,
che in poco d'anni non abbiano la rivoluzione del 1775 a festeggiare,
siccome quella noi celebriamo del 1688? Se il cielo non avesse favor
dato, e coronata con un felice evento la generosa impresa dei nostri
padri per la libert, il nobil sangue loro arrossati avrebbe i fatali
ceppi in vece di quello dei traditori e ribelli Scozzesi; e quello, al
nome inglese orrevolissimo fatto, sarebbe di ribellione tacciato contro
l'autorit legittima del Principe, invece di esser lodato ed esaltato,
come una resistenza autorizzata da tutte le leggi divine ed umane, e
come un generoso cacciamento di un abborrito tiranno. Ma poniamo, che
con pi infelice augurio contro di noi combattano gli Americani, che noi
con Jacopo combattuto non abbiamo, non sar forse perniziosa e
deplorabile la vittoria? Non saranne perduta, non che l'americana,
l'inglese libert? Quegli eserciti, che soggiogheranno i coloni,
suggetteranno anche i padri loro. Mario e Silla, Cesare, Augusto e
Tiberio la romana libert oppressero con quelle stesse soldatesche, che
state erano levate per la superiorit romana mantenere sulle suddite
province. Ma la bisogna and anche pi oltre, che gli autori stessi non
divisavano; poich i medesimi soldati che spento avevano la romana
repubblica, distrussero e rovinarono da capo in fondo la potenza
imperiale essa stessa; ed in men che non fa cinquant'anni dopo la morte
di Augusto, quegli eserciti che avevano il debito di tener le province
in soggezione, non meno che tre Imperadori nello stesso tempo
chiarirono, dell'Impero disponevano a lor talento, ed a chi pi lor
veniva a grado il trono dei Cesari concedevano. Ma non posso io meglio
restar capace della prudenza, che della giustizia della deliberazion
vostra. Dove sono le vostre forze? dove le armi? come le manterrete voi?
come le fornirete? La sola provincia di Massacciusset ha in questo punto
trentamila armati in pronto, usi alle armi e pratichi della militar
disciplina; ad un grand'uopo potr essa condurne in campo novantamila; e
cos far ella al certo, quando ci, che di pi caro ella ha, sar
tratto a pericolo, quando ella sar a difendere sforzata contro i
crudeli oppressori i suoi beni e le sue libert. Quell'onorando Signore,
che porta la fettuccia cilestra, ci assicura che diecimila uomini dei
nostri, con quattro reggimenti irlandesi faran tornar loro un poco di
cervello in capo, e gli faran star queti per bella paura. Ma dove lo
manderete voi, Signore, questo esercito? Per avventura potrete voi
incendiar Boston, o presidiarlo forte; ma la provincia sar perduta per
voi. Voi avrete Boston, come avete Gibilterra, in mezzo ad un paese, che
non sar vostro; tutta la terra-ferma d'America sar in mano dei nemici.
Vedrem rinnovarsi l'esempio della pelle del bue, che circoscrisse i
limiti delle mura di Cartagine. Veggio gi fin d'adesso nascere e
crescere l'independenza d'America, e questa la grandezza acquistare, in
sulla libert fondandosi, dei pi ricchi, dei pi possenti Stati
dell'universo. Io temo gli effetti della presente risoluzione; io temo
l'ingiustizia e la crudelt nostre; io ridotto i frutti della nostra
imprudenza. Voi volete gli Americani trarre alla disperazione. Essi le
libert e propriet loro difenderanno con quel coraggio, che inspira
l'odio della tirannide, con quell'istesso, col quale i gloriosi nostri
antenati hanno i minacciati diritti loro, e difesi e stabiliti.
Dichiarerannosi independenti, e ad ogni pi grave pericolo si
metteranno, ogni altro male incontreranno, ad ogni pi crudele sventura
sottentreranno, piuttosto che piegar il collo sotto quel giogo, che i
ministri stan loro apparecchiando. Ricordivi di Filippo secondo, re
della Spagna; sovvengavi delle Sette Province, e del Duca d'Alba. Si
deliberava nella consulta del Re, quale fosse il partito da pigliarsi in
riguardo ai Paesi Bassi. Alcuni consigliavano il rigore, altri la
clemenza. Prevalsero i primi. Il Duca d'Alba fu vittorioso, egli  vero,
per ogni dove; ma le crudelt sue seminarono i denti del serpente. I
pitocchi, i guidoni di Brilla, come gli chiamavano, tenuti tanto a vile,
quanto gli Americani or sono, furon quelli, che diedero il primo crollo
alla potenza spagnuola. E ragguagliando le probabilit dell'evento da
una parte e dall'altra, pu forse l'Inghilterra altrettanta speranza di
vittoria avere, quanta aveva la Spagna? Certo, mai no. Eppure a tutti 
nota l'uscita di quella impresa, e come quel possente impero sia stato
lacerato e diviso in varie parti per sempre. Giovatevi, se un eguale
destino non volete incontrare, della sperienza de' tempi. Ma voi volete
chiarir ribelli gli Americani, ed aggiugnete le pi aspre parole, gli
pi amari scherni alla ingiuria ed all'ingiustizia. Se voi manterrete la
deliberazione vostra, ogni speranza di concordia  spenta. Gli Americani
vinceran la pruova; tutto il continente dell'America settentrionale sar
dall'Inghilterra smembrato, e gi si rompe quel vincolo, che queste due,
una volta amiche e parenti contrade, tra di loro collegava e
congiungeva. Abbench mi giovi ancora sperare, che il giusto disdegno
del popolo inglese sar per punire gli autori di si perniziosi consiglj;
e che quei ministri, i quali primi inventati gli hanno, pagheran colla
vita loro le pene della perdita della principale fra le province
americane.

Cos parl quell'uomo ardentissimo; e se il suo non  stato profetare,
non vaglia. Dal che si pu forse con nuova pruova argomentare, esser
vero il volgar motto, che meglio indovinano i matti che i savj;
imperciocch tra le altre cose si disse a quei tempi anche quella, che
Wilkes sentiva dello scemo.

Ma il Capitano Harvey parl all'incontro nella seguente sentenza:

