                              Le disilluse


This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with almost
no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or re-use it
under the terms of the Project Gutenberg License included with this
eBook or online at http://www.gutenberg.org/license.

Title: Le disilluse

Author: Roberto Bracco

Release Date: November 05, 2011 [EBook #37932]

Language: Italian

Character set encoding: ISO-8859-1

*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE DISILLUSE ***




Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli, Barbara Magni, and the
Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net.

This file was produced from images generously made available by The
Internet Archive.

                             ROBERTO BRACCO

                                 TEATRO

                              VOLUME PRIMO

                 NON FARE AD ALTRI... -- LUI LEI LUI --
                UN'AVVENTURA DI VIAGGIO -- UNA DONNA --
                   *LE DISILLUSE* -- DOPO IL VEGLIONE

                              2 EDIZIONE.



                        REMO SANDRON -- Editore

                        Libraio della Real Casa
                         MILANO-PALERMO-NAPOLI

                          PROPRIET LETTERARIA

    _I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati per
    tutti i paesi, non escluso il Regno di Svezia e quello di
    Norvegia._

     assolutamente proibito di rappresentare questi lavori senza il
    consenso scritto dell'Autore _(Art. 14 del Testo Unico 17
    Settembre 1882)_.

    Published in Palermo, 10th. June Privilege of Copyright in the
    United States reserved under the Act approved March 3rd. 1905,
    by Roberto Bracco and Remo Sandron.

    Off. Tip. Sandron -- 126 -- I -- 290312.

                                  ----




                             LE DISILLUSE.

                  _Fiaba per Marionette, in un atto._

Questa _fiaba_ fu improvvisata in pochi giorni, come si rileva dal
prologhetto, per invito della _Societ Filarmonica_ di Napoli e
rappresentata, con musica del maestro _Mario Costa_, nel salone di
quella _Societ_, intorno al 1888. Ai due autori fu assegnato il compito
di offrire, soprattutto, un grazioso spettacolo di atteggiamenti, di
colori e di armonie. Il _libretto_ non doveva essere che un pretesto
per far comparire sulla scena, in costumi fantastici, una schiera di
eleganti giovanotti e fanciulle appartenenti all'aristocrazia, con alla
testa il tenore _Marconi_, il baritono _Kaschman_ e la signora
_Kaschman_, protagonisti della festa mondana.




                        PERSONAGGI DELLA FIABA:

    _Fleno_, _ex re di Zano_.
    _Arunto_, _candidato al trono di Zano_.
    _Clea_, _conduttrice delle_ Disilluse _e_ Disillusa _anch'ella_.
    _Le Fanciulle disilluse_.
    _I Giovanotti_.

    _Cori di voci misteriose_.

Epoca, a piacere. -- L'azione non si svolge in nessuna parte del mondo,
ma, viceversa, poi, si svolge un po' dovunque.




                     PROLOGHETTO DE LE DISILLUSE.


     _(scritto dall'Autore stesso e detto dal Direttore di scena.)_


                        _Il Direttore di scena_

_(a sipario calato, esce dalle quinte e, con una certa emozione, si
rivolge al pubblico.)_

    Per voi, piccol gran pubblico, per voi, mondo dorato,
    Roberto Bracco e Mario Costa hanno improvvisato
    una celia che abbonda di note e di parole,
    uno spettacolino riboccante di fole.
    Come il burattinaio, dinanzi ai bimbi attenti,
    fa muovere i fantocci, prestando lor gli accenti
    d'un estro infantilmente disinvolto, cos
    i nostri cari autori han fatto l per l,
    accogliendo l'invito di questa Direzione
    che non chiedeva fiabe, ma un gioco da salone,
    con un profumo d'arte, per uso delle dame
    e delle damigelle. Quasi foste uno sciame
    di scolarette a spasso, sotto il pretesto della
    estemporaneit, ecco la marachella
    d'ammannirvi, in istrofe fanciullesche e neglette,
    le vicende fantastiche di certe marionette.
    E il peggio  che si allude a cose che sul serio
    vi seccano, bench... vecchie come il salterio:
    _l' amore delle donne, le donne nell'amore._
    _le signorine ansiose di diventar signore,_
    _i falsi voti avversi alla_ _maschilit_,
    _sognata da ogni donna, qual meta e qual met...._
    Insomma, io penso e dico che i due burattinai,
    facendo questa burla, sono maligni assai,
    e che il trattar da bimbi persone come voi,
    per ingannarle prima, per punzecchiarle poi,
    ... _un atto_ che, anche in musica, non merita clemenza.
    Ed io, che, in qualit di _rgisseur_, ma senza
    aver nessuna colpa, mi trovo qui, sul banco,
    per dir cos, dei rei, vo' almeno parlar franco
    e protestare contro Roberto Bracco e Mario
    Costa, pria che davanti a voi s'alzi il sipario.
    Per quel poco che c'entro in queste Disilluse,
    mie dame e damigelle, io v'offro le mie scuse.
    Ed un consiglio v'offro per... _gl'improvvisatori_.
    Applauditeli all'ultimo, ma, appena vengon fuori,
    lasciando cader pigre le manine guantate,
    aprite le boccucce gentili e... sbadigliate.

                                _(via)_




                              ATTO UNICO.


    Le mariage est de toutes les choses srieuses
    la chose la plus bouffonne.

      _Beaumarchais_.


_Una campagna incolta, ricca di fiori e di verzura. In fondo, si eleva
una siepe di cespugli folti. A destra e a manca, sentieruoli erti e
serpeggianti. -- Tra l'edera, il muschio e le felci, la porticina d'un
tugurio. Sopra la porticina, un largo buco a mo' di finestrella. Qua e
l, rovi, ciuffi d'erbe selvatiche, tronchi d'alberi spezzati. Il cielo
 azzurro. Nell'aria si diffonde una luce strana, lievissimamente rosea,
con sfumature giallognole:  un'aria ingombra di vapori leggeri e
leggermente colorati, la quale d alla scena campestre un carattere
fantastico. Si vede scintillare, lontano lontano, in alto, dove sono pi
densi i vapori, il dorato Castello della fantasia._

_(Alzatasi la tela, la scena  vuota. -- Si sente il canto delle
Disilluse portato dal vento. -- Le parole, per fortuna dell'autore,
quasi non si odono.)_

                      _Le Fanciulle, tra cui Clea_

                             _(di dentro)_

     l'alma affranta,
       vuoto il core,
      la vita  infranta,
      il mondo muore.

    Qui di luce mesti incanti
      noi viviamo circonfuse...,
      La natura par che canti:
      Disilluse! disilluse!...

_(Circondate d'una luminosa aureola, le Fanciulle, dagli abiti semplici,
gentili, vaporosi e tinti di colori pallidi, dai capelli sciolti, ornati
di fiori delicati, e dagli atteggiamenti di persone dolci, languide,
annoiate e sospirose, si avanzano a poco a poco. -- Clea  la loro
conduttrice.)_

    Venticello innamorato,
      che d'intorno a noi ti aggiri,
      che ci avvolgi di sospiri
      e ci assedi da ogni lato,
      sappi ben che ci ami invano.
      L'amor nostro  morto a Zano!