Abbench io non creda di essere da tanto, che nella presente causa io
possa con tanta facondia disputare, con quanta il mio infuocato
avversario ha favellato in favore di coloro, che all'antichissima
potest della Gran-Brettagna alla scoperta ed armata mano resistono,
essendo quelle gentili discipline, che agli uomini insegnano l'arte del
bene e leggiadramente favellare, troppo dalla mia professione diverse e
lontane, tuttavia non mi rimarr io dal dirne liberamente quel che ne
sento, quantunque dovessero le mie parole dagli uomini parziali in mal
senso essere interpretate; ed io stesso rappresentato, come autore
d'illegittimi consiglj, come difenditore, siccome essi dicono, della
tirannide. Ed in sul bel principio io non posso non deplorare la
sventura dei presenti tempi; e quel destino, che la nostra cara e
gioconda patria persegue, ch'ella sia a questi stretti termini condotta
non solo dal pervicace animo di quegl'ingrati figliuoli, che vivono
dall'altra parte dell'Oceano, ma eziandio da alcuni fra gli abitanti di
questo regno, i quali, non che per debito di giustizia e di gratitudine,
ma di onore ancora, dovrebbero quella sostentare e difendere, a quella
porger la lingua e le mani ajutatrici. Fintantoch non si porr un freno
ai sediziosi, i quali con eguale costanza ed arte, che vergogna ed
infamia loro soffiano la discordia, e spargono il veleno loro in ogni
luogo, invano potrem noi sperare, senza venirne agli ultimi danni, di
ridurre i Capi di quel popolo invasato al debito loro. Il negare, che la
potest legislativa della Gran-Brettagna non sia sovrana, intiera e
generale sovra tutte le parti del suo dominio, mi par cosa troppo
puerile, perch vi si possa spender pi parole intorno. Quello che
voglio dire si , che sotto queste coperte di diritti, sotto questi
colori di franchigie, con questi pretesti d'immunit nascondono questi
buoni e fedeli Americani il disegno non nuovo, ma ora apertamente messo
avanti, di levarsi dal collo ogni specie di superiorit, e ad ogni modo
una nazione independente diventare. Si dolsero gli Americani della tassa
della marca. Ella fu tolta. Furonne essi contenti? Mai no; anzi
ridussero le cose a peggiore stato, ora non volendo rifar i danni agli
offesi, ed ora quelle risoluzioni annullare, che pizzicavan gi fin
d'allora di ribellione. Eppure non si trattava in quei casi di tasse n
interne n esterne. Furono quindi posti i dazj sul vetri, le carte, i
colori ed i t. Di nuovo si ammottinano; e la benignit di questa troppo
amorosa madre rivocava ancora la pi parte di quei dazj, lasciando solo
quello in sui t, che doveva al pi gettare sedicimila lire di sterlini.
Anche questa avrebbe per l'inudita pazienza e mansuetudine sua rivocata
la Gran-Brettagna, se i coloni, coi quieti e pacifici modi procedendo,
avessero la rivocazione addimandata. Ora si lamentano degli eserciti
stanziali mandati col per mantenervi la pubblica quiete. Ma, in nome di
Dio, qual  la causa della presenza loro in Boston? Le disturbanze
americane. Se i coloni non avessero dapprima la pubblica tranquillit
turbata; se non avessero insultati i vostri uffiziali; se le propriet
pubbliche e private rispettate avessero, n apertamente alle leggi del
Parlamento ed agli ordini del Re contrastato, essi i soldati armati non
avrebbero dentro le mura loro veduti. Ma il fatto sta, che pongon essi
espressamente le cagioni per potersi poscia lagnare degli effetti.
Allorquando era presente un pericolo, allorquando sovrastavano gli
esterni ed i domestici nemici, eglino agli eserciti stanziali posti nel
cuore stesso delle province loro non solo acconsentivano, ma questi da
noi richiedevano con ogni maniera di pi efficace istanza. Ma passato il
pericolo, e restituiti i coloni colla pecunia e col sangue nostro alla
pristina sicurezza, tostoch questi eserciti son diventati necessarj per
frenare i faziosi, per dar forza alle leggi, tosto sono essi contrarj
alla legge, sono una manifesta violazione delle libert americane, sono
un tentativo di tirannide; come se non fosse diritto ed obbligo
dell'autorit suprema di mantener del pari la pace interna, che
l'esterna, e di contener egualmente i domestici nemici, che i
forestieri. E come se temessero gli Americani di esser un d chiamati a
parte della rappresentazione nazionale nel Parlamento, preoccupano il
passo, e vi ammoniscono, che per la lontananza loro non possono nel
Parlamento britannico venir rappresentati. Il che, se non m'inganno,
vuol significare, che non voglion essi una comune potest legislativa
coll'Inghilterra avere, ma sibbene pi tosto una propria loro, e da
questa nostra affatto separata. Ma che vado io divisando, o quali
dubitazioni son queste? Non si contentano essi di metter la discordia in
casa loro, di corrompervi tutti gl'istrumenti del vivere civile, ma
vanno ancora a gettar semi di erbe contrarie nelle vicine province della
Nuova-Scozia, delle Floride, e principalmente in quella del Canad. N
qui si rimangono le americane fraudi. Non abbiamo noi letto qui, sotto
di questo felice e benigno cielo, le infiammative parole della dicera
loro al popolo inglese indiritta per trar questo a parte della
ribellione? Anche qui avrebbero voluto, e per quanto sta in loro,
tentato hanno, introdurre le ruberie, i saccheggi, le ferite, gli
oltraggi, i tumulti e l'aperta resistenza alle leggi. Ahi misero! ahi
disgraziato! ahi mille volte infelice popolo inglese, se lasciato ti
fosti dalle lusinghe americane sedurre, dalle arti ingannare, dalle
provocazioni incitare; che di questa lietissima pace, di questa
dolcissima libert gi pi tu non goderesti, e la feroce anarchia
avrebbe gi distrutte le tue ricchezze, annientata la tua potenza, ed
ogni contento di questa felicissima vita, che ora vivi, guasto e
contaminato. Gi rompono ogni freno, gi d'ogni rispetto si dispogliano,
ed in mezzo alla cupezza delle arti loro, in mezzo a quell'ombre, nelle
quali si avviluppano, lascian, come loro malgrado, trapelar l'intento
loro; e se non la realt istessa, certo la forma e lo stile assumono di
una nazione independente. Chi di noi non si  commosso sin dentro
all'anima, chi non ha pigliato sdegno, udendo le risoluzioni del
congresso, colle quali in modi e parole, che meglio si converrebbero
alle altiere Corti di Versailles e di Madrid, che a' sudditi di un gran
Re, prescrivono superbamente, che ogni commercio, ogni traffico sia
interrotto tra la loro e la nostra contrada? Fra tutte le altre nazioni
possiamo le merci nostre, le nostre derrate trasportare. Solo sotto il
cielo inospitale dell'America, solo in quelle terre tinte del nostro
sangue, e bagnate del nostro sudore sparsi in pr e benefizio degli
abitanti suoi non pu l'industria inglese sperar protezione, trovare
asilo. Siam fatti e nati noi per sopportare, che i sudditi nostri
descrivano il cerchio di Popilio, ed imperiosamente ci dicano, con quali
condizioni, e non altrimenti, ci consentano ad obbedire alle antiche
leggi della comune patria? Ma bene sta; eglino ne sono ben contenti,
perciocch sperano, che abbia a nascere dalla nostra magnanimit la
guerra, e dalla guerra l'independenza. E qual  questo popolo, cui i
benefizj non obbligano, la mansuetudine inacerba, la necessit della
difesa da esso stesso indotta offende? Se adunque non pu pi rimanere
dubbio alcuno intorno l'intendimento di questi sconoscenti coloni; se
una universale resistenza al civil governo ed alle leggi del paese; se
l'impedire il reciproco e libero commercio tra una parte e l'altra del
regno; se il contrastare ad ogni atto della potest legislativa
dell'Inghilterra; se il negare in fatti ed in parole la sovranit di
questa contrada; se il por mano nella pecunia pubblica; se
l'insignorirsi delle fortezze, delle armi e delle munizioni del Re; se
il provocare i sudditi di quelle e delle vicine province a pigliar
l'armi, ed a resistere all'autorit legittima della Gran-Brettagna sono
atti di ribelli, egli  pur forza il confessare, che gli Americani sono
in istato di ribellione constituiti. Ors adunque pigliamo i consiglj
risoluti; e se un'altra alternativa non ci  lasciata, se bisogna usare
quella potenza, che il giusto Iddio ci ha concessa, onde protegger
l'universalit dell'impero, mostriam pur noi agli Americani, che se i
nostri gloriosi antenati sparsero il sangue loro per lasciarci questa
libera costituzione, noi, come degni posteri loro, ad onta delle fazioni
al di dentro, e delle ribellioni al di fuori, sapremo bene quella
intatta ed incorrotta ai nostri discendenti tramandare. Odo dire a
questi propagatori di sinistri augurj, che sarem perdenti nella contesa.
Ma tutte le imprese umane han sempre in s stesse una parte
d'incertezza. Hanno perci da ristarsi gli uomini generosi, e da
lasciarsi condurre oziosamente all'arbitrio della fortuna? Certo, se
queste timide dottrine prevalessero, se volessesi sempre andare a gioco
vinto, nissuna rilevata impresa si tenterebbe, e tutto governerebbe il
caso ed il cieco destino. Abbench nella presente bisogna io creda, che
noi dobbiamo migliori speranze avere; conciossiach, passando anche
sotto silenzio il valore dei nostri soldati, e la perizia dei nostri
capitani, gli uomini fedeli non sono, come credono alcuni, o come fingon
di credere, s rari in America; n potranno gli Americani sopportare il
difetto delle cose al viver necessarie, che il numeroso navilio nostro
sar per vietare, perch ai lidi loro non approdino. Questo  quello che
nel presente fatto io sento; questi i pensieri di un uomo n parziale n
invasato, ma da ogni anticipata opinione libero, e pronto a combattere,
a versare il proprio sangue per allontanare la sfrenata licenza, per
ispegnere i semi della crudele anarchia, per difendere i diritti e le
libert di questo innocentissimo popolo, o sia, ch'egli incontri i
nemici di lui negli strani e selvaggi deserti dell'America, o nelle
coltivate pianure dell'Inghilterra. E se fra di noi vi sono Catilina, i
quali tra le tenebre ordiscano le pericolose trame contro lo Stato, che
siano essi disvelati e tratti a cotesta luce; che siano offerti, come
vittime, in sagrifizio alla giustissima vendetta di questa cortese
patria; che i nomi loro siano d'infamia notati infino tra la pi tarda
posterit, e la memoria loro esecrabil fatta a tutti gli uomini ingenui
e dabbene in ogni secolo avvenire.

Attutato il fremito, che le due veementi orazioni concitato avevano fra
i circostanti, fu posto il partito e funne vinta la proposta
ministeriale con due terzi pi di voti favorevoli.

In tal modo si termin nel Parlamento il pi importante affare, che da
molto tempo indietro fosse stato alla sua disaminazione sottoposto.
Tanto gli abitanti dell'Inghilterra, quanto quei della restante Europa
stavano tutti intenti e disiosi di sapere, qual dovesse essere il fine
di questa contesa. Mentre stava tuttora in pendente, i ministri esteri,
che risiedevano in Londra, spiavano attentamente ogni procedere dei
ministri britannici, ed i dibattimenti del Parlamento, dandosi a
credere, e non senza cagione, che qualunque avesse ad esserne la uscita,
sarebbe ella di gravissimi avvenimenti feconda, non solo per
l'Inghilterra, ma eziandio per tutti gli altri regni dell'Europa.

A questi d fu letta in Parlamento una petizione dell'isola della
Giamaica molto grave, e tutta in favor delle colonie. Non piacque, e fu
posta, secondo il solito, dall'un de' lati.

I ministri, avendo vinto la pruova coll'aver fatto chiarir ribelli gli
abitanti di Massacciusset, si risolvettero a discoprire innanzi il
Parlamento, qual fosse il disegno loro intorno gli affari dell'America.
Essi, o non conoscendo la ostinazione dei popoli sollevati a nuove cose,
o avendo la mente occupata dalla passione, ovvero dalla timidit degli
animi loro rattenuti, persistevano nella credenza, che gli Americani non
avrebbero lungamente sopportata la privazion del commercio loro, e che
perci, divisi tra di loro, avrebbero chiesti i patti. Medesimamente,
facendo troppo fondamento sulle asseverazioni dell'Hutchinson e degli
altri uffiziali della Corona, ch'erano stati, od erano ancora in
America, i quali costantemente affermavano, che gli amici
dell'Inghilterra erano in quelle province potenti di numero, di forze e
di riputazione, credettero di doverne venire a rigorose determinazioni,
senza per accompagnarle colle debite armi. Cos condotti, secondo il
solito, da quell'affascinamento di mente, la causa loro fidarono non
alle certe operazioni delle armi e dei soldati, ma piuttosto alle
credute parzialit ed incostanza degli Americani. Perci il lord North
introdusse una provvisione, il fine della quale si era di confinare il
traffico ed il commercio delle province della Nuova-Inghilterra nella
Gran-Brettagna, l'Irlanda e le Isole inglesi dell'Indie occidentali; e
nel medesimo tempo di proibir loro la pesca sui banchi di Terra-Nuova.
Il danno, che da questa provvisione dovevan pruovare gli abitanti della
Nuova-Inghilterra, da questo solo si pu argomentare, ch'essi
impiegavano ogni anno in queste pescagioni circa quarantaseimila botti,
e seimila marinai; e che il provento loro nei mercati esterni sommava a
un dipresso a trecento ventimila lire di sterlini.

Questa provvisione per non pass di quieto nelle due Camere; che anzi
le batoste ed il romore non vi furon pochi. Molti membri del Parlamento
fecero grande opera, perch la non fosse approvata, e pi di tutti il
marchese di Rockingam, il quale present a questo fine una petizione dei
mercanti di Londra.

La provvisione per si ottenne con grandissimo favore. Gli opponenti
protestarono; i ministeriali non sen curarono.

Questa proibizione da ogni commercio forestiero, e dalle pescagioni di
Terra-Nuova, la quale soltanto le quattro province della
Nuova-Inghilterra dapprima riguardava, i ministri, avendo trovato il
Parlamento secondo il bisogno tenero e pieghevole, distesero poscia
anche alle altre colonie, eccettuate quelle della Nuova-Jork e della
Carolina Settentrionale; allegando, ch'elle si erano accostate all'altre
nelle perniziose leghe contro il commercio e le manifatture inglesi. La
proposta fu approvata di leggieri. Trascorsi alcuni d, mossero, che
alla medesima legge fossero sottoposte le colonie situate sulla
Delawara, perciocch anco queste avessero aperti spiriti di ribellione.
La cosa pass. Cos i ministri britannici seguivano i consiglj spezzati,
e parevano fare, come i fanciulli fanno, i quali intorno ad un argine si
trastullano; che ora a questa, ora a quell'altra buca corrono, dove
l'acqua ha rotto, per riturarle.

Intanto si apparecchiavano a mandare in America diecimila soldati; la
quale forza credevan sufficiente, per costringere all'obbedienza, e far
le leggi eseguire; imperciocch facevano tuttavia un gran fondamento
sulle parzialit degli Americani, e sul numero di coloro, i quali
credevano alla causa britannica affezionati. Questo errore dei ministri
 stato la principal cagione della diuturnit della guerra, e del fine
che ella ebbe, essendoch egli importava moltissimo alla somma delle
cose, che le prime impressioni fossero gagliarde; che fosse tolta in
fino dalle prime mosse agli Americani l'opinione del poter resistere; e
che fossero incontanente, con un grandissimo ed incontrastabile sforzo,
alla necessit di por gi l'armi ridotti. Ma i ministri amarono meglio
l'esito di questa guerra, nella quale una s gran posta si metteva, alle
speranze sempre incerte delle Sette e delle parti, che non alle buone
armi e sufficienti fidare.

Ma qui non ebbero fine i consiglj dei ministri britannici. Volendo
accoppiar al rigore una qualche mansuetudine, e levar anche l'occasione
all'America di recalcitrare, misero innanzi un modello di legge, il
quale importava: che allorch in qualche provincia o colonia il
governatore, il Consiglio, e l'assemblea, o Corte generale proponessero
di fare una provvisione di pecunia in conformit delle rispettive
condizione, circostanze e facolt loro, affine di contribuire
proporzionatamente alla comune difesa; la qual rata, o proporzione
dovesse raccolta essere in ciascuna provincia o colonia sotto l'autorit
della generale Corte ed assemblea, e tenersi a disposizione del
Parlamento, ed allorch si obbligassero ancora a fare un'altra
provvisione pel mantenimento del civil governo, e per l'amministrazione
della giustizia, in tal provincia o colonia, in tali casi fosse
giudicato conveniente, quando una simile proposta fosse dal Re nel suo
Parlamento approvata, e per altrettanto tempo, per quanto ella sar
fatta, astenersi dal porre in s fatta colonia o provincia alcuna
gabella o tassa o gravezza, eccettuate quelle, che siano al regolare il
commercio credute necessarie.

Questa proposizione del lord North, siccome dispiacque a molti fra i
ministeriali, i quali opinavano, che la dignit ed i diritti del
Parlamento ne fossero grandemente pregiudicati, e che nissuna
concessione dovesse farsi ai ribelli, finch tenevano le armi in mano,
cos fu anche con grandissimi segni di disapprovazione da parte degli
opponenti ricevuta, i quali bassa, vile ed insidiosa la chiamarono. Ma i
ministri consideravano, che qualunque avesse ad essere l'effetto della
legge in America, se gli Americani non l'accettassero, sarebbersi
convinti i popoli inglesi, che nulla poteva vincere l'ostinazione dei
coloni, e che, trattandosi di pecunia, essi non volevano a patto niuno
entrar a parte delle pubbliche gravezze. E se la provvisione pi
concordia doveva ingenerare in Inghilterra, pareva anche verisimile, che
avrebbe disunito gli animi in America; conciossiach, se una sola
provincia accettava la offerta, e calava agli accordi, la confederazione
dei coloni, la qual sola formidabili gli rendeva, sarebbesi del tutto
risoluta. Questa ultima speranza non dissimul lord North, facendo la
sua orazione nel Parlamento. La qual cosa rec grande offesa agli
Americani, lamentandosi, che il ministro volesse usare la divulgata
massima di divider per imperare; come se il ministro inglese avesse
dovuto riputare non lodevole quello, che eglino riputavano biasimevole;
e le cose fra i nemici dovessero presso l'uno e l'altro andare al
medesimo ragguaglio ed alla medesima stregua.

Questi erano i pensieri dei ministri rispetto alle cose americane. Ma
intanto quei, che in Inghilterra e nel Parlamento medesimo favorivano le
parti dell'America, non perdutisi punto d'animo per l'infelici pruove
fatte, e preveggendo ottimamente, qual piena fosse per andare addosso ai
coloni, se le risoluzioni ministeriali fossero mandate ad effetto; non
volendo mancare al debito loro verso la patria, e forse anche mossi da
ambizione, caso che le cose sinistrassero, deliberarono di fare nuovi
sforzi per indurre, se possibil fosse, il governo a far deliberazioni
meglio atte a calmare quegli spiriti inveleniti, ed a disporgli alla
concordia; imperciocch non credevano per niun modo, che il mezzo
proposto dal lord North fosse per partorire gli effetti, che se ne
attendevano.