    Venticello vagabondo,
      tu che vedi, tu che senti
      tutti i nostri patimenti,
      va laggi, va a dire al mondo
      che noi... gli uomini aboliamo...
      Non amiamo, non amiamo!

_(Si ode un lungo e dolce sbadiglio.)_

    Siam fanciulle... sbadiglianti...
      d'aria e luce circonfuse....
      La natura par che canti:
      Disilluse, disilluse....

_(Continuano a cantare tutte, meno Clea, alla quale esse si rivolgono.)_

    Ma un ricordo di note soavi
      d'altri tempi si va risvegliando.
      Se tu, Clea, quelle note cantavi,
      ogni illusa cantava, sperando.

    Nel tuo core, bellissima Clea,
      ravvivava quel canto la f.
      Ti chiamavan di Zano la dea:
      la canzone era fatta per te.

    Deh! ripeti la canzone
      della spenta illusione.

                                 _Clea_

    Il passato evocher!

                             _Le Fanciulle_

    Canta, canta...

                                 _Clea_

    Canter.

_(ricordando e ripetendo l'antica canzone, con enfasi ridicola)_

    Sei nata nel giardino d'una fata
      che fuga col suo fascino il dolore.
      Al sol de' suo' begli occhi tu sei nata,
      giglio gentile, giglio incantatore.

    Sar fecondo di pace infinita
      il lieto tuo fatidico candore.
      Eternamente amata, la tua vita
      sar un connubio di pace e d'amore.

_(interrompendosi.)_

    Canzone menzognera!
      Chi m'ama?... Chi mi am?...
      Dov' la pace vera?
       pace questa?... No.
      E un'altra strofa, l'ultima,
      io voglio ricordar.
      Mentiva pure! Uditela,
      uditela cantar:

    Sarai fanciulla bella innamorata
      d'un altro come te leggiadro fiore,
      sbocciato nel giardin della tua fata
      che fuga col suo fascino il dolore.

_(Si abbandona sopra un sasso, presso il tugurio del romito, e vinta
dalla noia, si assopisce.)_

                             _Le Fanciulle_

_(dopo la breve estasi di sollievo, ricascano nel triste languore.)_

     l'alma affranta,
       vuoto il cuore,
      la vita  infranta,
      il mondo muore.

_(Lentamente e mollemente, quasi mosse dal venticello, le Fanciulle a
poco a poco si allontanano e spariscono.)_

    Siam fanciulle... sbadiglianti...
      d'aria e luce circonfuse....
      La natura par che canti:
      Disilluse! disilluse!...

                                 _Clea_

                   _(resta addormentata sul sasso.)_

                                _Fleno_

_(avvolto nel suo nero mantello, la testa quasi tutta nascosta nel
cappuccio, la gran barba bianca fluente sul petto, esce dal tugurio.
Vedendo Clea, mormora:)_

La conduttrice delle Disilluse dorme il sonno della noia....
Gesticola.... Sta sognando....

                                 _Clea_

_(in una specie di sonnambulismo, fa con la mano come se discacciasse
un'ape.)_

    Ape molesta
    va via di qua.

                                _Fleno_

    Dorme e par desta.

                                 _Clea_

    Ah! se ne va.

                                _Fleno_

    La bionda mesta
      sognando sta.

                                 _Clea_

_(ricomincia a gesticolare, discacciando l'ape.)_

    Di nuovo qui giunge....
      e torna su me.
      Quest'ape mi punge,
      mi punge.... Perch?

                                _Fleno_

_(le si accosta, per liberarla dall'insetto importuno.)_

    D'un'ape ella parla
      e l'ape non c'.
      Ma, intanto, sognarla!...
      Sognarla!... Perch?

                     _(Vedendo che ella si desta.)_

    Si sveglia.... Si sveglia....

                                 _Clea_

                         _(aprendo gli occhi.)_

    Sei tu!

                                _Fleno_

    S....

                                 _Clea_

    Che fai?

                                _Fleno_

    Chi dorme... e chi veglia....

                                 _Clea_

    M'hai punta?...

                                _Fleno_

      No!... Mai!
    Non c'era l'ape; nemmen c'ero io.
    Chi ti pungeva davver non so.
    .... Pungeva forse qualche desio
    che viene in sogno... ma in veglia no.

                                 _Clea_

    Non indagare nel sogno mio....
    Chi mi pungeva davver non so.
    Pungeva forse qualche desio
    che viene in sogno... ma in veglia no.

                            _(andandosene)_

    A rivederci.... Buon vecchio, addio!
    Le Disilluse raggiunger vo'....

                                _Fleno_

                      _(con insinuante furberia)_

    A rivederci... Pensa al desio....
    che punge in sogno, ma in veglia no.

                                 _Clea_

                              _(va via.)_

                                _Fleno_

         _(seguendo con lo sguardo Clea, e scotendo la testa:)_

Va a raggiungere le Disilluse!... Ingenue! La loro disillusione  la pi
grande delle illusioni! Esse credono d'aver sofferto assai, appunto
perch non sanno che cosa sia soffrire. Se avessero provata una sola
delle sventure toccate a me!...

                      _(Rivolgendosi al pubblico)_

Io sono l'ex re di Zano: un regno senza impicci, un regno piccolo
piccolo, un regno tascabile.... Ed io, infatti, avevo in tasca il mio
regno e i miei sudditi; -- ma ora sono essi che hanno in tasca me! Ah!
Quando ricordo il giorno della rivolta, mi rivengono i brividi! Che
batoste, e che paura!... Io me la svignai travestito da vecchio; e in
questa.... vecchiezza continuo a nascondermi, perch _(accennando, col
gesto, alle probabili busse)_ la prudenza non  mai troppa!...

    Quel giorno, che catastrofe!
      Ed io, mutando viso
      per non morire ucciso,
      fuggii... Fuggii sin qui!

    Romito, in un tugurio
      sinistramente muto,
      al regno che ho perduto
      penso la notte e il d.

    Ah! come le memorie
      mi danzano d'intorno
      e tornano ogni giorno
      a dir: tu fosti re!

    Mi pesa questa maschera
      d'umile vecchio inetto,
      ribellasi nel petto
      il giovanile ardor.

    Son di me stesso, misero,
      la tetra sepoltura....
      Son morto addirittura...
      ahim!, vivendo ancor.

    E le memorie danzano
      intorno a questo morto,
      che non  ancor risorto...
      che morto ancor non .

_(Rattristato, rientra nel suo tugurio, e si rincantuccia sotto l'arco
della porta.)_

                           _Voci misteriose_

    Avanti, Arunto,
      non ti stancar.
      Se non se' giunto,
      non ti fermar.

    La terra  immensa....
      Sembra piccina....
      Cammina e pensa,
      pensa e cammina.