Perci Edmundo Burke, uno dei membri della Camera dei Comuni, il quale
per ingegno, per dottrina e per lode d'eloquenza i pi famosi
eguagliava, e gli altri avanzava, incominci a dire, che molto piacere
aveva provato nell'animo, vedendo che i ministri si erano dimostrati
propensi a far concessioni; che poich lord North istesso aveva messo
avanti un partito, che si credeva poter condurre alla concordia, ci
accettava egli in felice augurio di quanto era per dire; che in una tale
disquisizione non si doveva alle vane immaginazioni, alle astratte idee
dei diritti, alle generali teorie di governo riguardo avere, ma
piuttosto dalla natura delle cose, dalle attuali circostanze, dall'uso e
dall'esperienza argomentare. Ei fece quindi una accurata investigazione
del presente stato delle colonie, esaminando la situazione,
l'estensione, la ricchezza, la popolazione, l'agricoltura, il commercio
loro e quei rispetti, che tutte queste cose avevano colla grandezza e la
potenza dell'Inghilterra. Ei ramment quello amore alla libert che gli
Americani da ogni altro popolo distingueva; osserv, che fino a tanto
che l'Inghilterra aveva governato l'America in conformit di tutte
queste circostanze, erano l'una e l'altra concordi e felicissime state;
e che bisognava, per ristorar l'antica condizion delle cose, ridursi di
nuovo al consueto modo di governo. Consider le varie maniere di
reggimento proposte pell'America, e not principalmente quello della
forza; metodo, il quale, siccome  quello, ch' il pi semplice ed il
pi facile ad esser compreso da tutti, cos gli uomini a questo hanno
tosto ricorso nelle difficili occorrenze; ma che ci che pare pi
speditivo, riesce il pi delle volte meno spediente; ei disse, che
l'utilit di usare la forza dipende dai tempi e dalle circostanze, le
quali sono variabili sempre ed incerte; che essa tende necessariamente
alla distruzione e non alla preservazione; che questo era un insolito
modo di governare le colonie, e perci pericoloso a cimentare; che la
floridezza loro, che i benefizj, che ne trae l'Inghilterra, ad un metodo
affatto contrario, a cause del tutto diverse si dovevano pi
convenevolmente riferire. Seguit dicendo, che senza correr dietro alle
questioni dei diritti e dei favori, la regola pi sicura per governar le
colonie era di chiamarle a parte della libera costituzione
dell'Inghilterra, ed assicurare gli Americani colla fede data del
Parlamento, che la Gran-Brettagna non sarebbe mai per iscostarsi da
quelle regole, che una volta fossero stabilite, che in questa materia
meglio la prudenza, che il diritto dovevasi considerare; che i solenni
dottori delle leggi in questa cosa non avevan che fare, ma era mestiero
piuttosto consultar la esperienza; che questa aveva gi da lungo tempo
indicato la strada che si doveva tenere, alla quale era d'uopo
ritornare, tutti i nuovi ed insoliti consiglj abbandonando. Discorse
finalmente, che nissuna ragione si aveva per dubitare, che i coloni
avessero ad essere per l'avvenire pi renitenti a concedere di per s
stessi i sussidj, di quello che fossero stati per lo passato. E che
perci s'indirigessero dai segretarj di Stato le consuete requisizioni
alle assemblee loro.

Insorsero i ministri, e questa volta, cosa strana e da non aspettarsi
dalle tolte di lord Bute, si dimostrarono molto teneri della libert;
tanto  vero, che se qualche volta i fautori dell'anarchia popolare,
cos anche quei della Realt assoluta gridano non di rado il nome di
libert, conoscendo gli uni e gli altri, che se i popoli non possono
amare quello che lor nuoce, possono bens facilmente essere ingannati
dalla sembianza, e col nome solo di quello che lor giova. Dissero, che
sarebbe stata cosa alla libert pericolosa, se le colonie potessero
senza il consenso del Parlamento, e sulle semplici requisizioni dei
ministri concedere i sussidj alla Corona; che del rimanente le americane
assemblee non avevano mai avuto la facolt legale di concedere di per s
stesse questi sussidj; che questo era un privilegio privato del
Parlamento, il quale non poteva ad un altro corpo qualsivoglia venir
comunicato; che si leggeva nella dichiarazione dei diritti e delle
libert degli uomini inglesi, che il por tasse ed il cavarne pecunia per
uso della Corona col pretesto di qualche prerogativa, e senza il
consenso del Parlamento,  cosa contro la legge; che un ministro, il
quale sofferisse, che le colonie facessero una qualche concession di
pecunia alla Corona senza il consenso del Parlamento, sarebbe colpevole
di Stato; che se in tempo di guerra, per la necessit delle cose,
quest'abuso  stato qualche volta tollerato, non lo poteva esser del
pari a' tempi di pace, senza il totale sovvertimento della costituzione;
che spogliatosi una volta il Parlamento del diritto di tassar le
colonie, nissuna certezza si poteva pi avere di alcun sussidio da parte
di quelle, stantech, che avessero finora fornito non voleva
significare, fossero per fornir in avvenire; che potrebbe darsi, che ad
un bel bisogno ricusassero, ed in tal caso non si avrebbe pi in pronto
alcun mezzo per obbligarle; e che finalmente, se avevano fatte
provvisioni di moneta nell'ultima guerra, ci fu, perch si trattava
della causa loro, e del pericolo, in cui si trovavano; ma che in altri
casi ed in altri interessi pi dai loro lontani, sarebbe molto da
dubitare, se del pari volessero somministrare.

Cos risposero i ministeriali. Cimentato il partito pel signor Burke non
si ottenne. Ma per il rifiuto di questa proposta non fu senza grave
dispiacere da molti fra gl'Inglesi ricevuto, i quali ardentemente
desideravano, che si trovasse un qualche termine, onde si potesse venire
agli accordi. Ma i pi, fra i quali i ministeriali, la pensavano
diversamente. Il fatto era, o almeno assai pareva che fosse, che nella
condizion delle cose in cui si era, l'affare della tassazione fosse
diventato la menoma parte della contesa; che la gara era venuta pi
addentro, e distesasi ad altri oggetti di maggior momento alla natura e
forma stessa del governo appartenenti. I ministeriali, e quelli che
seguitavano le parti loro, si erano grandemente insospettiti, che sotto
quest'ombre di pretensioni intorno le tasse e libert costituzionali, si
nascondessero trame tendenti ad alterare la forma del governo, e
propagare e forse mandare ad effetto quelle opinioni intorno la
Repubblica, le quali di tante discordie e di tante guerre state erano al
l'Inghilterra cagione. I presenti libertini d'America, e quei che gli
favoreggiavano nella Gran-Brettagna molto somigliavano a quelli dei
passati tempi, e si temeva, covassero i medesimi disegni. Guardavasi
sopra le parzialit in favore degli Americani, come sopra criminose
macchinazioni contro lo Stato; e gli autori loro estimavansi una setta
d'uomini audaci, ambiziosi ed ostinati, i quali per acquistar il potere,
per esercitare la vendetta avrebbero ogni cosa tratto a rovina ed al
sangue. Si credeva, che siccome i padri ai figliuoli loro, cos i
libertini, che vissuti erano ai tempi della rivoluzione d'Inghilterra,
avessero le opinioni ed il veleno loro tramandato ai presenti, e che
questi volessero per mezzo della rivoluzione americana pervenire ai loro
perniziosi fini; che gi avevano una parte ottenuto dell'intento loro
colla ribellion nuova dell'America e colla discordia cittadina in
Inghilterra; e che in aspettazione di futuri avvenimenti avessero
intanto formato il disegno, non potendo per ora della somma delle cose
insignorirsi, di travagliare continuamente coloro che governavano, colle
vociferazioni, colle combriccole, cogl'incentivi loro. E per verit cos
esorbitanti erano stati da qualche tempo i procedimenti dei partigiani
in quella contrada, che nissuna, non dir civile modestia, ma misura si
era osservata; e che tutte le vie e tutti i mezzi riputavansi onesti,
purch conducessero al fine che si aveva in mira. Perci in s fatta
ricordanza delle antiche offese, in una cosa trattata con tanto affetto,
ogni partito, che si movesse in favor degli Americani, era ricevuto con
grandissima sospizione. Si pensava, che non facesse all'interesse della
Gran-Brettagna di venire a patti coi coloni, se prima non erano
raumiliati e rintuzzati quegli spiriti repubblicani. E siccome ci non
si poteva se non colla forza delle armi ottenere, cos si desiderava che
queste si adoprassero. Imperciocch, qualunque fosse stato l'effetto dei
mansueti consiglj, avrebbero essi, dicevasi, palliato, non guarito il
male, il quale avrebbe poscia nella prima occasione ripullulato, e,
distendendosi vieppi, fatto peggiori danni che prima. Cos pensavan
molti dentro e fuori del Parlamento. A queste opinioni e timori si deve
principalmente attribuire la durezza, che incontrarono tutte le
proposizioni di concordia fatte dai parziali degli Americani. Oltre a
questo credettero i ministri, che questi degli Americani fossero
piuttosto impeti popolari, che fondati consiglj, i quali, poich fossero
alquanto ribolliti, avessero leggermente a risolversi.