_(Arunto comparisce nel suo abito smagliante, con in mano una borsetta
da viaggio, e le voci misteriose continuano:)_

    Coraggio, Arunto,
      non disperar.
      Se non se' giunto
      non ti fermar.

    Per chi dispera
      tutto  rovina.
      Cammina e spera,
      spera e cammina!

                                _Arunto_

              _(stanco, scoraggiato, guardandosi attorno)_

    Cessate, o voci arcane! Ahim, dal petto
      ogni speranza gi fuggir mi sento.
      A interrogare il cielo io sono intento,
      ma un lieto auspicio inutilmente aspetto.

    O tu, di gloria bel sogno dolcissimo,
        vanisci a poco a poco:
    e dell'antica mia perduta audacia
        ora il ritorno invoco.

    Misteriosi e lieti m'accompagnano,
      nel mio cammin fatale, questi canti;
      e i monti, i fiumi, gli alberi mi dicono:
      Coraggio Arunto! Avanti, avanti, avanti!

    Ma tu, di gloria mio sogno dolcissimo,
        vanisci a poco a poco;
    e invano della mia perduta audacia
        ora il ritorno invoco.

                                _Fleno_

                             _(scotendosi)_

La pace sia con te!

                                _Arunto_

                      _(accorgendosi del romito)_

Oh! Credevo d'essere solo.

                                _Fleno_

E sei solo, difatti.

                                _Arunto_

E tu?

                                _Fleno_

Io mi chiamo: Nessuno!

                                _Arunto_

Chi t'ha dato questo nome?

                                _Fleno_

La sventura.

                                _Arunto_

Poveretto!

                                _Fleno_

Anche tu mi sembri una persona non molto allegra. Devi avere pi d'un
diavolo per capello.... Che vuoi? Dove vai? Donde vieni? Chi sei?

                                _Arunto_

Io sono Arunto. Vengo da Zano....

                                _Fleno_

                             _(sussulta.)_

                                _Arunto_

Vado... non so dove. E voglio... undici fanciulle. Non ti
sorprendere.... L'impresa mia  pi nobile di quanto, per avventura, tu
immagini. Il popolo di Zano mi ha incaricato di ricondurre in patria le
undici fanciulle, le pi belle del regno, che, disilluse della vita,
volarono via, emigrando dalla terra nativa.

                                _Fleno_

                         _(con ansia repressa)_

Ah? Il popolo di Zano ti ha dato codesto incarico? E raccontami,
raccontami: che si fa laggi? Come se la passano quei bravi rivoltosi?

                                _Arunto_

Rivoltosi! E come sai...?

                                _Fleno_

                        _(confondendosi un po')_

.... Qualche volta il vento pettegolo viene a susurrarmi all'orecchio le
notizie dei paesi lontani.... _(Tra s)_ Che sia un mandatario dei miei
nemici? _(Ad Arunto, con dissimulazione)_ Non conosco Zano che di nome.
 un vasto regno?

                                _Arunto_

Non se ne vedono i confini.... C' sempre la nebbia.

                                _Fleno_

E che fanno i partiti politici?

                                _Arunto_

Ognuno fa quello che l'altro non fa.

                                _Fleno_

E chi sieder sul trono?

                                _Arunto_

Chi lo porter sulle spalle.

                                _Fleno_

Parli come una sibilla. Non vuoi dirmi la verit?

                                _Arunto_

                            _(con prudenza)_

Per ora il popolo non chiede che le fanciulle fuggitive. Un re c'
sempre tempo di eleggerlo o di fabbricarlo. Ma la bellezza di undici
fanciulle non si fabbrica e non si elegge.

                                _Fleno_

Ti preme molto il trovarle?

                                _Arunto_

Non lo vedi? Passo di paese in paese, m'inoltro in terre sconosciute,
non riposo mai.... _(Desolato)_ E non le trovo!...

                                _Fleno_

Sono undici, hai detto? Sono belle? Sono disilluse della vita? Ebbene,
tu non sei lontano da loro.

                                _Arunto_

                           _(con viva gioia)_

Che!?

                                _Fleno_

Vedi tu quell'aureo castello che scintilla nell'atmosfera vaporosa?

                                _Arunto_

Lo vedo.

                                _Fleno_

 la dimora delle Disilluse:  il castello della Fantasia. Quando qui
giunsero volando sulle ali della disillusione, si posarono lass.
Costruirono un nido di raggi di sole, e il nido, forte della
invulnerabile castit delle candide abitatrici, fu ben presto solido e
inespugnabile come una rocca e prezioso come un immenso ninnolo d'oro.
In quel castello, che la loro immaginazione ha creato, esse, le candide
abitatrici, vivono d'aria, di luce e di malinconia; e, tutte assorte
nella loro profonda disillusione, menano una vita dolcissima... e si
annoiano mortalmente.

                                _Arunto_

_(giubilante)_ Io so tutto ci che mi basta.... Vado, corro subito....
Mi getter subito ai loro piedi....

                                _Fleno_

Non tanta foga, giovanotto mio! Sulla porta di quel castello  scritto:
_Abbasso gli uomini!_ Piuttosto, io ti consiglierei di aspettare qui.
Spesso dal loro nido vengono fuori, e volano, volano, girovagando tra i
ruscelli, gli alberi, i fiori, e spesso qui si fermano riempiendo l'aria
dei lor lai melodiosi.

                                _Arunto_

Benissimo! Benissimo!

                                _Fleno_

Non tanta foga, giovanotto mio! Hai da sapere ch'esse fuggono e riparano
nel loro castello al solo sospetto di un giovine viso maschile. E
sarebbero anche capaci di dileguarsi se il giovine viso maschile si
ostinasse a seguirle.

                                _Arunto_

Dileguarsi? Come se fossero nuvole?!

                                _Fleno_

Difatti, talvolta i loro occhi lampeggiano..., tal altra si sciolgono in
pioggia... di lagrime.

                                _Arunto_

                         _(di nuovo consolato)_

Sicch,  inutile aspettarle,  inutile sperare.... Ma tu, le conosci?

                                _Fleno_

S, a me queste farfalle latitanti concedono qualche minuto della loro
presenza e della loro conversazione, perch io, capisci?, essendo
vecchio decrepito, non arreco loro spavento.... Anzi, ispiro fiducia....

                                _Arunto_

                               _(tra s)_

La chiama fiducia, lui. _(A Fleno)_ Ah! buon vecchio, se potessi
afferrarle, se potessi parlare con loro!...

                                _Fleno_

Lo potrai fra una sessantina d'anni, cio quando sarai vecchio come me.

                                _Arunto_

                            _(disperandosi)_

Ah, perch mia madre non mi ha fatto nascere sessant'anni prima?!

                                _Fleno_

_(commosso)_ Senti.... Io ho il mezzo di farti diventar vecchio....

                                _Arunto_

In che modo?

                                _Fleno_

Non m'interrogare, e non indagare. Io entrer nel mio tugurio. E,
dall'alto di quel finestrino, ti porger la mia Vecchiezza. Bada per:
dopo sbrigata la bisogna, tu, di nascosto, la mia Vecchiezza mi
renderai. Io, intanto, per sottrarmi a ogni ricerca... -- so quel che
dico -- ... chiuder a chiave la porta del tugurio.

                                _Arunto_

                           _(con effusione)_

Oh! grazie! grazie! Tu sei il mio salvatore! Grazie!

                                _Fleno_

Aspetta. _(Entra nel tugurio, chiude a chiave la porta, e, dopo qualche
istante, ricompare dietro il finestrino col viso di giovane. Allungando
un braccio, fa penzolare la finta barba bianca. E, poich Arunto ha lo
sguardo rivolto dalla parte opposta, egli, Fleno, lo chiama:)_ Ehi!...
pss! pss!...

                                _Arunto_

_(si volta, si avvicina con meraviglia; e poi, quando Fleno gli consegna
la barba, egli se l'appiccica alla faccia, assumendo la fisonomia di
Fleno.)_

                                _Fleno_

    Ecco la barba della Vecchiezza
      che cangia il viso, ma non l'et.
      Con questa barba la Giovinezza
      piglia un aspetto d'innocuit.

                                _Arunto_

                        _(mettendosi la barba)_

    Di sotto il pelo bianco
      io giovine sar,
      ch nulla ho in me di stanco
      e vecchio il cor non ho.

                                _Fleno_

_(dal finestrino, porgendo ad Arunto prima il mantello nero, poi il suo
lungo bastone.)_

    Ecco il mantello della Vecchiezza
      che cela l'uomo dal capo a pi;
      ecco il bastone della stanchezza
      di chi nel cuore vecchio non .

                                _Arunto_

                       _(mettendosi il mantello)_

    Sotto il mantello nero
      io mi nasconder
      e sempre quello che ero
      e quel che son sar.

                                _Fleno_

    T'ho dato, credimi,
      tutto me stesso....

                                _Arunto_

    Te ne ringrazio!
      Parla sommesso....

                                _Fleno_

    D'essere innocuo
      per poco io cesso.

                                _Arunto_

    Vecchio decrepito
      io sono adesso!

                                _Arunto_

                               _(tra s)_

    Di sotto il pelo bianco
      io giovine sar,
      ch nulla ho in me di stanco
      e vecchio il cor non ho.

                                _Fleno_

                               _(tra s)_

    Che l'apparenza inganni,
       antica verit.
      Ed egli, ne' miei panni,
      le ingenue inganner.

                                _Arunto_

_(si mette a sedere, tutto raggomitolato, presso il tugurio, fingendo
d'essere Fleno.)_

                             _Le Fanciulle_

                             _(di dentro)_

     l'alma affranta,
       vuoto il cuore,
      la vita  infranta,
      il mondo muore.

_(Si avanzano con la solita lentezza, nel solito atteggiamento di
languore.)_

                           _Voci misteriose_

    Coraggio, Arunto,
      non disperare.
      Se non sei giunto
      non ti fermare.

    Per chi dispera
      tutto  rovina!
      Cammina e spera,
      spera e cammina.

                                _Arunto_

_(sentendo il canto delle Disilluse e vedendole venire)_

Ah! eccole.... _(Dopo una pausa, parla alle Fanciulle, imitando la voce
di Fleno)_ La pace sia con voi!

                                 _Clea_

Grazie, buon vecchio. La pace  con noi.

                                _Arunto_

                  _(tra s, guardandola di sottecchi)_

Che splendida creatura!

                                 _Clea_

Mi sembri inquieto. Che fai?

                                _Arunto_

La figura di uno stranissimo mago m' apparsa or ora. M'ha parlato di
voi, ed  sparito.

                                 _Clea_

                     _(mal frenando la curiosit)_

E che t'ha detto?

                                _Arunto_

M'ha data questa borsa _(mostrandola)_, dicendo che contiene dei doni
per tutte voi. E io gli ho promesso di consegnarveli: non ho saputo dir
di no....

                                 _Clea_

Dei doni!...

                          _Le altre Fanciulle_

Dei doni!...

                         _Clea e le Fanciulle_

E che saranno? Che saranno?...

                                _Arunto_

Chi sa! A vederli, sono degli involtini eleganti.... Conterranno
qualche... qualche gingillo, qualche sorpresa. Potrebbero essere dei
pegni d'affetto, per esempio, come quelli che si offrono... in occasione
delle promesse di nozze....

                         _Clea e le Fanciulle_

                            _(tumultuando)_

Nozze?!... Mai! Mai! Mai!

                                _Arunto_

Non vi spaventate.... Ho voluto sperimentarvi. Il mago m'ha detto... che
soltanto le fanciulle irremovibili nel loro proposito sarebbero degne
del suo dono. Sicch, ora che sono sicuro delle vostre intenzioni, posso
adempiere il mio compito.

                         _Clea e le Fanciulle_

                              _(ansiose)_

Date... date qua... date qua... date qua....

                                _Arunto_

                      _(aprendo la borsa, tra s)_

Alla mia divina interlocutrice non glielo do, perch a lei spero di
provvedere... personalmente. _(Rivolgendosi alle Fanciulle e
distribuendo gl'involti)_ A voi.... A voi.... A voi.... A voi.... A
voi....

                                 _Clea_

_(quando  finita la distribuzione,  assai scontenta di non aver
ricevuto niente, e resta imbronciata, quasi con le lagrime.)_

                                _Arunto_

_(osserva e finge)_ Oh! Ne ho perduto uno!... _(A Clea)_ Sono
dolentissimo, ma....

                             _Le Fanciulle_

_(dopo avere disfatto l'involtino, guardano con meraviglia e con gioia
mal celata ci che vi hanno trovato dentro: cio un ritratto e una
lettera.)_ _(Esclamano:)_ Un ritratto! _(Poi, entusiasmandosi)_ Il
ritratto d'un giovane!...

                                _Arunto_

E l..., che cos' scritto? Leggete!

                             _Le Fanciulle_

_(con crescente entusiasmo)_ Una lettera!... _(L'aprono e leggono:)_

    Io vi scrivo, damigella,
      per offrirvi la mia mano.
      So che siete tanto bella,
      ch'io son ricco  noto; ma....

      se un pochino non m'invita
      il cuor vostro, tutto  vano,
      che non bastano alla vita
      di due sposi oro e belt.

_(Il loro volto s'irradia. Esse, commosse, leggono e rileggono la
lettera, guardano il ritratto e si guardano tra loro con un misto di
riluttanza e di contentezza.)_

                                _Arunto_

_(notando il loro mutamento, tra s)_ Lo dicevo io!... Il mezzo 
sicuro! _(Alle fanciulle, con circospezione)_ E se vi dicessi che a
ognuno di questi ritratti corrisponde un originale e a ognuna di queste
lettere un po' di vero amore, fareste il sagrifizio di...
_rimpa...tria... re_?

                             _Le Fanciulle_

_(con ostentazione)_ Eh.... Per non essere troppo sgarbate....