Ci nonostante non ebber fine ancora le proposte di concessioni e le
petizioni; le quali forse appunto si facevano, perch si sapeva, che non
si ottenevano. Furon ributtate; ed in tal modo fu posto fine ad ogni
speranza di concordia. Cos si aspettavan di necessit gli estremi casi;
cos le cose precipitavano ad una inevitabil guerra, ed universalmente i
cittadini, non senza grande orrore, rimiravano le calamit, ch'erano
alla patria sovrastanti.

Intanto in America si preparavano ogni d pi le occasioni ai futuri
mali, e pareva che anche l ad ogni modo fosse gi per rompersi la
cittadina guerra. Il congresso massacciuttese aveva decretato, che si
procacciasse quanta polvere d'artiglierie si potesse trovare, ed ogni
sorta di armi e di munizioni, che potessero bastare per un esercito di
quindicimila soldati. Ci si eseguiva da tutti con moltissima
sollecitudine, e siccome queste cose abbondavano principalmente in
Boston, cos si studiavano con ogni pi destra maniera di farne
procaccio, e scapolarle a luoghi sicuri nelle campagne, ingannando la
vigilanza delle guardie, le quali stavano sull'istmo. I cannoni, le
palle ed altri istrumenti di guerra si trasportavano a traverso le poste
dell'istmo sulle carrette cariche di letame; la polvere dentro i
canestri, o le zane di coloro, che venivano dal mercato di Boston, ed i
cartocci eran nascosti dentro le casse piene di candele. Cos riuscivano
i provinciali nell'intento loro. E perch si temeva, che il generale
Gage mandasse a pigliar le munizioni nei luoghi, ai quali erano state
sgombrate, si elessero uomini, i quali tutte le notti appostassero a
Charlestown, a Cambridge ed a Roxbury, e mandassero subitamente corrieri
alle Terre, dove erano le canove, ogni qual volta si vedesse uscir da
Boston qualche banda di soldati. Ma Gage non si ristette. Avendo egli
avuto sentore, che fosser deposte nelle vicinanze di Salem alcune bocche
di artiglierie, vi mand una mano di soldati del castello, acciocch le
pigliassero e ritornassero in Boston. Sbarcarono a Marblehead, ed
essendo proceduti sino a Salem, non le trovarono. Stavano essi per
passare un ponte levatojo, pel quale si aveva il passo a Danvers, dove
si trovava adunato molto popolo. Fu levato il ponte per impedire il
passo alle genti regie. Il capitano del Re comandava fosse abbassato, ed
il popolo ricusava. Si abbarruffavano coi soldati. Era vicina a nascere
qualche mostruosit. Sopraggiunse in questo punto un Bernardo,
ecclesiastico di molta autorit, il quale tanto disse e tanto fece col
popolo, che il ponte fu messo gi. Sopra il quale passate le
soldatesche, e data una scorribanda dall'altra parte in segno della
potest, che acquistata avevano di correre il paese, se ne tornarono di
queto alla nave. Ma intanto i paesani avevano sgombrate a luoghi pi
sicuri le artiglierie e le munizioni, di modo che la spedizione del Gage
riusc di niun effetto. Cos per la prudenza di un sol uomo non si
venne, come n'era il pericolo imminente, al sangue. Tuttavia la
resistenza che incontrarono i soldati, aveva molto inasprito gli animi
loro; e se prima gi si viveva in cagnesco in Boston, dopo questo fatto
l'irritazione ed il rancore erano s grandemente cresciuti, che ad ogni
momento si temea, non si venisse alle mani tra i soldati del presidio ed
i cittadini.

Ma, aspettando la guerra, il destino, particolarmente degli abitatori di
Boston, era un oggetto diventato di comune apprensione. Il presidio era
gagliardo, le fortificazioni condotte a perfezione, e poca speranza si
aveva di potere quella citt sottrarre dalla divozione britannica. N
potevano i cittadini aver migliore speranza di scampar per la via del
mare, essendo il porto occupato dalle navi di guerra. In tal caso i
Bostoniani, posti in mezzo all'arrabbiata soldatesca, avrebbero dovuto
tutte quelle calamit sopportare, che dalla licenza militare si possono
temere. Erano essi, come in una sicura prigione rinchiusi, e potevano
anche servir di statichi in mano dei capitani britannici; il che avrebbe
le operazioni, che gli Americani avevano in animo di fare tanto civili,
che appartenenti alla guerra, grandemente impedite. Perci varj disegni
furon posti avanti per istrigarsi da tanta necessit; i quali, se non
dimostrarono molta prudenza, certo arguirono una non ordinaria
ostinazione. Consultarono alcuni, che tutti gli abitanti di Boston
dovessero abbandonar la citt, ed in altri luoghi trasferirsi, dove
sarebbero fatte loro le spese del pubblico. Ma questo disegno era
impraticabile del tutto, perciocch stava in potest del generale Gage
l'impedirlo. Altri volevano, che si facesse una generale stima delle
case e delle masserizie degli abitanti, e si ponesse quindi fuoco alla
citt, e fossero colla pecunia pubblica ristorati dei sofferti danni e
dei perduti averi. Dopo matura considerazione anche questo pensiero fu
giudicato di difficilissima, anzi d'impossibil esecuzione. Ci
nonostante molti alla spicciolata lasciavano la citt, e nelle parti pi
interne della provincia si ritiravano; alcuni pel fastidio del confino,
altri per paura delle vicine ostilit, ed altri finalmente per timore di
essere ricerchi delle cose fatte contro il governo. Ma molti con
ostinata risoluzione eleggevano di rimanere, seguisse quello volesse. I
soldati del presidio infastiditi del lungo confino desideravano di
prorompere, e cacciar via questi ribelli, dai quali ricevevano tanto
incomodo nelle vettovaglie, e che in tanto dispregio avevano. I
Massacciuttesi dall'altro canto erano fieramente sdegnati all'opinione
di poltroneria, nella quale erano dai soldati tenuti, e desideravano di
far qualche pruova per mostrar loro quanto fossero ingannati, e per far
le vendette.

Arrivarono frattanto le novelle della concione tenuta dal Re al suo
Parlamento, delle risoluzioni da questo fatte, e della dicera, per la
quale erano stati i Massacciuttesi chiariti ribelli. Tutta la provincia
si pose in arme; la rabbia divent furore, l'ostinazione disperazione.
Ogni speranza d'accordo fu spenta; la necessit pungeva anche i pi
tiepidi; ed un desiderio di vendetta occupava gli animi di tutti. L'esca
 apprestata, le materie disposte, l'incendio imminente. I figliuoli
sono pronti a combattere contro i padri loro, i cittadini contro i
cittadini, e, come dicevan gli Americani, gli amici della libert contro
gli oppressori, contro gli stabilitori della tirannide. In quelle armi,
in quelle destre, affermavano, esser posta la speranza di salute, la
vita della patria, la difesa delle propriet, l'onore delle castissime
donne. Con quelle sole potersi ributtare una efferata soldatesca,
potersi conservar quello che l'uomo ha pi caro costaggi, ed i diritti
intatti alla posterit tramandare; ammirerebbe il mondo il coraggio
loro; gli uomini ingenui gli proseguirebbono coi voti e coi desiderj
loro, e con somme lodi gli esalterebbero infino al cielo; la memoria
loro diventerebbe cara ai posteri, sarebbe d'esempio e di speranza agli
uomini liberi, e di terrore ai tiranni di ogni et; si facesse vedere
alla vecchia e contaminata Inghilterra, quanto potesse quella innocente
ed incorrotta giovent d'America; si dimostrasse, quanto i soldati
proprj avanzino di valore e di costanza i mercenari; non rimaner altra
via di mezzo; doversi o vincere, o morire; esser gli Americani posti fra
le are fumanti di gratissimi incensi da una parte, e tra i ceppi e le
mannaje dall'altra. S'insorga adunque, si dia dentro, si combatta. Cos
richiedere gli interessi pi cari di quaggi; cos comandare la santa
religione; cos voler quel Dio, che ricompensa al di l gli uomini
virtuosi, e punisce i tristi. Si accetti il felice augurio; che gi quei
satelliti prezzolati mandati l da malvagi ministri, per ridurre agli
estremi casi quei popoli incolpevoli, rinchiusi stanno dentro le mura di
una sola citt, dove la fame gli conquide, la rabbia gli arrovella, la
mora gli consuma; non doversi aver dell'evento temenza; la fortuna
arridere alle imprese degli uomini generosi. Cos si aizzavano l'un
l'altro; cos s'incitavano alle difese. Il momento fatale  giunto; il
segno  dato della guerra cittadina.

Era Gage informato, che i provinciali avevan fatto massa delle armi e
munizioni loro nelle Terre di Worcester e di Concordia, delle quali
l'ultima  a diciotto miglia distante dalla citt di Boston. Messo su
dai leali, che gli avevan persuaso, non troverebbe resistenza, essendo,
dicevan essi, i libertini codardi e vili, e forse non credendo, che la
cosa avesse a venire cos ad un tratto al ferro, si risolvette di
mandare a quest'ultima alcune compagnie per ivi pigliar quelle armi e
munizioni, ed o condurle in Boston, ovvero distruggerle. Si disse ancora
ch'egli ebbe in mira di far mettere le mani addosso con questa
improvvisa fazione a Giovanni Hancock ed a Samuele Adams, due dei Capi
pi vivi dei libertini, e che aggiravano a posta loro il congresso
provinciale, il quale a quei d si teneva nella Terra di Concordia. Ma
perch non si sollevassero gli animi, e non si desse origine alle
commozioni popolari, le quali avrebbero potuto sturbar il disegno,
determin di procedere cautamente e sotto coperta. Perci comand ai
granatieri e ad alcune compagnie di fanti leggieri, si tenesser pronti
al marciar al primo cenno fuori della citt, aggiungendo, che ci era,
perch facessero una mostra, e s esercitassero in certe mosse e
rappresentanze di fazioni militari. I Bostoniani n'ebbero sospetto, e
mandarono dicendo all'Adams, ed all'Hancock, stessero avvisati. Il
comitato di sicurezza, che cos chiamavano un Consiglio d'uomini eletti
per sopravvedere e vegghiare la pubblica sicurezza deliber, che le armi
e le munizioni fossero disperse qua e l in differenti luoghi. Intanto
Gage per procedere con pi segretezza ordin, che molti uffiziali, che
erano stati del disegno del generale indettati, andassero, come per
diporto, a desinare a Cambridge, la qual Terra, molto vicina a Boston, 
posta in sulla strada per a Concordia. Era il giorno diciotto aprile; la
sera si disperdettero qua e l sulla strada e sui tragetti per tagliar
la via ai procacci, che per avventura vi fossero mandati a fine di
recarvi l'avviso della mossa dei soldati. Il governatore ordinava,
nissuno uscisse dalla citt. Per altro il dottor Warren, uno dei pi
svegliati libertini, ebbe a tempo odore della cosa, e mand speditamente
uomini a posta, a qualcuno dei quali fu mozza la strada dagli uffiziali
appostati, altri per trapelarono e portarono le novelle a Lexington,
Terra posta in sulla strada, prima di arrivare a Concordia. Si divulg
la cosa; la gente traeva in copia; si suonavano in ogni parte le campane
a stormo; le salve sollevavano a calca tutte le Terre circonvicine. In
questo mezzo alle undici della sera un grosso squadrone di granatieri, e
di fanti leggieri fu imbarcato a Boston, ed and a pigliar terra in un
luogo chiamato Phippsfarm, donde marci alla volta di Concordia. In
questo stato di cose erano talmente mossi gli umori, che ogni piccolo
accidente gli poteva, siccome avvenne, far traboccare.

Erano i soldati sotto la obbedienza del luogotenente colonnello Smith, e
del maggiore Pitcairn, il quale guidava l'antiguardo. La milizia di
Lexington, essendo incerto l'avviso della mossa degl'Inglesi, s'era
riparata sul finir della notte qua e l. Finalmente verso le cinque
della mattina dei diciannove si ebbe certo avviso, che eran gi vicini i
regj. I provinciali che si trovavano pi vicini ed in pronto si
assembrarono in numero circa di settanta, troppo pochi certamente,
perch potessero aver intendimento d'incominciar essi la battaglia.
Arrivarono gl'Inglesi ed il maggiore Pitcairn ad alta voce grid:
_disperdetevi ribelli; ponete gi le armi, e disperdetevi_. I
provinciali non obbedirono. In questo ei salt fuori dalle file, e
sparata una pistola, e brandendo la spada, comand ai soldati traessero.
I provinciali andarono in volta; i regj continuarono a trarre. I
provinciali, ripreso animo, ritornarono alla battaglia. In questo mentre
Hancock, e Adams, si allontanavano dal pericolo; e si narra, che strada
facendo esclamasse quest'ultimo, tutto pieno di contento: _O che
gloriosa mattinata  questa mai!_ Volendo accennare i felici effetti che
dalla sparsione di questo sangue dovevano, giusta l'opinione sua, alla
patria risultare. Aveva egli in mente quel proverbio: _Cosa fatta capo
ha_. I soldati si avvicinarono a Concordia. I terrazzani levatisi e
raunatisi fecer sembianza di volersi difendere; ma veduto il numero dei
nemici si ripararono ad un ponte, che si trovava a tramontana della
Terra, ed intendevano di aspettare i rinforzi dai vicini luoghi. Ma i
fanti leggieri arrivarono a furia, gli cacciarono e s'insignorirono del
ponte, mentre gli altri entrarono nella Terra, e procedevano ad eseguire
gli ordini che tenevano. Guastarono due cannoni da ventiquattro di palla
coi carretti loro, e molte ruote ad uso di artiglierie; gettarono nel
fiume e nei pozzi cinquecento libbre di palle, e disperdettero molte
farine, che i provinciali avevano col ammassate. Furon queste tutte
quante quelle vettovaglie ed armi, le quali diedero la prima occasione
ad una lunga e crudele guerra.

Ma qui non si termin la cosa. Arrivavano i minuti uomini, ed i
provinciali s'ingrossavano da ogni parte. I fanti leggieri, i quali
correvano la campagna oltre Concordia, furon obbligati a ritirarsi, e
nell'entrar della Terra segu un feroce affronto. Molti furon morti da
una parte e dall'altra. I fanti leggieri accozzatisi colla schiera di
mezzo, e col retroguardo si ritirarono speditamente tutti verso
Lexington; imperciocch tutta la contrada all'intorno s'era levata in
armi, ed i provinciali arrivarono in folla in soccorso dei loro. Prima
che i soldati reali fossero arrivati a Lexington furono grandemente
nojati alla coda ed ai lati, appiattandosi i provinciali dietro le
mace, le piante e le frequenti siepaje, donde offendevano senza poter
essere offesi. I soldati del Re si trovavano in grandissimo pericolo.
Sospettando Gage della cosa, aveva spedito frettolosamente in ajuto,
sotto i comandi di lord Percy, sedici compagnie di fanti con alcuni
soldati di marina, e due cannoni da campo, i quali arrivarono a
Lexington molto opportunamente, allorquando dall'altro canto vi
giungevano i regj stanchi e cacciati a furia dalle armi provinciali.
Pare molto probabile, che senza di quel rinforzo sarebbero stati tutti
tagliati a pezzi o fatti prigionieri; poich non avevano pi nissuna
forza vivente, ed avevano spese tutte le munizioni loro. Fatta una buona
pausa a Lexington, di nuovo si ponevano in cammino verso Boston,
crescendo ognor pi il numero dei provinciali, sebbene non fossero
gl'Inglesi tanto molestati alla coda per causa dei due cannoni, che
tenevano il nemico in rispetto. Ma dai lati erano assaliti vivamente,
traendo gli Americani, i quali addopati ai monticelli ed alle mace gli
ammazzavano alla sicura. I soldati regj erano anche nojati dal calore e
da un gran polvero, che, soffiando allora un vento contrario, veniva
loro in viso ed offuscava gli occhi. Gli stracorridori dei nemici,
essendo velocissimi e pratichi dei luoghi, arrivavano per vie traverse
alla non pensata, e facevan molto danno, pigliando di mira
principalmente gli uffiziali, che per questo dovettero aversi molto
riguardo. Finalmente dopo una incredibile fatica e con grave perdita di
gente arrivarono i reali stanchi, anzi vinti dalla lassitudine, avendo
essi camminato quella giornata, senza tener conto del travaglio nato
dalla battaglia, meglio di trentacinque miglia, a tramonto di sole a
Charlestown, ed il giorno dopo traghettarono a Boston.