                                 _Clea_

_(non potendone pi)_ E a me?

                                _Arunto_

_(tra s)_ Ora posso rivelarmi, che esse, in fede mia, non si
dilegueranno. _(A Clea, lasciando cadere di dosso il mantello e buttando
via la barba)_ La mia lettera  scritta qui _(indica il suo cuore)_ e il
mio ritratto  questo, _(indica il suo viso)_.

                                 _Clea_

_(sussultando di giubilo)_ Come?! Tu non sei il vecchio romito?....

                             _Le Fanciulle_

Ooooh!...

                                _Arunto_

Arunto mi chiamo!

                             _Le Fanciulle_

_(in un sommesso mormorio, fanno l'eco:)_ Amo... amo... amo.... _(Indi,
contemplando il ritratto e la lettera che hanno tra le mani, si fermano
qua e l, formando gruppi pittoreschi.)_

                                _Arunto_

                        _(con dolcezza, a Clea)_

    Solo vincere e regnare
      vagheggiai con volutt:
      eran le speranze care
      della mia ingenuit.

    Non fui mai corteggiatore
      delle donne. Sai perch?
      Non mai vidi lo splendore
      che rifulger vedo in te!

                                 _Clea_

    Solo vivere d'oblio
      vagheggiai con volutt.
      Dissi al povero cor mio:
      fuggi il mondo, fuggi, va.

    Dell'amore io diffidai....
      Ne ignoravo le virt,
      ch nessun mi parl mai
      come adesso parli tu.

                                _Arunto_

                            _(con passione)_

    Io, guardandoti gli occhioni,
      vedo aprire un usciolino:
      il mio amore, ginocchioni,
      vuole entrarci, ma... prestino.

                                 _Clea_

                            _(con dolcezza)_

    Entri pure questo amore:
      l'usciolin s'apre per lui.
      Entri e resti finch muore....
      Non son pi quella che fui!

                            _Clea e Arunto_

                           _(abbracciandosi)_

    Di rinascere mi pare,
      ma... non come nacqui un d.
      Io rinasco per amare
      come nasce il colibr.

    Esso al nido sa portare
      miele e amore: zu zu zu....
      Di rinascere mi pare,
      ma... non come nacqui un d.

                             _Le Fanciulle_

_(intanto, continuano a contemplare il ritratto e a rileggere la
lettera.)_

    Io vi scrivo, damigella,
      per offrirvi la mia mano.
      So che siete tanto bella,
      ch'io son ricco  noto; ma....

    se un pochino non m'invita
      il cuor vostro, tutto  vano,
      ch non bastano alla vita
      di due sposi oro e belt.

_(Ognuna da s, con ostentata ingenuit)_

    Offrire la mano?
      Che mai vorr dire?
      O Dio! Com' strano!...
      Mi par d'arrossire!

                            _Clea e Arunto_

                 _(l'una accanto all'altro, in estasi)_

    Mi sento l'anima
      da un'anima ghermire,
      ed ecco stringonsi
      insiem come due spire.

    A un filo magico,
      ch' un raggio dell'Eliso,
      legate, volano
      del cielo nel sorriso.

                                _Fleno_

_(che sporge la testa dal finestrino, senza essere veduto, borbotta:)_

    Cos' cotesto affare?!
      Si sono intesi gi?
      Si tratta... di volare!
      A vele gonfie ei va.

    Ed io, che, senza vela,
      pi navigar non so,
      qui reggo la candela....
      Un bell'ufficio fo!

                             _Le Fanciulle_

_(affollandosi e facendo ressa intorno ad Arunto lo interrogano in tono
lamentevole.)_

    O cavaliere amabile,
      voi di lusinghe e speme
      venite apportatore.
      Or diteci, di grazia,
      quello che pi ci preme:

                       _(mostrando il ritratto)_

      dov' questo signore?

    Noi ne vediam l'immagine...!
      L'immagine  gentile;
      ma l'_uom_ chi ce lo d?
      Noi ne leggiam la lettera,
      che  scritta in bello stile;
      ma il resto... dove sta?

                                _Arunto_

                       _(tra s, maliziosamente)_

    Che fretta, caspita!
      Ho ben capito:
      lo voglion subito
      questo marito.

    Che sian confuse
      a me non pare....
      Le disilluse
      si dan da fare.

    Il gran proposito
       gi sfumato,
      pensando al giovine
      innamorato.

    Son d'una pasta
      queste figliole!
      A lor non basta...
      di restar sole!

_(Rivolgendosi alle Fanciulle per tranquillarle)_

    Rassicuratevi,
      fanciulle mie.
      Altro che storie
      e fantasie!....

    Se l'impazienza
      frenate un po'
      dandomi udienza,
      vi spiegher.

_(Se le chiama attorno, e mentre esse sono tutte intente a udirlo, egli
spiega l'enigma:)_

    Di queste immagini
      ogni fanciulla
      pu far degli uomini
      o... non far nulla.

    Sono ritratti
      d'uomini veri,
      un poco matti
      s, ma sinceri.

    Sposano ed amano
      sinceramente,
      ognun dicendovi
      quello che sente.

    Ma se per poco
      voi diffidate,
      vi spegne il foco....
      Ahim! badate.

                             _Le Fanciulle_

_(si mostrano vivamente emozionate e parlano tra loro con molto
fervore.)_

    -- Da queste immagini
      possono uscire
      proprio degli uomini?!

    -- C' da impazzire!

    -- Sono ritratti
      d'uomini veri?!

    -- Vedrem dai fatti
      se son sinceri.

    -- Sposano ed amano
      sinceramente?!

    -- Fidare e credere
      non  prudente.

    -- Ma se per poco
      noi diffidiamo,
      si spegne il foco....

    -- No! no! Badiamo!

                                _Arunto_

                  _(continuando a spiegare l'enigma.)_

    Di queste immagini
      mi son munito,
      ch dentro ascondono
      un bel marito.

    Se dunque amate
      intensamente,
      voi conquistate
      l'uomo latente.

    Tutti i miracoli
      pu far l'amore,
      che  gi un fenomeno
      superiore.

    Ogni ritratto
      diventer
      un uomo adatto....
      che sposer.

                                _Fleno_

                               _(tra s)_

    Ma che fa? Le piglia in giro?
     un burlone, o  un fakiro?

                             _Le Fanciulle_

_(raggianti, ma ancora un po' dubbiose, restano mute, perplesse.)_

                                _Arunto_

    Ebben, su, che risolvete?
    Siete, alfine, innamorate?

                             _Le Fanciulle_

                             _(pudibonde)_

    Cavaliere, via, tacete!
    Perch ci mortificate?

                                _Arunto_

                        _(in tono canzonatorio)_

    Dite di no?

                             _Le Fanciulle_

               _(abbassano gli occhi e non rispondono.)_

                               _(Pausa.)_

                                _Arunto_

                        _(piegando le braccia)_

    Aspetter.

                               _(Pausa.)_

    Dite di s?