Questa fu la prima presa d'arme, e tale il fatto di Lexington, che fu il
cominciamento della guerra civile. I soldati inglesi, e pi di tutti gli
uffiziali, ne presero uno sdegno grandissimo, non potendo tollerare, che
una gente raunaticcia, che una moltitudine indisciplinata, che infine i
Jankee, che con tale nome chiamavano essi per disprezzo gli Americani,
avessero loro non solamente fatto tenere l'olio, ma di pi gli avessero
costretti a dar le spalle, ed a ripararsi dentro le mura di una citt.
Per lo contrario i provinciali ne presero un grandissimo ardire, avendo
conosciuto per pruova, che quelle famose soldatesche non erano
invincibili, e che anche le proprie armi loro tagliavano e foravano.

L'una parte e l'altra usarono molta diligenza per provare, che gli
avversarj furono gli assalitori. Affermarono gl'Inglesi, che gli
Americani erano stati i primi a trarre dalle vicine case di Lexington, e
che per quest'accidente le genti britanniche traessero anch'esse,
uccidessero molti dei provinciali, e marciassero quindi a Concordia. Gli
Americani negarono il fatto, e con molta asseverazione raccontarono, che
il maggiore Pitcairn ordinasse ai suoi di trarre, quando dal canto loro
ogni cosa era quieta; del che furono fatte fare molte giudiziali
informazioni e deposizioni. Certo , che il luogotenente colonnello
Smith prese molto dispiacere, che i suoi avessero sparato. E' par
probabile, che Gage avesse dato l'ordine ai suoi soldati di non trarre,
se non solo nel caso, in cui venissero dai provinciali assaliti; onde se
vero , come sembra pi verisimile, che i primi tiri siano venuti dai
soldati del Re, ci all'imprudenza piuttosto del maggiore Pitcairn, che
ad altro ordine o causa si deve riferire.

Le due parti si accusarono anche scambievolmente siccome nelle guerre
civili suol addivenire, di molte ed orribili crudelt. Riferirono gli
Americani, che gl'Inglesi incendiarono molte case, ne saccheggiarono
pi, distrussero quanto non potettero portar via, ed ammazzarono
parecchie persone inermi e quiete. Gli Inglesi all'incontro affermarono,
che alcuni dei loro, fatti prigionieri dai ribelli, furono con barbara
ferit tormentati e messi a morte. Raccontarono eziandio, cosa orribile
a dirsi, che uno dei feriti inglesi, rimasto essendo indietro, ed a
grande stento sforzandosi di raggiungere i suoi, fu sopraggiunto da un
Americano, giovane d'anni, ma di animo efferato, il quale gli spezz con
un'accetta il cranio, e f schizzar fuora a forza il cervello. La qual
cosa, se essa  vera, il che noi non ardiremo di affermare, quantunque
la troviamo scritta come non dubbia presso autori meritevoli di fede,
falso  bene ci, che si divulg allora da molti, che a parecchj tra i
feriti e morti inglesi siano state dalla gente fanatica della
Nuova-Inghilterra, secondo il costume dei barbari, che abitano le selve
nelle contrade poste a ridosso delle colonie, tirate e staccate dal
cranio le zaccagne, gli occhi spinti fuori dalle occhiaje e le orecchie
tagliate. Ci giova credere, e non ci mancano autorit per affermare, che
queste accusazioni sono molto esagerate da una parte e dall'altra; e che
se qualche violenza venne commessa nel calor del fatto, egli  ben
certo, che dopo di quello l'umanit trov il suo luogo; che anzi si sa
di sicuro, che i feriti rimasti in bala dei provinciali ebbero a
provare tutte quelle cure, che sono in uso presso le nazioni civili. Fu
anzi mandato dire dagli Americani al generale Gage, che stava in sua
facolt d'inviar cerusici per medicare ed assistere i feriti, che in
mano loro si ritrovavano.

Da questo primo fatto nacquero due cose, delle quali la prima si , che
si dimostr, quanto fossero vani i vanti di quei bravi, i quali fuori e
dentro del Parlamento discorsero con s inconvenienti parole della
codardia americana; e che generalmente la nazione inglese, ma pi di
tutti i soldati, si persuasero che la contesa sarebbe stata assai pi
dura e sanguinosa di quello, che si erano dati ad intendere dapprima. La
seconda si , che gli Americani ripresero maggior animo, e se prima
erano ostinati a volere i diritti difendere, ora diventarono
ostinatissimi. Si debba anche aggiungere, che i racconti delle crudelt
dalle soldatesche britanniche commesse, vere o false che elleno si
fossero, e che i Capi non mancarono di propagare e magnificare in ogni
luogo, colle pi veementi parole e coi pi vivi colori rapportandole,
avevano una concitazione incredibile ed una maravigliosa rabbia negli
animi dei coloni ingenerato; e per dare maggior vigore, se possibil
fosse, a queste passioni, fecero gli uccisi con ogni maniera di onorate
esequie sotterrare, estollendogli con sommissime lodi, e chiamandogli
martiri della libert; i nomi e le famiglie loro erano in molta
venerazione tenuti da tutti. Erano posti e mostrati ad ognuno, come
esempj da imitarsi nell'ardua contesa, nella quale l'America era tratta
dall'ingiustizia e dalla prepotenza inglese.

Sedeva allora il congresso provinciale di Massacciusset in Watertown,
dieci miglia distante da Boston. Avute le novelle della battaglia di
Lexington scrissero una lunga lettera al popolo inglese, colla quale
diedero ogni pi minuta contezza del fatto, e si sforzarono di provare,
che le genti del Re erano state esse le prime ad appiccar la battaglia,
traendo contro le pacifiche milizie provinciali; e che avevano tanto a
Concordia, quanto a Lexington molte esorbitanze commesse del nome
britannico affatto indegne. Lo pregavano, si volesse tramettere per
evitar le ulteriori calamit, che soprastavano s alle colonie, e s
alla Gran-Brettagna; dichiararono e protestarono della lealt loro; nel
medesimo tempo affermarono, esser costante ed irrevocabil risoluzione
loro di non volere a nissuna specie di tirannia sottomettersi; e ne
appellarono al cielo per la giustizia della causa loro, per la quale
erano a spendere tutte le facolt e la vita stessa, ove d'uopo ne fosse,
apparecchiati.

Ma non contenti alle parole, e volendo pigliare un giusto modo alla
guerra, e dar una regola e norma certa ai moti de' popoli, che
tumultuavano a masse per ogni dove, stabilirono le paghe agli uffiziali
ed ai soldati, e fecero statuti per governare la milizia, ed il buon
ordine fra la medesima mantenere. Per poter poi bastare alle spese, le
quali in s gran frangente erano necessarie, fecero una gittata di
biglietti di credito, i quali si dovessero come moneta in tutti i
pagamenti ricevere, per la guarentigia dei quali impegnarono la fede
della provincia. Dichiararono inoltre, che al generale Gage, per aver
egli mandato genti armate a distruggere ci che si trovava nei fondachi
pubblici nella Terra di Concordia, e che per questo fatto molti abitanti
della colonia erano stati barbaramente ed illegalmente morti, non si
doveva pi niuna obbedienza prestare; che anzi dovesse riputarsi nemico
a quelle contrade.

Deliberarono anche, si dovesse fare una leva di tredicimila e seicento
uomini nella provincia, ed elessero generale loro il colonnello Ward,
soldato molto riputato. La qual milizia dovesse essere la parte di
Massacciusset, e mandaron pregando le province del Nuovo-Hampshire, del
Connecticut, e dell'isola di Rodi, acci fornissero le rate loro, finch
si venisse a compire un esercito di trentamila soldati. Giovanni Thomas,
uffiziale molto pratico, fu eletto generale. Il Connecticut mand
speditamente una grossa schiera verso Boston, al comando della quale
prepose il colonnello Putnam, vecchio uffiziale, che si era acquistato
nelle due ultime guerre il nome di prudente e coraggioso capitano. N le
altre province furon lente a far marciare le insegne loro, di modoch in
poco tempo un esercito di trenta migliaia di soldati si trov raunato
intorno le mura di Boston. Tanta era l'ardenza prodotta nell'universale
dei popoli dal fatto di Lexington, che i generali americani dovettero
mandarne indietro parecchie migliaia. Prese Putnam i suoi alloggiamenti
a Cambridge, e Thomas a Roxbury in sull'ala dritta dell'esercito per
mozzar affatto ogni via al presidio per l'istmo verso il paese
circonvicino. In tal modo fu posto, pochi giorni dopo la battaglia di
Lexington, uno stretto assedio alla citt capitale della provincia di
Massacciusset; in tal modo una moltitudine collettizia, ch'erano
riputati ribelli, e di animo codardo e vile, tenevano rinchiusi, senza
che s'ardissero saltar fuori o vettovaglie procacciarsi, molte migliaia
di sperimentati soldati capitanati da un generale di molto valore, che
militavano sotto le insegne del Re, e ch'erano stati inviati col colla
ferma speranza, che avessero a far cagliar molto alla prima tutti gli
abitatori di una contrada assai pi vasta, ed a correre pi difficile,
che non  l'Inghilterra stessa. Ma in tutti i tempi gli eserciti
stanziali si son fatto beffe dei soldati dei popoli sollevati; e questi
soldati dal canto loro hanno sovente tenuto il fermo, e fatto stare gli
eserciti stanziali.