                             _Le Fanciulle_

                    _(irrefrenabilmente prorompono)_

    S, s, s, s!...

                                _Arunto_

    Ah! finalmente!
      Ed ora attente,
      attente a me.

_(Raccoglie dalle loro mani i ritratti e, con la solennit d'un
ispirato, li lascia cadere a uno a uno dietro la siepe. Quindi, con
gravit e mistero, che stuzzica sempre pi la curiosit non
disinteressata delle ragazze, aspetta il risultato del suo audace
incantesimo, dicendo:)_

    Uno!... due!... tre!

_(Al tre, dietro la siepe compariscono, scattando su come fantocci da
una scatola, tanti giovanotti, belli e luminosamente vestiti, quanti
ritratti Arunto ha seminati; ed egli, con un gesto trionfale, esclama:)_

    Chiedeste uomini?
      Eccoli qua!

                             _Le Fanciulle_

_(pazze di gioia, corrono ognuna presso il rispettivo fidanzato.)_

    Oh, l'ineffabile
      felicit!...

                             _I Giovanotti_

_(amorosamente, parlano, ognuno alla propria sposina.)_

    Io ti ho scritto, damigella,
      per offrirti la mia mano.
      Lo sapevo che sei bella;
      ch'io son ricco  noto; ma,...

                             _Le Fanciulle_

     il mio core che t'invita.
      T'ho chiamato da lontano....
      Gi di te m'ero invaghita.
      Dove? Quando? Chi lo sa!

                                _Arunto_

                           _(alle Fanciulle)_

Sicch voi ritornate a Zano con me?

                             _Le Fanciulle_

                            _(vociferando)_

Ritorniamo! Ritorniamo!

                                _Arunto_

Io metto ai vostri piedi la mia riconoscenza. Ora che la mia impresa 
riuscita posso dirvene la ragione e posso dirvi quanto vi debbo.

                                _Fleno_

_(che, senza esser visto, non ha mai cessato di far capolino dal buco
del suo tugurio, sporge ora un poco pi il capo per meglio udire, e
mormora:)_

Finalmente capir anch'io qualche cosa.

                                _Arunto_

                           _(alle Fanciulle)_

Quando voi, disilluse, fuggiste da Zano, quel popolo aveva discacciato
dal trono il re Fleno... e aveva fatto benissimo!

                                _Fleno_

                          _(offeso, tra s:)_

Oh! questo poi!

                                _Arunto_

Un pessimo arnese, senza carattere, senza energia, senza intelligenza...

                             _Le Fanciulle_

 vero!  vero!

                                _Fleno_

                              _(tra s:)_

Cortesissime!

                                _Arunto_

Ebbene, io mi presentai candidato al trono. Promisi mari e monti, e
spesi un fiume... di quattrini, ma non conchiusi nulla. Senonch, il
popolo di Zano mi fece sapere ch'esso concederebbe il trono a chi
ritrovasse e riconducesse nel regno le Fanciulle disilluse. Accettai il
patto, compresi che la disillusione, con la relativa fuga, non poteva
avere avuto altra causa che la mancanza di quel prezioso gingillo che si
chiama marito; e quindi, provvedutomi di questo articolo in effigie e in
epistola, impresi il viaggio e... il resto lo sapete.

    Ogni miracolo
      pu far l'amore,
      che  gi un fenomeno
      superiore.

L'amore, quando  verace, d corpo alle ombre, fa d'un ritratto un uomo,
fa di un nulla un marito....

                                _Fleno_

                              _(tra s:)_

... e di un marito un nulla!

                                _Arunto_

E, difatti, sotto la pioggia del vostro amore, i mariti vi sono spuntati
dinanzi... come i funghi. In conclusione, io vi condurr a Zano, avr il
premio, sar acclamato re, e, per regalo di nozze, offrir alla mia
sposa, una corona... di Regina.

                        _Giovanotti e Fanciulle_

Sia gloria ad Arunto, il futuro re di Zano!

                                _Fleno_

                 _(uscendo, modestamente, dal tugurio)_

Domando la parola per un fatto personale.

                        _Giovanotti e Fanciulle_

Chi ? Chi ?...

                                _Fleno_

                           _(alle Fanciulle)_

Non mi riconoscete, eh? Il vostro amico, il vostro vicino, il vostro
povero romito.... Signorine mie, avete creduto per tanto tempo alla mia
Vecchiezza: ma essa era falsa, come la vostra Disillusione.

                             _Le Fanciulle_

E allora, chi eravate? Chi siete?

                                _Fleno_

Io ero e sono... Fleno, il re discacciato da Zano.

                         _(Sorpresa generale.)_

                         _Una delle Fanciulle_

S... ora mi rammento di avervi visto una volta in funzione. Fu il
giorno in cui cadeste da cavallo.

                                _Fleno_

Oh, non mi parlate di quel cavallo!... Era un asino!

                                _Arunto_

... Mi scuserai se t'ho fatto un po' di critica.... Vuoi che io
rettifichi?

                                _Fleno_

Non rettificare, ma permettimi invece di fare appello alla tua
coscienza. Prestandoti la mia Vecchiezza, t'ho dato modo di guadagnare
un regno e una donna, che vale pi del regno. Vuoi essere riconoscente?
Tieniti la donna e cedi il regno a me. A quanto ho sentito, chiunque
ricondurr queste fanciulle a Zano avr in premio il trono rimasto
vuoto. Lascia che riconduca io le belle fuggitive in patria. Cos il
premio sar mio e riavr quel che mi fu tolto.

                                _Arunto_

                          _(un po' titubante)_

Ma io ho promesso il regno alla mia fidanzata...  lei che deve
decidere.

                                 _Clea_

                            _(solennemente)_

A me basta il Regno dell'Amore! Ritorni Fleno al suo trono!

                                _Fleno_

              _(con pari solennit, stringendole la mano)_

Signorina,... voi siete un galantuomo!

                                _Arunto_

Va, dunque, buon Fleno: mettiti alla testa di queste felici coppie di
sposi. Chiudi un occhio per la strada... e va a rifarti re!

                        _Giovanotti e Fanciulle_

Sia gloria a Fleno, il futuro re di Zano!

                                _Arunto_

Con lo stesso entusiasmo avete acclamato me un minuto fa!

                                _Fleno_

La politica, mio caro,  opportunista come il cuore della donna! Ed
ora... voglio lasciare a queste contrade un ricordo del falso vecchio
romito, la cui falsit  stata utile a tanta gente giovane e forte. Ecco
un robusto tronco d'albero eterno _(mostrando ad Arunto un tronco
d'albero, che ha alla cima quasi l'impronta d'una faccia umana)_ il
quale continuer a rappresentare l'esperienza della Vecchiezza e la
forza della Giovent. _(Truccando il tronco da romito, col mantello, con
la barba e col bastone)_ Chi sa che anch'esso, con questi panni e questa
barba, non debba rendere qualche servigio all'umanit! _(Il tronco ha
preso l'aspetto del vecchio romito)_ Cos.... Cos! _(Salutando il
fantoccio)_ Addio, addio, romito!