NOTA

[3] _Pel Nuovo-Hampshire_. -- Giovanni Sullivan, Nataniele Fulsom.

_Per Massacciusset_. -- Jacopo Bowdine, Tommaso Cushing, Samuele Adams,
Giovanni Adams, Roberto Paine.

_Per l'Isola di Rodi_. -- Stefano Hopkins, Samuele Ward.

_Pel Connecticut_. -- Elifaleto Dyer, Rogero Sherman, e Silas Deane.

_Per la Nuova-Jork_. -- Jacopo Duane, Enrico Wisner, Giovanni Jay,
Filippo Livingston, Isacco Low, Giovanni Alsop, Guglielmo Floyd.

_Per la Nuova-Cesara_. -- Jacopo Kinsey, Guglielmo Livingston, Giovanni
Dehart, Stefano Crane, Riccardo Smith.

_Per la Pensilvania_. -- Giuseppe Galloway, Carlo Humphreys, Samuele
Rhoads, Giorgio Ross, Giovanni Morton, Tommaso Mifflin, Edoardo Biddle,
Giovanni Dickinson.

_Per la Delawara_. -- Cesare Rodney, Tommaso Mackean, Giorgio Read.

_Per la Marilandia_. -- Roberto Goldsborough, Tommaso Johnson, Guglielmo
Paca, Samuele Chase, Matteo Tilghman.

_Per la Virginia_. -- Peyton Randolfo, Riccardo Enrico Lee, Giorgio
Washington, Patrizio Enrico, Riccardo Poland, Beniamino Harrison,
Edmundo Peddleton.

_Per la Carolina Settentrionale_. -- Guglielmo Hooper, Giuseppe Hughes,
Riccardo Caswel.

_Per la Carolina Meridionale_. -- Enrico Middleton, Giovanni Rutledge,
Tommaso Lynch, Cristoforo Gadsden, Edoardo Rutledge.


FINE DEL VOLUME PRIMO




TAVOLA DELLE COSE CONTENUTE NEL TOMO PRIMO


  Avvertimento                                          _pag._ iii

  Nota delle opere, che l'autore della presente storia ebbe
  in sua facolt per la composizione della medesima.          vii

  LIBRO PRIMO                                                   1

  _Sommario._ -- Opinioni, maniere, costumi, ed inclinazioni degli
  abitatori delle colonie inglesi in America. Dolcezza del
  governo d'Inghilterra verso i suoi coloni. Primi mali umori
  tra l'uno, e l'altro popolo. Modello di governo colonario
  proposto dai coloni. Altro modello proposto dai ministri. Altre
  occasioni di sdegni in America. Giustificazioni dei ministri.
  Disegni, ed instigazioni dei Francesi. Tutti gli Stati
  d'Europa desiderano di abbassare la potenza dell'Inghilterra.
  Nuove occasioni di disgusto. Tassa della marca immaginata
  dai ministri, e proposta innanzi il Parlamento. Gli Americani
  se ne sdegnano, e fanno le rimostranze. Lunghi, e
  grandi dibattiti tra gli oppositori, ed i fautori della tassa
  della marca. Tassa della marca vinta nel Parlamento.

  LIBRO SECONDO                                                83

  _Sommario._ -- Querele in America per cagione della tassa della
  marca. Grave tumulto in Boston. Sommosse in altre parti
  dell'America. Lega di cittadini volti a cose nuove. Semi
  d'insolite dottrine intorno l'autorit dello Stato. Leghe
  americane contro il commercio inglese. Mirabile costanza dei
  coloni. Congresso generale della Nuova-Jork, e sue operazioni.
  Effetti prodotti in Inghilterra dalle novelle dei tumulti, ed
  ammottinamenti seguti in America. Ministri scambiati. Nuovi
  ministri favorevoli agli Americani. Propongono al Parlamento la
  rivocazione della tassa della marca. Dottor Franklin udito dal
  Parlamento. Orazione di Giorgio Grenville a favore della tassa.
  Orazione di Guglielmo Pitt contro la medesima. Tassa della
  marca rivocata. Dimostrazioni d'allegrezza fatte in Inghilterra
  per tale rivocazione. Se ne mandano tostani avvisi in America.

  LIBRO TERZO                                                 138

  _Sommario._ -- Allegrezza dei coloni, udita la rivocazione della
  marca. Cagioni di nuove alterazioni. Deliberazioni del governo
  a motivo delle nuove ritrosie americane. Ministri scambiati.
  Propongono, e vincono in Parlamento una gabella sopra
  il te, la carta, i vetri ed i colori. Questa gabella 
  accompagnata da altre deliberazioni di sinistro augurio ai
  coloni. Nuovi tumulti, e leghe in America. Soldatesche in
  Boston. Tumulto con isparsione di sangue in Boston. Giudicio
  mirabile in mezzo a tante alterazioni. Mansuetudine del governo
  inglese nel rivocar le tasse, solo lasciata quella del te. Gli
  Americani non se ne mostrano contenti. Il governo insorge
  con deliberazioni rigorose. Gli Americani insorgono dal canto
  loro, e fanno mirabili leghe. Te buttato in mare dai Bostoniani.
  Consiglj rigorosi dei ministri. Gravi commozioni in
  America, e fatti che ne conseguono. Si fanno nuove leghe.
  Tutte le province deliberano di fare un congresso generale
  in Filadelfia.

  LIBRO QUARTO                                                200

  _Sommario._ -- Fede posta dai popoli d'America nel congresso
  generale. Disposizione degli animi in Europa, e particolarmente
  in Francia verso gli Americani. Deliberazioni del congresso.
  Le province le appruovano. Freddezza degli animi in
  Inghilterra rispetto la querela americana. Parlamento convocato.
  I ministri vogliono, che i Massacciuttesi siano chiariti
  ribelli. Orazione di Wilkes contro il partito posto dai
  ministri. Orazione di Harvey in favore. Prevalgono i ministri.
  Mandano soldatesche in America. Accompagnano il rigore con
  una proposta d'accordo, e con promesse di perdoni. Edmundo
  Burke propone al Parlamento un altro modello d'accordo,
  il quale non si ottiene. Causa principale, per cui i ministri
  non vogliono dar ascolto a niuna proposta d'accordo. Rabbia
  degli Americani nell'udire, che i Massacciuttesi fossero
  stati chiariti ribelli. Ogni cosa in America si volge alla
  guerra. Battaglia di Lexington. Assedio di Boston. Universale
  consenso dei coloni nel pigliar le armi, e correre alla guerra.

FINE DELLA TAVOLA





Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, cos come le
grafie alternative (ritrosia/ritrosa e simili), correggendo senza
annotazione minimi errori tipografici.





End of the Project Gutenberg EBook of Storia della Guerra della Independenza
degli Stati Uniti di America, vol. 1, by Carlo Botta

*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DELLA GUERRA V.1 ***

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Section  2.  Information about the Mission of Project Gutenberg-tm

Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of computers
including obsolete, old, middle-aged and new computers.  It exists
because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
remain freely available for generations to come.  In 2001, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.


Section 3.  Information about the Project Gutenberg Literary Archive
Foundation

The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
Revenue Service.  The Foundation's EIN or federal tax identification
number is 64-6221541.  Its 501(c)(3) letter is posted at
http://pglaf.org/fundraising.  Contributions to the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
permitted by U.S. federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
throughout numerous locations.  Its business office is located at
809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
business@pglaf.org.  Email contact links and up to date contact
information can be found at the Foundation's web site and official
page at http://pglaf.org

For additional contact information:
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     Chief Executive and Director
     gbnewby@pglaf.org


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