                                _Tutti_

Addio, romito! Addio!

    _(Grande animazione, saluti, strette di mano, manifestazioni di
                       tenerezza e di allegria.)_

                                 _Clea_

Addio, compagne d'esilio!

                             _Le Fanciulle_

Addio, Clea!

                                _Arunto_

Addio, Fleno! Addio, fanciulle!

                            _Arunto e Clea_

Noi andiamo a far l'amore!

                             _Le Fanciulle_

Noi andiamo a far le mogli!

                            _Arunto e Clea_

Non  lo stesso!

                                _Fleno_

Io vado a non far niente!

_(Si avvia su per un erto sentiero, e, capitanando le coppie degli
sposi, le esorta, con gesto di trionfatore, a seguirlo)_.

                                _Tutti_

Viva il Re! Viva l'Amore! Viva il Matrimonio!

_(L'animazione cresce. -- Arunto e Clea, affascinati, abbracciati,
s'incamminano su per un sentiero opposto. -- I vapori dell'atmosfera si
vanno diradando... come la pazienza del pubblico.)_

                                _Arunto_

                               _(a Clea)_

    Vieni, vieni, mia Regina,
      dove un suddito sar.
       quell'isola divina,
      che Citera si chiam.

                                 _Clea_

                             _(ad Arunto)_

    Purch sia molto vicina,
      purch sia piena di te,
      non voglio esserne Regina:
      tu devi essere il mio re.

                                _Fleno_

                            _(alle coppie)_

    Il sentiero  lungo e annoia
      chi pedestre a Zano va;
      ma... c' qualche scorciatoia...
      che opportuna vi parr.

                                _Tutti_

_(agitando i fazzoletti, s'allontanano, e, scambiandosi saluti
romorosamente, anche salutano e risalutano il tronco d'albero, che forse
vorrebbe rispondere, ma non pu. -- Una bianchissima luce inonda la
scena. -- Cala la tela lentamente.)_


                                  ----




                         Nota del Trascrittore


Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici. Sono stati corretti i
seguenti refusi (tra parentesi il testo originale):

    333 -- aprendo la borsa [porta], tra s
    338 -- venite apportatore [appartatore]
    345 -- in effigie e in epistola [espistola]





*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE DISILLUSE ***




                     A Word from Project Gutenberg


We will update this book if we find any errors.

This book can be found under: http://www.gutenberg.org/ebooks/37932

Creating the works from public domain print editions means that no one
owns a United States copyright in these works, so the Foundation (and
you!) can copy and distribute it in the United States without permission
and without paying copyright royalties.  Special rules, set forth in the
General Terms of Use part of this license, apply to copying and
distributing Project Gutenberg(tm) electronic works to protect the
Project Gutenberg(tm) concept and trademark. Project Gutenberg is a
registered trademark, and may not be used if you charge for the eBooks,
unless you receive specific permission. If you do not charge anything
for copies of this eBook, complying with the rules is very easy. You may
use this eBook for nearly any purpose such as creation of derivative
works, reports, performances and research. They may be modified and
printed and given away - you may do practically _anything_ with public
domain eBooks.  Redistribution is subject to the trademark license,
especially commercial redistribution.



                   The Full Project Gutenberg License


_Please read this before you distribute or use this work._

To protect the Project Gutenberg(tm) mission of promoting the free
distribution of electronic works, by using or distributing this work (or
any other work associated in any way with the phrase "Project
Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
Gutenberg(tm) License available with this file or online at
http://www.gutenberg.org/license.


 Section 1. General Terms of Use & Redistributing Project Gutenberg(tm)
                            electronic works


*1.A.* By reading or using any part of this Project Gutenberg(tm)
electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
and accept all the terms of this license and intellectual property
(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all the
terms of this agreement, you must cease using and return or destroy all
copies of Project Gutenberg(tm) electronic works in your possession. If
you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
Gutenberg(tm) electronic work and you do not agree to be bound by the
terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.

*1.B.* "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
used on or associated in any way with an electronic work by people who
agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few things
that you can do with most Project Gutenberg(tm) electronic works even
without complying with the full terms of this agreement. See paragraph
1.C below. There are a lot of things you can do with Project
Gutenberg(tm) electronic works if you follow the terms of this agreement
and help preserve free future access to Project Gutenberg(tm) electronic
works. See paragraph 1.E below.

*1.C.* The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the
Foundation" or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of
Project Gutenberg(tm) electronic works. Nearly all the individual works
in the collection are in the public domain in the United States. If an
individual work is in the public domain in the United States and you are
located in the United States, we do not claim a right to prevent you
from copying, distributing, performing, displaying or creating
derivative works based on the work as long as all references to Project
Gutenberg are removed. Of course, we hope that you will support the
Project Gutenberg(tm) mission of promoting free access to electronic
works by freely sharing Project Gutenberg(tm) works in compliance with
the terms of this agreement for keeping the Project Gutenberg(tm) name
associated with the work. You can easily comply with the terms of this
agreement by keeping this work in the same format with its attached full
Project Gutenberg(tm) License when you share it without charge with
others.

*1.D.* The copyright laws of the place where you are located also govern
what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
a constant state of change. If you are outside the United States, check
the laws of your country in addition to the terms of this agreement
before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
creating derivative works based on this work or any other Project
Gutenberg(tm) work.  The Foundation makes no representations concerning
the copyright status of any work in any country outside the United
States.

*1.E.* Unless you have removed all references to Project Gutenberg:

*1.E.1.* The following sentence, with active links to, or other
immediate access to, the full Project Gutenberg(tm) License must appear
prominently whenever any copy of a Project Gutenberg(tm) work (any work
on which the phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the
phrase "Project Gutenberg" is associated) is accessed, displayed,
performed, viewed, copied or distributed:

    This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
    almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away
    or re-use it under the terms of the Project Gutenberg License
    included with this eBook or online at http://www.gutenberg.org

*1.E.2.* If an individual Project Gutenberg(tm) electronic work is
derived from the public domain (does not contain a notice indicating
that it is posted with permission of the copyright holder), the work can
be copied and distributed to anyone in the United States without paying
any fees or charges. If you are redistributing or providing access to a
work with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on
the work, you must comply either with the requirements of paragraphs
1.E.1 through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
Project Gutenberg(tm) trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
1.E.9.

*1.E.3.* If an individual Project Gutenberg(tm) electronic work is
posted with the permission of the copyright holder, your use and
distribution must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and
any additional terms imposed by the copyright holder. Additional terms
will be linked to the Project Gutenberg(tm) License for all works posted
with the permission of the copyright holder found at the beginning of
this work.

*1.E.4.* Do not unlink or detach or remove the full Project
Gutenberg(tm) License terms from this work, or any files containing a
part of this work or any other work associated with Project
Gutenberg(tm).

*1.E.5.* Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
electronic work, or any part of this electronic work, without
prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
active links or immediate access to the full terms of the Project
Gutenberg(tm) License.

*1.E.6.* You may convert to and distribute this work in any binary,
compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
distribute copies of a Project Gutenberg(tm) work in a format other than
"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
posted on the official Project Gutenberg(tm) web site
(http://www.gutenberg.org), you must, at no additional cost, fee or
expense to the user, provide a copy, a means of exporting a copy, or a
means of obtaining a copy upon request, of the work in its original
"Plain Vanilla ASCII" or other form. Any alternate format must include
the full Project Gutenberg(tm) License as specified in paragraph 1.E.1.

*1.E.7.* Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
performing, copying or distributing any Project Gutenberg(tm) works
unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.

*1.E.8.* You may charge a reasonable fee for copies of or providing
access to or distributing Project Gutenberg(tm) electronic works
provided that

  - You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
    the use of Project Gutenberg(tm) works calculated using the method
    you already use to calculate your applicable taxes. The fee is owed
    to the owner of the Project Gutenberg(tm) trademark, but he has
    agreed to donate royalties under this paragraph to the Project
    Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments must be paid
    within 60 days following each date on which you prepare (or are
    legally required to prepare) your periodic tax returns. Royalty
    payments should be clearly marked as such and sent to the Project
    Gutenberg Literary Archive Foundation at the address specified in
    Section 4, "Information about donations to the Project Gutenberg
    Literary Archive Foundation."

  - You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
    you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
    does not agree to the terms of the full Project Gutenberg(tm)
    License. You must require such a user to return or destroy all
    copies of the works possessed in a physical medium and discontinue
    all use of and all access to other copies of Project Gutenberg(tm)
    works.

  - You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of
    any money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
    electronic work is discovered and reported to you within 90 days of
    receipt of the work.

  - You comply with all other terms of this agreement for free
    distribution of Project Gutenberg(tm) works.


*1.E.9.* If you wish to charge a fee or distribute a Project
Gutenberg(tm) electronic work or group of works on different terms than
are set forth in this agreement, you must obtain permission in writing
from both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
Hart, the owner of the Project Gutenberg(tm) trademark. Contact the
Foundation as set forth in Section 3. below.

*1.F.*

*1.F.1.* Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
public domain works in creating the Project Gutenberg(tm) collection.
Despite these efforts, Project Gutenberg(tm) electronic works, and the
medium on which they may be stored, may contain "Defects," such as, but
not limited to, incomplete, inaccurate or corrupt data, transcription
errors, a copyright or other intellectual property infringement, a
defective or damaged disk or other medium, a computer virus, or computer
codes that damage or cannot be read by your equipment.

*1.F.2.* LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
Gutenberg(tm) trademark, and any other party distributing a Project
Gutenberg(tm) electronic work under this agreement, disclaim all
liability to you for damages, costs and expenses, including legal fees.
YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT LIABILITY,
BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE PROVIDED IN
PARAGRAPH 1.F.3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE TRADEMARK OWNER, AND
ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE LIABLE TO YOU FOR
ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR INCIDENTAL DAMAGES
EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH DAMAGE.

*1.F.3.* LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
written explanation to the person you received the work from. If you
received the work on a physical medium, you must return the medium with
your written explanation. The person or entity that provided you with
the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
refund. If you received the work electronically, the person or entity
providing it to you may choose to give you a second opportunity to
receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
is also defective, you may demand a refund in writing without further
opportunities to fix the problem.

*1.F.4.* Except for the limited right of replacement or refund set forth
in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS,' WITH NO OTHER
WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.

*1.F.5.* Some states do not allow disclaimers of certain implied
warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
provision of this agreement shall not void the remaining provisions.

*1.F.6.* INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
providing copies of Project Gutenberg(tm) electronic works in accordance
with this agreement, and any volunteers associated with the production,
promotion and distribution of Project Gutenberg(tm) electronic works,
harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
that arise directly or indirectly from any of the following which you do
or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg(tm)
work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
Project Gutenberg(tm) work, and (c) any Defect you cause.


   Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg(tm)


Project Gutenberg(tm) is synonymous with the free distribution of
electronic works in formats readable by the widest variety of computers
including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
people in all walks of life.

Volunteers and financial support to provide volunteers with the
assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg(tm)'s
goals and ensuring that the Project Gutenberg(tm) collection will remain
freely available for generations to come. In 2001, the Project Gutenberg
Literary Archive Foundation was created to provide a secure and
permanent future for Project Gutenberg(tm) and future generations. To
learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and
how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 and the
Foundation web page at http://www.pglaf.org .


  Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
                               Foundation


The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the state
of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal Revenue
Service. The Foundation's EIN or federal tax identification number is
64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
http://www.gutenberg.org/fundraising/pglaf . Contributions to the
Project Gutenberg Literary Archive Foundation are tax deductible to the
full extent permitted by U.S.  federal laws and your state's laws.

The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr.
S. Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
throughout numerous locations. Its business office is located at 809
North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
information can be found at the Foundation's web site and official page
at http://www.pglaf.org

For additional contact information:

    Dr. Gregory B. Newby
    Chief Executive and Director
    gbnewby@pglaf.org


Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg Literary
                           Archive Foundation


Project Gutenberg(tm) depends upon and cannot survive without wide
spread public support and donations to carry out its mission of
increasing the number of public domain and licensed works that can be
freely distributed in machine readable form accessible by the widest
array of equipment including outdated equipment. Many small donations
($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
status with the IRS.

The Foundation is committed to complying with the laws regulating
charities and charitable donations in all 50 states of the United
States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
with these requirements. We do not solicit donations in locations where
we have not received written confirmation of compliance. To SEND
DONATIONS or determine the status of compliance for any particular state
visit http://www.gutenberg.org/fundraising/donate

While we cannot and do not solicit contributions from states where we
have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
against accepting unsolicited donations from donors in such states who
approach us with offers to donate.

International donations are gratefully accepted, but we cannot make any
statements concerning tax treatment of donations received from outside
the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.

Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
methods and addresses. Donations are accepted in a number of other ways
including checks, online payments and credit card donations. To donate,
please visit: http://www.gutenberg.org/fundraising/donate


 Section 5. General Information About Project Gutenberg(tm) electronic
                                 works.


Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg(tm)
concept of a library of electronic works that could be freely shared
with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
Gutenberg(tm) eBooks with only a loose network of volunteer support.

Project Gutenberg(tm) eBooks are often created from several printed
editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. unless
a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily keep eBooks
in compliance with any particular paper edition.

Each eBook is in a subdirectory of the same number as the eBook's eBook
number, often in several formats including plain vanilla ASCII,
compressed (zipped), HTML and others.

Corrected _editions_ of our eBooks replace the old file and take over
the old filename and etext number. The replaced older file is renamed.
_Versions_ based on separate sources are treated as new eBooks receiving
new filenames and etext numbers.

Most people start at our Web site which has the main PG search facility:

    http://www.gutenberg.org

This Web site includes information about Project Gutenberg(tm),
including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
